Il modo più facile per fare il videomaker oggi è produrre stock footage, ovvero spezzoni video di pochi secondi da vendere online in siti come Shutterstock, Pond5 e Adobe Stock.

In quel caso, all’aspirante regista di turno basta:

  1. Iscriversi gratuitamente a tali siti
  2. Girare e montare i video
  3. Descriverli con titoli e keyword

Spiegherò tutto nel dettaglio in questa pagina, ma anticipo che le prime due cose sono relativamente facili e alla portata di tutti: dal videomaker che ha 40 anni di carriera alle spalle e non è una cima in materia di internet, al ragazzino che fa video sciocchi con lo smartphone.

Quello che richiede molto impegno e molto studio è la compilazione di titoli e parole chiave dai quali, per alcuni fa strano saperlo, dipendono molte delle vendite.

Cos’è lo stock footage?

Dimenticavo (mi scuseranno quelli che sono arrivati in questa pagina da Google):

per stock footage si intendono dei filmati, generalmente lunghi dai 5 ai 15 secondi, prodotti sia da professionisti che da semplici appassionati senza nessuna pretesa che non sia l’amore per la ripresa video, che vengono venduti su internet in siti come:

  • Shutterstock (leggi la scheda tecnica dell’agenzia)

  • Pond5 (leggi la scheda tecnica dell’agenzia)

Tale mercato va a beneficio di compratori che possono essere agenzie pubblicitarie, i registi di documentari, ma anche semplici YouTuber che vogliono impreziosire i loro filmati con materiale girato da altri.

Lo stock footage puòritrarre i più svariati soggetti:

  • un panorama di Parigi
  • un bambino che mangia un gelato
  • un cane che corre su una spiaggia

E sulla scelta di tali soggetti dipendono molte delle fortune di chi prova a guadagnare producendolo.

Quali videomaker possono guadagnare online con lo stock footage?

La prima bella notizia l’ho già accennata: anche i semplici appassionati di video con attrezzatura (cavalletto e reflex/mirrorless) da meno di 1000 euro, possono iscriversi gratuitamente alle citate agenzie (o a decine di altre) e iniziare a vendere, guadagnando cifre che in alcuni casi possono permettere di cambiare vita o, quanto meno, di praticare molto più spesso il proprio hobby preferito.

Giusto per capirci, ecco un’immagine di qualche tempo fa tratta dal mio pannello di controllo su Shutterstock:

I 35 mila e passa dollari sono quanto ho incassato solo in quell’agenzia (oggi sono più di 50 mila).

L’altra buona notizia è che un video può essere venduto un numero illimitato di volte a un numero illimitato di clienti. Quindi con uno spezzone di 5 secondi si possono guadagnare anche 10 mila dollari.

Il problema, che non è un problema ma è una delle caratteristiche fondanti di internet, è che solo chi è bravo e si impegna vende. Agli altri rimangono sogni, illusioni e pagine internet create ad hoc per convincerli che con sogni e illusioni si può vivere. Non è così, credetemi.

Come vendere stock footage più degli improvvisati

Contrariamente a quanto si può pensare stando fuori dal business del microstock, così si chiama il mercato dello stock footage, non vende chi è tecnicamente più bravo.

Vende chi sa:

  1. capire che genere di contenuti cercano i clienti
  2. ottimizzare la sua produzione per creare più video nel minor tempo possibile
  3. indicizzare meglio i propri filmati in modo tale che i potenziali clienti li vedano

Queste cose sono frutto di capacità tipiche degli imprenditori, non degli artisti. Ecco perché i videomaker che credono di fare soldi facili online, come se internet sia la soluzione facile a qualsiasi cosa, non combinano nulla con lo stock footage.

Lo scopo dell’intera Umanità è fare soldi, quindi riuscire a guadagnare richiede:

  • studio
  • impegno
  • fiducia in sé stessi

perché c’è troppo concorrenza per riuscirci e se fosse facile lo farebbero tutti.

Il percorso che serve è lungo e non produce subito dei risultati. Quindi chi crede nelle formule magiche è meglio che si fermi qui nella lettura, perché quest’ultime non esistono.

