I miei time lapse che vendono

Adobe After Effects è il miglior software per creare time lapse partendo da una sequenza di foto. Anche se si usa un buon cavalletto quando si gira, le immagini che comporranno il video da esportare vanno stabilizzate, altrimenti si ottiene un effetto sgradevole. Nella mia collezione di stock footage ci sono decine di time lapse, alcuni dei quali mi hanno fatto guadagnare migliaia di euro, anche se sono dei video di pochi secondi. Questi sono i miei 7 best seller su Shutterstock:

I miei best seller su Shutterstock

4 di questi sono time lapse  creati con After Effects, e mi hanno permesso, con i guadagni che hanno generato. di girare l’Europa.

Per quanto riguarda questa mia attività è tutto spiegato in questa pagina. Ora vi faccio vedere come trasformare una sequenza di foto in video.

Adobe After Effects

Per prima cosa bisogna procurarsi Adobe After Effects. Cliccando su questo link vi appaiono tutti i piani disponibili che prevedono sia il pagamento mensile che quello annuale, con prezzi a cavallo dei 30 euro al mese a seconda dell’opzione scelta. Potete, a vostra discrezione, comprare anche tutto Creative Cloud, che comprende altri programmi tra cui Premiere per l’editing video e Photoshop, che bene o male vi serviranno, o solo After Effects.

Potete comunque partire dalla versione gratuita e illmitata che dura 7 giorni.

Downlaod e installazione sono guidati, quindi non mi dilungo. Una volta finita la procedura, si apre direttamente il programma in Italiano. All’avvio c’è una schermata che può tornare utile ai principianti e che vi permette di scegliere direttamente se creare una nuova composizione, aprirne una esistente o fare altre cose. Il mio consiglio è di cliccare “Chiudi”, ma solo dopo aver deselezionato il segno di spunta sull’opzione che vedete in basso, così da evitare che la finestra vi appaia ogni volta che lanciate il programma:

Schermata di After Effects

A questo punto dovete importare le foto che comporranno il time lapse. Vi darò solo i comandi da MENU che sono più facili da ricordare, fermo restando che il professionista serio dovrebbe usare gli shortcut da tastiera che permettono di risparmiare tempo. Facciamo però finta che li userete dalla prossima volta, quindi cliccate su:

Vi si apre una schermata

Schermata di Adobe After Effects

nella quale dovete selezionare, all’interno della cartella che avete creato all’inizio, il primo fotogramma, lasciando il segno di spunta sulla voce “Sequenza JPEG”. Così facendo importerete le 151 foto come se si trattasse di un unico video di 6:01.

After Effects lascia di default i 25 fotogrammi al secondo, che sono l’ideale per vendere stock footage come spiego nel corso. Ovviamente potreste cambiare tale valore in 29,97, per creare un filmato più compatibile con il sistema utilizzato negli USA, ma non è quello che ci interessa in questo tutorial. Fatto questo, all’interno della finestra progetto, dovete trascinare le foto che avete importato sopra la terza icona in basso (quella con il simbolo della pellicola):

Schermata di After Effects

in questo modo creerete una composizione con le stesse caratteristiche (durata, dimensione, ecc.) della sequenza di fotogrammi che avevate importato.

Stabilizzare le vibrazioni

Ora attenzione, perché bisogna fare un’operazione molte volte sottovalutata, che però nel 90% dei casi è necessaria. Si deve infatti stabilizzare la ripresa. A destra dello schermo ci sono diverse finestre, una delle quali si chiama “Tracciatore”. Per attivarla basta cliccarci sopra.

Schermata di After Effects

A questo punto dovete cliccare sul pulsante Stabilizza movimento, mettere il segno di spunta su Rotazione e cliccare su opzioni. Vi si apre una schermata dove potete lasciare tutte le regolazioni di default,

Schermata di After Effects

tranne quella in basso dove adesso vedete scritto “Adatta funzionalità”, nella quale dovrete invece scegliere l’opzione “Interrompi tracciatura” (lasciando selezionato “Con attendibilità minore di 80%”).

In questo modo, se negli elementi che indicherete come riferimenti per permettere ad After Effects di capire le vibrazioni ci sarà una variazione che non permetterà al software di essere sicuro di seguire il movimento, l’elaborazione si interromperà permettendovi di riselezionare manualmente tali riferimenti. E’ inutile che vi complichi ulteriormente la vita per ora: fidatevi, è meglio così!

