Oltre ai podcast faccio anche video. Ne ho creati 4 per insegnare a chi scopre il microstock come iniziare a vendere foto e video online: posso mandarteli?

Privacy Policy

In questo episodio parlo di:

  • Perché tanti consigliano di non aderire al programma di abbonamenti di Storyblocks,
  • Come mettersi al riparo da quello che non si può controllare,
  • Tecniche per creare più contenuti in minor tempo,
  • Come fare business con video e turismo,
  • Usare gli slide show come stock footage,
  • Perché nel dubbio conviene selezionare la licenza editoriale,
  • Contenuti venduti a prezzi molto alti,
  • Pond5 che non dà più libertà di determinare il prezzo dei video (ai produttori non esclusivi).

Cari amici, premetto che non voglio più parlare, per lo meno così diffusamente, di Storyblocks. Questo perché, come ho ampiamente spiegato negli ultimi episodi:

possono fare quello che vogliono, tanto nessuno, considerata la grandezza del mondo del microstock, può cambiare il sistema. E tanto è più grande il mondo della fotografia e della ripresa video, e soprattutto dei business legati a questi, almeno per chi sa andare più in là del suo naso. Parto, però, con la lettera di un ascoltatore su... Storyblocks. Però poi basta.

Dal cavallo di Troia all'offerta tutto compreso

Brutta sorpresa quella di cui hai parlato nello scorso episodio. Ma forse il loro piano era questo fin dall'inizio. Siccome il mercato video era in mano solo a 2 agenzie (ndr Pond5 e Shutterstock), hanno voluto entrare di prepotenza, con un cavallo di Troia come quello delle commissioni al 100% che hanno dato per i primi 3 anni (ndr: dal 2015 al 2018).

Solo che adesso Shutterstock e Pond5 non staranno a guardare, perché si sono conquistati delle vette di prezzi molto alti e non credo vorranno mettersi allo stesso livello, perdendoci milioni di dollari... considerando che per i video non c'è il mercato capillare delle foto, quindi anche se li vendi a 1 euro non ne vendi tanti da ripagarti lo sforzo, semplicemente perché non ci sarà mai una tale richiesta.

SS ha già delle licenze scontatissime per usi web e youtuber, ma non è con quelli che fa fatturato.

Anche Artgrid.com sta cercando di fare la stessa cosa di Storyblocks, con licenze estese 'all you can download', ma è una formula che per i produttori non funziona.

Questi geni del marketing non hanno mai girato un video in vita loro al di fuori del cellulare e pensano di fare il colpaccio con un'offerta illimitata che non c'è neppure per le foto. Poi guardi il loro sito ed hanno pochissimi video, ma sanno benissimo che non possono aprire a troppi contributor perché altrimenti dovrebbero dare solo un euro al mese ad ognuno di loro. Cosi almeno forse 100 euro li riescono a dare a quei pochi fortunati che si sono svenduti.

Quindi penso che queste agenzie faranno tutte un bel buco nell'acqua e che Shutterstock e Pond5 cominceranno a fare controfferte ai contributori per tenere il monopolio.

Pond5 ha già messo l'esclusività, guarda caso proprio ora, e anche Shutterstock potrebbe farlo. A quel punto, Storyblocks sarebbe già fuori mercato. Poi basterebbe che aggiungessero una clausola al contratto, dove i contributor si impegnano a non vendere altrove i video a prezzo troppo più basso o forfettario, e voglio vedere chi molla Shutterstock e Pond5 per Storyblocks.

La trappola di certi contratti illeggibili

Ma quello che mi dispiace maggiormente è che c'è gente che è disposta a svendersi tutto il portfolio in questo modo. Non considerano che le licenze che offrono consentono qualunque utilizzo senza limiti e che ci sono dei tizi pronti a rivendersi i loro video sottobanco ancora a meno soldi... E Shutterstock se ne frega, visto che alla mia segnalazione di rivendita su Fiverr di clip scaricate in abbonamento, hanno risposto che non trovavano neppure l'inserzione. Figuriamoci prevenire o bloccare eventuali usi illeciti.

