Qualsiasi fotografo che abbia provato a vendere le sue foto (e i suoi video) online nei microstock, sa che Shutterstock è un agenzia che ha ottime performance di vendita:

  • con le foto (stock images),
  • con i video (stock footage).

Anche perché, almeno se si ha un buon budget, è per i compratori il luogo migliore dove comprare contenuti, insieme ad Adobe Stock, come spiego in questa guida dedicata proprio a chi le immagini e i filmati li vuole acquistare.

In questa pagina cerco di vedere invece le cose dal punto di vista dei produttori, basandomi sulla mia lunga esperienza personale. Dal 2007 sono specializzato in stock footage e Shutterstock è la mia seconda agenzia più redditizia dopo Pond5 (leggi la scheda di Pond5).

Questo è il mio pannello di controllo:

Pannello di controllo che mostra i guadagni di un produttore su Shutterstock

e quegli oltre 40 mila dollari sono i mie incassi fino ad ora.

I numeri sono incontestabili e non so quanti in Italia possano contare sulle mie stesse cifre. Almeno considerando il tempo che ho dedicato a questa attività non è, nei miei oltre 10 anni di attività, quello che si dedica ad un lavoro a tempo pieno.

A proposito, in questa pagina parlerò di Shutterstock se siete interessati a vendere contenuti in quest'ultima. Se invece siete interessati a comprarli, vi consiglio quest'altra mia guida.

La mentalità del fotografo medio italiano, anche quello bravo con tanti anni di professione alle spalle, purtroppo non è compatibile con la vendita di foto e video online. Se si tratta invece di lamentarsi allora siamo i primi ad affollare i:

  • forum,
  • gruppi Facebook.

Ecco perché i fotografi italiani non vendono bene su Shutterstock

Vi dimostro queste mie frasi forti, proprio usando Shutterstock. Andate nella homepage e digitate:

Homepage di Shutterstock

  • Colosseo

nella stringa di ricerca.

Mantenendo l'ordinamento di default, che Shutterstock definisce Immagini Popolari. Appaiono le foto che l'agenzia crede siano più facili da vendere.

Questo perché lo scopo di ogni business è guadagnare più soldi possibili, ed essendoci molte agenzie concorrenti, se non si mostra ai propri potenziali clienti i contenuti che vogliono questi vanno altrove a comprarli.

Lo strumento che i microstock usano per ottenere questo è un algoritmo, che pesa:

  • quantità di file venduti
  • rapporto tra clic e acquisti
  • data di caricamento.

ed altri parametri che non dichiara per mettere di fronte agli occhi di chi fa una ricerca una lista dei contenuti che verosimilmente lui è più predisposto a comprare.

Se un compratore interessato ad acquistare contenuti su Shutterstock scrive:

  • Colosseo (Colosseum in inglese)

questa è la schermata che gli appare:

Risultati su Shutterstock della ricerca con la parola Colosseo

Niente di strano fin qui. L'analisi più approfondita, la si fa cliccando sulle singole foto, perché si arriva su una pagina del genere:

Pagina di vendita su Shutterstock di una foto del Colosseo

Fate pure le vostre prove, ma la quantità di nomi italiani di fotografi è davvero poca. E, sarò uno che pensa male, dubito che siano degli alias.

Sto parlando del Colosseo, cioè del simbolo dell'Italia, che è situato nella città che è la sede delle principali scuole di:

  • cinema
  • fotografia del Paese

senza che gli studenti di quelle Istituzioni abbiano mai pensato di contribuire al mercato del microstock, accecati dalla tipica mentalità che vige nell'ambiente dello spettacolo, ovvero quella di avere successo facendosi qualche amico importante, perché questo un giorno si ricorderà di te.

Il tutto senza essere minimamente interessati a come cambia il mondo. Nella società che viene avanti, fatta di:

  • start up
  • innovazione
  • merito

pensarla in quel modo può solo prolungare la propria agonia professionale.

Rinchiudervi in una casa condivisa fino a 50 anni, facendovi mantenere dai vostri genitori finché saranno al mondo. Scusate lo sfogo.

