L’intelligenza artificiale è sulla bocca di tutti. Purtroppo la gran parte di quelli che ne parlano lo fa a sproposito, un po’ come, soprattutto nella stampa tradizionale, si parla di:

e di altre innovazioni che stanno cambiando in meglio il mondo ma sono difficili da capire, sia per l’uomo della strada, sia per chi, mi riferisco ai giornalisti, dovrebbe distinguersi per professionalità, in un’epoca in cui tutti sentono il diritto di parlare di tutto anche se non ne hanno la competenza.

L’intelligenza artificiale in fotografia

L’intelligenza artificiale cambierà i paradigmi della nostra vita prima di quanto la gente se lo aspetti. Questo avverrà, molto più modestamente, anche in un settore come la fotografia che rappresenta per qualcuno un lavoro e per tanti solo un hobby.

Una così lunga introduzione per dirvi che su segnalazione di un ottimo ascoltatore del mio podcast che si chiama Max Rastello, che è anche l’autore di una magnifica storia di microstock che trovate pubblicata in questo sito, vi faccio un esempio pratico di intelligenza artificiale applicata al mondo delle immagini stock che per uno come me, in un solo anno, libererà giorni di lavoro che potrò dedicare ad altro:

Se andate a questo indirizzo:

https://everypixel.com/aesthetics

Trovate uno strumento che riesce a capire quali parole chiave associare alle vostre foto. Questo significa che se, come me, create microstock, grazie all’intelligenza artificiale eviterete decine di noiosissime ore trascorse davanti al PC a descrivere i vostri contenuti.

In altre parole, se volete migliorare la vostra vita e cogliere le occasioni del mondo digitale, non potete non usare questo strumento.

Usare l’intelligenza artificiale anche con i video

Premessa: con Everypixel aesthetics si possono elaborare foto da 10 Megabyte al massimo. E’ un limite che molte reflex superano con le immagini che creano, ma che si può facilmente eludere ridimensionando le foto. E’ un passaggio in più, ma si può risparmiare tempo nel farlo lavorando su più scatti con il comando:

di software come ACDsee Photo Studio Professional. In quel caso, impostando una sola operazione, si rimpiccioliscono più foto contemporaneamente, così da renderle compatibili con la dimensione richiesta.

Se si è interessati invece a trovare le keyword di un video, bisogna esportare un fotogramma, cosa che tutti i software di montaggio consentono.

Prova pratica

Per decantare questa meraviglia, ovviamente ho fatto delle prove. Vi anticipo che, con i limiti che ha nel primo periodo qualsiasi prodotto che basa le proprie caratteristiche sull’intelligenza artificiale, c’è da rimanerne impressionati, un po’ come è successo quando abbiamo parlato per la prima volta con Siri o con Google Home (se non l’avete già fatto: cosa state aspettando?).

Il doveroso avvertimento è che rischiate di perderci le notti per la curiosità di vedere fino a dove lo strumento si può spingere.

Carico la foto di Obama quando era Presidente:

Schermata dello strumento di creazione delle keyword attraverso l'intelligenza artificiale su everypixel.com con la foto di Obama

Ci sono due parti dello strumento:

  1. Quella che dice le keyword (parole chiave) della foto, in verde;
  2. Quella che dice se la foto è buona, 0.0%.

Sottolineo: si tratta della foto istituzionale del Presidente degli Stati Uniti, che corrisponde a quella che abbiamo noi in Italia negli uffici pubblici del Presidente Mattarella. Dentro la foto non ci sono meta tag. Le keyword che individua lo strumento sono conseguenza di un’interpretazione dell’immagine. 

Non so voi, ma anche se fra un anno l’effetto abitudine avrà la meglio, io oggi sono sconvolto dal livello di affidabilità a cui siamo arrivati.

Conclusione numero 1:

Voi che state perdendo gli anni migliori della vostra vita davanti al PC a compilare schede tecniche su Shutterstock, state buttando il vostro tempo per una cosa che può fare meglio di voi e gratis l’intelligenza artificiale. 

Conclusione numero 2

Lo strumento non sa ancora determinare la qualità della foto, perché quello 0% non è oggettivamente corretto.

La parole chiave

Qualcuno potrebbe argomentare che si tratta di un’immagine di una delle persone più famose al mondo. Quindi a logica non è difficilissimo indovinare le parole chiave da associarle.

