Anche per i fotografi il business si basa sui dati

Ci stiamo lasciando alle spalle un’epoca in cui i sondaggi influenzavano le decisioni. Cosa che succede tutt’ora in settori che hanno fatto dell’inefficienza la loro bandiera, a partire dalla politica. 

Oggi però tutto quello che facciamo è tracciato e dall’elaborazione di quei dati si possono trarre conclusioni molto più precise delle informazioni che danno i piccoli campioni statistici su cui si basano i sondaggi.

Google sa:

  • che siti visitiamo,
  • quanto tempo passiamo su una singola pagina,
  • dove ci troviamo,
  • quello che compriamo,
  • quello che ci piace

e, elaborando questi dati con degli algoritmi usciti dalle menti più intelligenti del mondo, è diventata un gigante dell’economia, come lo sono Microsoft, Apple, Amazon e Facebook.

Alla faccia di chi crede ancora che i più ricchi siano sempre le Società petrolifere e le case automobilistiche.

Nel nostro piccolino, se basiamo le scelte che facciamo:

  • sui dati,
  • non sul nostro intuito,

possiamo vivere molto meglio, anche se il business digitale che portiamo avanti è, almeno per il momento, solo il microstock.

Perché le vendite calano nei microstock

Una delle tante domande che mi fanno i produttori è:

perché oggi vendo come qualche anno fa, nonostante nel frattempo il mio portfolio abbia quattro volte i contenuti che avevo?

La risposta, più che Daniele Carrer, che sarei io, la può dare un dato che ai più sfugge ma che è disponibile gratuitamente in rete. Più nello specifico nella homepage di Shutterstock (leggi la guida completa all'agenzia), quindi probabilmente in quella che è addirittura la pagina di microstock più frequentata in assoluto.

Andando in fondo c’è un’informazione che descrive cosa è diventata la vendita di foto e video online oggi.

Dato che mostra il numero di immagini stock in vendita su Shutterstock

Chi non capisce perché vende tanto quanto vendeva quando aveva un quarto dei contenuti pubblicati, deve sapere che tante persone si sono accorte di quanto bello sia vendere foto e video online. Di conseguenza le collezioni delle agenzie si sono altrettanto espanse. 

Dato che mostra il numero di video in vendita su Shutterstock

Oggi Shutterstock ha più di:

  • 300 milioni di foto in vendita,
  • 20 milioni di video.

Un anno fa ne aveva la metà e fra un anno ne avrà molti più del doppio. Ricordatevelo quando rimandate la creazione di nuovi contenuti:

ogni giorno che passa è sempre più difficile vendere, e già oggi è quasi impossibile farlo se prima non studiate il mercato.

Perché il microstock piace a tutti

A dire il vero, non era così difficile prevedere quello che sarebbe successo. Vendere foto e video online:

  1. è gratuito,
  2. a tutto il mondo piace guadagnare,
  3. le attrezzature per creare contenuti costano poco
  4. fotografare e fare riprese video è l’hobby preferito di milioni di persone.

Ovviamente non c’è un rapporto fisso tra:

  • quantità di contenuti che si hanno nel proprio portfolio
  • vendite,

perché dipende molto dalla qualità messa in campo dal singolo produttore. Quindi se caricate spazzatura, solo per aumentare la dimensione della vostra collezione, vi inserirete in un circolo vizioso che gli algoritmi delle agenzie non apprezzano per niente.

Strategie per differenziarsi e vendere

Se una delle domande che vi fate più spesso è perché vendete poco, dovreste chiedervi se prima di pubblicare fate una ricerca dei soggetti più richiesti dal mercato, con strumenti come dropstock.io (guarda questo video che spiega cos'è).

Visto che la risposta sono sicuro sia “no”, temo che il principale motivo sia proprio che i vostri soggetti pur essendo magari buoni dal punto di vista tecnico, non incontrano le richieste dei compratori, che di solito vogliono foto poco artistiche e molto commerciali.

Immagine stock di una donna che fa un acquisto con una carta di credito in mano

Immagino che fra i vostri scatti preferiti non ci siano soggetti come:

  • carte di credito,
  • banconote,
  • attori che si fingono medici con la mascherina.