Submit Shutterstock: tutorial di iscrizione

Per registrarsi su Shutterstock bastano 5 minuti e, ovviamente, è tutto gratuito. A proposito: se un'Agenzia vi chiede soldi per vendere i vostri contenuti, si tratta di una fregatura, quindi lasciate perdere. Quelli che guadagnano davvero:

  • Shutterstock,
  • Adobe Stock (visita la pagina da cui puoi iscriverti ad Adobe Stock),
  • Pond5 (visita la pagina da cui puoi iscriverti a Pond5),

non vi chiedono nulla, se non una percentuale sulle vostre future vendite. Collegatevi a submit.shutterstock.com e cliccate il bottone rosso:

Homepage per i contributor di Shutterstock che vogliono registrarsi

  • Get Started

Prima cosa importante. In alto a destra, dove adesso c'è scritto English, c'è anche la possibilità di impostare la lingua italiana. Non fatelo, anche se la tentazione è grande.

La lingua del microstock è l'inglese. I traduttori che le agenzie usano, come tutti i traduttori non umani che ci sono adesso, non sono efficaci sulle singole parole (lavorano invece bene sulle frasi).

Quindi, partire con uno strumento che traduce pesca (il frutto) con fishing non è un grande affare.

Nella schermata successiva:

scrivete:

  • il vostro nome
  • il nome utente che preferite, e che potrebbe essere lo stesso che avete usato su Pond5 e altre agenzie
  • la vostra email
  • una password.

Mettete il segno di spunta per certificare che avete almeno 18 anni e siete d'accordo con i termini del servizio e con la normativa sulla privacy. Dopo averlo fatto cliccate:

  • Next

Riceverete immediatamente una mail con un link:

Se lo cliccate sarete reindirizzati in una pagina dove dovete scrivere il vostro indirizzo.

Dopo averlo fatto, cliccate:

  • Next

In questa pagina:

dovete caricare una copia digitale del vostro documento di identità, per proteggere, così dicono loro, le proprietà intellettuali dei produttori e per velocizzare le operazioni di pagamento. Io non posso rifarlo perché ho già un altro account con il mio documento associato.

Da adesso in poi Shuttertock impiega di solito 3 giorni lavorativi per controllare che sia tutto apposto.

Vendere su Shutterstock: tutto quello che c'è da sapere

Guadagnare con il microstock, ovvero con la vendita di foto e video online su agenzie come Shutterstock a prezzi che vanno:

  • dai 79 dollari ai 199 dollari per i video, a seconda della risoluzione e del tipo di abbonamento che acquista il cliente,
  • da un dollaro a 10 dollari per le foto, a seconda del tipo di abbonamento che acquista il cliente

non è più tanto facile come quando questo business è nato.

Nel 2009, parlo per esperienza personale, con una telecamera scassata ripresi gli Champs-Elysées da Place de la Concorde (siamo a Parigi, se non l'avete capito). Per un video di 10 secondi, fatto nemmeno tanto bene, ho guadagnato solo su Pond5 1500 dollari, come testimonia lo screenshot qui sotto:

Guadagni su Pond5 di un video di 10 secondi

Vale a dire che, da viaggiatore low cost, con pochi secondi di filmato mi sono ripagato quel viaggio e tanti altri.

Oggi non è più così, almeno se create contenuti travel.

Se invece cambiate soggetti, o quanto meno vi portate in viaggio un amico o un'amica per riprenderli davanti a sfondi famosi:

  • mentre controllano lo smartphone,
  • mentre guardano il tablet,
  • mentre reggono una mappa

quelle cifre che ho appena citato sono (forse) raggiungibili. Domenico Fornas, uno degli studenti del mio corso, riprendendo il suo braccio ha guadagnato quasi 2 mila euro (leggi la sua storia).

Questi sono i suoi best seller su Shutterstock:

Risultati di vendita di stock footage su Shutterstock

Per quanto riguarda i soggetti da scegliere per guadagnare e gli strumenti per capirli, è difficile farlo in questa pagina perché, come tutte le cose dove c'è di mezzo il guadagno, non è facile farlo in breve tempo.

