C'è un mantra che prima o poi viene fuori dai fotografi e dai videomaker che iniziano a produrre immagini e filmati stock e non ottengono buoni risultati:

Il microstock è morto

Se avete la pessima idea di passare il vostro prezioso tempo leggendo forum o gruppi Facebook che parlano di come vendere foto e video online, sapete che metà dei messaggi di chi li frequenta ha come argomento l'agenzia che ha rifiutato le loro bellissime foto o le royalty che calano.

Viviamo in un mondo in cui la gente ama attribuire le colpe dei propri problemi agli altri. Quindi, se si parla con una di quelle persone che passano le loro magnifiche giornate a scrivere post sul forum di Shutterstock e gli si chiede:

Come fai a trovare i soggetti che vendono meglio? Cosa usi per inserire le parole chiave per ti aiutano a indicizzare le tue immagini e i tuoi filmati? Come organizzi la produzione?

Semplicemente non sa rispondere, perché la sua strategia è improvvisare e lamentarsi.

Tali individui scambiano le foto che pubblicano nelle agenzie con le foto della loro bacheca Facebook. O credono di dover produrre lo stesso tipo di immagini che proporrebbero a una galleria d'arte cercando di ottenere una mostra.

La cosa è talmente assurda che sono giunto alla conclusione che a tanti non interessi vendere. Cercano solo un pretesto per sentirsi sollevati condividendo i loro pessimi risultati con produttori della loro stessa mentalità per poter dire, ancora una volta:

Il microstock è morto

Aaron Amat vende mille foto al giorno: quindi può insegnarti qualcosa

Quando si ha un sito abbastanza conosciuto come il mio, e magari si è lanciata anche la versione in inglese dello stesso, si viene contattati da chiunque.

Nel tempo ho imparato come fare ad ignorare quelli che non si meritano il mio tempo. Non è arroganza la mia: è una forma di protezione e rispetto verso chi mi legge. Se pubblicassi i consigli di chi ha dimostrato di non riuscire a combinare nulla, contribuirei a spargere mediocrità e non è quello che i miei lettori si meritano.

All'inizio del blog, oramai 5 anni fa, mi contattò un fotografo arrabbiato perché guadagnava poco e, indovinate un po', anche per lui il microstock era morto.

Mi chiese se potevo intervistarlo. Da novizio della divulgazione io ingenuamente accettai.

Sei mesi dopo la pubblicazione, quello stesso incapace produttore mi ricontatta dicendomi che non gli andava più di sapere che la sua intervista circolasse e se potevo toglierla.

Viviamo in un mondo in cui la gente, purtroppo non solo durante l'infanzia, sogna di essere qualcun altro. Nell'incapacità di diventarlo realmente, alcuni cercano quindi, almeno per un attimo, di fare quello che le persone che vorrebbe essere fanno.

Ecco perché i social network sono popolati di Umanità che, pur non arrivando alla fine del mese, si crocifigge la vita per risparmiare tutto l'anno allo scopo di andare 3 giorni in vacanze in un hotel 5 stelle, così da fotografarsi in mezzo al lusso e dire ai propri amici virtuali di essere persone di successo.

Quel fenomeno che mi contattò per l'intervista evidentemente voleva sentirsi un influencer che si fa intervistare e, in una fase ancor più elaborata del suo sogno irrealizzabile, era riuscito a sentirsi così onnipotente da fingere di essere infastidito dalla troppa attenzione ricevuta.

Per la cronaca, dati di Google Analytics alla mano, l'intervista non l'aveva letta quasi nessuno. Evidentemente nemmeno i suoi contatti social, visto che non stento a credere che l'avesse condivisa a più non posso.

Solo persone utili agli altri

Per rispetto di chi apprezza quello faccio, quindi, dei fotografi falliti e arroganti non parlo più, se non per mettervi in guardia da loro.

Aaron Amat è invece un produttore che con il microstock fa business seriamente. Il suo portfolio conta più di un milione di immagini stock ed è riuscito a vendere mille foto in un giorno solo su Shutterstock.

Chiunque voglia avere una possibilità di guadagnare con questa attività ha bisogno di buoni insegnanti e una condizione per avere il diritto di spiegare agli altri cosa fare è aver ottenuto risultati tangibili.