Schermata di After Effects

I due riquadri di stabilizzazione

Come potete vedere nell’immagine sopra, ci sono due punti di traccia che appaiono direttamente nella finestra MONITOR (se prima non aveste selezionato l’opzione “rotazione” ce ne sarebbe stato uno solo). Entrambi sono formati da 2 quadrati: il primo è la porzione di inquadratura che After Effects cercherà in ogni fotogramma stabilendo di quanto, di volta in volta, si sposta. Il consiglio è di trovare un punto di forte contrasto, possibilmente non in traiettoria con persone o auto. Il secondo, più grande, è l’area all’interno nella quale After Effects deve andare a cercare l’eventuale movimento del quadrato più piccolo:

Schermata di After Effects

Impostati entrambi i punti di traccia, tornate nella finestra a destra dello schermo e cliccate Analizza. Se tutto va bene l’elaborazione non si fermerà fino alla fine. Se però After Effects rileverà di non essere sufficientemente sicuro del movimento, allora si bloccherà e dovrete andare manualmente a spostare il punto di traccia incriminato. Capire quale dei due sia è facile, perché basta controllare nella TIMELINE, verificando il valore chiamato “Attendibilità”:

Schermata di After Effects

Il dato del 67% è inferiore rispetto all’80% che avevamo impostato nella finestra di stabilizzazione, quindi si tratta del punto di traccia 2.

Attenzione, comunque, che queste interruzioni a volte sono inaspettate perché avvengono anche quando i 2 quadratini di cui abbiamo parlato sopra seguono, come nel caso del Big Ben, una porzione di schermo che è passata da luce ad ombra a causa delle nuvole, e quindi non sono conseguenza necessariamente di una vibrazione del cavalletto.

Se capita, una valida alternativa al riposizionamento manuale dei punti di traccia può essere quella di cancellare nella TIMELINE i tre keyframe relativi al punto in cui l’elaborazione si è interrotta, posizionarsi sul fotogramma successivo e cliccare il tasto PLAY nella finestra tracciatura, come vedete qui sotto.

Schermata di After Effects

Alla fine dell’analisi zoomate sui punti di traccia nella finestra monitor e verificate che in entrambi non ci siano anomalie perché il segno lasciato è compatto:

Schermata di After Effects

After Effects ha fatto quindi il suo dovere. Ora tornate nella finestra “Tracciatore” e cliccate su applica. Vi si aprirà un’ulteriore schermata dove è selezionata l’opzione “Applica dimensioni: X e Y”.

Schermata di After Effects

Cliccate:

e il filmato verrà quindi spostato quanto basta per annullare il leggero dondolio che c’era.

Creare una composizione Full HD

Adesso bisogna creare una nuova composizione della dimensione finale che ci interessa, ovvero 1920×1080 (fino ad ora abbiamo lavorato su un fotogramma molto più grande e con proporzioni diverse). Per fare ciò dovete cliccare su:

Composizione/nuova composizione

Si apre una finestra che riporta inizialmente la dimensione della composizione precedente (nel mio caso 5184×3456), mantenendo però inalterate le altre impostazioni che ci interessano (durata, velocità, …). Per lavorare a 1920×1080 basta semplicemente che nella prima opzione in alto, quella dove trovate scritto “Personale”, selezioniate il preset “HDTV 1080 25”.

Schermata di After Effects

Nella finestra PROGETTO troverete quindi una nuova voce: “Composizione 1”. Fateci doppio clic sopra e nella TIMELINE si aprirà la composizione stessa, che per il momento è vuota. Ora trascinate la prima composizione (5184×3456) dalla finestra PROGETTO alla TIMELINE (1920×1080).

Schermata di After Effects

Essendo una composizione di dimensioni maggiori, vedrete nella finestra MONITOR le foto della sequenza timelapse ingrandite. Per evitare di tagliare parte dell’inquadratura dovete cliccare nella TIMELINE sul triangolo a fianco del nome della composizione, poi sul triangolo a fianco della scritta “Trasformazione” e, in corrispondenza di “Scala” dove adesso trovate scritto 100%, impostare una percentuale che nel mio caso è 38% e nel vostro sarà variabile a seconda della dimensione originaria delle vostre foto e a seconda del livello di zoom che volete.

Una volta trovata la misura che ritenete migliore, potete spostare, con lo strumento freccia che trovate in alto a sinistra dello schermo, il quadro nella finestra monitor per trovare l’inquadratura che vi piace di più.

Confronto tra foto originale e foto estratta da un time lapse

Considerate che le foto sono più “quadrate” dei video, quindi dovrete lasciare fuori la parte superiore e quella inferiore dello scatto originario.

