Oltre che podcast faccio anche video. Ne ho creati 4 per insegnare a chi scopre il microstock come iniziare a vendere foto e video online: posso mandarteli?

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In questo episodio parlo di:

  • una critica che ho ricevuto;
  • il miglior contenuto divulgativo che ho mai creato;
  • le più importanti statistiche di Shutterstock;
  • i software Adobe che tornano ad esportare in Apple Pro Res;
  • un fotografo che ha guadagnato meno di 2 dollari per una licenza estesa;
  • le possibilità che dà il microstock per chi non crea microstock;
  • regime forfettario e flat tax per i piccoli produttori;
  • strane anomalie nelle vendite di Shutterstock;

Caro Daniele, ti seguo da un po' anche se per me il microstock è meno di un hobby. Ti ho conosciuto con la lezione allo IED di Milano via youtube (seguivo le attività di Tau Visual, Associazione fotografi professionisti italiani, che aveva organizzato l'evento):

Ho visto:

Sono stato ad un passo dall'acquistare anche il tuo corso (guarda di cosa si tratta). Però poi pian piano ho abbandonato i contenuti che crei, rimanendo ancora solo iscritto alla newsletter...

Sai cosa mi ha allontanato?

Le continue lamentele sull'Italia, su chi sta sui social, sul fatto che tu lavori giorno e notte, ecc ecc. Beh, sono un libero professionista (non fotografo). Lavoro tanto purtroppo e infatti non ho tempo per la mia passione: la fotografia. Non ho tempo per i social che apro solo ogni tanto nel weekend. Non ho tempo e voglia neanche di incavolarmi più su come va questo Paese che mentre io, come te, mi faccio il mazzo assegna appalti a incompetenti e delinquenti.

Forse in alcune cose siamo uguali. Ma proprio perché condivido alcune di queste sciagure, non ce la faccio a sentire quei piagnistei continui.

Sei bravo in quello che fai, nel microstock e nell'aver esteso la tua attività anche in creazione di contenuti. Continua in quello, ti prego, senza calcare ogni volta la mano. Ok ogni tanto un riferimento, ma ci sono stati una serie di podcast in cui era un chiodo fisso.

Ti scrivo dal mio studio, in pausa caffè, che ovviamente nessuno mi paga, dopo aver versato:

  • 5355€ di conguaglio contributi pensionistici;
  • 326€ di assicurazione infortuni.

So che sei una persona molto intelligente, spero che la critica, anche cruda se vogliamo, sia recepita come costruttiva.

Critiche costruttive negative

Magnifica mail di questo amico. Io la prendo veramente bene. Sottoscrivo tutto e lo dico seriamente. Non mi ero accorto di fare piagnistei continui, in realtà solo qualche presa in giro a chi i piagnistei li istituzionalizza nella sua vita.

Caro amico, permettimi solo di dire che ti manca un tassello del ragionamento: leggere le email che mi arrivano.

Se lo facessi trasformeresti la percezione della mia figura in qualcosa di molto più Santo di quello che vedi.

Il miglior contenuto che ho mai creato

Detto ciò, la newsletter a cui si riferiva nel messaggio il gentile amico è forse la migliore che ho mandato in tutta la storia del sito, perché dopo mesi di richieste sempre gentilmente declinate, sono riuscito a intervistare quella fotografa, anzi quell'artista della grafica computerizzata di cui ho parlato qualche episodio fa del podcast.

Per capirci quella produttrice che dopo appena due anni di attività guadagna con le sole immagini più di 2000 dollari al mese, principalmente su Shutterstock.

Ne è venuto fuori un contenuto da 3300 parole (leggilo), ovvero 5 fogli A4. Giusto per rendervi conto di quanto in alto vola quest'intervista, non per merito mio ma dell'intervistata, ci sono dei geni del marketing web che vendono i loro libri riciclando contenuti creati per il loro sito, e questi libri misurano 10 mila parole.

Il contenuto che vi ho mandato io, grazie alle risposte della nostra amica è un terzo di quei libro e il livello delle domande non è ovviamente di carattere filosofico, del genere:

perché fai la produttrice?

Cosa rappresenta il microstock per te?

O qualsiasi altra cosa del genere Marzulliano che francamente poco sopporto, ma è meglio se non lo dico sennò mi date del piagnucolone.

La nostra amica vi racconta:

  • come fa a scegliere i contenuti che vendono;
  • come fa ad ottimizzare il tempo per produrre di più e lavorare di meno;
  • quali agenzie con il tipo di contenuti che carica la fanno guadagnare di più

e via dicendo. Scusate il pessimismo: scoprirete delle cose che non sapete e che vi aiuteranno a fare molti più soldi, se oltre ad ascoltare avrete anche voglia di mettere in pratica i suoi suggerimenti.