Purtroppo, a seconda del momento storico che stiamo vivendo, ci sono dei trend, e quasi mai questi assecondano la parte artistica di chi produce. Se volete guadagnare con il microstock dovete partire da questo presupposto, per quanto sia triste.

Come decuplicare i propri guadagni

Attenzione però ad una cosa: c’è un passaggio che può aumentare di 10 volte le vostre entrate ed è importante quanto scegliere i soggetti giusti. 

Poniamo che vi siate indirizzati, come appena consigliato, su soggetti con un buon valore commerciale, come questo:

Immagine stock di un uomo al computer

Ce ne sono di molto complessi e che richiedono l’utilizzo di modelli, con tutte le complicazioni che questo comporta, e ce ne sono di più semplici, ma che per essere realizzati bene comunque richiedono l’utilizzo di luci artificiali.

La domanda che dovreste farvi a quel punto è:

ho perso tutto questo tempo per realizzare il set, perché ora non metto la reflex o la mirrorless sul cavalletto, schiaccio il tasto Rec e faccio anche un video?

Lo stock footage come alternativa alle immagini stock

Lo stock footage, in particolar modo quello 4K, è pagato decine di volte di più delle foto e, come dimostra il dato di Shutterstock che abbiamo visto all’inizio, c’è molta meno concorrenza a livello di produzione.

Se volete fare il passaggio dalla fotografia alla ripresa video, già sapete gran parte di quello che serve per girare. Rimangono delle piccole cose da imparare, ma sono molto basilari rispetto a quanto serve per la creazione di alcuni tipi di filmati. Spiego tutto nel mio corso (guarda di cosa si tratta), ma vi posso anticipare che il montaggio è talmente basilare che è anche esagerato definirlo montaggio, visto che si tratta solo di tagliare l’inizio e la fine di ogni spezzone, che va caricato singolarmente senza unirlo ad altri. 

E per quanto riguarda la ripresa, il tipico errore è che se il soggetto è completamente statico, i microstock non lo vogliono. Per risolvere il problema basta semplicemente trovare dei piccoli espedienti, come una mano che entra nell'inquadratura o qualche altra soluzione che, se siete un po’ creativi, di volta in volta non sarà difficile inventarvi.

Portare avanti una strategia del genere significa far svoltare i vostri guadagni, anche se il tempo che dedicate al microstock è poco. 

Pier Paolo Mansueto è un appassionato di fotografia di cui racconto la storia nel mio sito. Dopo aver fatto il mio corso, grazie ai miei consigli ha iniziato a puntare sul video e in breve tempo è arrivato a guadagnare 300 dollari fissi al mese, che non sono pochi considerato che fa tutt’altro lavoro nella vita e dedica alla produzione poche ore al mese.

I lavori noiosi fanno guadagnare, purtroppo

Abbiamo cominciato parlando di dati, di come i grandi del web diventino ricchi grazie allo studio più o meno occulto di quello che facciamo e del fatto che è apparentemente sempre più difficile guadagnare con il microstock. 

Insomma, la premessa era che stavate per vedere un video catastrofico, ma abbiamo finito con un semplice consiglio che potrebbe decuplicare i vostri guadagni senza troppo fatica.

Tutto il mondo del digitale è fondato su questo principio: la tecnologia sembra la catastrofe per l’Umanità, poi in realtà se uno capisce come funziona può trarne solo dei benefici. 

Dopo tutto nessuno obbliga nessuno a perdere le sue notti sui social network per sapere cosa ha fatto nel weekend un ex collega di lavoro di 10 anni fa, quando invece sul web si possono fare dei corsi per imparare qualsiasi cosa, magari avendo come insegnanti i migliori docenti al mondo.

Sta a voi decidere se la mattina quando andate a lavoro volete ascoltare i programmi di radiofonici che parlano di come riciclare i regali o ascoltarvi invece un audiolibro che può insegnarvi cose che posso cambiare la vostra vita.

Solo voi siete artefici del vostro del futuro. Oggi come in nessun'altra epoca è mai successo.

Vuoi provare a vendere seriamente le tue foto e i tuoi video?

Ho 4 video gratuiti che ti spiegano come iniziare: a che mail te li mando?

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