C'è però tanta gente imbestialita con Storyblocks, almeno tutti i contributori con un minimo di professionalità e conoscenza del mercato, che non sono disposti a scavarsi la fossa da soli e stanno lasciando subito questa agenzia.

Occhio ai furti

In tutti i commenti che ho letto sui forum, nessuno è disposto a stare al gioco, anche se a quanto pare della gente l'hanno trovata, ma forse sono solo curiosi e vogliono vedere quanti soldi gli arrivano a fine mese. Eppure un mese è sufficiente a qualche furbetto per scaricargli tutto il portfolio e rivenderselo per i prossimi anni a 1 euro a video.

Direi ai tuoi ascoltatori di stare in campana e ragionare bene sulle conseguenze di quello a cui aderiscono, magari leggendosi tutti i contratti delle agenzie su cui caricano, e non fare come ho fatto io all'inizio, quando accettavo solo perché avevo poche foto mal fatte da pubblicare e niente da perdere.

La mia opinione

Sottoscrivo tutto quello che ha detto l'ascoltatore che, come avrete capito, era proprio colui che qualche episodio fa ci aveva segnalato la truffa di quelli che scaricavano i video in abbonamento da Shutterstock e poi se li rivendevano su Fiverr.

Faccio solo notare che il buon proposito di leggersi tutti i contratti è giusto, anche se di fatto rimane solo un buon proposito, perché è una perdita di tempo enorme, e, inoltre, non si hanno tutti gli strumenti per capire quello che c'è scritto. E poi diciamocelo: noi tutti, nell'animo, siamo dei grandi artisti che non hanno tempo per la burocrazia.

Come fare business con foto e video (nel mondo digitale)

Parleremo, lo prometto, per l'ultima volta di Storyblocks in coda all'episodio. Intanto giro attorno al problema, parlandovi della mia situazione. Non per narcisismo, ma semplicemente perché mi piace condividere strategie concrete, e quello che porto avanti io sono le strategie che meglio conosco.

Mettersi a riparo da quello che non si può controllare

Ormai da anni sto lavorando per mettermi al riparo da quello che non posso controllare, ovvero la politica dei microstock come Storyblocks, che chiude il marketplace e lancia gli abbonamenti. O come Pond5, che qualche tempo fa ha cambiato il sistema di assegnazione delle nostre royalty. Di queste cose possiamo anche lamentarci nei forum o farci promotori di una campagna di boicottaggio, ma né le lamentele né il boicottaggio in un mercato globalizzato, dove qualcuno che lavora per un piatto di minestra lo si trova sempre, possono produrre risultati.

Di conseguenza il modo migliore per mettersi al riparo dalle decisioni degli altri, siano questi altri Storyblocks, Pond5 o, perché no, Istockphoto, che nel giro di pochi anni è passata dall'essere un'agenzia che aveva più della metà del mercato dello stock footage e delle stock images a un'agenzia che fattura meno di una pizzeria (o quasi), è girare sempre con i dati storici di vendita sott'occhio. Non dovete conoscerli a memoria, ma basta che usiate keyword.io per capirli. Così saprete, per esempio, che se volete riprendere i fiori, è meglio riprendere le rose piuttosto che le margherite.

E non sottovalutare:

  • titoli,
  • parole chiave,

che sono più importanti del contenuto stesso per determinare le vendite.

Come aumentare i propri guadagni nel microstock

Se siete solo fotografi, la cosa migliore che potete fare per guadagnare di più è girare anche video, meglio se 4k. Dovete organizzare la produzione, che si compone di tre fasi:

  1. pianificazione,
  2. scatto (o ripresa, se fate video),
  3. post-produzione,

in maniera tale da produrre di più e in minor tempo.

Sfruttate le occasioni che vi si presentano. Se siete dei professionisti, usate i set che i vostri clienti pagano per aggiungere in coda alle riprese, o alle fotografie che fate per conto loro, delle sessioni di creazione di:

  • stock images,
  • stock footage.

Quest'ultimi genereranno una rendita passiva che vi darà un reddito da lì ad almeno i successivi 10 anni.