Guadagnare vendendo online i video dei propri viaggi

Tanti sfruttano la loro passione per viaggiare e per riprendere per provare a guadagnare con lo stock footage. Io, in passato, ci sono riuscito. Il mio video più venduto dura 10 secondi e l’ho girato a Parigi in Place de La Concorde, guardando l’Arc de Triomphe.

Questo è quello che ha guadagnato su Pond5:

Con quel video girato in un minuto e post prodotto in due mi sono ripagato il viaggio a Parigi e quello in altre mete.

Oggi purtroppo è tutto diverso, perché la concorrenza è molto più agguerrita. Ci sono comunque delle strategie per differenziarsi da quelli che girano a caso e finiscono per lamentarsi che il microstock è una fregatura.

Esistono, per esempio, degli strumenti che permettono di sapere quale città riprendere per avere maggiori capacità di guadagnare. Usandoli, con le mete turistiche o con qualsiasi altro soggette, vedrete che le 4 principali d’Europa a livello di vendite di stock footage sono, nell’ordine:

  1. Parigi
  2. Berlino
  3. Londra
  4. Roma

Imparato ad usare determinati software, cosa che richiede buoni maestri e molte ore del proprio tempo, bisogna poi avere la forza di delegare le mansioni più ripetitive ad altri. Tra queste quella più cruciale per vendere è la descrizione dei video con titoli e parole chiave che favoriscano la SEO, l’ottimizzazione per i motori di ricerca.

Queste sono le basi da cui partire. Poi ognuno ha la sua storia.

Lo studio che produce pubblicità

Chi ha già un’Attività legata al video può capire, per esempio, se vale la pena costruirsi una seconda fonte di reddito creandosi un portfolio di contenuti da vendere su Shutterstock e Pond5.

Mi spiego meglio. Ho un amico che ha uno studio che produce filmati industriali e, finito ogni lavoro commissionato dai suoi clienti, si ritaglia sullo stesso set dei minuti per creare stock footage. In tal modo il suo costo di produzione si abbassa, visto che i set sono pagati dai committenti, e con i filmati ottenuti si sta costruendo piano piano una rendita passiva (leggi di cosa si tratta) che lo aiuterà in futuro.

Potete fare qualcosa di simile anche se vi piace viaggiare, usando le vostre mete come set. O se vi piace riprendere i vostri famigliari, che potrebbero diventare dei modelli gratuiti per il vostro prossimo stock footage.

Il tutto, però, funziona solo se prima studiate. Perché altrimenti il microstock rimane un hobby, sicuramente bellissimo, ma che vi può far portare a casa solo qualche decina di euro al mese che, considerato il tempo che perderete per pubblicare i video, non sono quello che cercate.

Guadagnare qualche decina di euro al mese, almeno dal punto di vista, non vale la pena. Ci sono però persone che affidano la loro ricerca di una vita migliore al Superenalotto e magari queste la pensano diversamente da me. Tutto legittimo. Quello che è sicuro è che siete nel sito sbagliato se date ragione a loro.

Sai che descrivendo male le tue foto e i tuoi video stai perdendo soldi?

Hai l’hard disc pieno di stock images o stock footage che potresti mettere a reddito, ma non hai tempo e voglia di scrivere titoli e keyword?

Conosco chi può fare molto bene il lavoro che ti serve. Scopri di più

Il mio podcast “vendere foto e video online”

Una risorsa che consiglio a tutti coloro che vogliono professionalizzare la loro produzione e rimanere informati sul mondo dello stock footage, sentendo regolarmente parlare di:

  • agenzie che vendono video
  • tecniche per guadagnare di più
  • consigli per essere più produttivi

è il mio podcast (scopri di più): Vendere foto e video online.

Una delle rubriche che ci sono all’interno degli episodi è quella delle domande degli ascoltatori. Ne ho scelto una che mi è stata fatta perché può far capire molte cose su come i videomaker online possono scegliere i contenuti da produrre.

Come trovare i video che vendono online

Sto seguendo con attenzione il tuo corso.

Grazie: sei davvero chiaro e le tue lezioni sono efficaci. Fino ad ora ho cercato di migliorare sia le nuove foto che pubblico, sia quelle già caricate. Lavorando sulle keyword sono aumentate le vendite.