Ripeto: dall'alto dei due mila e oltre dollari al mese che guadagna.

Le statistiche di Shutterstock

Detto ciò ragazzi, visto che è un po' che non ci sentiamo sappiate anche che ho pubblicato un video di approfondimento su SS:

Vi riassumo qualche dato importante.

  1. Shutterstock ha 1,8 milioni di clienti.
  2. I 25 clienti più grandi, da soli, rappresentano il 5% del fatturato.
  3. Il 39% dei clienti è nordamericano, il 33% europeo e il 28% viene dal resto del mondo.

All'interno di queste distinzioni continentali, per quanto riguarda i singoli Paesi:

  1. il 35% dei clienti è statunitense;
  2. il 10% del Regno Unito.

Informazione molto utile quest'ultima a quelli che mi chiedono se girare i video nel formato americano o in quello europeo. Sono tutti dati da sapere per poi decidere, perché le scelte della persona che ha successo in un mondo governato dai dati devono essere scelte consapevoli e mai dettate da ignoranza.

Guardatevi il video se vi va, quindi. Può essere che non sia in libera visione per sempre, perché magari lo metto nel mio corso, vedremo i prossimi mesi in cui francamente non so nemmeno io, al momento su quale dei miei progetti mi concentrerò.

Adobe Premiere esporta in Apple Pro Res

Adobe Premiere e Adobe After Effects, ma più in generale i software della Creative Suite Adobe, tornano ad esportare in Apple Pro Res, cosa che avevano abbandonato qualche mese fa. Ovviamente lo fanno solo su Macintosh, essendo l' Apple Pro Res un codec proprietario. Parliamo quindi di video, se non l'avete capito.

Adobe quindi sta passando una crisi d'identità, ma siamo contenti lo stesso perché il fatto che sia tornata alle origini in questo caso migliora le cose per noi produttori, quindi dobbiamo esultare per l'evento.

Meno di due dollari per una licenza estesa

La seconda notizia mi è giunta una segnalazione molto interessante relativa a un fatto che è capito ad un fotografo che aveva messo un po' per gioco le sue immagini in vendita su Shutterstock:

leggi l'articolo

Riassumo cosa è successo:

  1. questo fotografo carica qualche decina di foto senza troppa convinzione, storia che ricalca quella della maggior parte di chi ci prova con le stock images,
  2. Guadagna qualche dollaro;
  3. Un giorno entra in un Walmart, ovvero la più grande catena di negozi al mondo presente principalmente negli USA;
  4. Si vede la sua immagine dappertutto, perché era stata usata per un calendario, dei biglietti di auguri e una coperta.

Quindi lui immagina di essere diventato ricco, quindi va a capire chi ha comprato la sua foto, solo che una volta entrato nel suo profilo di Shutterstock scopre che le sue royalty per tale immagine sono di un dollaro e 88 centesimi. Ovvero, l'ho scoperto anch'io leggendo la notizia, le royalty della licenza estesa per le stock images, acquistata quindi regolarmente da chi ha messo in vendita quegli articoli.

L'ulteriore beffa è che, non avendo questo fotografo raggiunto i 50 dollari di incassi, finora non ha visto nemmeno un dollaro.

Morale della favola mi chiederete voi?

Ce ne sono un po', a mio avviso.

Passate allo stock footage e allargate il vostro business

La prima è molto carreriana, ed è quella di passare quanto prima al video, visto che le licenze estese che mi capita di vendere su Shutterstock per lo stock footage sono quasi sempre sopra i 100 dollari.

La seconda è, come spiego molto bene nel mio libro, che la soluzione a presunte ingiustizie come questa non è scendere in piazza, ma semplicemente usare le proprie foto per fare altro di più redditizio, se non si è contenti di quello che si guadagna con il microstock.

Ovviamente, se dico non si è soddisfatti di quello che si guadagna, non mi riferisco al solo dollaro e 88, ma a quel dollaro e 88 moltiplicato per migliaia di volte a suon di vendite, a cui dovrebbe puntare qualsiasi fotografo stock e a cui non si arriva quasi mai.

La terza morale della favola, collegata a quella che ho appena detto, è che, se l'evento vi sconvolge, dovreste pensare di fare business non tanto facendo le foto, ma stampando calendari, biglietti d'auguri e coperte, visto quanto poco vi costa farlo e i risultati che potete ottenere.

