Come risolvere il problema della descrizione delle foto

Uno dei problemi di chi produce stock images, ovvero immagini da vendere online in siti come

è descriverle:

  1. nel modo giusto
  2. nel minor tempo possibile,

con un titolo e delle parole chiave.

Dico problema perché farlo non è per niente piacevole e perché le sorti delle stesse foto, a livello di vendite, dipendono più dalla buona compilazione di quei dati che dalla qualità di realizzazione degli scatti.

So che quest’ultima considerazione è spiacevole da fare per chi ama la fotografia, ma la realtà è questa e se si vuole sopravvivere al mondo digitale, sfruttandolo per vivere meglio, bisogna semplicemente adattarsi e smetterla di piangere.

I fotografi che guadagnano seriamente vendendo le loro immagini stock sanno che ci sono diversi metodi per velocizzare e migliorare la fase di descrizione:

  • strumenti che consentono di descrivere le immagini una volta sola ma di metterle in vendita su decine di agenzie,
  • software che incorporano titoli e keyword nei file e permettono ai microstock di leggere quei dati, aggiungendoli automaticamente ai caricamenti

o utilizzare dei file .csv per trasferire le schede tecniche da un’agenzia all’altra.

Descrivi le tue foto una volta sola, ma vendile su 30 agenzie

Per quanto riguarda i primi, ovvero gli strumenti che vi consentono di caricare le immagini stock una volta e girarle a 30 e più agenzie, comprese di descrizioni, i due principali servizi sono:

  • Stocksubmitter (visita il sito)
  • Microstock Plus (visita il sito) che è stato creato soprattutto per gli utenti Mac ai quali Stocksubmitter dava qualche problema.

Entrambi, oltre a velocizzare il processo di compilazione delle schede tecniche, sono utili anche a chi ha problemi di banda internet perché, nell’ipotesi vogliate caricare su tutte le 30 agenzie che prevedono, non dovete inviare le immagini 30 volte, ma una sola, lasciando ai server dello strumento l’onere di inoltrarle ai vari microstock.

Un lavoro simile, che è fondamentale per chi non è ancora raggiunto dalla banda larga, la fa comunque anche la versione gratuita di un altro software che si chiama Multcloud (visita il sito).

Tornando a Stocksubmitter e Microstock Plus, essendo stati lanciati non da tantissimo tempo, se posso permettermi di aggiungere un’informazione che non trovate scritta da nessuna parte, questi hanno ancora diversi bug. Se volete saperne di più e rimanere aggiornati sull’argomento, ne parlo spesso nel mio podcast. Lo faccio grazie alle segnalazioni proprio degli ascoltatori che li usano.

Piazza Duomo a Milano

In generale, strumenti del genere possono tornare utili a quei principianti che, per esempio, vogliono riciclare le loro vecchie foto di viaggi, strategia che, lo sottolineo, non ha grandi possibilità di produrre guadagni interessanti, ma dà la soddisfazione di sapere che c’è chi paga per usare i propri scatti, che è tutt’altra cosa rispetto a prendere i “mi piace” sui social network.

Se si decide di vendere quel genere di foto nel presupposto che ho appena detto, la mossa giusta è usare proprio Stocksubmitter o Microstock Plus che con 10 euro al mese vi permettono di caricare e descrivere una volta sola fino a 250 immagini e pubblicarle su 30 agenzie, risparmiando un sacco di tempo e di fatiche.

Tabella dei prezzi di Stocksubmitter

Purtroppo la prima volta bisogna anche iscriversi a quelle 30 agenzie, e la cosa non avviene in due minuti, quindi valutate bene se ne vale la pena.

In tema di servizi futuristici che vi fanno risparmiare tempo, ma purtroppo anche in tema di bug, quindi di problemi, vi segnalo EveryPixel DAM (visita il sito) he fa tutto quello che fanno Stocksubmitter e Microstock Plus con in più l’intelligenza artificiale che riesce a riconoscere i soggetti e generare, con una precisione che potrebbe stupirvi, titoli e keyword. 

Strumento di intelligenza artificiale di EverypixelDam

Incorporare le keyword nei file

Ci sono poi gli strumenti che incorporano i metadati relativi a keyword e titoli direttamente nei file. Molti programmi di fotoritocco lo fanno, tra cui Adobe Lightroom

Come ben sapete quest’ultimo non è gratuito, ma Adobe Stock, che è il microstock di Adobe, lo regala ai fotografi (approfondisci) che nel suo sito vendono un certo numero di immagini all’anno.

Diversamente, la stessa cosa la fanno anche altri software, alcuni in maniera altrettanto efficiente, dando la possibilità di modificare contemporaneamente più immagini, altri meno.

Uno strumento specifico per il microstock per lavorare efficientemente con la compilazione delle keyword è Xpiks (visita il sito).

Interfaccia per le keyword di Xpiks

Attenzione però che non ha nulla di meglio rispetto ai servizi fin qui citati. Magari provatelo per capire se avendo meno funzioni è più stabile.

La gerarchia delle informazioni

Ora che vi ho mostrato cosa fare per non passare le notti davanti al computer a compilare schede tecniche, cosa che credo non sia nelle vostre corde di imprenditori digitali che vogliono usare la tecnologia per vivere meglio, ricordatevi che nella gerarchia dei dati con cui descrivete le vostre immagini o i vostri video, il titolo rappresenta la parte più importante delle schede tecniche, molto più della descrizione, per le agenzie che la prevedono come Pond5, e più anche delle stesse keyword.

Interfaccia di Google

Il riferimento in tema di indicizzazione è l'algoritmo più importante del web e della storia dell’Umanità, ovvero quello di Google, che consiglia di inserire nello snippet delle pagine internet, sia in descrizione che nel titolo, la query per la quale si vuole essere indicizzati. 

Quindi nel compilare le schede tecniche nei microstock conviene nominare la keyword di riferimento sia nel titolo che nelle keyword stesse.

E i metadati dello stock footage?

In tutto questo, che a molti di voi so bene che ha fatto venire l’orticaria, la brutta notizia è dedicata a chi si occupa di stock footage, quindi di video, dove esistono pure gli strumenti come lo stesso Lightroom che possono incorporare i metadati nei file, ma la gran parte delle agenzie purtroppo non li accetta.

La buona notizia per i videomaker è invece che:

  • Stocksubmitter,
  • Microstock Plus

funzionano anche con i filmati, per quanto magari non siano utilissimi, visto che il mercato dello stock footage non è frammentato come quello delle immagini, quindi di fatto sono solo tre o quattro le agenzie che vendono qualcosa.

In funzione di questa realtà i file csv sono un sistema perfettamente funzionante e a costo zero, come spiego bene nel mio corso (scopri di più).

Quello che sarebbe di sicuro un grande errore, è compilare le schede tecniche manualmente agenzia per agenzia, perché ci perdereste un sacco di tempo che invece potreste impiegare per produrre contenuti che vi farebbero guadagnare ben di più di quanto risparmiereste con quel sistema.

Vuoi provare a vendere seriamente le tue foto e i tuoi video?

Ho 4 video gratuiti che ti spiegano come iniziare: a che mail te li mando?

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