Se amate viaggiare, portatevi insieme alla macchina fotografica anche il cavalletto, così potete creare video dei luoghi che vi piace visitare e avere un'ottima scusa per visitarli un'altra volta. So che è una scocciatura portare con sé il fardello del cavalletto, ma ricordate che non è un film:

nella vita nessuno vi paga per divertirvi. Vi pagano solo se fate fatica, salvo non siate i Cristiano Ronaldo della situazione, e voi non lo siete.

Fare business con le foto e i video, ma non con il microstock

E se un giorno vi stancate del microstock, uscite dal perimetro di questo business e cercate vie alternative per monetizzare con la fotografia e i video, dal momento che nel web ci sono tantissime occasioni. E ne siete in grado perché, se avete seguito i consigli che vi ho appena dato, dopo uno o due anni avete già:

  • imparato a produrre di più e in minor tempo;
  • capito quanto i metadati, ovvero titoli e descrizioni, sono importanti per far conoscere quello che volete promuovere.

Turismo, fotografia e videomaking

La gran parte di voi vive in Italia. Il turismo è un trend in costante crescita che non conosce crisi. Qui da noi ci sono mille argomenti di vendita del prodotto 'Italia' a livello turistico.

Prendete il vostro smartphone e recatevi nei luoghi più importanti della vostra città o della vostra provincia, siano essi:

  • luoghi storici,
  • luoghi legati all'enogastronomia,
  • bellezze naturali,

e fateli vedere nei video, spiegandoli. Fatelo in italiano o meglio ancora in inglese. Pubblicate tutto in un canale YouTube, visto che è gratis farlo e che non è più come vent'anni fa che dovevate passare mesi a bussare alle porte di qualcuno per andare in televisione.

Video e metadata: il segreto del successo

Se poi arrivate a 50 filmati e siete bravi non solo a fare i video, ma anche a descriverli con titoli e parole chiave, vedrete che i primi turisti che vi vogliono come guida dei luoghi in cui abitate li trovate. Questo perché, come ai clienti del microstock riuscirete a mostrare le vostre foto solo se sapete che titoli e parole chiave inserire partendo dai dati di keyword.io, anche i vostri video su YouTube verranno visti dalle persone solo se, usando strumenti analoghi a keyword.io, sapete farli uscire sulla piattaforma e su Google quando la gente cerca qualcosa.

A quel punto gli vendete il pacchetto:

  • ti vengo a prendere all'aeroporto,
  • sto con te tutto il giorno,
  • ti porto a vedere due o tre luoghi che ti sono piaciuti tra quelli che hai visto nel mio canale YouTube,
  • ti porto a mangiare,
  • ti riporto in aeroporto. 300 euro.

Scommettiamo che ci riuscite se lavorate duro e studiate?

Un'idea per guadagnare con video e foto

Nel paesino a fianco a dove abito io c'è un cimitero di guerra inglese che, nonostante io ci sia passato davanti centinaia di volte in vita mia, ho visitato per la prima volta solo dopo 42 anni di vita la settimana scorsa.

Nel registro che c'è all'ingresso è pieno di turisti inglesi che sono andati a visitarlo.

Se io prendessi lo smartphone, andassi a riprenderlo e spiegassi di cosa si tratta e del contesto che lo circonda, riuscirei piano piano ad attrarre un bel po' di gente. Ovviamente, quando dico:

spiegare quello che si vede

dovrei farlo dopo essermi documentato, perché non è che posso sperare che la gente resista ad un video dove io dico: 'Vedete questa, ecco, è una tomba...'

Nella prima fase di YouTube si facevano le visualizzazioni così, adesso è richiesta molta qualità in più per riuscirci.

A 30 chilometri dal cimitero c'è l'aeroporto di Treviso dove ci sono tre voli al giorno per Londra ed almeno altrettanti per altre città della Gran Bretagna.

Scommettiamo che io ne trovo tanti di londinesi annoiati che vogliono fare una giornata alternativa al cimitero di guerra inglese, mangiarsi dei prodotti tipici, bersi un po' di prosecco e tornare a casa la sera con il volo delle 10?