Sarà un caso, ma tra quelli che guadagnano non ce n'è uno solo che spreca le sue giornate nei forum a lamentarsi dei bei vecchi tempi andati, attività che ha sicuramente il suo lato piacevole, ma che non porta a niente.

Chi con il microstock guadagna sul serio passa lil proprio tempo a cercare di trovare delle procedure di lavoro più efficienti, occupazione che non è in cima ai sogni artistici dei fotografi, ma che è sicuramente l'attività che più di ogni altra è in grado di farvi portare i soldi a casa.

Chi sono io (che ho scritto le domande)?

Mi chiamo Daniele Carrer e dal 2006 vendo le mie immagini e (soprattutto) i miei video online.

Qualche anno fa ho aperto questo sito con il quale aiuto fotografi e videomaker a fare altrettanto. Ci provo grazie al mio podcast, al mio corso e al mio libro.

Chi è il fotografo che ha risposto alle domande?

Aaron Amat è uno dei più grandi produttori al mondo di immagini stock.

Crea soprattutto contenuti del genere lifestyle e vende 40mila immagini al mese su agenzie come Shutterstock e Adobe Stock. Di recente ha iniziato a vendere anche nel suo sito: krakenimages.com.

Come hai iniziato la tua carriera di produttore?

Ho iniziato nel 2008. Qualche mese prima avevo acquistato una reflex, una Pentax K10.

Quando ho scoperto la fotografia stock non ero un fotografo professionista e non avevo nemmeno una buona conoscenza della tecnica fotografica.

Fotolia è stata la prima agenzia che ho scoperto, poi è venuta Shutterstock.

Era un mercato diverso. Si è creato un mito intorno ai vecchi tempi del microstock. Per me non è vero niente di quello che si dice.

Quando ho iniziato era già molto difficile guadagnare. Ho passato molti mesi incassando da 200 a 300 dollari al mese, pur lavorando molte ore al giorno.

Ma è anche vero che a quel tempo le immagini che producevo non erano buone: stavo imparando e tutti i soldi che arrivavano erano comunque guadagnati.

Come vendere 40mila immagini stock al mese

Quanto è grande la tua collezione adesso?

Al momento noi di Kraken abbiamo un milione e mezzo di immagini. Questo ci rende (se non sbaglio) lo studio con il maggior numero di stock images al mondo.

Ogni mese produciamo 60.000 foto e vendiamo 40.000 licenze.

Di recente ho pubblicato un messaggio nel forum di Shutterstock relativamente a quella che considero una pietra miliare del mio business: 1.000 immagini vendute su Shutterstock in un solo giorno.

Come è cambiata la produzione rispetto a quando hai iniziato?

E' cambiata radicalmente. Una volta era eroico avere un portfolio di 10.000 immagini. Oggi siamo una squadra perfettamente organizzata e riusciamo a produrre di più e meglio ogni giorno che passa.

Stiamo costruendo un nuovo studio molto più grande di quello attuale. Sarà un edificio di 6 piani interamente dedicato alla produzione di immagini stock.

Facciamo solo microstock: mi sono sempre rifiutato di fare lavori su commissione, perché preferisco concentrarmi sulla crescita della nostra collezione di immagini stock.

In quali agenzie vendi?

Vendiamo su:

Sono le agenzie che ci danno i migliori risultati. Sulle altre non carichiamo nulla.

Le royalty che Shutterstock paga ai produttori

Da qualche mese sembra che esista solo un argomento nei forum: le royalty di Shutterstock. Credo tu sia uno dei pochi produttori che ora ottiene più del 30% che gli davano prima.

Pensi che Shutterstock abbia fatto una buona scelta concedendo percentuali più alte ai collaboratori migliori e più basse agli altri?

Per quanto ci riguarda non stiamo guadagnando di più, ma è ancora troppo presto per fare una valutazione. Il nostro profitto per vendita su Shutterstock è sceso dell'8%: non è un calo enorme, ma il punto è che adesso siamo al livello 6 (40% del prezzo di vendita).

