Ho fondato questo blog nel 2015. Credo che almeno 9 produttori di immagini e filmati stock su 10 tra quelli con cui dialogavo all'inizio oggi abbiano abbandonato il microstock.

Il web è così: ci sono talmente tante opportunità e distrazioni che è molto facile perdere l'entusiasmo per qualcosa e dedicare il proprio tempo ad altro.

Agli opposti ci sono fotografi professionisti che, quando ho iniziato a divulgare mi guardavano con sospetto, quando non anche con disprezzo, perché per loro, con quello che insegnavo, ero uno dei responsabili del cambiamento in peggio che il settore della fotografia professionale stava attraversando. Oggi molti di quei fotografi hanno cambiato idea, perché hanno capito che il microstock non c'entra nulla con il fatto che i clienti siano sempre meno disposti a pagare per acquistare immagini e video.

Vendere stock images e stock footage, se si affronta il business con una mentalità al passo con i tempi, è una di quelle cose che può permettere ai professionisti di sopravvivere. Ne è un esempio quello che fatto Andrea Delbò (leggi la sua intervista). E insieme a lui tanti altri che, anziché lamentarsi e incolpare gli altri dei propri problemi, si sono rimboccati le maniche e, alla fine del loro percorso, ci hanno guadagnato dal cambiamento.

La storia che racconto oggi non è quella di un fotografo a tempo pieno che a un certo punto si butta anima e corpo sul microstock. E' quella di chi ha iniziato a produrre stock images e stock footage come secondo lavoro e poi, in un mondo che cambia velocemente, a un certo punto si è visto quasi costretto a farne la propria Attività principale, accorgendosi presto che non è per niente male riuscirci.

Un po' come è successo a me, anche se, a dire il vero, io sono in una fase ancora più avanzata del percorso. Ma questo ve lo racconto in altre pagine di questo sito.

Chi ha scritto l'introduzione

Mi chiamo Daniele Carrer e da diversi anni insegno a fotografi e videomaker a vendere foto e video online nei microstock.

Lo faccio grazie al mio podcast, al mio corso, ai miei libri e raccontando le storie di alcuni produttori che hanno ottenuto risultati concreti con stock images e stock footage.

Chi è il produttore che racconta la sua storia

Marco Cirone è un appassionato di fotografia e ripresa video che negli ultimi anni ha iniziato a vendere le sue immagini e i suoi filmati online.

Dopo aver perso il suo principale lavoro è riuscito a fare del microstock una professione a tempo pieno, non solo producendo contenuti.

Mi chiamo Marco Cirone. Per molti anni ho fatto l'assistente di volo in una compagnia aerea che operava su rotte a lungo raggio. Poi questa è fallita e oggi vivo di microstock.

La scoperta del microstock

Qualche anno fa ho cominciato ad appassionarmi alle riprese video: mondo sconosciuto fino ad allora e, a mio avviso, totalmente diverso dalla fotografia.

Nel web cercavo dei tutorial chiari e, soprattutto, prodotti da persone con una certa reputazione: il nome di Daniele Carrer era ricorrente.

Grazie a lui e al suo corso (guarda di cosa si tratta) ho imparato a:

  • riprendere
  • post produrre
  • vendere quanto da me prodotto.

Le difficoltà iniziali

Nel 2018 sono entrato nel mondo del microstock, più specificamente in quello dello stock footage.

Come Daniele aveva predetto, i primi mesi non ho venduto assolutamente nulla, subendo la frustrazione per la lunga attesa dei primi guadagni. Dopo circa sette mesi, però, qualcuno ha comprato un mio video su Storyblocks (leggi la scheda dell'agenzia).

Poi una seconda vendita il mese seguente su Shutterstock (leggi la scheda dell'agenzia) e altre nei mesi successivi su tutte le piattaforme, Pond5 (leggi la scheda dell'agenzia) compresa.

I risultati il primo anno

A marzo 2019 conclusi il mio primo anno nel mondo del microstock: 18 vendite per un totale di circa 300 dollari. Abbastanza per capire che quel mondo mi piaceva e serviva affilare bene le armi con:

  • analisi
  • perseveranza
  • costanza.

La perdita del lavoro e il microstock a tempo pieno

In quel periodo facevo l’assistente di volo, ma poi le cose sono cambiate.

Nel 2020 la Compagnia Aerea per cui lavoravo è andata in liquidazione e ho perso il lavoro, insieme ad altre 1400 persone (i licenziamenti e, a seguire, il Covid sono roba per stomaci forti).