Esportare

Ora dovete semplicemente esportare facendo:

A questo punto dovete selezionare le opzioni di compressione più adatte al mondo dello stock footage. Quindi, nella tab della TIMELINE “Coda di rendering” che si apre in automatico, cliccate dove c’è scritto “senza perdite” e vi si apre una schermata:

Schermata di After Effects

Cliccate

e, alla voce

selezionate:

Cliccate

e sulla seconda schermata:

ancora.

Poi sempre all’interno della TIMELINE, cliccate a fianco ad:

dove adesso c’è scritto

e selezionate

A questo punto dovete selezionare la posizione dove volete salvare il file e, infine, cliccare a destra della TIMELINE il pulsante:

Se avete un MAC siete apposto: potete caricare i file così come sono nelle agenzie.

Se avete un PC invece dovete inserire i file creati in Mpeg Streamclip (questo è il mio tutorial approfondito su quel software) e trasformarli in:

e caricarli nei vari microstock.

Gli altri software

Esistono anche altri programmi per elaborare time lapse, la maggior parte dei quali però non ha la stessa qualità della funzione di stabilizzazione, o addirittura non ce l’ha per niente. L’unico software all’altezza della situazione è AVIsynth, che per altro è anche gratuito in quanto open source, ma è davvero molto difficile ad usare per chi non ha esperienze di programmazione, quindi ve lo sconsiglio.

Niente color correction

Avrete notato che non ho fatto nessuna regolazione sui colori. Il motivo è che, a mio avviso, è meglio così se si vuole creare stock footage. Le reflex oggi infatti sbagliano difficilmente, quindi, non serve nessun bilanciamento colore.

Sono da evitare anche i classici:

che possono sì creare un’immagine più piacevole alla vista, ma sono incompatibili con i progetti video normali dove le impostazioni sono più “flat” possibili.

Il mio podcast

Regolarmente nel mio podcast intitolato:

rispondo a domande sul tema stock footage, che nello specifico del tema di questa pagina significa:

come fare a vendere online i time lapse?

Qui sotto ho messo una raccolta dei quesiti più comuni che arrivano su:

Perché solo Adobe After Effects?

Quali software servono per montare le foto delle sequenze time lapse? Si può evitare Adobe After Effects, visto che costa parecchio?

Ti serve Photoshop, che sei sei un fotografo probabilmenet già hai. Lo userai per togliere gli uccelli, che sono fastidiosi se vuoi un time-lapse che abbia possibilità di essere comprato.

Per montare la sequenza, purtroppo, Adobe After Effects è necessario, perché la stabilizzazione è fondamentale anche se si gira con un buon cavalletto, e lo stabilizzatore di After Effects è il migliore in assoluto.

So che il costo non è indifferente, perché parliamo di 38 euro al mese, ma so che tanti lettori del sito, per contenere il prezzo, “radunano” le sequenze time-lapse che creano per montarle a gruppi e prendere l’abbonamento solo nei mesi che serve.

Se la cosa non ti convince, intanto puoi partire dai 7 giorni gratuiti che Adobe garantisce a tutti quelli che vogliono provare i suoi software.

After Effects (purtroppo) è necessario per guadagnare

Sono iscritta a 6 siti di microstock e scatto con la nikon d750.

Sono proprio all’inizio per quello che riguarda i video: ho qualche base teorica, ma ho girato pochissimo.

Guardando lo stock footage in vendita sui siti, pensavo di iniziare girando in realtime, visto che sembra più facile, per poi passare al time lapse.

Ho visto che alcune lezioni del tuo corso sono su Adobe After Effects il cui costo è di quasi 50 euro al mese. La domanda è: ma è proprio necessario?

Ci sono programmi gratuiti che posso utilizzare per rendere un video vendibile, almeno all’inizio?

Per le foto ho Adobe Lightroom e Adobe Photoshop cc. Prima di investire un’altra cifra mensile sui video vorrei togliermi i panni del principiante che indosso ora e fare pratica e vedere come va, ma aspetto un tuo riscontro su questa domanda!

After Effects serve solo per i time-lapse, perché è il software che ha il miglior stabilizzatore d’immagine sul mercato. Sembra di no, ma è fondamentale stabilizzare i time-lapse se vuoi venderli.

Con il piano mensile costa 36 euro, o 24 se lo prendi annualmente.

Visto che credo non farai time-lapse ogni mese, ti conviene forse optare per quello mensile, che poi rinnoverai solo quando ti serve.

