Videoblocks: l'agenzia di stock footage che è diventata Storyblocks

Videoblocks è stata un'agenzia di stock footage dal 2014 al 2019. Parlo al passato, nonostante tutt'ora, all'interno del progetto in cui è confluita, ovvero Storyblocks (scopri di più su Storyblocks) l'url videoblocks.com ogni tanto appaia.

Su Storyblocks si possono scaricare spezzoni di video:

  • illimitatamente
  • scegliendo tra una collezione di oltre 800 mila

a 39 euro al mese, ovvero a metà del prezzo che fanno pagare Shutterstock e Adobe Stock per un singolo video. Sembra incredibile, ma è tutto vero, e potete verificarlo di persona in questa pagina.

Il brand Videoblocks è sparito, e credo sia solo una questione tecnica che richiede un altro po' di tempo quello di migrare anche gli indirizzi internet. La stessa homepage esiste ancora ed è indicizzata da Google, ma se cliccate sul link arrivate sulla homepage di Storyblocks.

Videoblocks: la storia

Per molti anni, per me che sono un produttore di stock footage, Videoblocks ha rappresentato un'entrata fissa. Se si considera che i contenuti li avrei creati comunque per venderli su

e che il caricamento non necessitava di una ripetizione dell'inserimento di titoli e keyword, potendo sfruttare grazie ai .csv le informazioni già inserite negli altri micrsotock, quando nel settembre 2019 hanno smesso di vendere stock footage e sono spariti visto che Storyblocks ha cambiato modello di business, senz'altro mi è dispiaciuto per le migliaia di euro l'anno che ho perso per colpa di quella decisione.

Ma andiamo per ordine: vi spiego come è andata.

2015: 3 mila dollari solo per partecipare alla collezione

Videoblocks nasce all'inizio del millennio, come tanti altri microstock. A differenza dei concorrenti (Shutterstock, Istockphoto, Dreamstime), che si concentrano sulle vendite singole, Videoblocks ha un modello di business alternativo:

  • la vendita di abbonamenti,

comprati i quali si può scaricare un numero illimitato di video.

L'elemento di differenziazione c'è ma, vista la scarsa qualità della collezione proposta, c'è anche il problema di trovare i clienti che, invece, su siti come Shutterstock, Fotolia e Pond5, possono trovare stock footage di gran lunga migliore, anche se a prezzi ben più alti.

A quel punto Videoblocks decide di lanciare il Marketplace: una collezione che mira ad alzare il livello dei contenuti che propongono e a fare concorrenza agli altri microstock.

Poco dopo quella decisione, alla fine del 2015, quelli di Videoblocks quindi mi contattano dopo aver visto il mio portfolio su un'agenzia concorrente, chiedendomi di contribuire al Marketplace del loro sito (la collezione All You Can Download, che già avevano, era creata sfruttando i contenuti di videomaker selezionati ad invito).

La proposta che mi fecero fu:

Perché non ci mandi i tuoi lavori visto che guadagnerai il 100% sulle vendite?

La mia risposta fu:

Sì, però voglio 3 dollari per ogni clip che mi selezionate (ne avevo 9 mila su Pond5).

Quello è il momento in cui di solito gli incaricati delle nascenti agenzie spariscono. Se ci pensate, il mio non era un ragionamento sbagliato, neppure vedendo le cose dal punto di vista della stessa Videoblocks:

Il pannello di controllo della mia area utente di Shutterstock

Quella qui sopra è la mia dashboard di Shutterstock qualche tempo fa. Già all'epoca segnava più di 35 mila dollari di incasso (oggi sono ben oltre i 40 mila).

Visto che Shutterstock paga il 30% ai produttori significa che, solo grazie ai miei contenuti, avevano guadagnato più di 70 mila dollari.

Stavo quindi chiedendo a Videoblocks quello che, se avessero prodotto una quantità di introiti simile a quella di uno dei loro diretti concorrenti, come d'altronde promettevano nelle mail con cui mi avevano contattato, si sarebbero ripagati nel giro di qualche mese la cifra che chiedevo.

