Il codec, detta in termini tecnici, è un algoritmo con cui si:

  1. prende un video;
  2. comprimono i dati che lo compongono, generalmente diminuendoli;
  3. salva quel video.

Perché si utilizzano i codec

In ambito informatico vengono utilizzati per permettere ai file di occupare meno spazio, possibilmente senza che la perdita di qualità si noti. Tale riduzione può arrivare anche a 10 volte la dimensione originale, senza che chi guarda si accorga della differenza.

Nelle trasmissioni televisive i codec vengono utilizzati per motivi analoghi, ma non in funzione del salvataggio dei dati, ma del fatto che la banda di trasmissione resa disponibile dai sistema di messa in onda:

non è compatibile con i video non compressi, vista la scarsa ampiezza di questa.

I codec nel montaggio video

Computer durante un'operazione di editing video con codec Photo Jpeg

I principali codec utilizzati nel montaggio video professionale sono:

Attenzione però che, per esperienza, posso dire che il Photo Jpeg in ambiente Mac, nella riproduzione, può “bruciare” le parti più luminose dell’immagine e, in generale, entrambi i codec citati, in situazioni diverse dal montaggio con software professionali, compresa la semplice riproduzione, possono dare dei problemi di fluidità, vista la dimensione che hanno.

Accanto a questi, il codec H.264, che occupa decisamente meno spazio, ha preso piede negli ultimi anni, soprattutto in ambito Windows (in ambiente MAC dà invece dei problemi con Final Cut e iMovie, i software di montaggio più diffusi). A livello di riproduzione, essendo molto leggero, è perfettamente compatibile con i player tradizionali, VLC in testa.

Pur essendo inferiore come qualità e meno digeribile dai programmi di editing, il fatto che sia adottato come codec video da molte videocamere e reflex lo ha reso sempre più popolare.

L’H.264 oltre che con il tradizionale formato .mov è compatibile anche con .mp4 ed è diventato ancora più popolare da quando nel 2018 i software Adobe (Premiere, After Effects) hanno eliminato la possibilità di esportare in:

Come salvare gratuitamente in tutti i codec e formati

I formati e i codec citati, qualora il proprio software di editing non li prevedesse, sono esportabili con il programma gratuito MPEG streamclip, che è scaricabile da questa pagina.

Con questo, si può ridurre le dimensioni di un file non compresso, proprio grazie ai codec che ha al suo interno.

Una schermata del software Mpeg Streamclip che serve per comprimere i file video

Nel caso mostrato nello screenshot, il codec scelto dall’utente è:

che è uno dei più comuni tra le decine utilizzate dal programma.

Un file:

è stato trasformato in un file:

Come spiego nel mio corso, se però lo scopo è vendere i propri video come stock footage, è comunque consigliabile utilizzare per l’esportazione il codec:

che è maggiormente richiesto dai compratori.

Attenzione ad una cosa però. Se il video che si produce viene utilizzato in fase di montaggio (lo stock footage serve proprio a quello), ha senso lavorare con codec poco compressi, come appunto:

Per vedere un tutorial approfondito di Mpeg Streamclip andate su questa pagina.

Se parliamo di esportazione del file video già montato, per:

la forte ricompressione che viene fatta dalle trasmissioni del digitale terrestre o dall’algoritmo di YouTube rendono praticamente inutile l’export dei file con codec come il Photo Jpeg o l’Apple Pro Res, quindi  in quel caso conviene utilizzare codec più compressi come appunto l’H.264.

I codec nello stock footage

Per stock footage si intendono degli spezzoni di video che chiunque può caricare gratuitamente nei siti internet delle agenzie che li forniscono a:

guadagnando così una percentuale sul prezzo di vendita. Spiego tutto approfonditamente in questo mio post.

Videomaker di spalle con la telecamera in mano

Visto che basta una normalissima reflex da meno di 1000 euro per iniziare a guadagnare, e in alcuni casi addirittura uno smartphone, i poco esperti devono sapere però che i video che esporteranno, dopo il montaggio, per essere accettati devono avere determinati requisiti.

Le tre principali agenzie pubblicano tali dati tecnici nelle pagine linkate qui sotto:

Oltre a quanto indicato dalle agenzie stesse, c’è da sapere, per quanto riguarda Pond5 (di cui spiego tutto in questa guida), che anche caricando in Apple Pro Res, il sito rende disponibile al cliente il file in H.264, e viceversa. Solo che, nel caso l’Apple Pro Res sia creato ricomprimendo un file H.264, può esserci una visibile perdita di qualità. Dipende molto da cosa c’è nel video: in presenza di poca luce l’effetto è sgradevole.