Anche quelli, li spiego approfonditamente nel mio corso (scopri di più sul mio corso per vendere foto e video online).

Per quanto riguarda gli aspetti tecnici per vendere su Shutterstock provo a spiegare tutto qui sotto.

Strategie per vendere di più

Su Shutterstock si possono fare tanti soldi, ma solo se si fanno le cose nel modo giusto, che nel microstock non vuol dire essere solo dei bravi fotografi, ma vuol dire essere anche e, aggiungo io, soprattutto dei bravi imprenditori.

In questo video, meglio che con mille parole, spiego quanto si guadagna:

L'indicizzazione è uno dei fattori che più determinano le vendite di un contributor di stock images e stock footage. Ed è anche uno degli elementi più sottovalutati da fotografi e videomaker, visto che è molto noioso studiare il metodo per far apparire ai compratori i propri contenuti rispetto a riprendere e fotografare.

Proprio per questa debolezza dei vostri concorrenti, se volete guadagnare, vi conviene invece considerarlo un aspetto fondamentale.

Cerco di usare parole semplice:

  1. un cliente scrive una parola chiave su Shutterstock (poniamo New York)
  2. gli appaiono migliaia di immagini o di video.

Risultati per la ricerca di stock images con la keyword "New York" su Shutterstock

Per un produttore che vuole vendere è fondamentale che i suoi contenuti siano in cima a quella lista, perché nessun compratore avrà mai il tempo di guardare le milioni di foto di New York che Shutterstock ha nella sua collezione.

In generale, i motori di ricerca sono fondamentali per fare business nel web (e in questo sito il microstock è un business, per quanto per tanti sia solo un hobby).

Se però qualcuno vi propone dei trucchetti magici per fregare l'algoritmo, diffidate di lui, perché il suo livello di onestà è lo stesso di quelli che vi riempiono la casella di posta elettronica di formule vincenti per fare i soldi in due giorni.

Per quanto riguarda Shutterstock, per aumentare la visibilità, la migliore strategia è caricare contenuti che cerca il mercato, buoni dal punto di vista tecnico. Se questi hanno effettivamente successo, Shutterstock fa aumentare di ranking il produttore e tutti i suoi contenuti.

Per riuscire ad arrivare in cima alle liste mostrate ai clienti, ci sono tante teorie che si basano in parte su delle congetture, in parte su delle dichiarazioni che la stessa Shutterstock ha fatto.

Alla prima categoria (le congetture) appartiene l'idea che la quantità di contenuti invenduti che c'è nel proprio portfolio abbassi l'indicizzazione dell'intera collezione di un produttore. Di conseguenza qualcuno si chiede:

se dopo qualche anno la propria foto o il proprio video rimangono invenduti, conviene cancellarli?

Confesso che in passato io ho cancellato parte dei miei file, proprio per questo motivo. L'ho fatto perché appartenevano al mio primo periodo da produttore ed erano:

  • brutti
  • obsoleti (ho cominciato a caricare video nel 2006, quando ancora c'era la definizione standard, 4/3, mentre oggi c'è il 4k).

Però sono diversi anni che non faccio più una cosa del genere, perché la perdita di tempo che ne deriva non credo dia risultati così apprezzabili a livello di migliore indicizzazione del resto del portfolio.

Come in tutti business, nel microstock è sempre necessario valutare:

  • costi
  • guadagni,

non solo in termini economici (anche di tempo).

Le licenze estese

A proposito di prezzi.

Nel video in cima alla pagina vi ho spiegato a che cifre Shutterstock vende i nostri contenuti. Noi, da produttori, guadagniamo il 30% di quanto pagano i compratori.

Esiste però un'eccezione (ai prezzi, non alle percentuali). Grazie alle licenze estese, ovvero a dei particolari tipi di contratto che Shutterstock vende quando il cliente deve usare:

  • stock images,
  • stock footage

in progetti più grandi di quelli personali, ogni tanto a noi fotografi e videomaker capita di ottenere delle vendite che ci fanno incassare oltre 100 dollari l'una che.