In realtà, garantendo al contributor il 100% delle royalties (altra cosa magnifica), loro non ci guadagnavano nulla sulle mie vendite, però ovviamente non essendo un associazione benefica, con i miei contenuti e quelli di altri produttori cercavano una ribalta per i loro abbonamenti, che invece vendevano guadagnando l'intero importo pagato dai compratori.

Tale ribalta, visto che il microstock è un business, aveva un costo che, dal mio punto di vista e da quello delle regole dell'economia, andava quantificato al valore più vicino che c'era sul mercato.

La trattativa

Quanto appena detto conferma, una volta per tutte, che produrre microstock è una questione:

  • imprenditoriale,
  • non artistica.

In un primo momento il dialogo si inabissò. Ventisettemila dollari (3 dollari x 9 mila clip) erano davvero tanti per un'Agenzia di quel livello e, francamente, nell'approcciarmi ad una trattativa uso sempre la strategia del sindacalista:

  • chiedo 100;
  • per ottenere 10

sapendo che dall'altra parte, se sono interessati, arriverà presto un rilancio. In quel caso purtroppo non fu subito così, perché sfoderarono una risposta classica che tante altre nascenti agenzie mi hanno dato in situazioni analoghe nei miei 10 e oltre anni di attività:

ti faremo sapere

Che non è di per sé sinonimo di non sentirsi più, perché nella gran parte dei casi chi ha zero possibilità di continuare l'affare di solito nemmeno risponde.

Infatti, qualche mese dopo, mi ricontattarono:

Mail di Videoblocks

ti possiamo offrire 3 mila dollari una tantum per vendere le tue clip nel nostro marketplace (oltre ai normali guadagni).

Cogliendo la palla al balzo, senza intavolare ulteriori botta e risposta, accettai subito, proprio perché avevo capito che era un'offerta irripetibile, come dimostravano i tantissimi altri casi in cui nuove Agenzie mi avevano chiesto di contribuire, scappando alle mie prime richieste di essere pagato in anticipo.

Un paio di mesi dopo aver ricevuto i 3 mila dollari, consigliai ad un amico di caricare lì i suoi contenuti, peraltro di qualità decisamente al di sopra della media, e feci da tramite contattando alla mail diretta le persone con cui mi ero interfacciato nella trattativa che avevo svolto. Nonostante qualche settimana prima i toni fossero sempre stati di massima disponibilità, volendo improvvisarmi psicologo, ne ricevetti una risposta rispettosa, ma un po' scocciata.

Il tuo è stato un pagamento straordinario, non ne facciamo più anche perché con il marketplace ci stiamo perdendo.

Caricare stock footage senza perdere tempo

Il bello di quella situazione era che Videoblocks accettava i .csv scaricati da Pond5. Quindi non dovevo descrivere da zero 9 mila clip, lavoro che mi avrebbe occupato ben più di un mese e che non sarebbe stato conveniente per solo 3 mila dollari.

La sfortuna mia dell'epoca era che non lavorava ancora con la professionalità che mi distingue oggi.

Non usavo nessuna regola per nominare univocamente i miei video, come oggi insegno a fare nel mio corso (guarda in cosa consiste il mio corso). Persi quindi dei giorni lavorativi per correggere l'errore, ma non tanti da considerare pochi quei 3 mila dollari che mi avevano dato.

Il 100% di commissione

Dal 2015 fino al 2018 Videoblocks ha dato il 100% di commissione ai produttori. Tanti visitatori del sito e ascoltatori del mio podcast, quando lo capivano, cominciavano a chiedersi (e a chidermi):

Come fanno quelli di Videoblocks a dare il 100% del prezzo di vendita ai produttori?