Nel periodo immediatamente precedente, facevo anche il fotografo per la mia stessa Compagnia Aerea: molte delle immagini che usavano per pubblicizzare le destinazioni di viaggio erano mie. Ne andavo orgoglioso, ma poi anche quel lavoro è terminato insieme alle mie speranze di continuare a fare l'assistente di volo, dopo 25 anni di onorata carriera.

Il microstock è quindi diventato la mia attività principale.

Sono diventato un videografo professionista:

  • produttore di stock footage
  • professionista del metadata keywording.

La definizione professionista nasce da una semplice considerazione, non certo da superbia od ostentazione. Uso gli strumenti che ho appreso con il corso di Daniele:

  1. Ricerco fonti di apprendimento in maniera costante, maniacale
  2. Cerco di imparare nuove tecniche in fase di ripresa e di video editing.
  3. Rinnovo i miei strumenti di analisi del mercato
  4. Prendo contatti con persone che fanno il mio stesso lavoro e con le quali collaboro a progetti video.

Ma non mi è bastato. Ecco perché, alla fine, sono arrivato alla divulgazione, attraverso:

e magari un giorno anche un podcast.

Invento e mi reinvento attraverso tutto questo:

lo stock footage è stato solo il punto di partenza.

La rivoluzione delle piattaforme streaming, in parte a causa del Covid, ha fatto sì che la vendita di video online diventasse un business dalle potenzialità enormi. Mai come in questo periodo c'è stata così tanta richiesta di contenuti video. Per:

  • film
  • serie tv
  • news
  • documentari
  • educatori
  • social (creare filmati in formato verticale è imperativo in questo momento).

Oggi sono un professionista dello stock footage, pur sentendomi sempre l'ultimo arrivato.

Dopo aver caricato per mesi le mie clip su varie agenzie, ho cominciato a stancarmi di essere in balia delle politiche di quest'ultime.

Scrivere:

  • descrizioni
  • parole chiave

era diventato un lavoro immenso che mi portava via tantissimo tempo. La quantità di microstock su cui caricavo era consistente, visto che ne usavo anche di meno conosciuti, come ad esempio la Giapponese Pixta (visita il sito).

Usare BlackBox per il microstock

A un certo punto ho ritirato tutti i miei video e le foto dai microstock e ho iniziato la mia carriera su Blackbox, una piattaforma per lo stock footage che fa incontrare:

  • produttori
  • montatori
  • autori di titoli e parole chiave

dividendo tra questi gli incassi che i video venduti nei microstock generano.

Sono oramai 3 anni che uso questo servizio. Lo reputo il migliore in assoluto del suo genere, anche se ce ne sono altri, alcuni anche parecchio innovativi, come wirestock.io, che fa dell'intelligenza artificiale per l'analisi delle parole chiave uno dei suoi punti di forza. Ma Blackbox va oltre.

Come funziona BlackBox

Io pago alla piattaforma il 15% sul lordo di ogni vendita, ma ciò che mi torna in cambio è di gran lunga superiore. Innazitutto l’essere parte della community su Facebook, fatta di migliaia di persone, professionisti del settore:

  • cinematografico
  • fotografico
  • delle produzioni video

con i quali si instaurano collaborazioni che vanno oltre lo stock footage.

E poi ho la possibilità di lavorare come metadata curator (la persona che scrive titoli e parole chiave) per altri producer: una professione a parte nel mondo dello stock footage.

In realtà ho la fortuna di avere una moglie che è una professionista del settore, lei è quella che in gergo tecnico viene chiamata keywording consultant. Si chiama Alessandra Agri (allopons@gmail.com) devo a lei le mie attuali capacità proprio come metadata curator.

L'analisi e la ricerca delle parole chiave nasce da un insieme di conoscenze che si acquisiscono nel tempo. Dall'utilizzo di strumenti, a volte complessi e poco conosciuti, per l’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO).

A volte si arriva persino ad includere volontariamente parole sbagliate, grammaticalmente inesatte. Il metadata keywording è un lavoro fatto di tantissima pazienza. Non è copia e incolla, che invece è la via più breve per finire nell'ultima pagina dei risultati. Per lo stock footage, se si vuole guadagnare, serve apparire in cima alle ricerche e la strategia per riuscirci richiede studio e lavoro.