Vi faccio allora un altro esempio che conferma che lo strumento, anche su soggetti difficili, è già oggi stupefacente:

Schermata dello strumento di creazione delle keyword attraverso l'intelligenza artificiale su everypixel.com con la foto di un uomo al computer

Schermata dello strumento di creazione delle keyword attraverso l'intelligenza artificiale su everypixel.com con la foto di San Pietro a Roma

Soggetti:

  1. Uomo frustrato davanti al computer;
  2. Immagine della Basilica di San Pietro.

Le parole chiave da inserire nei siti che vendono le vostre foto online ci sono tutte. A parte:

sulla seconda. Questo non va bene se non si vogliono perdere ore a controllare il lavoro dell’intelligenza artificiale. Conscio che però quest’ultima è in grado di imparare, aspetto un mese e ci riprovo con un’altra immagine best seller comprata su Pond5:

Risultati del riconoscimento delle keywords attraverso l'intelligenza artificiale su Everypixel.com

Valutate voi a che punto siamo arrivati. Secondo me siamo già oltre, scusate l’esempio, Ritorno al Futuro II.

Per quanto riguarda lo stabilire la qualità della foto invece ci sono ancora dei limiti. Gli autori dello strumento definiscono la % che appare come la possibilità dell’immagine di essere awesome, splendida. Non valutano la bellezza dei soggetti, ma la perfezione tecnica, che nel microstock non è importantissima per guadagnare.

V foto. Con questa faccio la prova del nove sulle keyword.

Schermata dello strumento di creazione delle keyword attraverso l'intelligenza artificiale su everypixel.com con la foto di una marmotta

Avete presente la classica giornata allo zoo?

In quelle situazioni io, come credo molti di voi, sono quello che deve fotografare oltre alla propria famiglia anche quella degli amici, che è il motivo per il quale foto dove ci sono io ne esistono pochissime al mondo, e questo a 40 anni passati un po’ mi rattrista. In quei contesti, almeno per me, da fotografo posso dire che non c’è il clima migliore dal punto di vista artistico.

In un unico ritaglio di tempo, mentre sono davanti ad un recinto, passa una specie di topo gigante e io lo fotografo. Senza dubbio lo faccio male vista la frustrazione di cui sopra.

Carico lo scatto sullo strumento e rimango senza fiato per come azzecca tutte le keyword:

Immaginate il classico produttore di immagini stock Italiano che ha problemi con l’inglese: per lui l’intelligenza artificiale è una manna dal cielo.

Gli strumenti alternativi

Attualmente esistono diversi strumenti alternativi che fanno più o meno le stesse cose. Il principale di questi si chiama:

Esiste sia come sito:

sia come plug in di Lightroom, quasi gratuito.

Dico quasi perché fino a 10 parole chiave non vi chiede niente, oltre la decima vi chiede di effettuare una donazione.

Oltre a riconoscere i soggetti mostrati nella foto che caricate, come fa il suo concorrente, ha anche una funzione che partendo da:

vi trova le keyword affini, studiando i contenuti già presenti nei siti di microstock.

Scheramata del software basato sull'ìntelligenza artificiale Mykeyworder

Quindi se mettete:

Lui troverà le parole chiave:

Dopodiché, con un comando copia e incolla, potete esportare le parole che avete scelto nell’interfaccia del sito di microstock.

Logicamente dovete perdere un po’ di tempo, perché dovete prestare molta attenzione nel selezionare parole perfettamente coerenti con la vostra foto, visto che le agenzie non amano la scarsa precisione.

L’intelligenza artificiale cambierà, in meglio, la vostra vita

Ora mi rivolgo ai miei amati lettori. Sia a quelli che guadagnano pochi dollari al mese vendendo le loro foto online, sia a quelli che stanno lavorando duro per fare del microstock un lavoro a tempo pieno:

Da adesso in poi cambiate metodo!

Quando esce uno strumento rivoluzionario, se il microstock per voi vuole essere una fonte di guadagno e non un gioco, bisogna adattarsi, perché stando fermi e continuando a lavorare come 10 anni fa, non si va da nessuna parte e si viene lasciati ai margini dal mondo che sta venendo avanti.

Si finisce nei forum a lamentarsi che non è più come una volta. Invece voi dovete essere delle persone migliori degli scappati di casa che stanno sul divano ad aspettare:

Il successo che avrete non dipende da qualcuno di diverso da voi.

Studiate, imparate e migliorate la vostra vita.

Daniele Carrer

Daniele Carrer durante un tutorial su come vendere le proprie foto

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