Modificare video è la parte più difficile della creazione di un filmato. Se dai in mano uno smartphone ad un bambino, senza il minimo sforzo, lui creerà un video. Se però dai in mano a quello stesso bambino, o anche ad un glorioso video maker che sa usare centralina di montaggio e mixer, un computer con un software come Adobe Premiere o Final Cut, nessuno di loro, senza prima studiare, ne tirerà fuori qualcosa.
Ve lo dice una persona che aveva vent’anni a metà degli anni 90, e in quell’epoca ha dovuto combattere non poco contro i colleghi più anziani che sostenevano che l’editing digitale fosse una moda per ragazzini. Oggi, a due decenni abbondanti di distanza, il montaggio video ha cambiato il mondo delle immagini in movimento, e quei mixer e quelle centraline sono antichi quanto è antico il fax nei confronti dello smartphone.

Guadagnare vendendo video online
Premetto che qui non parlerò di programmi per montare video, perché lo faccio già approfonditamente in questa pagina. Parlerò invece di qualcosa di cui si sussurra (ma non si approfondisce mai) in rete, ovvero della possibilità che tutti hanno, compresi i possessori di un semplice smartphone, di:
- creare un video di meno di 10 secondi;
- caricarlo online (sui microstock, non su Youtube);
- guadagnare vendendolo centinaia di volte.
Vado sul concreto. Questo è il mio video più venduto su un’agenzia che si chiama Shutterstock:

Arco di Trionfo, Parigi. 10 minuti per girarlo (si tratta di un time-lapse infatti). Durata finale: meno di 10 secondi.
L’importo che vedete è il totale di quello che mi ha fatto incassare. Senza contare che, con lo stesso video, ho guadagnato anche con altre agenzie. E senza contare che quel video lo venderò ancora tante volte in futuro, visto che il microstock è una rendita passiva.
Direte voi ora:
dove sta la fregatura?
Fate bene a chiedervelo, visto il livello di qualità dei divulgatori che si trova sul web.
La fregatura c’è e, paradossalmente, è proprio che non ci sono fregature. Ognuno può girare un filmato, modificare il video con un programma gratuito (iMovie su Mac o DaVinci Resolve su Windows), caricarlo sempre gratuitamente sui siti di agenzie come quella citata e guadagnare. Purtroppo tanta gente da qualche anno a questa parte si è accorta di quanto facile fosse riuscirci e, per questo motivo, oggi c’è talmente tanta concorrenza che se:
- non si capisce che genere di video cerca il mercato;
- non si professionalizza la produzione
si guadagna molto poco. Addirittura, se si fa completamente di testa propria, non si guadagna proprio nulla e dopo qualche prova si molla tutto e si pensa che vendere video online sia una fregatura (come quelli che non hanno voglia di lavorare e si alzano a mezzogiorno perché tanto non c’è lavoro).
La ripresa
Professionalizzare la produzione significa creare il maggior numero di video nel minor tempo possibile, e cercare nei grandi numeri qualcosa che assomigli ad uno stipendio o magari ad un secondo reddito.
In altre parole: quando vedete un documentario girato nella foresta Amazzonica, probabilmente quel documentario è stato creato con mesi di riprese. Alcune scene richiedono giorni di appostamenti infruttuosi di una troupe spesso formata da diverse persone.
Lo stock footage (così si chiamano gli spezzoni di video come quello dell’Arco di Trionfo che ho mostrato sopra, leggi qui per approfondire) è una forma di video completamente diversa. Cambiano:
- soggetti;
- modalità di produzione.
Quindi:
- gli animali non vendono (al massimo potete riprenderne di diversi tipi approfittando di una giornata allo zoo, come spiego in questo post, ma la foresta non è il luogo giusto).
- In un giorno bisogna portare a casa tanti video, altrimenti si guadagna poco.

Modificare i video
Dopo diverse brutte notizie, adesso ve ne do una bella. Talmente bella che farebbe piacere anche al videomaker con i capelli bianchi di cui parlavo sopra e che già negli anni 90 aveva bollato il montaggio video digitale come una moda per ragazzini insolenti come lo ero io al tempo.
Modificare i video per creare stock footage è semplice perché lo stock footage è un singolo spezzone. Se siete in una qualsiasi Capitale Europea e in un luogo di questa girate tanti video, vi conviene venderli singolarmente, salvo che questi, per un imprevisto o per un vostro errore, non siano più corti di 5 secondi e allora solo in quel caso potete unire più video dello stesso soggetto.
Il fatto che la regola sia di non montare più video insieme, vi semplifica la vita. Una delle difficoltà più grosse del montaggio video è scegliere il momento giusto dello stacco. Quel senso del tempo fa la differenza tra:
- un bravo montatore;
- il montatore della domenica.
Se fate parte di questa seconda categoria e dovete montare un filmato che non sia stock footage, allora tanto vale che vi affidiate al montaggio automatico di certi software amatoriali (come quelli degli smartphone). Ho fatto il montatore televisivo per anni e parlo con cognizione di causa.
La facilità di modificare video per creare stock footage è proprio che non si tratta di montaggio (unione con altri video) ma di modifica (scelta della parte migliore). Infatti la natura di questo richiede il solo taglio dell’inizio e della fine, per portare, sono riduttivo, uno spezzone che di solito è intorno ai 15 secondi a diventare uno spezzone di 10 secondi. Tutto lì.
L’ultima fase del montaggio, l’export
Scegliere il formato di export è semplice, almeno se si sa che formato scegliere. Purtroppo ogni agenzia che vende stock footage ha le sue linee guida in materia. Esistono però:
- formati (.mov)
- codec (H.264)
che sono accettati da tutti. Qualsiasi siano i formati e i codec in cui la vostra reflex o il vostro smartphone creano i video, assicuratevi quindi che:
- il vostro programma per montare video preveda il formato .mov e il codec H.264;
- selezioniate le giuste impostazioni per esportare.
Detto questo, prima di guadagnare come guadagno io vendendo le mie foto e i miei video online, avete ancora tanta strada da fare. Io, a forza di sacrifici (non di fortuna), grazie a questa attività:
- ho girato l’Europa;
- ho riempito i tempi morti delle mie attività professionali;
- ho imparato a guadagnare con internet.
Per il resto, non è di certo dopo aver letto questa pagina che siete diventati esperti. Ma se la cosa vi ispira, nel mio sito trovate centinaia di pagine che possono aiutarvi.
Daniele Carrer

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