È stato quindi una perdita per tutti, compresi i grandi. Vendiamo più immagini di prima, ma guadagniamo un po' meno a vendita.

Probabilmente Shutterstock sta spendendo in marketing i soldi che risparmia con i fotografi e questo attre nuovi compratori.

Vendi anche su Adobe Stock, che è una delle poche agenzie che ha ancora prezzi sostenuti.

Hai notato qualche cambiamento dopo che Shutterstock ha iniziato a vendere gli abbonamenti low cost?

Non abbiamo notato cambiamenti: le nostre vendite su Adobe Stock continuano a crescere, come già succedeva.

Le procedure più efficienti per fotografare i modelli

La tua collezione si concentra sui contenuti lifestyle (so che uno dei tuoi idoli è Yuri Arcurs).

Supponiamo che tu decida di fotografare un modello: hai standardizzato una procedura per farlo o improvvisi?

E' sempre tutto perfettamente pianificato, lasciando solo un piccolo margine all'improvvisazione.

Di solito raccogliamo le idee in una scaletta. Quindi scegliamo la location e scattiamo. Il nostro obiettivo è creare contenuti nuovi ogni volta. Cerchiamo di creare foto che rappresentano concetti che non abbiamo mai rappresentato prima.

Il numero di immagini per sessione cambia a seconda dello stile che vogliamo ottenere. Quando scattiamo in luoghi reali sono intorno alle 200, mentre in studio si arriva a 1.000, perché lì abbiamo molti costumi, divise che rappresentano le diverse professioni e centinaia di oggetti di scena per tutte le situazioni.

Produciamo molte immagini con sfondi colorati, pur sapendo che queste vendono molto meno. Tanti fotografi le pubblicano e il mercato si è saturato.

In futuro vogliamo ridurne la percentuale e produrre più foto in contesti reali: si guadagna di più, sono più piacevoli da realizzare, ma costano anche parecchio, perché ogni sessione produce meno foto e magari devi anche usare più di un modello.

L'importanza di un buon keywording per vendere di più

Insegnando ai fotografi come guadagnare con il microstock ho capito che la maggior parte di loro tende a concentrarsi solo sulla produzione e pensa che descrivere le immagini sia una perdita di tempo. Secondo me, questo è uno dei motivi più comuni per cui chi è dotato tecnicamente quasi mai guadagna vwbw con il microstock.

Tu come fai a descrivere le foto?

Senza dubbio il fatto che le tue immagini abbiano delle buone descrizioni e le giuste parole chiave fa la differenza nelle vendite, e noi ci comportiamo di conseguenza.

La strategia è concentrarci su una moltitudine di nicchie, anche molto piccole. Così facendo possiamo produrre molte immagini senza che siano in competizione tra di loro. Se guardi la nostra collezione è facile pensare che sia piena di contenuti simili tra di loro, ma ogni foto ha keyword specifiche e quindi si rivolge a clienti con esigenze diverse.

Massimizzare questa eterogeneità con le parole chiave fa la differenza.

Vendere incassando il 100%: il lancio dell'agenzia di microstock

Perché hai deciso di lanciare Krakenimages, l'agenzia dove vendi direttamente le tue immagini?

Sono tempi difficili e impegnativi per la fotografia stock. Per noi è rischioso dipendere solo dalle agenzie, visto che il mercato cambia rapidamente.

Avere la nostra agenzia ci dà indipendenza e flessibilità.

È difficile prevedere il futuro di questo business, perché può sempre succedere che:

  • il sistema di vendita attuale venga superato
  • le agenzie taglino le royalty
  • ci siano delle modifiche agli algoritmi di ricerca

Avendo lanciato il nostro sito web siamo più protetti, ma non è per niente facile trovare clienti. Devi avere un catalogo:

  • attraente
  • vario
  • enorme

perché se i potenziali compratori cercano un tipo di contenuto che non hai, di sicuro andranno dai tuoi concorrenti per trovarlo.

I primi microstock sono nati 20 anni fa.

Da allora molte agenzie hanno chiuso e aziende create nei sottoscala sono diventate business da miliardi di dollari. Oggi mi arrivano ancora e-mail di persone che dicono di aver avuto l'idea del secolo e che sarei un pazzo se non caricassi i miei filmati nella loro agenzia.