Detta quest'ultima cosa come, scusate se lo ridico, spiego perfettamente nel mio libro (guarda di cosa si tratta), qui è il momento in cui di solito sbrocca il solito sindacalista dello scorso secolo che è sempre dietro l'angolo, specie in una categoria di artistoidi come i fotografi. E se volete sapere come va a finire la storia del sindacalista dello scorso secolo comprate il mio libro.

Regime forfettario e microstock

Sono da poco stato dal commercialista e mi ha detto un paio di cose interessanti che volevo condividere: sul 2.5% di commissioni PayPal sul cambio delle royalty delle agenzie che pagano in dollari, forse sono scaricabili dalla tasse come spesa.

Questo vale solo per chi non ha il regime forfettario a cui ho aderito io, quindi forse nel tuo caso è applicabile, prova a sentire il tuo.

Io sto provando di tutto per risparmiare quelle commissioni: con assegni ove possibile e anche ad aprire un conto corrente in dollari, ma PayPal non mi vuole inviare i bonifici in valute diverse dall'euro, furbi loro.

Sto anche inviando vari reclami alla loro sede, ma per ora nulla di fatto.

Altra cosa: il regime forfettario ha un tetto di 65.000, quindi potrebbe essere conveniente per molti, visto che paghi di tasse solo il 15% del reddito + i contributi INPS, su una cifra calcolata sottraendo ai ricavi il 22% o il 33% come forfait di spese sostenute.

Quindi se non hai molte spese per il tuo lavoro, come dovrebbe essere per un business digitale come il microstock, potrebbe convenire.

Faccio una premessa. Do atto a due Governi di segno opposto di aver fatto due ottime cose:

  1. il regime forfettario;
  2. l'aliquota al 15%.

Sapete che in questo podcast non parlo di argomenti che non sono di mia competenza, come il fisco, però posso dirvi a grandi linee che il regime forfettario permette a tutti quelli che hanno la partita IVA e rientrano in certi parametri, anziché di scaricare i costi delle singole fatture, di vedersi assegnati dei costi fissi in base all'attività che si ha.

L'amico che mi ha scritto fa il produttore a tempo pieno, quindi si è già informato per noi. Il Fisco italiano ti dice: tu produttore di microstock che ricavi fino a 65 mila euro l'anno, anziché scaricare le tue spese relative:

  1. all'abbonamento Stocksubmitter;
  2. al computer che hai comprato per elaborare le tue foto e i tuoi video;
  3. alla Creative Cloud di Adobe,

hai il 22% o il 33% di spese fisse.

Di conseguenze le tasse non le paghi sui 30 mila euro che fatturi - la somma delle fatture che hai pagato, ma su 30 mila euro - 22%, che corrispondono a 23400 euro sui quali lo stato ti chiede il 15%, ovvero 3510 euro.

Il problema non sono le tasse ma l'INPS

Fin qui tutto bene, perché:

  • burocrazia ridotta all'osso;
  • tasse oneste

perché il 15%, al di là che siamo tutti arrabbiatissimi con tutti, è un'aliquota sulla quale non ci si può lamentare.

C'è però un problema che la gente non sa. Su quei 23 400 euro bisogna pagare anche l'INPS che, a seconda dell'attività che si svolge, è intorno al 30%.

Quindi, alla fine lo Stato si prende più o meno la metà di quello che guadagnate.

Lo dico anche in virtù del fatto che i contributi INPS che pagate, che sono la vera palla al piede di chi vuole lavorare in Italia, non vengono accantonati per pagarvi la pensione, ma servono a pagare le pensioni che si stanno pagando oggi, visto che quella grande classe politica che ci ha governato nella prima Repubblica, ha mandato in pensione gente a 35 anni di vita, non di lavoro. Quindi c'è tutt'ora qualcuno che ha lavorato 15 anni e prende la pensione per 60.

Ricordatevelo voi giovani, quando vi descrivono quella grande classe dirigente che ha governato l'Italia dal 45 al 94. E' tanto facile fare gli splendidi con i soldi di quelli che verranno quando voi sarete al campo santo.

Nel 94, quando stava arrivando la riforma delle pensioni che si capiva che avrebbe fianlmente abolito le pensioni baby dei miei 10 professori in 6 sono andati in pensioni. Tutti avevano dai 40 ai 50 anni di vita, non di contributi.

Oggi quelli sono ancora lì, che prendono ogni mese una pensione non da poco perché gli statali andavano in pensione con l'ultimo stipendio, a pancia all'aria che prendono il sole mentre io me ne sto 12 ore al giorno a lavorare per pagare un terzo di quello che guadagno all'INPS, oltre alle tasse.