Ho anche iniziato a mettere mano ai video. Ti scrivo proprio per questo. Essendo le prime esperienze ancora non riesco a capire come gestire alcune cose. In particolare vorrei capire cosa ne pensi dello stock footage qui sopra (vorrei le tue critiche per capire su cosa devo fare attenzione).

Poi mi chiedo con le parole chiave di un video come questo, che è piuttosto generico perché la ragazza potrebbe versare qualsiasi sostanza (è crema per le zanzare), come è meglio comportarsi?

Ogni mese seguirò le preparazioni erboristiche di un cliente. Vorrei approfittarne per girare stock footage da vendere. Hai consigli in merito?

Il video è realizzato bene dal punto di vista estetico, soprattutto per il diaframma molto aperto che restringe la profondità di campo, che è fondamentale per ottenere una ripresa dall’aspetto professionale. Le luci sono buone, quindi hai fatto quello che dovevi fare dal punto di vista tecnico.

Vedendo la cosa da un punto di vista più ampio, il passo successivo per costruire un buon portfolio, quando avrai preso mano con la produzione di video (visto che provieni dalla fotografia), sarà studiare un set e pianificare prima di girare non una sola ripresa, ma almeno una decina di situazioni realizzabili con lo stesso soggetto.

Ipotizzo: oltre al versare qualcosa in un contenitore come quello che fai vedere:

  • fare delle azioni su altri tipi di contenitori, magari anche un semplice bicchiere.
  • Cambiare completamente l’oggetto, usando, per esempio, una bilancia da cucina, un imbuto, una caraffa

L’importanza di ottimizzare i tempi per guadagnare

In tal modo, avendo già impiegato il tuo tempo per allestire il set e montare cavalletto e telecamera, e a preparare quest’ultima per la ripresa, se aumenti la quantità di stock footage da realizzare riesci ad essere più efficiente, visto che la fase di preparazione è la stessa, sia che tu faccia una singola inquadratura sia che tu ne faccia 50.

E anche in montaggio, se dalla tua sessione di ripresa escono 50 segmenti buoni per lo stock footage, in proporzione ci metti meno a realizzare il singolo video.

Sembra un discorso da maniaco della produttività, ma se il tuo obiettivo è (giustamente) quello di creare un portfolio corposo per riuscire a guadagnare, lavorando con questo sistema ci riesci in metà del tempo, e questo cambia tutto a livello di vendite.

Detto ciò, per farti un’idea della vendibilità dei soggetti, basta che vai sullo stock photo research tool di dropstock.io e scrivi il nome dell’azione che ti interessa. Nell’esempio in question è pour o pouring (versare), visto che lo strumento funziona con l’inglese.

Poi selezioni video e ti esce questo risultato:

Il valore che lo strumento ti dà è 0,8.

Il metodo migliore da utilizzare a quel punto, è andare a cercare tutti i termini che hanno un valore superiore a 0,8 e compatibili con il tuo video:

  • liquid
  • drink
  • motion
  • closeup

Ce ne sono almeno una ventina. Nelle keyword del tuo contenuto inserisci quelle. Magari cercando di metterne alcune anche nel titolo.

Comunque, in questo specifico caso, essendo il valore riferito all’azione (pour-pouring) piuttosto basso, potresti studiare il keywording sul soggetto (liquid), selezionando le keyword compatibili con la ripresa sempre con il metodo che ti dicevo sopra.

Sfruttare le situazioni che si presentano per fare video

Per quanto riguarda le preparazioni erboristiche, fai benissimo a sfruttare situazioni che ti si presentano per altri motivi per girare stock fotoage, sempre per il fatto che così riesci ad ottimizzare i tempi e costruire prima il tuo portfolio.

Il mio consiglio è di scrivere herbal sempre sullo stock photo research tool di dropstock.io:

Per altro, si tratta di un valore molto alto (38,8), quindi il soggetto è perfetto per guadagnare.

Vedendo la lista di keyword che esce bisogna prendere ispirazione dai valori maggiori che ci sono nella colonna più a destra per immaginare delle specifiche riprese. E dopo le riprese bisogna usare il keywording con la tecnica che ho spiegato prima.

Daniele Carrer