Adobe Bridge risolve, parzialmente, un problema che tutti quelli si dilettano a vendere video nelle agenzie di stock footage hanno: perdere tempo davanti al computer a descriverli.
I videomaker hanno tutti due grandi amori:
- riprendere,
- montare.
Personalmente non conoscono invece nessuno innamorato della burocrazia che professionalizzare la propria passione, purtroppo, comporta.
Col tempo però, per fortuna nostra, sono nati deisistemi per risparmiarsi le nottate a scrivere in inglese:
- titoli,
- descrizioni,
- parole chiave
che sono il male necessario a cui devono sottoporsi i videomaker che vogliono guadagnare con la loro passione. Adobe Bridge è contenuto nella Creative Suite, e quindi è accessibile alle migliaia di fotografi e videomaker che la usano.
Metodi per inserire keyword, titoli e descrizioni nei video
Anche il metodo che spiego nel mio corso (guarda di cosa si tratta), ovvero l’utilizzo dei .csv, permette tranquillamente di:
- compilare le schede tecniche una volta sola su Pond5,
- scaricare da Pond5 il file .csv che contiene le informazioni inserite,
- caricare su Storyblocks il .csv,
- caricare su Shutterstock il .csv,
trasferendo in un clic, su queste ultime due agenzie, il lavoro svolto su Pond5.
A dire il vero, su Shutterstock c’è qualche adattamento da fare per vedere trasferite tutte le informazioni, ma si tratta sempre di un minuto di lavoro a fronte di un’ora risparmiata facendo tutto in manuale.
Oltre ai csv, per giungere allo stesso risultato di descrivere i video solo una volta vendendoli però su più agenzie, ci sono anche dei servizi a pagamento come:
- Stocksubmitter (guarda il sito),
- Everypixel DAM (guarda il sito),
ma non essendo gratuiti, pochi li utilizzano, sbagliando (anch’io non lo faccio, non perché costano, ma solo perché ho valutato che il sistema dei .csv, nella mia situazione, è più efficiente).
Adobe Bridge come Lightroom
Adobe Bridge ha introdotto nei video niente meno di quello che Adobe Lightroom (guarda il tutorial) fa da molti anni con le foto. O meglio, Adobe Bridge continua a fare una cosa che fa da parecchio tempo, ma adesso alcuni microstock l’hanno resa compatibile con lo stock footage (leggi che cos’è) che si carica nei loro siti:
- associare ai metadati dei file delle informazioni che vengono riconosciute dalle loro interfacce.
In più, cosa non da poco, Adobe Bridge, a differenza Lightroom, mantiene l’ordine delle keyword dato dall’utente, che è una cosa estremamente importante nella lotta per emergere nei contenuti mostrati dalle agenzie ai clienti.
Il limite è che non lavora con i .mov, ovvero nel formato universalmente accettato da tutti i microstock, ma con i .mp4, che comunque sono sempre più compatibili con le linee guida delle agenzie.
Secondo me il sistema è ancora meno efficiente dell’utilizzare dei csv, soprattutto perché non è compatibile con tutte le agenzie, ma mi rendo che tanti abbiano qualche remora a lavorare con software che magari non conoscono. In più il metodo dei .csv per trasferire le schede tecniche funziona senza problemi con Open Office, ma mi segnalano che invece con Microsoft Office può avere qualche problema, che ogni tanto diventa anche oggetto delle domande che arrivano durante il mio podcast (ascoltalo).
Come inserire titoli e keyword con Adobe Bridge
Con l’aiuto dell’amico fotografo Giulio Martino, eccovi un tutorial per inserire direttamente nei metadati dei video le informazioni che servono per compilare le schede nei microstock.
Lascio a lui la parola:
Visto che con:
- Stocksubmitter,
- Dam di Everypixel
non mi trovo benissimo, perché il più delle volte non caricano le parole chiave, sto sperimentando un sistema di keywording basato su Adobe Bridge.
Il procedimento è molto semplice e funziona con:
- Pond5 (leggi la scheda dell’agenzia),
- AdobeStock
e con altri microstock.
La procedura
Ecco come procedo.