Grazie, splendidi intellettuali che ci avete governato negli anni 80 raddoppiando in soli 10 anni il debito pubblico. Però quei politici scrivevano dei bei libri...

Ringrazio l'amico per la condivisione, non entro però nel merito della sua diatriba con le commissioni sul cambio PayPal, perché parlare di INPS e commissioni PayPal nella stessa risposta rischia di rovinarmi la giornata. Comunque, per tutti coloro che non hanno la partita IVA e guadagnano lo stesso con stock images e stock footage, sappiate che siete la maggioranza. Sentite un esperto fiscale per sapere cosa fare.

Per quanto riguarda la Partita IVA spero negli ultimi 3 minuti di avervi spiegato perché non è così indolore aprirla.

In che standard televisivo registrare stock footage

In un tuo video spieghi che su Shutterstock ci sono più compratori dagli USA che dall'Europa. Mi conviene quindi registrare i video in NTSC?

Allora, la fai un po' semplice. Attenzione, che come su tutte le cose c'è una domanda, ma anche un'offerta.

Quindi il secondo dato da aggiungere al fatto che i clienti Nord Americani sono di più di quelli europei, è capire quanto materiale c'è pubblicato relativamente ai contenuti che accontentano di più i clienti di un'area geografica piuttosto che dell'altra. Devo dire, come proprio citato nello scorso episodio, che la quantità di produttori europei è infinitamente maggiore di quelli nord americani, fattore che confuta la tua tesi.

Detto questo, vi consiglio comunque di andarci cauti, pur considerando, e qui faccio un ulteriore passo a favore di quello che dice l'ascoltatore, che il primo mercato di riferimento per un contenuto è quello dove lo stesse contenuto è stato registrato, quando il contenuto è riconoscibile.

Non mi riferisco solo alle città, ma anche all'uso delle persone, perché, scusate se dico cose politicamente scorrette, la gente americana è diversa nei lineamenti dalla gente italiana, non me ne vogliano gli amanti del politicamente corretto. Fatevi un giro in una città turistica e gli americani gli vedete subito.

Quindi i modelli italiani possono anche sembrare americani, forse, vista la quantità di discendenti dai nostri connazionali che ci sono da quelle parti, ma un modello americano che fa l'Italiano lo sgami subito.

Con queste premesse, non buttatevi a capofitto sui contenuti in NTSC perché rischiate di farvi male se non la studiate bene, per quanto in quel video che vi incorporo nella pagina linkata in descrizione, i numeri vi incitano a farlo.

Ricapitolando per l'amico che mi ha fatto la domanda:

  1. se tu fai dei video a una città Italiana, registra in PAL, perché il primo mercato per quel contenuto è quello Europeo, dove si usa quasi esclusivamente il PAL.
  2. Se fai dei video a cibo tipicamente italiano, anche se tutto il mondo mangia cibo italiano, registra sempre in PAL, per lo stesso motivo della città.
  3. L'NTSC usalo, se vuoi fare delle prove, per dei soggetti neutri: il time lapse di un orologio, un bicchiere di latte, il dettaglio di uno smartphone e così via. O nel caso tu vada a fare un viaggio in USA.

Per capire quali soggetti vendono, ti consiglio di usare il microstock keyword tool di keyword.io. Trovi un mio tutorial video con il libro.

In quel caso, analizzando i dati dei contenuti già presenti nelle collezioni e incrociandoli con i dati storici di vendita degli stessi ti dice su quali soggetti ti conviene puntare.

Anomali statistiche delle vendite di Shutterstock

Per quanto riguarda le keyword, vedo che su Shutterstock impazziamo a cercarne di specifiche e penso: è il caso di dare troppa importanza a keyword e descrizioni?

Non so chi possa avere certezze dato che alla fine i loro algoritmi sono segreti e dinamici.

Poi ho altri i dubbi che ho su Shutterstock: come è possibile che in testa nel Catalog Manager nei miei Most Popular trovo foto mai vendute, seguite da quelle vendute decine di volte?? Come è possible che vedi vendite solo dalle 13:00 alle 24:00? Come è possibile che ci siano delle interruzioni di vendite per 15 giorni quando stavi vendendo sempre un paio di foto al giorno con regolarità?? Cosa cambiano di colpo?

Secondo me vogliono ampliare la base di contributor soddisfando una più ampia platea di fotografi/videomaker.

Amico mio, scusami, ma:

quale motivo avrebbe Shutterstock di vendere dalle 13 alle 24?

Io francamente non ho mai notato questa differenza, perché al risveglio mi trovo spesso con dei report notturni.

