Il microstock: il lavoro più bello del mondo

Ci sono due motivi per cui fotografi e videomaker, professionisti o semplici appassionati, vendono i loro contenuti nei microstock:

  1. guadagnare;
  2. avere una scusa per praticare quello che più gli piace.

Perché non è sempre così bello...

Il problema è che vendere non è solo una questione tecnica legata alla realizzazione delle immagini e dei filmati, ma dipende anche da delle cose molto meno piacevoli da fare come:

  • ricercare i soggetti che i compratori preferiscono
  • inserire titoli e parole chiave nelle schede tecniche dei contenuti. 

Dropstock.io

Quest’ultima cosa si può fare nel migliore dei modi solo usando degli strumenti specifici, il più importante dei quali è dropstock.io (guarda lo strumento per capire i soggetti migliori).

Su dropstock.io inserite una parola chiave, dite allo strumento se questa è relativa a una foto o a un video:

Riquadro di ricerca su dropstock.io

e, analizzando lo storico delle vendite e i contenuti già presenti nelle collezioni, vi dà il punteggio di vendibilità di quel soggetto:

Risultati di una ricerca su dropstock.io

Grazie a quel dato potete pianificare meglio le vostre foto e i vostri video, sapendo per esempio che se volete fare un viaggio per creare stock footage, a livello di potenziali vendite vi conviene puntare su Berlino anziché su Londra.

E accanto al dato generico sul luogo, all’interno delle città vi dice:

  1. quali sono i soggetti migliori,
  2. quali keyword generiche è bene inserire nelle schede tecniche per essere trovati più facilmente dai compratori (che è una cosa fondamentale vista l’enorme quantità di contenuti già pubblicata).

La tecnica non è l'elemento che vi farà guadagnare

In generale, per vendere foto e video online, è necessario avere una base tecnica relativa alla fotografia e alla ripresa video, ma il perfezionismo estremo è controproducente.

Il vecchio detto:

le cose o si fanno bene o non si fanno

è una stupidaggine totale nel mondo del business internet, dove le opportunità sono infinite e se una vostra foto non vende vorrà dire che sarà la prossima che caricherete quella giusta.

L'importanza di studiare i numeri

Per guadagnare dovete imparare gli strumenti che, basandosi sui dati, danno informazioni che la maggior parte dei produttori non ha voglia di considerare come importanti, ma non perché pensino davvero che lo strumento non serva, ma semplicemente perché non hanno voglia di imparare ad usarlo.

Io spiego approfonditamente dropstock.io nel mio corso (guarda di cosa si tratta) e vi certifico che, nonostante questo, alcuni miei allievi mi contattano alla fine delle lezioni e mi fanno domande sulla possibile vendibilità di certi contenuti che hanno in mente. Quando faccio notare loro che è solo dropstock.io che ha i dati per rispondergli, di solito mi dicono, o mi fanno capire perché un po' se ne vergognano, che non hanno:

  • voglia
  • tempo

di utilizzarlo.

Il discorso generale è che se si alza l'asticella per accedere a qualcosa, e la scocciatura di utilizzare uno strumento come dropstock.io (per quanto semplicissimo da usare) la alza parecchio, le persone che ne accedono diminuiscono in maniera esponenziale. 

Voglio tutto, subito e senza fatica

Purtroppo il mondo di oggi ti porta a pensare questo:

  • tutto,
  • subito
  • senza fatica.

E ho fatto l’esempio del mio corso, perché non sto parlando di quel genere di persona che scrive su Google come guadagnare soldi sperando di trovare una formula magica, ma di un elite di fotografi che paga centinaia di euro per la sua formazione, quindi un minimo di predisposizione all'apprendimento ce lo dovrebbe avere. 

La chiave del ragionamento è proprio questa:

dropstock.io non sarà mai uno strumento di massa. 

Quindi chi lo userà, sfruttando i dati che mostra, sarà sempre in grado di distanziare gli improvvisati che credono di fare soldi con i selfie delle loro vacanze.

L'epoca della condivisione

Se ora che avete capito come funziona il business, vi state augurando che questo mio video venga visto da poche persone perché, a differenza mia, siete tra quelli che vogliono tenersi i segreti, state facendo lo stesso errore di valutazione che facevo io tanti anni fa prima di iniziare a divulgare su internet.

Dropstock.io, per com’è la mentalità della gente che va sul web, non potrà mai usarlo più di un produttore su 1000. Quindi il 99,9% dei contenuti che verranno caricati avranno un keywording fatto:

  1. il più velocemente possibile,
  2. senza cercare di trovare le keyword migliori,

perché il fotografo medio che carica le sue immagini nei microstock punterà tutto sull’arte e asseconderà, non tanto il mercato, ma il suo desiderio di fare un certo tipo di fotografie.

Fotografo con la reflex in mano

Fotografi: sempre più imprenditori e sempre meno artisti

Volete un consiglio semplice per guadagnare con il microstock?

Dimenticatevi del vostro spirito artistico ed entrate nei panni degli imprenditori.

Il sogno di:

  • esporre alla Tate Modern;
  • diventare registi di Hollywood

è bellissimo, e non vi garantisco che in passato anch’io abbia attraversato quella fase, ma la strategia più efficiente per realizzarlo è:

  1. tenerlo in naftalina;
  2. tirarlo fuori quando avete fatto un sacco di soldi con il microstock o con altri business digitali legati alla fotografia o al videomaking,

e quindi avrete la libertà di fare gli artisti più di quanto ce l’avete oggi quando uno dei vostri pensieri principali sono le bollette da pagare.

Sull’ignoranza e le cattive abitudini dei vostri concorrenti dovete creare il vostro portfolio, perché sarà anche vero che ogni anno le collezioni delle agenzie raddoppiano, ma se gli altri si limitano:

  • a riciclare le foto dei loro viaggi,
  • a proporre scatti come se cercassero i “mi piace” nei social network,

allora ci sarà sempre spazio per chi come voi invece capisce che il microstock è un lavoro che genera guadagni e non un passatempo.

Daniele Carrer

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