Cogliere le occasioni del mondo nuovo anziché lamentarsi

Potete farlo anche voi, cari fotografi, che vi lamentate che 10 anni fa prendevate 2000 euro per un servizio ai matrimoni e oggi c'è gente che vi considera cari se ne prendete 500.

Potete riuscirci con i video, come vi ho spiegato io, o anche con le foto abbinate ai testi, anche se secondo me è un po' più difficile. E un po' alla volta, al posto di fare i fotografi e i videomaker per lavori che sono ultra affollati di concorrenza a basso costo, vi rendete unici e vi reinventate:

in un mondo che cambia ogni giorno non potete pretendere di sopravvivere rimanendo fermi.

Quelli che si lamentano di Storyblocks, dell'Italia che è senza opportunità, della politica, della burocrazia, delle tasse, non hanno semplicemente capito che le colpe dei mali che hanno sono solo loro.

Perché di idee come la mia, se si impegnassero a pensare e ad agire come si impegnano a lamentarsi, potrebbero trovarne cento e vivere bene di quello anziché dei sussidi statali e della carità dei commenti sui social network degli scappati di casa uguali a loro.

Gli slide show come stock footage

Cosa ne pensi degli slideshow di stock footage? Possono funzionare?

Agli albori della mia carriera, quando le provavo tutte - siamo grosso modo ad una decina di anni fa - ci provai, non tanto con gli slide show, ma con dei multiscreen fatti con dei video elaborati in After Effects, e con un leggero movimento in avvicinamento.

Qualcosa vendetti, ma i tempi di rendering erano enormi (erano 36 video in Full HD per ogni clip) e alla fine lasciai perdere perché non ne valeva la pena.

Se tu vuoi provarci, caro ascoltatore, non avendo io esperienza diretta e recente sugli slide show, fatico a farti delle previsioni:

  1. Prendi le tue foto (o meglio ancora i tuoi video migliori);
  2. Crea una decina di slide show;
  3. Testane le vendite nei prossimi 6 mesi;
  4. Solo dopo aver visto che funzionano a livello di incassi, se mai succederà, buttatici;

Perché, lo ricordo a tutti, in questo podcast si parla di

  • business,
  • soldi,
  • pecunia sonante.

Magari un giorno aprirò un podcast che parla di fotografia e video dal punto di vista artistico, ma fino ad allora i miei consigli sono volti essenzialmente a farvi portare i soldi a casa e a mandare i fotografi e videomaker italiani all'attacco del mercato globalizzato, perfettamente rappresentato dai siti che vendono stock footage e stock images, e nel quale gli altri Paesi ci stanno facendo il mazzo.

Perché noi italiani siamo il Paese degli artisti e siamo talmente bravi a mettere a frutto:

  • la nostra arte,
  • la nostra storia,

da perdere metà degli incassi dei nostri alberghi a scapito di booking.com, che si pappa metà di quello che pagano i turisti che vengono in vacanza nei nostri hotel.

Provate a pensare:

  • un solo sito, quando un cliente prenota tramite questo, si becca gli stessi soldi dell'albergo, che è fatto di muri che costano un sacco di soldi e di molto personale da pagare.

Stranezze del mondo digitale che sono alla base del cambio di paradigma del business che io sto cercando di spiegarvi e che dobbiamo imparare a girare a nostro favore, anche tramite video e fotografia.

Giusto?

I revisori di Shutterstock

Ti scrivo per chiederti un'informazione su Shutterstock. Questa agenzia, nella mia piccola esperienza, mi sta ostacolando non poco, rifiutandomi più della metà dei contenuti che carico (accettati invece da Pond5). Ultimo un motoscafo in mezzo al mare (nessuno riconoscibile) che sta tornando al porto:

Model Release Required -- A model release is required for this clip

Stesse motivazioni per la ripresa di una spiaggia da lontano. C’era gente, ma nessuno ovviamente riconoscibile. E poi, mi domando, se entra un viso in una clip, dev’essere per forza editoriale?