In un mercato come il microstock che tende a livellare i prezzi verso il basso, non è male.

Quello che vedete qui sotto è il sommario delle mie vendite di un mese:

La dashboard di Shutterstock

Concentrandomi sullo stock footage la media di queste, relativamente alle royalty che mi vengono pagate, va dai 10 ai 20 dollari.

Noterete però che nell'ultima riga quella cifra sale a circa 30 (61,47:2). Questo è conseguenza proprio delle licenze estese che, a seconda di come vengono acquistate:

  • singolarmente
  • con i diversi tipi di abbonamento.

Generano quel genere di cifre e possono arrivare anche a più di 100 dollari. Eccone un esempio:

Dettaglio delle vendite di Shutterstock del I settembre 2016

Lo screenshot qui sopra dovrebbe dare nuova linfa anche alle vostre aspettative di produttori in erba (o di produttori da 20 euro al mese), perché:

  • 90$ per un time-lapse del Colosseo
  • 90$ per un time-lapse della Torre di Pisa

sono un buono incasso, se si pensa che sono riprese alla portata di tutti. Per altro, non sono le sole vendite di quegli specifici video, già ampiamente venduti in passato e che fanno salire il totale degli incassi a centinaia di dollari per singolo stock footage.

Come selezionare la licenza editoriale su Shutterstock

Quando riprendete o fotografate qualcosa, e in quell'immagine c'è:

  • un elemento protetto da copyright
  • una persona riconoscibile,

se non vi siete fatti firmare una liberatoria, dovete dire all'agenzia che quel contenuto va venduto con la licenza editoriale. Altrimenti sorgono problemi che vi consiglio di non sottovalutare.

Potete approfondire l'argomento comprando il mio corso, dove c'è un video apposito a riguardo, o leggendo questa pagina:

Il contenuto che vedete sotto è l'apoteosi della licenza per uso editoriale usata come scappatoia alle Leggi sul copyright, perché il logo Burger King è il motivo principale della vendita del video, e non c'entra nulla con le news.

Pagina di selezione della licenza editoriale su Shutterstock

Per rispettare le linee guida di Shutterstock, come prima cosa bisogna selezionare il segno di spunta sulla destra, in corrispondenza della voce:

  • Editorial use only (vedi screenshot qui sopra).

Poi, e questa è la cosa più fastidiosa, bisogna creare una descrizione uguale a quella che vedete nello screenshot:

  • CITTA' - DATA: (chi) (cosa fa)

facendo attenzione ad indicare i tempi verbali al presente. Per vedere le linee guida complete di Shutterstock, se parlate l'inglese, vi conviene comunque cliccare qui.

Il vero problema è che se utilizzate i .csv per trasferire le descrizioni che avete precedentemente inserito su Pond5, come vi consiglio di fare visto che si risparmia un sacco di tempo (anche questo lo insegno nel mio corso), allora dovete rifarle manualmente una volta che le avete importate nella pagina di Shutterstock.

Purtroppo è fastidioso, ma se lavorate senza metodo non c'è altra strada per farlo.

La stretta di Shutterstock sui contenuti editoriali

Tempo fa ricevetti questa mail da un ascoltatrice del mio podcast:

Io spesso fotografo e vendo come editoriali opere di architetti noti. Oggi Shutterstock mi ha rifiutato delle foto di un'architettura famosa, nello specifico la chiesa di Ronchamp di Le Corbusier, con la seguente motivazione:

" Non-Licensable Content: Due to legal compliance restrictions, we cannot license this content in our collection."

So che c'è la proprietà intellettuale per le opere d'arte e per le architetture, ma avevo capito che questa si poteva superare vendendo i contenuti come editoriali. Altrimenti come sarebbe possibile fotografare le città che sono piene di edifici e monumenti?

Shutterstock, come ogni multinazionale, valuta seriamente il pericolo delle cause legali.

Essendo una materia grigia quella dell'utilizzo di contenuti protetti da copyright, pur solo con la licenza editoriale, ogni tanto Shutterstock fa delle eccezioni alle sue politiche. Si comporta in questo modo, per esempio, con i parchi Disney. Shutterstock non accetta più i contenuti creati lì, nemmeno come editoriali. Pond5 invece sì.

