Le foto e i video, per essere venduti nei microstock, devono essere compressi.

La maggior parte dei produttori che cercando di guadagnare in siti come:

sono dei fotografi, quindi non mi dilungo a parlare di jpg, tiff o raw, perché sono argomenti ben conosciuti da chi mi segue.

Per la cronaca, comunque, a testimonianza che la qualità nel microstock è un fatto importante ma non determinante, le agenzie accettano sempre jpg e solo saltuariamente tiff.

Per quanto riguarda i codec video il discorso sembra un po’ più complesso, ma in realtà non è per nulla diverso da quanto accade con le immagini statiche ed è molto importante che lo capiate perché, da fotografi, dovete considerare che se iniziate a vendere anche i vostri video moltiplicate per 10 i guadagni.

La differenza tra i compratori di oggi e quelli di 15 anni fa

Quando è iniziato il mercato della vendita dei video online, più o meno del 2006, il cliente medio che acquistava stock footage era il tipico montatore professionista che lavorava per la televisione e aveva bisogno di qualità elevata.

Oggi il cliente medio è cambiato, visto che la quantità di vendite di stock footage nel frattempo è aumentata in maniera esponenziale. Il più delle volte si tratta di produttori di video per YouTube e, addirittura, in alcuni casi anche di persone che inseriscono dei mini filmati in presentazioni Power Point.

In funzione di questo, nel tempo, alla lista dei codec classici accettati dai microstock si sono aggiunti quelli più compressi, ma oramai universalmente diffusi e comodi da usare per chi esporta, come l’H.264.

C’è da dire però che, se mirate alle licenze estese, che in alcuni casi vi fanno incassare più di 100 dollari a vendita, codec professionali come:

  • Apple Pro Res
  • Photo Jpeg

vi aiutano molto, essendo questi i più utilizzati da quella tipologia di acquirenti che le compra, ovvero le produzioni con distribuzione internazionale che puntano sulla qualità dei contenuti e, di conseguenza, qualità della compressione con cui questi vengono resi disponibili.

Adesso vado un po’ sul concreto.

I migliori codec video per guadagnare

Se mi conoscete o, meglio ancora, se avete fatto il mio corso, sapete che la risoluzione a cui vi consiglio di caricare i video è il 4K, perché è pagato molto di più e, con tutta probabilità, per quanto tutt’oggi sia meno acquistato del Full HD, rappresenta la definizione che verrà utilizzata nei prossimi anni. Essendo lo stock footage una rendita passiva, che quindi produce reddito senza il vostro intervento per anni, garantirsi la longevità tecnologica è un’ottima cosa.

Lo sanno bene quelli che hanno girato in definizione standard e, nel giro di poco tempo, hanno visto crollare le loro vendite a causa dell’avvento dell’HD.

Nello specifico, oggi i software Adobe, Premiere e After Effects, non permettono di esportare in:

  • 4K, formato .mov, codec H.264

ma in:

  • 4K, formato .mp4, codec H.264
  • (o se cercate qualità) 4K, formato .mov, codec Apple Pro Res.

Quest’ultima è la soluzione universale migliore per vendere stock footage, almeno per chi non ha problemi di banda, visto che i file che si generano in 4k, .mov, codec Apple Pro Res sono decisamente più pesanti dei file della stessa risoluzione, ma .mp4, codec H.264.

Sappiate comunque, che se siete limitati nella velocità del vostro collegamento alla rete, esistono degli strumenti che possono aiutarvi nel momento in cui decidete di spedire a più agenzie. Alcuni sono a pagamento, come:

che vi permettono anche di condividere titoli e keyword su più microstock. Altri sono gratuiti, come Multcloud, che gestisce solo l’invio dei file.

Sai che descrivendo male le tue foto e i tuoi video stai perdendo soldi?

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I software migliori per montare

Attenzione ad una cosa: io, che sono stato un montatore Final Cut per molti anni, so quanto i software Apple, proprio Final Cut, ma anche iMovie, facciano fatica a montare gli mp4. Questo significa che se usate quel formato il programma si blocca in continuazione e questo non è accettabile, specie se avete pagato per avere quello spezzone.

Ho detto “sono stato” un montatore Final Cut, perché da quando si è passati dalla versione 7 alla versione X si è trasformato quello che era un software professionale in un software per adolescenti in preda a crisi ormonali, e quindi i montatori Final Cut sono sempre meno, nonostante il codec inventato da Apple, l’Apple Pro Res, sia sempre più diffuso dopo che è stato adottato da altri programmi, Adobe in testa.

Montando con:

  • Adobe Premiere
  • Davinci Resolve

e con la maggior parte degli altri software, fatto salvo per una qualità visibilmente poco più bassa, non cambia quasi nulla tra mp4 e mov e tra H.264 e Apple Pro Res. Di conseguenza cambia poco anche a livello di vendite, visto appunto che il grosso dei clienti sono sempre più degli YouTuber che la qualità non sanno nemmeno cosa sia, e sempre meno dei montatori professionisti per i quali invece la qualità, anche a livello di codec, è un elemento di scelta che fa la differenza.

Riassumo: se girate in 4k, come vi consiglio, il vantaggio più grosso nell’esportare in mov con codec Apple Pro Res è che avete una possibilità in più di vendere lo stock footage con la licenza estesa.

Se esportate invece in .mp4 con codec H.264 lo spazio di archiviazione dei vostri video è decisamente più basso e la velocità con cui trasferite i file alle agenzie diminuisce di molto.

Detto questo, la questione codec non è complicata né difficile da gestire. Come in ogni attività legata al microstock il segreto per guadagnare non è improvvisare ma creare una procedura di lavoro, ottimizzarla e, una volta che siete sicuri che funziona, utilizzarla sempre allo stesso modo.

Cari amici fotografi:

buttatevi sullo stock footage senza farvi problemi.