In funzione di questo l’Apple Pro Res o il Photo Jpeg sono sempre da preferire. Attenzione infatti ad una cosa: un file non può mai migliorare di qualità nella ricodifica, al massimo può rimanere sostanzialmente invariato.

Considerando però che l’ultima tendenza del settore è la risoluzione 4k, i file in quel caso, per essere compatibili con tutte le agenzie devono essere invece:

Il mio podcast

Nel mio podcast, che si chiama:

rispondo regolarmente alle domande di chi vuole guadagnare con la sua passione per la fotografia e la ripresa video. Nel tempo molte di queste hanno riguardato i codec. Le riporto qui sotto.

Differenze visibili tra codec

Ho scelto tra i codec di Quicktime (.mov) il GOPRO CINEFORM con qualità 4 (5 era il massimo). Ne è uscito un file che successivamente con Adobe Media Encoder ho trasformato in MP4 HQ2160p 4K. Il risultato, per me, è stato molto soddisfacente. Se te linko la pagina di Pond5 dove l’ho caricato, mi dai la tua impressione?

A occhio nudo è impossibile distinguere in fase di riproduzione tra dei video con codec:

anche se quest’ultimi pesano 10 volte tanto.

In più, quando vedi l’anteprima di un video nel sito di un microstock, come appunto Pond5, le immagini sono ricompresse per rendere possibile la riproduzione in tempo reale, visto quanto pesano i file esportati con i codec con cui noi produttori li carichiamo. Quindi è sbagliato basarsi su quello che vedi in un microstock per giudicare se la compressione che hai applicato con il tuo software di montaggio è buona, perché lì non vedi lo stesso video, ma una ricompressione di questo che ne distorce la qualità per rendere possibile la riproduzione senza buffering.

Il motivo per cui le agenzie ti chiedono Apple Pro Res o Photo Jpeg, o in alternativa H.264, è che in un montaggio professionale, ovvero quello che fanno la maggior parte dei clienti che comprano stock footage, quei file spesso passano attraverso la color correction. In quel caso i primi 2 codec tengono molto meglio la qualità sulla gran parte delle regolazioni che si possono fare, in particolar modo sull’aumento della luminosità delle parti scure dell’immagine.

Convertire .mp4 in .mov?

La mia macchina, una Sony RX100M6 (guarda quanto costa su Amazon), produce video:

  • 4k;
  • risolzuone 3840 × 2160;
  • formato mp4.

Quando ho terminato di montare e devo esportare, il mio software di editing video, iMovie, mi chiede anche di scegliere la qualità, che può essere:

  • Bassa,
  • Media;
  • Alta;
  • Migliore

Se scelgo quest’ultima, il formato da .mp4 diventa .mov, con codec Apple Pro Res, e il peso del file decuplica.

La mia domanda è:

Conviene modificare il formato da .mp4 a .mov? La qualità del file aumenta o un video che nasce mp4 muore sempre con la qualità mp4?

Il presupposto di fondo è che la qualità di un video, nel passaggio dal formato e dal codec originali ad altri, può rimanere invariata o diminuire, non può migliorare.

Codec come l’Apple Pro Res con cui lavora iMovie, ma anche Final Cut, sono più digeribili da quei software, rispetto ad altri codec non proprietari Apple. La qualità però è sempre quella, se si parte da mp4.

Quindi, se nel tuo caso vedi che iMovie funziona bene con gli mp4, non fare il passaggio a:

perché non ti dà nessun vantaggio e, anzi, ti occupa una quantità enorme di spazio.

Per quanto riguarda le agenzie di microstock (leggi come fare per guadagnare quando si è principianti), bisogna vedere caso per caso, perché non tutte hanno la stessa politica riguardo al codec dei file che mettono a disposizione di chi acquista. Pond5, se non ricordo male, mantiene il codec originario con cui il produttore ha caricato e ne aggiunge un secondo, dando la possibilità al cliente di scegliere. Altri ricomprimono il file del produttore e lo consegnano in un unico codec, che tendenzialmente è l’H.264, che è quello più compatibile di tutti, anche se, a dire il vero, dà qualche problemino con software come Final Cut.

Concludendo: tieni l’mp4 dall’inizio alla fine!

E’ un consiglio che un paio d’anni fa non ti avrei dato, ma visto il caos che c’è stato sui codec nell’ultimo periodo, anche in seguito alla decisione di Adobe prima di abbandonare e poi di ripristinare l’Apple Pro Res tra le sue opzioni di export, forse si tratta del compromesso migliore.

Daniele Carrer

Daniele Carrer durante un tutorial su come vendere le proprie foto

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