Come dici tu, esistono anche programmi gratuiti, come VirtualDub, ma è abbastanza complicato da usare, e non saprei consigliartene un altro perché mi trovo talmente bene con After Effects che uso solo quello.

Lo stesso discorso vale per i software di montaggio dei video real time.

Se lavori su PC la soluzione naturale è Adobe Premiere, che è quella che consiglio in questa pagina insieme a Final Cut per MAC, perché ti permette di lavorare più velocemente.

Come usare After Effects con computer poco prestanti

Ho scoperto, con orrore, che il mio vecchio pc portatile non è in grado di supportare la versione di After Effects che consigli di usare in una delle lezioni del tuo corso. Un giorno, quando si romperà, lo cambierò, ma nel frattempo dovrei forse dire addio ai time lapse?

Accetto consigli. Se arrivano da te, valgono doppio.

Adobe per After Effects, come per tutta la suite Creative Cloud, per ovviare alla pirateria (ma con la scusa etica di voler sempre tenere aggiornati i suoi utenti), all’apparenza ha optato per la scelta di obbligare i suoi clienti ad avere sempre l’ultima versione del software. Di conseguenza questo può diventare incompatibile con hardware datati.

In realtà, se vai nel profondo del programma, un po’ nascosta trovi la possibilità di tornare indietro.

Ti linko le istruzioni su come fare dal sito ufficiale Adobe:

http://blogs.adobe.com/kevinmonahan/2014/01/29/revert-to-a-previous-version-of-premiere-pro-cc-or-any-creative-cloud-application/

Esportare in Photo Jpeg con After Effects

Mi sto guardando il tuo video corso, che trovo molto interessante, anche perché non ho esperienza di footage. Ho notato nella lezione n.8 che nel tuo Adobe After Effects ci sono molti più codec di esportazione che non nel mio, in particolare i codec Apple Pro res 422 e 444, che da quello che ho capito fino ad ora sono aperti a futuri sviluppi dell’alta risoluzione video. Come si possono installare? Io ho scaricato dal sito di Apple quick time, ma l’installer mi dice che può solo se ho installato FinalCut di Apple. Mi sapresti aiutare?

Apple Pro Res è un codec proprietario Apple, e come tutte le cose prodotte da Apple è difficile da gestire in piattaforme che non siano esattamente come le vogliono loro.

Nel mio Mac del corso c’era Final Cut, e anche per quello ce n’erano così tanti di codec. Quando usavo After Effects su PC alcuni anni fa, anche con Quick Time installato, non potevo esportare in Apple Pro Res proprio per il motivo che ti ho appena detto. Comunque un ottimo codec allternativo ad Apple Pro Res e facilmente utilizzabile dai montatori, come anche accettato dalle Agenzie e, in generale, molto più universale è il Photo Jpeg, che è ugualmente compatibile con il 4k.

Per creare stock footage compresso Photo Jpeg purtroppo non puoi più usare solo After Effects, visto che Adobe da aprile 2018 ha tolto questa possibilità. Devi esportare in “uncompressed” e poi importare il file con Mpeg Streamclip, che è un software gratuito, e convertirlo lì in

Sono le stesse Agenzie a sconsigliarti di comprimere al 100%, perché facendo così occuperesti uno spazio molto maggiore senza visibili risultati di qualità superiore.

Plug in anti flickering

Esiste qualche plugin gratuito anti flickering per After Effects?

Il flicker (leggi la guida) è un effetto spiacevole che si vede nei time-lapse, ed è legato a delle leggere differenze di luminosità che ci sono nei singoli scatti che lo compongono.

Ci sono delle buone pratiche per contenerlo, e le spiego in uno dei video gratuiti che mando a chi si iscrive alla mia newsletter. Però è difficile da eliminare.

Paradossalmente le prime reflex digitali che ho avuto, come la:

erano totalmente prive dell’effetto. Con i modelli successivi Canon è peggiorata.

Ad ogni modo, ci sono un sacco di plug in anti flicker per After Effects, ma quelli che conosco io sono tutti a pagamento.

Ci sono delle funzioni di After Effects che, anche se non nascono per il deflicker, puoi utilizzare gratuitamente per contenere l’effetto, ma le ho testate e non sono efficaci.

La soluzione gratuita c’è ma è parecchio complicata:

Considera che Virtual Dub è davvero difficile da usare, perché non è un programma che funziona come gli altri, ma devi caricare dei fogli di testo con inserite le istruzioni a seconda del comando che ti interessa (ne trovi in rete già compilati per tutte le esigenze, compreso il deflicker).