La mia prima risposta era:

In realtà è un po' meno del 100% del prezzo

Screenshot delle vendite di video su Videoblocks Nelle vendita di video Full HD era circa l'86%, perché bisognava sottrarre:

  • le commissioni della carta di credito (3,6%)
  • le tasse alla fonte (8% se si compila il W8-BEN, 30% se non lo si faceva).

Il motivo per cui potevano elargire tali royalty è lo stesso per il quale certi supermercati vendono sottocosto. Garantirsi dei clienti che entrano in negozio (o nel sito) per poi provare a vendergli altro.

Videoblocks cercava semplicemente dei produttori che tenessero alto il livello della collezione del Marketplace, sperando che il sito guadagnasse fama e vendesse abbonamenti della collezione All You Can Download che, una volta prodotta, essendo consegnata digitalmente, non aveva costi di distribuzione e quindi dava a quelli Videoblocks un guadagno pressoché del 100%.

Purtroppo però quel 100% non è durato per sempre, ma questo lo spiego dopo.

Il contesto storico del microstock in cui Videoblocks è nata

Con la sua politica aggressiva Videoblocks è riuscita a nascere, prosperare e alla fine confluire in un progetto più importante, in un periodo in cui sembrava impossibile riuscirci, visto che dopo il 2010 il mercato del microstock era già maturo e popolato da giganti difficili da scalzare.

Il suo segreto è stato:

  • non aver paura di fare investimenti,
  • trovare un modello di business differenziante,
  • accettare di lavorare in perdita per diversi anni.

Nel tempo ho visto nascere e morire tante idee del genere, quindi do atto a Videoblocks di avere fatto meglio di tutti gli altri, anche perché a differenza di:

e della quasi totalità dei microstock, Pond5 escluso, è dura iniziare a vendere stock footage senza essere prima partiti dalle stock images.

Ovviamente, questa estrema concorrenza tra agenzie è una manna dal cielo per noi produttori che, nel caso si possa contare su un portfolio ricco, diventiamo oggetto di campagna acquisti, (in proporzioni minori) come se fossimo dei top player calcistici.

In generale, essendo praticamente finita l'era di:

ovvero di quelle Agenzie che pagavano più di 100$ a vendita, oggi è dura per noi guadagnare così tanto per un singolo video. Fatte salvo le licenze estese di Shutterstock.

Marketplace e collezione All You Can Downlaod

Videoblocks aveva, appunto, due collezioni dalle quali si potevano comprare video:

  • Marketplace
  • All You Can Download

La prima prevedeva video di un livello di qualità quasi allineata alla concorrenza dei vari:

per quanto fossero in numero inferiore.

Su Videoblocks, però, costavano meno che altrove:

  • 49$ una singola clip full HD (contro i 79$ di Shutterstock e Adobe Stock),
  • 199$ una singola clip 4k.

La Collezione All You Can Download era l'affare più economico in assoluto sul mercato.

Prevedeva:

  • più di 100 mila clip da scaricare illimitatamente (molte meno di quelle disponibili con gli attuali abbonamenti di Storyblocks);
  • un costo di 149 dollari l'anno (contro i 199$ attuali di Storyblocks).

La qualità era scarsa, pur essendoci (raramente) qualche cosa di ottimo livello, in particolare:

  • riprese registrate con l'elicottero nelle grandi città americane;
  • ultra slow motion.

Se però si cercavano contenuti che avevano come soggetti le persone, il materiale che si trovava era unicamente americano, e inserire quel footage in progetti destinati a mercati diversi non era sempre conveniente.

Ritratto di una famiglia americana tratto da un video in vendita su Videoblocks

Per quanto riguarda i video registrati in interni erano quasi sempre molto scarsi a livello di illuminazione, e avevano poco di professionale e, non ultimo, si sceglieva tra solo 100 mila clip mentre i concorrenti come Shutterstock ne avevano già più di 10 milioni pubblicate.

Quindi, la collezione All You Can Download di Videoblocks era uno scendere a compromessi per chi non aveva budget.