Alla fine la licenza editoriale è solo una scappatoia legale per permettere alle agenzie di vendere contenuti sorpassando le Leggi a tutela:

  • del copyright
  • della privacy.

A volte però alcune agenzie scelgono di non tenere troppo la posizione.

Shutterstock da un po' di tempo a questa parte, infatti ha adottato una politica molto prudente in materia, ma si tratta solo di una linea editoriale, perché la tutela del copyright nei nostri ordinamenti è contrapposta al diritto che tutti i Cittadini hanno di documentare e di informarsi attraverso la fruizione di immagini, la cui diffusione non può essere vincolata all'approvazione di chi detiene il copyright del soggetto ripreso.

Orgosolo

Dettaglio di un murales ad Orgosolo
Un altro lettore poco dopo mi scrisse rattristito dal fatto che Shutterstock aveva rifiutato le sue foto dei murales di Orgosolo.

Io gli consigliai di resistere, facendo notare che il suo contenuto era stato rifiutato per motivi di copyright, ma nella loro collezione c'erano decine di foto dello stesso soggetto.

A quel punto Shutterstock gli diede un'ottima risposta dal punto di vista del servizio clienti (sembrava un po' Amazon in questo), ma non risolse la questione principale. In quella risposta sosteneva che le Leggi sul copyright e le rivendicazioni cambiavano di frequente e quindi c'era la possibilità che, da un certo punto in poi, cominciasse a rifiutare determinati soggetti, nonostante prima fossero accettati.

Mi permetto di dire che tali motivazioni non stanno in piedi, perché se c'è un problema di copyright la questione è retroattiva.

La Guernica

Se, per esempio, siete al magnifico Museo Regina Sofia di Madrid e volete fotografare la “Guernica”, non è che potete mettere in vendita lo scatto sostenendo di averlo fatto 50 anni fa quando la politica sul copyright era diversa.

Oggi se andate su Shutterstock non trovate nulla sulla Guernica originale, perché è stato tolto tutto, nonostante anni fa Shutterstock consentisse la vendita di immagini e video del quadro (per uso editoriale).

Tra l'altro, altra contraddizione, ne trovate la copia sotto forma di:

  • murales,
  • francobollo.

Risulati di ricerca per Guernica su Shutterstock

A testimonianza che la scappatoia, volendo, si trova sempre.

Strategie inutili e dispendiose

Il mio podcast è sempre una fonte di ispirazione per capire i fotografi e i videomaker che scoprono il microstock grazie a me.

Se prima di vendere non studiano e si limitano a credere di aver trovato la formula magica per guadagnare con foto e video senza fare fatica, questi fotografi e videomaker hanno un grosso problema.

E io cerco di risolverlo con le mie spiegazioni. Una delle tante domande strane che mi è arrivata, è quella qui sotto:

Ho notato che su Shutterstock un abbonamento mensile per il download di 750 foto costa 199€, ma per ogni foto che mi comprano io guadagno 0.2821€.

Quindi, se la mia ragazza fa l'abbonamento e scarica 750 foto, io guadagnerei di più di quanto lei paga?

Com'è possibile che Shutterstock ci perda?

Shutterstock fattura centinaia di milioni di dollari l'anno.

Report dei pagamenti di Shutterstock ai produttori

E' quotata alla Borsa di New York. Quindi errori di valutazione del genere è impossibile che li faccia, perché se così non fosse avrebbe già chiuso.

Il fotografo che ha scritto fa solo un errore di valutazione nelle premesse:

  • Shutterstock non paga sempre 0,2821 a foto.

Io oramai creo solo stock footage e mi capitano sia vendite da 23,70$ sia vendite da 5$, a seconda del fatto che il compratore abbia:

  • pagato il video a prezzo pieno
  • comprato un abbonamento

o abbia magari comprato stock footage a risoluzione più bassa, cosa sempre più rara a dire il vero. Quindi, se un cliente che ha comprato un pacchetto da 199 euro scarica delle foto, i fotografi a cui quelle foto appartengono guadagnano in proporzione.