Attenzione a una cosa: non è che contrassegnando come 'editoriale' un contenuto questo abbia un crollo nelle vendite.

Io ti consiglio, nel dubbio, di mettere i video sempre come editoriali.

Le agenzie sono anche capaci di rifiutarti un time-lapse perché sulla strada ad un certo passa un'auto e, solo facendo un fermo immagine e uno zoom, si riesce a riconoscere lo stemma del produttore. Se stai troppo attento a queste cose rischi veramente di perdere un sacco di tempo, senza che questo corrisponda a risultati economici.

So perfettamente che dopo certi rifiuti ti vien voglia di mandare l'agenzia a quel paese, ma la miglior mentalità è quella di non pensarci troppo e fare in modo di pensare subito a che cosa produrre la prossima volta. Almeno io faccio così.

GettyImages e i contenuti con licenza commerciale

Io lavoro per GettyImages (non istockphoto). Lavoro per la parte editoriale, sopratutto sport.

Ho anche un account creatività images  e potrei ampliarlo a creative video…….

credi che possa essere una buona fonte di guadagno lavorare con questa mega agenzia caricando contenuti non editoriali?

Chiedo perché Getty vende immagini a cifre esagerate… per la parte editoriale posso capire…. ma per quanto riguarda le “creative”. Vorrei un tuo parere.

Getty negli anni ha fatto un sacco di errori strategici negli ultimi anni, tanto che, oltre a perdere quote di mercato con il suo brand (parlo della parte non editoriale), si è anche bruciata quasi del tutto Istockphoto.

Vendere immagini creative a prezzi alti ha sempre meno senso in quest'epoca. Shutterstock ci ha provato qualche mese fa, anche se non so con che risultati, con una collezione ad invito che puoi vedere su:

https://www.offset.com/

Il miglior consiglio che posso darti per testare il mercato è iscriverti a:

stocksubmitter.com

Un servizio che ti permette di descrivere e inserire le keyword una volta sola e inviare le foto a 30 agenzie. Giusto per iniziare a testare il mercato in base al tipo di foto che fai.

Spero di esserti stato d'aiuto.

Pond5 non consente più di aumentare il prezzo dei video (ai contributor non esclusivi)

La prima notizia riguarda Pond5, che dopo aver cambiato la possibilità di caricare lo stock footage - perché di fatto vende solo quello - nella sua piattaforma in forma:

  • esclusiva,
  • non esclusiva

adesso dà un ulteriore vantaggio ai suoi contributor esclusivi. O meglio, aggiunge uno svantaggio a quelli non esclusivi, perché da adesso in poi non potranno più aumentare il prezzo a loro piacimento, ma potranno fermarsi a:

  • 79 dollari per i video full HD,
  • 149 per i 4k.

Lo ricordo, da non esclusivi, il 40% del prezzo di vendita rimane a loro.

Nella mail che informa di questo, Pond5 cita una non imprecisata concorrenza, dicendo che non ha senso che altrove i prezzi siano quelli, mentre gli stessi video su Pond5 sono a un prezzo più alto. Quella non imprecisata concorrenza è, lo dico io, Shutterstock.

Una volta lo era anche Storyblocks, che aveva copiato a sua volta proprio la stessa Shutterstock, ma abbiamo capito che a brevissimo non sarà più così, viste le notizie riportate negli ultimi episodi.

Bisogna cancellare i contenuti dal Marketplace di Storyblocks?

Detto ciò, chiudiamo definitivamente l'argomento con  una mail interessante che mi è arrivata da un ascoltatore che si chiama Fernando, perché apre uno scenario a cui francamente io non avevo pensato:

Grazie per il tuo ultimo podcast, mi sono tolto tanti dubbi. Io sono stato accettato al member library partner program e ho deciso di dare un'ultima possibilità a Storyblocks fino al prossimo Gennaio 2020.

Dopo aver ascoltato il tuo podcast ho deciso di cancellare dal Marketplace tutti i miei video immediatamente.

Non è che sia una grande tragedia: questa agenzia è stata molto scarsa da sempre a livello di vendite. Quello che mi scoccia è che avevo investito molto tempo per caricarci quasi 4000 video. Te che ne hai oltre 10000, come  fai a cancellarli velocemente?