I miei risultati con Videoblocks

Vendite su Videoblocks a novembre 2016 di Daniele Carrer

Videoblocks è stata, nel periodo in cui vendeva i miei contenuti ,mediamente la mia terza agenzia più redditizia, con mesi da 800 dollari incassati. Alcune volte anche la seconda, davanti a Shutterstock e dietro solo all'inarrivabile Pond5.

Fino al 2016 il mio mese medio su Videoblocks viaggiava abbastanza costantemente sulla decina vendite, anche ad agosto: Incassi su Videoblocks ad agosto 2016

Il problema è che da quel punto in poi c'è stato un costante calo, dovuto alla ricalibrazione del loro algoritmo di ricerca che ha favorito la collezione All You Can Download rispetto al Marketplace.

In altre parole, se un potenziale compratore scriveva un parola chiave perché aveva bisogno di video di quel soggetto:

  • nel 2016 Videoblocks mostrava 9 contenuti del Marketplace e uno della collezione All You Can Download
  • nel 2017 e nel 2018 gradualmente Videoblocks si è mossa verso uno scenario contrario.

In altre parole: acquisiti i produttori che potevano fornire loro stock footage di altissimo livello, ha iniziato la sua transizione ad un modello di business più sano, quindi a favore di quella parte di collezione (gli abbonamenti) su cui ci guadagnavano.

Compratori multipli di footage girato in Austria

Da quello che avevo notato fin da subito, un'altra buona notizia relativa a Videoblocks, era che i compratori che si rivolgevano al loro sito appartenevano alla magica categoria di quelli che acquistavano più clip dello stesso soggetto. Il sogno di ogni produttore di stock footage come me.

Eccone un esempio:

Screenshot di vendite di footage ottenute su Videoblocks Nell'estate del 2012, in tempi di gran caldo, andai con un amico a farmi un giro in giornata in Carinzia, nell'Austria sud orientale, che si trova più o meno ad un paio d'ore d'auto da casa mia.

Se voi utilizzate lo strumento che pesa la vendiblità delle keyword che insegno ad usare nel mio corso e che non posso approfondire qui altrimenti i miei lettori paganti si arrabbiano, le due principali città di quella regione:

  • Klagenfurt,
  • Villach,

hanno un valore alto.

Il problema nel riprenderle in quel momento, anche perché si trattava più di un viaggio turistico che produttivo, era che essendoci troppo caldo la gente che entrava nelle riprese era vestita in maniera troppo "stagionalizzata" (leggete questo post a riguardo).

Di conseguenza, non ho mai venduto tantissimo con il footage girato quel giorno.

Anni dopo, però, le solo 3 vendite contemporanee ottenute su Videoblocks mi hanno portato 130 dollari di incasso, ovvero al pagamento di:

  • autostrada,
  • gasolio
  • (parzialmente) disturbo (per lo stipendio vero ci pensano le royalty ottenute nel tempo con le altre Agenzie).

Il bello del microstock è proprio questo: permetterti di impegnare diversamente un giorno libero e guadagnarci anche ad anni di distanza. Almeno non vi fermate alle foto ma create anche stock footage, che è il contenuto che rende di più.

Diventare videomaker, se si sa già fotografare, non è così difficile e, a livello di attrezzatura, non richiede, oltre alla macchina fotografica che già avete, nient'altro che un buon cavalletto.

260 dollari al risveglio

Chi come me è produttore da tanti anni, sa che la sensazione che si ha quando arriva un report di vendita è di gran lunga migliore se quel momento appartiene ad una giornata di ozio.

Guadagnare è sempre bello per qualunque persona non ipocrita ma, per come è costruita la società, è normale aspettarsi un risultato economico solo se questo arriva dopo ore di duro lavoro. Invece, leggere 5 mail come quelle qui sotto, dopo qualche ora di snowboard, poteva donare una serenità indescrivibile in un mondo senza più certezze.