In generale, lo dico perché leggo questo desiderio tra le righe della domanda:

io non perderei tempo ed energie per inventare trucchi per fregare l'agenzia di turno. Perché vinceranno sempre loro, visto che

  1. pagano gente molto preparata per evitare queste furbate;
  2. i trucchetti, ammesso che ne esistano ancora, funzionano al massimo una volta e poi vengono bloccati da delle contromosse.

Il miglior consiglio che posso dare per guadagnare, è studiare il mercato. Aggiungendo lo stock footage alle immagini stock si riesce molto più efficacemente ad aumentare i propri guadagni.

Il tasso di accettazione dei contenuti

I tassi di accettazione dei contenuti spediti alle agenzie cambiano in continuazione:

  • non bisogna esaltarsi mai per un 100% di video o foto accettati,
  • non bisogna deprimersi per uno 0%.

I rifiuti e le approvazioni delle Agenzie sono tra quegli argomenti sempreverdi dei forum e dei gruppi Facebook sul microstock. Gli stessi spazi web popolati da scappati di casa che non vendono l'ora di incolpare gli altri della loro incapacità, guadagnando 20 euro al mese e passando le loro lunghe giornate improduttive a lamentarsi di tutto.

Se si vuole guadagnare bisogna produrre da mattina a sera, e il tempo che non si passa a produrre bisogna passarlo a studiare per capire come migliorare la propria collezione.

Se, con la scusa di salvare il mondo, si buttano ore della propria vita a guardare cosa fanno gli altri per trovare forza alle proprie lamentale allora c'è un problema.

Un problema prima di tutto esistenziale, ma non è l'oggetto di questo forum, e poi lavorativo, perché non si produce nulla di utile e ci si incattivisce ogni giorno che passa.

Ricaricare il file dopo il rifiuto del revisore

Per far capire quanto assurdo sia far dipendere il proprio umore dal tasso di accettazione di quello che si è spedito, vi racconto un segreto. I revisori delle agenzie, Shutterstock compresa, sono delle persone che, come tali, sbagliano o, in generale, non prendono decisioni non contestabili e delle quali loro per primi sono sempre convinti al 100%.

Sono un po' come gli arbitri nello sport.

Se caricate una foto e un video che vengono rifiutati, Shutterstock non ha un software per riconoscere i ricaricamenti.

Quindi, se dopo il rifiuto ci riprovate, salvo mandare contenuti spazzatura, vedrete che la volta successiva può essere che quella stessa foto o quello stesso video vengano accettati.

Secondo me non è un'ottima strategia fare così, ma c'è a chi piace.

Bigstockphoto

Shuttertock è proprietaria di altri siti che vendono contenuti, tra cui un'altra agenzia specializzata in abbonamenti low cost per lo scarico di foto e video. L'agenzia in questione è Bigstockphoto.

Confesso che, da produttore di filmati divulgativi (visita il mio canale YouTube che parla di come vendere foto e video online), anch'io ho acquistato:

  • stock images
  • stock footage

da Bigstockphoto, proprio perché costano poco.

Fino a prima che Storyblocks iniziasse a svendere abbonamenti (guarda di cosa si tratta) era l'affare più economico della rete, visto che un abbonamento da 10 stock footage al giorno per un mese, costava solo 79 euro.

E proprio per il fatto di essere molto low cost non vedo Bigstockphoto come un'ottima agenzia per noi contributor, a differenza di Shutterstock.

Il W8-BEN e le tasse alla fonte

Uno degli argomenti più spinosi per noi contributor sono le tasse. Queste, visto che quello che si incassa dal microstock è un reddito, vanno sempre pagate.

Sull'argomento vi consiglio comunque di sentire un commercialista, che è di sicuro più informato e aggiornato di me in materia.

Oltre alle tasse nel Paese dove risiedete, dovete pagare anche le tasse all fonte, come spiego in questo video:

Per essere in regola, Shutterstock vi chiede di compilare un modulo con cui chiunque produca microstock entra in contatto. Il modulo si chiama W8-BEN (approfondisci in questa pagina del mio sito cos'è il W-8BEN).

