Tanti provano a fare soldi con la vendita online. La gran parte delle informazioni che si trovano sull’argomento sono però false. Specchietti per le allodole per portare le persone su un sito tramite Google, per vendere qualcosa.

Vi spiego subito perché io sono diverso. I numeri sono per loro natura inconfutabili.

Se io esordissi dicendo che:

Oramai dedico alla vendita online di video non più di 4 ore a settimana e nel mese appena trascorso ho incassato con quel lavoro 2915,18$

farei un’affermazione incontestabile. Anzi, considerando che quei 2915,18$ sono solo quelli pagati dalle agenzie, e ho anche degli incassi di vendita online, diretta, si tratta di un dato sbagliato per difetto.

Dichiaro ciò non per vantarmente, ma perché l’argomento vendita online di video avrebbe un impatto ben diverso se cadessi nei tecnicismi, visto che chi legge non appartiene alla categoria degli esperti. Se dicessi come la vendita online di video è:

direi cose sicuramente vere, ma astratte per i più, che possono limitarsi a sapere, perché è vero, che con il mio stesso lavoro chi si impegna può avere quello che gli serve per:

In realtà la seconda parte della mia affermazione la posso dimostrare con questo screenshot:

Pagamenti di Paypal relativi ai guadagni ottenuti con la vendita online di video7

Per quanto riguarda la prima parte:

orami dedico alla vendita online di video 4 ore a settimana

dovete fidarvi, a meno che non veniate a vivere 24 ore su 24 a fianco a me.

I guru della vendita online

In quest’epoca i dati dovrebbero essere il presupposto di ogni discussione sull’argomento vendita online, perché dare consigli senza raggiungere la soglia di sopravvivenza economica è un po’ fare come quegli stregoni che quando ero adolescente io si vedevano su Rete A e a colpi di:

sostenevano di guarire i malati terminali.

La vendita online di video, e in un primo momento foto, è stato il mio primo passo di un progetto digitale che oggi è molto ampio. Gli incassi che generava sono stati un cuscinetto che mi ha permesso di investire il mio tempo su altro, mentre continuavo a ricevere soldi da quell’attività.

Come me migliaia ci riescono

Un numero interessante che sfugge a chi ci prova con il microstock (così si chiama la vendita online di foto e video) e che generalmente occupa il suo tempo:

della serie:

maestra perché mi hai dato un brutto voto e a lui no?

è il dettaglio delle royalties che Shutterstock, una delle principali agenzie, ha pagato a noi produttori. Per la cronaca nel mio caso, l’8 di questo mese sono state 768,74$, relativamente alle vendite del mese precedente. Ecco il grafico:

I dati di vendita online di Shutterstock dal 2004 al 2016

Nel 2016 Shutterstock ha pagato ai produttori 115 milioni di dollari.

Un settore in crescita

Come sempre accade nel digitale però, l’importante sono i trend, perché il valore di una certa attività non è dato solo dal fatturato e dal guadagno, ma dalla quota di mercato, e dall’analisi della crescita di quest’ultimo.

Ne sanno qualcosa:

che nei loro primi anni hanno consumato più soldi di una partecipata pubblica degli anni 70, ma che vista la posizione che sono andati ad occupare governeranno il mondo nei prossimi 100 anni.

Sapete quanto nel 2004 Shutterstock aveva dato a quelli che al tempo erano solo fotografi, visto che i videomaker si sono aggiunti qualche anno dopo?

3 mila 900 dollari. Ancora nel 2009 aveva pagato solo 16 milioni di dollari, ovvero 7 volte meno del 2016.

Il microstock è il futuro della professione di fotografi e videomaker. Ma anche un modo per arrotondare per tutti coloro che hanno uno smartphone, visto che oramai le agenzie accettano anche contenuti creati con questo.

Non provarci sarebbe un peccato

Ricapitolo:

  1. Lavorare poco (dopo essersi certamente fatti un mazzo infinito per imparare);
  2. Incassare quello che basta per vivere degnamente;
  3. Costruirsi altre fonti di reddito altrettanto interessanti, se non di più.
  4. Stare all’interno di un mercato che cresce in proporzione più dei fatturati di Apple.

Sto dicendo cose contestabili? Gli screenshot che ho pubblicato sono falsi? Shutterstock, che è regolarmente quotata in borsa, ha pubblicato dati manipolati?

Io queste cose le ho fatte, le vivo giorno per giorno e di conseguenza ho titolo per insegnarle.

Ad ogni modo, finché a provare a guadagnare con il microstock è il fenomeno che ci impiega un giorno per fotoritoccare una foto che poi non venderà mai, quelli come me avranno vita facile, anche se di fronte alla Divinità della ripresa perfetta non saranno mai dei figli prediletti.

Cari amici: uscite dalla vostra zona di tranquillità fatta di un lavoro che ben conoscete ma che vi infastidisce ogni giorno, perché magari lavorate a prezzi sempre più concorrenziali e i clienti vogliono comandare come il Sergente Hartman pur avendo la stessa competenza di Homer Simpson in materia di dietologia.

La vostra situazione attuale non vi fa vivere sereni?

Avete tutti i mezzi per uscirne, perché non servono raccomandazioni o grandi investimenti, serve semplicemente:

Non potete cambiare il mondo, ma potete senz’altro cambiare la vostra vita.

Daniele Carrer

Daniele Carrer durante un tutorial su come vendere le proprie foto

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