Su segnalazione di un allievo del mio corso mi permetto anche di segnalare un plug in a pagamento (149$) estremamente efficace:

https://digitalanarchy.com/Flicker/examples.html

Dà ottimi risultati anche sullo slow motion e su eventuali problemi che si verificano in ambienti illuminati con luci a LED.

Le lezioni del mio corso su After Effects

Tante lezioni del tuo corso sono incentrate sulla post-produzione e sulla creazione di contenuti. E questo è ottimo (mi servirebbe proprio!). Tuttavia si parla quasi solo di Adobe After Effects e Adobe Premiere.

Io ho l’abbonamento Creative Cloud per fotografi (Lightroom e Photoshop) e al momento non mi posso permettere il passaggio alla suite completa, quindi l’utilizzo di After Effects e Premiere mi è precluso.

Ho provato alternative gratuite (la migliore che ho trovato è Davinci Resolve) e altre a pagamento ma di costo inferiore ai prodotti Adobe.

E’ difficile trovare spiegazioni su come usare altri software e sarebbe veramente utile poter avere qualche informazione anche su questi: come creare time lapse, hyperlapse, e tutti gli altri argomenti che affronti nel corso.

So che sarebbe un lavoro immane, e ovviamente non ti sto chiedendo di farlo (già mi sembra che tu dorma troppo poco… ma è semplicemente per spiegarti perché in questo momento non ritengo di comprare il tuo corso).

Punto su punto, parto dalla mia opinione sui software Adobe, facendo, nell’ottica delle osservazioni fatte, la distinzione tra:

  1. Quello per la post-produzione dei time lapse, After Effects;
  2. Quello per il montaggio, Premiere.

Nel momento in cui i time lapse li metti in vendita sui microstock, vista la concorrenza spietata che c’è al giorno d’oggi, questi devono essere perfetti se vuoi avere una possibilità di guadagnare:

  1. Non ci devono essere uccelli che passano, che hanno la forma di puntini neri fastidiosissimi che appaiono a random sullo schermo, e che puoi togliere, foto per foto, con Photoshop con il comando riempi in base al contenuto;
  2. Non devono essere minimamente mossi, cosa impossibile da ottenere in fase di ripresa anche con un buon cavalletto.

Lo stabilizzatore di After Effects, te lo dice uno che ne ha provati tantissimi (ogni software di montaggio oramai ne ha uno), è il migliore che c’è sul mercato, quindi, se mi dici che vuoi vendere i tuoi time lapse, After Effects è la soluzione che ti consiglio.

Considera che: una sola vendita su Videoblocks di una clip in HD, significa 43 dollari di royalties.

L’abbonamento per un mese di After Effects costa 38 euro. So che non è mai bello pagarli, ma una strategia buona, se la tua produzione di time lapse non è costante, è quella di “radunarli” e di post produrli insieme quando decidi di comprare un mese di utilizzo per ammortizzare quei 38 euro.

Per quanto riguarda il montaggio di video a velocità normale, il presupposto è diverso rispetto ad After Effects: che si monti stock footage con Windows Movie maker che è gratuito o con un software con cui montano i film che vincono l’Oscar non cambia nulla a livello di qualità se si fa riferimento ai parametri tecnici richiesti dalle agenzie.

Anche perché la Color Correction, che di solito è uno degli elementi che fa la differenza tra un software professionale e uno gratuito, nel 99% dei casi nello stock footage non serve a differenza che nelle immagini.

Il motivo per cui ho scelto di fare lezioni su Premiere e Final Cut è che sono i 2 software più usati al mondo e imparare ad usarli, anche andando oltre il microstock, dà dei notevoli vantaggi, perché ti permette di essere più veloce a montare e di avere un numero maggiore di possibilità, color correction compresa che, ragionando in ottica non solo stock footage invece serve.

L’ho detto diverse volte: pur essendo convinto che il costo del mio corso, se una persona si impegna, viene recuperato in breve tempo e col passare dei mesi si può anche moltiplicare, credo che il microstock possa rappresentare per molti la porta di accesso alla comunicazione per immagini nel mondo del digitale che già oggi, e a maggior ragione nei prossimi anni, significa una cosa sola: business per chi impara a fare le cose per bene, preoccupazioni per gli altri.

Daniele Carrer

Daniele Carrer durante un tutorial su come vendere le proprie foto

Le altre mie pagine che consiglio:

10 Responses

  1. Pingback: Girare in 4k?

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