In questo vanno inseriti i propri dati:

  • nome,
  • cognome,
  • indirizzo
  • codice fiscale.

Se si sa come fare si impiegano 5 minuti per compilarlo, come spiego nel mio corso.

Sottolineo che se non lo si compila, Shutterstock tassa al 30% tutte le vendite effettuate a clienti registrati negli Stati Uniti.

Compilandolo, invece, la tassa alla fonte è:

  1. 8% per lo stock footage;
  2. 0% per le foto.

C'è infatti un trattato bilaterale tra Italia e Stati Uniti per il quale si applica una tassa agevolata.

Poi quegli importi versati al Governo Americano, si possono sottrarre dalle tasse che si pagano in Italia.

Giusto per dimostrare che il mondo globalizzato ha regole incerte: Pond5 è un'Azienda a tutti gli effetti americana ma, per lo stesso motivo per cui Fiat Chrysler non ha più la sede fiscale a Torino, da qualche anno ha spostato parte del business in Svizzera e in Irlanda.

In materia di tasse alla fonte quindi non chiede il W-8BEN e di conseguenza non applica nessuna trattenuta.

Da fotografi a videomaker per moltiplicare i guadagni

Il passaggio fondamentale che deve fare un fotografo per guadagnare di più su Shutterstock è iniziare a caricare anche video.

Oggi questo è più facile di quanto possa sembrare, per una questione di attrezzature, visto che:

  • tutte le reflex e mirrorless registrano anche video,
  • la dinamica dei soggetti dello stock footage è molto limitata.

E per il fatto che il montaggio dei video non è per niente complicato nello stock footage.

Quindi, per una persona abituata a scattare fotografie, il passaggio non è traumatico e può rappresentare una svolta a livello di guadagni (se io non l'avessi fatto, quei 40 mila dollari citati sopra non sarebbero nemmeno un decimo).

Iniziando a creare footage si riesce a guadagnare di più, principalmente per due motivi:

  1. C'è meno concorrenza;
  2. I prezzi di vendita sono da 10 a 20 volte più alti delle foto.

Poi ci sono delle strategie che bisogna seguire per riuscirci.

La prima è sempre assecondare il mercato, ovvero capire che genere di soggetti cercano i compratori. E' inutile che provi a spiegarlo in due righe, perché lo faccio molto più approfonditamente nel mio corso (guarda di cosa si tratta).

Le altre sono piccole procedure, da non sottovalutare, perché tutte insieme fanno la differenza.

Come cambiare l'anteprima del fotogramma dei propri video

Una strategia per migliorare la vendibilità dei video è cambiare il fotogramma di anteprima.

Questo è l'immagine che appare ai potenziali clienti che cercano qualcosa, ed è quindi il biglietto da visita del contenuto.

Per essere efficace deve mostrare il soggetto principale del video. Quindi, specie se c'è una panoramica, bisogna intervenire.

Per farlo bisogna andare su:

Dashboard di Shutterstock

  • Portfolio/catalog manager.
Poi, sulla sinistra della schermata che appare:
Dashboard di Shutterstock
bisogna selezionare:
  • Video.

Poi bisogna cliccare sull'anteprima dello stock footage di cui si vuole cambiare il fotogramma, così da far diventare l'immagine nera, con la scritta Select che appare:

Dashboard di Shutterstock per la selezione del fotogramma di anteprima

Cliccando sul simbolo della matita, si entra nella scheda dello stock footage. Sulla destra, si trova il comando:

Comando "Select video Thumbnail" nell'interfaccia dei produttori di Shutterstock

 

  • Select video thumbnail.

Cliccandoci sopra:

Selezione del fotogramma di anteprima su Shutterstock

c'è la possibilità di selezionare il fotogramma che si crede più efficace per vendere. 

Strategie come questa sono molto più importanti del perfezionismo tecnico per guadagnare con il microstock. Questo, purtroppo, l'artista che c'è in noi non lo capirà mai.