Credi sia ancora possibile che nuovi microstock arrivino sul mercato e vendano?

Sono sicuro che emergeranno progetti che sostituiranno gli attuali. È sempre stato così.

Chi vuole provarci, deve però prima capire se è in grado di rivoluzionare il sistema o se sta semplicemente copiando chi già esiste.

Presto o tardi emergerà una tecnologia innovativa o un nuovo modello di business che renderà obsoleto quello che oggi conosciamo. La domanda non è se accadrà, ma quando questo succederà.

Riceviamo molte offerte da nuove agenzie, ma siamo molto selettivi. Vendere contenuti in un'agenzia è molto costoso, considerando le dimensioni della nostra collezione.

Abbiamo abbandonato, per esempio:

I processi di caricamento erano lenti e le vendite non erano buone.

Per quanto riguarda i boicottaggi lanciati alcuni produttori, penso che già oggi noi boicottiamo qualcosa: semplicemente scegliendo su quali agenzie vendere e quali invece ignorare. Se vediamo che un microstock non ci fornisce entrate sufficienti, lo rimuoviamo dalla nostra lista o riduciamo il numero di immagini nuove che carichiamo.

Perché girare stock footage non vale (ancora) la pena

Produci contenuti molto elaborati con modelli. Realizzarli costa parecchio: pagare le persone, preparare le luci, trovare buone idee.

Perché, dopo aver scattato le immagini, non metti la fotocamera in modalità video e giri anche stock footage?

Presto lo faremo, ma ora dobbiamo concentrarci sulla produzione di immagini.

La nostra strategia è stata fortemente condizionata dall'impegno per lanciare krakenimages.com. Al momento la priorità è che i nostri clienti possano trovare nel sito:

  • i concetti
  • le situazioni
  • il tipo di modelli

che cercano. Se producessimo anche stock footage, file vettoriali, modelli 3D finiremmo per avere meno contenuti per ognuna di queste tipologie e quindi smetteremmo di essere interessanti per molti clienti.

Quindi inizieremo a creare stock footage solo quando saremo in grado di avere una buona produzione.

Produrre in Europa in un settore dove domina il Nord America

Vivi ad Alicante, che è un bel posto per trascorrere una vacanza e, secondo me, anche per vivere.

Può essere un problema per un'azienda come la tua produrre in Spagna e non in Paesi con una migliore tradizione nel business online, come gli Stati Uniti o il Regno Unito?

Internet ha rivoluzionato tutto. Anni fa era quasi obbligatorio avere la sede in determinate città per fare certi business. Oggi invece puoi lavorare da qualsiasi parte del mondo senza problemi.

Una zona come la nostra potrebbe far pensare che ci siano dei limiti a quello che facciamo, come nella ricerca dei modelli. In realtà riusciamo a reclutare tutte le persone di cui abbiamo bisogno, anche considerato che Alicante è molto turistica e frequentata da gente di tutto il mondo.

La globalizzazione ha decentralizzato le imprese. Gli Stati Uniti hanno una forte cultura imprenditoriale. Da lì provengano molte delle più grandi aziende del mondo, non solo nel microstock. Ma Fotolia e Depositphotos sono state create in Europa.

Non pensiamo di spostarci: siamo ancora troppo piccoli per farlo.

È molto difficile prevedere come si evolverà il settore. I siti web che offrono immagini gratuite hanno molti problemi nell'ottenere contenuti da proporre. Non è facile convincere i fotografi a caricare lì, visto che non gli viene dato nulla in cambio. Quindi non penso che questi rappresentino una seria minaccia, a meno che non cambino il loro modello di business verso un abbonamento freemium.

Ci sono tecnologie emergenti che possono rivoluzionare il settore. L'intelligenza artificiale, per esempio. Ma al momento è in grado di creare da zero solo immagini di persone che guardano la fotocamera, in siti come thispersondoesnotexist.com.

Cosa ne sarà di noi quando sarà in grado di elaborare foto più complesse?

Nessuno lo sa...

Domande di Daniele Carrer, risposte di Aaron Amat. Questa intervista è stata fatta nel novembre 2020.