Non so poi con quanto ritardo notifichino delle vendite o se hanno delle finestre entro cui lo fanno. Mi sembra un particolare poco utile, quindi non l'ho mai approfondito.

Per quanto riguarda il tuo Catalog Manager. Ti rifaccio la stessa domanda: il fatto che Shutterstock mostri i contenuti con quell'ordine, che cosa vorrebbe dire?

Te lo chiedo perché non capisco cosa pensi ci sia dietro, non perché voglia contraddirti. Anche per quanto riguarda la costanza delle vendite io sono abbastanza regolare.

Ricordi forse un paio di episodi fa del podcast quando parlavo di quel produttore che ha incassato 440 dollari in una notte.

Com'è spiegabile che in una notte guadagni 440 dollari e in tutto l'anno precedente 1000?

Quello era Pond5 non Shutterstock, ma così va il web e le teorie della cospirazione non portano da nessuna parte.

Recensioni Amazon

In tema di giudizi negativi, ho ricevuto altre recensioni su Amazon del mio libro. Leggo prima la positiva e poi vi faccio vedere le cose da un punto di vista a me apparentemente avverso:

Il libro di Carrer tratta in modo approfondito varie questioni legate al microstock ma non solo, tratta anche di imprenditoria digitale con l'aggiunta di vari aneddoti di vita personale.

Personalmente mi interessano più i consigli sul microsctock quindi l'ho letto con la matita in mano così da sottolineare ciò che è più utile e ciò che desidero approfondire.

Ringrazio Fabrizio di questa recensione. E poi arriva la recensione negativa che, come sempre, non vi nascondo, perché i toni sono comunque da gentiluomo:

capisco che l'argomento sia particolarmente ostico e debba seguire un filo logico che si possa collega con la vita professionale dell'autore, ma sembra più un romanzo che un manuale. Di fatto al termine della lettura si sono appresi molti aneddoti che possono anche essere simpatici, ma nessuna tecnica che in qualche modo ci aiuti a fare un salto di qualità nel mondo microstock. Viene citato uno strumento on line ma non viene spiegato come funziona.

L'autore è anche il creatore di un corso on line. Questo libro sembra l'introduzione al suo corso e non un manuale o una guida. Personalmente reputo di aver buttato 10 euro.

Allora, recensione assolutamente corretta che denota che l'amico ha letto il libro a differenza di chi sapete voi che non cito per non sembrare troppo un artista del piagnisteo, come mi ha fatto notare qualcun altro.

Mi permetto solo di far notare al recensore che nella versione del libro in vendita nel mio sito c'è anche un video tutorial ultra approfondito e ultra pratico dello strumento che lui, giustamente, dice che non è spiegato a dovere nel testo.

Faccio anche notare che, essendo il microstock, un lavoro e non un hobby, visto che si viene pagati per farlo, quei 10 euro che lui sostiene di aver buttato in realtà dovrebbe recuperarli agilmente in termini di aumenti di vendite. Comunque grazie lo stesso.

Per adesso siamo a 10 recensioni:

  • 7 con 5 stelle,
  • 2 con 4 stelle
  • una, appena letta, con una sola stella.

Bene amici, rapidi rapidi siamo in chiusura. Mi sono dilungato un po' più con le domande. Fatemi sapere nelle recensioni del podcast quale parte dell'episodio vi è piaciuta di più, così in futuro so che devo rispondere a più domande o cercare più notizie, non raccontarvi di come fare soldi altrimenti l'amico della recensione Amazon dà una recensione negativa anche al podcast perché dice che sono andato fuori tema.

Il 67esimo episodio di vendere foto e video online finisce qui, e io vi ricordo che nella vita l'importante non è divertirsi ma essere felici. Ciao.

In questo episodio ho parlato di:

  • una critica che ho ricevuto;
  • il miglior contenuto divulgativo che ho mai creato;
  • le più importanti statistiche di Shutterstock;
  • i software Adobe che tornano ad esportare in Apple Pro Res;
  • un fotografo che ha guadagnato meno di 2 dollari per una licenza estesa;
  • le possibilità che dà il microstock per chi non crea microstock;
  • regime forfettario e flat tax per i piccoli produttori;
  • strane anomalie nelle vendite di Shutterstock;

Ok, io ci ho messo un giorno di lavoro per produrre questo contenuto e tu ci impieghi 5 secondi per cliccare su uno dei tre tasti qui sotto, ma più che per questo, perché non condividi la pagina semplicemente per aiutare i tuoi amici appassionati di fotografia a guadagnare?