I dubbi su BlackBox

A dire il vero, la prima esperienza che ho fatto con BlackBox non mi aveva ispirato né tenerezza né simpatia. Avevo trovato diverse incongruenze e cose che mi davano fastidio, come:

  • non potere cambiare le proprie parole chiave
  • il divieto di cancellare un video, se non previa richiesta

BlackBox era qualcosa di potenzialmente utile, forse proprio la soluzione che cercavo, ma tante cose davvero non le sopportavo e dunque avevo abbandonato l'idea di far parte della loro community.

Mesi dopo, riconsiderando tutto e, stanco di perdere tutto quel tempo con le agenzie, mi sono deciso a far parte di BlackBox. Il risultato finale è che:

  1. continuano ad esserci cose che non trovo logiche
  2. i benefici che ne ho ricavato sono stati di più.

Tra le tante cose, grazie a BlackBox:

  1. Ho partecipato con alcune mie clip alla produzione di un film Americano che sarà disponibile a breve
  2. Ho conosciuto persone di tutto il mondo
  3. Ho avuto l'occasione di lavorare con videografi per shooting di moda ed altro

Il settore del matadata keywording è in continua evoluzione.

BlackBox consente il caricamento su 4 agenzie (Shutterstock, Adobe Stock, Pond5 e Vimeo Stock) in un unico clic. Si paga il 15 percento sul lordo di ogni vendita, ma si vende quasi tutti i giorni: io come content creator e mia moglie come keyworder.

Anche io le do una mano con le keyword quando c'è tanto lavoro. A volte capita di avere in coda centinaia di video. Ma lei oramai è una macchina: produce parole chiave anche quando parla con le persone. L'altro giorno davanti ad un vista meravigliosa qui sul lago Maggiore mi guarda e mi dice:

Marco, che ne pensi di questo panorama con quella barca a vela in formato vertical per i social?

BlackBox apre molte possibilità a chi ha voglia di fare le cose per bene e sul serio.

I risultati raggiunti su BlackBox

Oggi su BlackBox abbiamo raggiunto 14000 clip. Chiediamo il 25% su ogni vendita (lo standard previsto da BlackBox è del 20%, ma facendo noi parte di una lista di curator raccomandati possiamo chiedere di più).

Chi ci affida il suo stock footage deve darci video di alta qualità:

  • movimenti fluidi
  • editing perfetto.

Altrimenti è solo una perdita di tempo.

Guadagnamo 5 o 6 dollari netti per ogni vendita, di più per le licenze estese.

Grazie all’esperienza maturata con BlackBox stiamo lavorando alla descrizione di contenuti anche fuori dalla piattaforma. Chiediamo 2 euro a clip, perché penso che la professionalità debba essere pagata il giusto.

Il nostro lavoro di keywording non scende mai sotto le 49 parole chiave. Gli strumenti che abbiamo a disposizione e che scandagliano il mercato e le keywords più recenti sono vari. Li usiamo tutti. Ed i risultati a volte sono sorprendenti.

Abbiamo scoperto che negli ultimi mesi ci sono tantissimi clienti che cercano la keyword "horizontal". Questo perché c'è consapevolezza tra chi acquista, che il vertical è richiestissimo e di conseguenza molto presente nei risultati mostrati dalle agenzie. Quindi, se non è necessario, i clienti non vogliono nemmeno vedere le clip verticali tra le anteprime.

Questo è il mio lavoro oggi. Non sono più un assistente di volo e sono diventato un content creator per l'industria dello stock footage industry. Scrivo le keyword e faccio il videografo a tempo pieno. Con questo ci porto avanti una famiglia.

Da produttore a divulgatore

Daniele Carrer è stato il mio:

  • mentore
  • guida

nell'intraprendere il business del microstock e non finirò mai di ringraziarlo. Quando posso dico alle persone che possono essere interessate alla vendita di stock images e stock footage di andare a comprare il suo corso.

Anch'io ho creato un corso su Skillshare, una piattaforma che, con un abbonamento mensile, dà accesso a vari tipi di lezione. Il corso si chiama Stock Footage From Learning To Earning. Spiega tante cose (incluso come far parte di BlackBox, al quale sono dedicate 4 delle 24 lezioni).

Ho iniziato a divulgare affiancando al corso ogni strumento che serve a farmi conoscere, incluso un blog. Tra il mio corso, la scrittura delle keyword, produrre nuovi contenuti per vendere stock footage e per il mio canale Youtube, a un certo punto non avevo più tempo per vivere sereno. Quindi, anziché vendere il corso direttamente, ho affidato tutto a Skillshare per risparmiare tempo:

ho rinunciato a un po' di guadagni, ma per adesso va bene così.

Marco Cirone - info@cinematicworldacademy.com

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