Le caratteristiche tecniche dei video (stock footage)

Diventare videomaker dopo essere stati fotografi è un passaggio che, se si ha qualcuno che spiega le cose, non è per niente difficile, e può fare la differenza a livello di guadagni.

Una delle cose che i fotografi scettici fanno più fatica a imparare sono le caratteristiche tecniche dei video che si inviano alle agenzie. Per esempio, questa è la mail di un ascoltatore del mio podcast.

Il primo footage di prova caricato mi è stato rifiutato da Shutterstock con questa motivazione: Frame Rate / Shutter Speed - Clip exhibits issues related to frame rate or shutter speed. Questi sono i parametri che ho usato nell'elaborazione con Pinnacle 18:

  • .MOV, hd1080
  • 12000 Kbit/s
  • 25,00 fps (fotogrammi per secondo)
  • 16 bit stereo
  • 44,1 Hz.

Non ricordo se Shutterstock mi ha chiesto di scegliere PAL / NTSC. Ho il dubbio che la scheda grafica non sia all'altezza e possa perdere dei colpi nell'elaborazione.

Quando succedono queste cose, vista la tecnologia che adottano i computer da diversi anni a questa parte, non è sicuramente mai colpa della scheda grafica, ma delle impostazioni selezionate nel programma di montaggio.

Quindi, impostando un parametro scorretto, Shutterstock o l'agenzia di turno rifiuta il contenuto.

Per ovviare al problema basta semplicemente sapere le cose e, soprattutto, avere qualcuno che le spiega, se non si ha voglia e tempo di cercarle online.

I parametri di Pinnacle indicati sembrano a prima vista corretti, salvo che per il codec che, a dire il vero, l'ascoltatore non ha scritto. Questo, nelle agenzie di microstock, per evitare problemi può essere:

  • PHOTO jpeg
  • H.264.
  • Apple Pro Res

Meglio PAL o NTSC?

Per quanto riguarda lo standard televisivo Shutterstock accetta sia Pal che NTSC. Il primo ha 25 fotogrammi al secondo, il secondo 29,97.

Nel creare un video non bisogna mai mescolare i due, della serie:

  • girare in NTSC,
  • esportare in Pal,

perché in tal modo si creano problemi di fluidità al filmato.

Attenzione ad una cosa:

sia Pond5 che Shutterstock, e in generale tutte le altre agenzie di microstock, accettano indifferentemente 25 (PAL) e 29,97 (NTSC) fotogrammi al secondo.

Io consiglio però di lavorare a 25, se il proprio portfolio è creato principalmente con contenuti girati in Italia, perché l'area geografica dove il contenuto è localizzato rappresenta il principale bacino di clienti del contenuto stesso.

Quindi, i video di Roma, vengono acquistati per la maggior parte in Europa. Di conseguenza conviene crearli in PAL.

I video di New York, vengono acquistati per la maggior parte in Nord America, quindi conviene crearli in NTSC.

E, ovviamente, non consiglio di convertire uno standard nell'altro e di fare un doppio caricamento, perché è una perdita di tempo enorme e non ha ripercussioni positive sulle vendite.

Attenzione, se hai scoperto da poco il microstock, devi leggere qui sotto

Visto che penso che chi trova questo tutorial sia un nuovo arrivato nel microstock, ci tengo a fare un paio di considerazioni che aiutano a partire con il piede giusto. Iniziare a caricare stock images e stock footage permette a tutti di guadagnare.

E' infatti improbabile che chi carica le sue foto e i suoi video, prima o poi, non riesca a vendere qualcosa. Il problema è che se si fa tutto di testa propria:

  • producendo contenuti senza pensare al mercato
  • creando solo foto e non anche video
  • imparando le strategie da forum vari e gruppi Facebook pieni di gente che guadagna 20 euro al mese

si portano a casa solo spiccioli e si perde una marea di tempo. Ho creato questo sito proprio per evitare ai principianti tutto ciò.

E il video qui sotto che potete vedere subito, insieme ai quattro altri filmati che mando se scrivete la vostra mail, sono un ottimo modo per farlo.

In bocca al lupo.

Daniele Carrer

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