Comunque hanno fatto girare le scatole a molti:

https://www.youtube.com/watch?v=VkA0412YnBE

E pensare che quando ho iniziato circa 2 anni fa davano il 100% di royalty... che delusione, ma su internet bisogna adattarsi velocemente.

Per rispondere alla domanda dell'amico ascoltatore, io i video da Storyblocks non li cancellerò. Non aderendo al programma di abbonamento, ed essendo il marketplace in fase di disattivazione, Storyblocks non li potrà più vendere, quindi è come se fossero stati cancellati.

Per parlare di quel nuovo scenario che implicitamente apre l'amico, se il dubbio è che Storyblocks, avendo quei file ancora nel suo server, abbia teoricamente la possibilità di usarli, per quanto senza autorizzazione, io il dubbio lo capisco visto quello che si sente in giro, ma non credo arrivino a quel punto.

Quindi non mi faccio problemi e non sto manualmente a cancellare i file dal loro sito. Spero siano le ultime parole famose e che non arrivi un attacco hacker che spargerà i nostri contenuti per il web rendendoli quindi invendibili e alla mercé di tutti.

La fine del sogno?

Ciao Daniele, è sempre interessante sentirti.

Volevo chiederti una curiosità: ma se il microstock allora è quasi finito, che senso ha perderci tempo a produrre. Lascio stare o no?

Non è quasi finito. Se ti riferisci a Storyblocks e all'apertura degli abbonamenti, che lo ricordo permetterà per soli 39 dollari al mese a un qualsiasi produttore di contenuti di scaricare anche centinaia di migliaia di video, bisogna innanzitutto capire quante adesioni Storyblocks avrà. Ma, più che alla quantità, io guarderei alla qualità dei contenuti dei produttori che accetteranno.

Può anche essere che tanti di quelli che in un primo momento aderiscono, al vedere arrivare royalty basse, cambino idea. Se la cosa succedesse, magari Storyblocks potrebbe cambiare strategia. O se avesse successo potrebbe portare gli abbonamenti a 99 dollari al mese. O limitarli a un certo numero di file scaricabili per ogni periodo.

Ci sono 1000 scenari possibili. Lo si può scoprire solo aspettando.

Quando è uscita, ho detto che la notizia è di quelle che può cambiare tutto, ma non è detto che non si risolva con un niente di fatto.

E comunque, come dico nel mio libro:

e come ho detto prima:

dovesse anche finire tutto, le cose che insegna il microstock, dal punto di vista della vendita, possono essere sufficienti a partire con tanti altri business digitali basati su fotografia e video. E con questi c'è spazio tutta la vita per fare il mestiere del fotografo e del videomaker.

Bene, ragazzi, siamo alla fine del 77esimo episodio. Settantasette è un numero che mi ha sempre ispirato ma, arrivato alla mia veneranda età, ho smesso di vantarmi per essere nato in quell'anno. E con questo alone di nostalgia delle ultime decadi dello scorso secolo, vi ringrazio per aver resistito fino alla fine dell'episodio e vi ricordo che nella vita l'importante non è divertirsi ma essere felici. Ciao.

In questo episodio ho parlato di:

  • Perché tanti consigliano di non aderire al programma di abbonamenti di Storyblocks,
  • Come mettersi al riparo da quello che non si può controllare,
  • Tecniche per creare più contenuti in minor tempo,
  • Come fare business con video e turismo,
  • Usare gli slide show come stock footage,
  • Perché nel dubbio conviene selezionare la licenza editoriale,
  • Contenuti venduti a prezzi molto alti,
  • Pond5 che non dà più libertà di determinare il prezzo dei video (ai produttori non esclusivi).

Ok, io ci ho messo un giorno di lavoro per produrre questo contenuto e tu ci impieghi 5 secondi per cliccare su uno dei tre tasti qui sotto, ma più che per questo, perché non condividi la pagina semplicemente per aiutare i tuoi amici appassionati di fotografia a guadagnare?