Screenshot di una mail dopo una vendita su Videoblocks.com

Per la cronaca si trattava di 43,39 dollari di guadagno per ogni messaggio ed erano relative ad un viaggio che avevo fatto a Parigi anni prima. Quello rimarrà per sempre il mio giorno più redditizio su Videoblocks.

Come informavano delle vendite

Le agenzie di microstock informano noi produttori delle vendite tramite una pagina nell'area utente. Alcune di queste, come Pond5 tutt'oggi e all'epoca Videoblocks, lo fanno anche tramite mail:

  • Pond5 con un messaggio riassuntivo giornaliero (nelle giornate in cui ci sono vendite);
  • Videoblocks con un messaggio subito dopo ogni vendita.

Per quanto riguarda la frequenza di quest'ultimo, posso dire che quelli di Videoblocks non fossero immediati nel dare le comunicazioni.

Mi spiego meglio. Guardate questo screenshot:

Vendite avvenute in un giorno su Videoblocks

Da questa tabella si evince che avrei effettuato 8 vendite in un solo giorno. Non sono un esperto di statistica, ma considerato che si tratta di contenuti molto diversi tra di loro, il report è quanto meno sospetto, visto che 8 vendite sono di più di quanto avevo ottenuto in alcuni mesi interi di quell'anno, il 2018.

E' vero che cambierebbe poco se i guadagni indicati fossero relativi, per esempio, all'intera settimana precedente, e quindi fossero stati semplicemente certificati in ritardo, ma in un mondo in cui bisogna fidarsi, come succede nel microstock, per motivi di trasparenza posso dire che Videoblocks non aveva un atteggiamento professionale, anche se, alla fine, lo dico per completezza di informazione, ha comunque sempre pagato in modo puntuale.

2018: l'inizio della fine

A partire dal 2018 Videoblocks ha iniziato ad essere più selettiva sui contenuti. Molti nuovi produttori, che grazie al Marketplace avevano iniziato a guadagnare con lo stock footage, a un certo punto si sono visti arrivare una mail del genere:

We have reviewed your image portfolio and are currently prioritizing content that best meets the needs of our Marketplace customers. While we are not accepting your content at this time, we will retain your information and you may hear from us in the future. In the meantime, feel free to review our Submission Requirements to ensure your content meets our quality and technical standards. We appreciate your interest in the Storyblocks Marketplace.

che tradotta, significava sostanzialmente:

i tuoi video ci piacciono, ma per il momento non ci interessano. Però se le cose cambiano ti facciamo sapere.

Commissioni per i produttori dimezzate al 50%

Nell'estate del 2018 è arrivato un altro brutto scherzetto.

Il 15 agosto 2018 le commissioni riservate ai produttori sono passate dal 100% al 50%, allineando Videoblocks a quanto faceva Pond5 e facendo comunque meglio di Shutterstock che invece pagava (e paga tutt'oggi) il 30%.

Poi i prezzi del Full HD sono passati da 49 a 79 dollari.

Decisioni che non sono state altro che il preludio alla fine del Marketplace di Videoblocks, quando il progetto, almeno in parte, era già confluito in Storyblocks, un'agenzia che oltre allo stock footage, vendeva anche:

  • stock images,
  • musica per video.

e altri contenuti multimediali. Convenientissimi per chi compra, considerato il prezzo basso, ma altrettanto sconvenienti per noi produttori, visti gli incassi modesti che generano.

Nel settembre 2019 il Marketplace ha chiuso definitivamente.

Storyblocks un mese prima ha chiesto a tutti i produttori che vi partecipavano di accettare di vendere in abbonamento lo stock footage che avevano in vendita, in cambio di una percentuale sugli abbonamenti irrisoria.

Vi faccio un esempio. Se un cliente compra un abbonamento illimitato su Storyblocks, che costa 39 dollari al mese, e in quel mese scarica 500 video, quello che spetta al produttore del singolo video è il 50% di 39 dollari, diviso 500.

Fate un po' voi i calcoli.

Addio Videoblocks, ci manchi tanto.

Daniele Carrer

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