
Idee per guadagnare ce ne sono tante. Nel mondo di internet ce ne sono di sempreverdi come:
- aprire un blog;
- fare lo YouTuber;
- diventare un influencer.
La prima è fattibile, ma richiede anni di studio:
- della SEO;
- del marketing;
- del copyright
per portare ad un risultato economico serio.
Le altre 2 sono delle bufale colossali, almeno per gente che di internet non ne capisce tanto (e se avete cercato su Google “idee per guadagnare” temo che facciate parte di quella categoria), perché fare i soldi con YouTube richiede un livello di qualità talmente elevato che a quel punto conviene andare a tirare calci ad un pallone all’oratorio, visto che ad essere Cristiano Ronaldo si guadagna molto di più che a fare la star di Instragram.
Poi c’è la categoria di idee relativamente nuove:
- investire in bitcoin;
- il forex.
Nel primo caso è come giocare alla lotteria. Nel secondo caso è ugualmente come giocare alla lotteria, a meno che non si abbiano anni di esperienza alle spalle (e se avete cercato su Google “idee per guadagnare” temo che non ne abbiate).
In generale, le idee per guadagnare, quando sono facili e alla portata di tutti, o durano il pochissimo tempo che serve al resto dell’Umanità per accorgersi di quello che sta succedendo, perché fare soldi è lo scopo di ogni persona sulla Terra o non sono vere.
Vendere video online
A testimonianza che non vi sto dicendo una bugia, questa è l’area utente del mio profilo su Shutterstock, un sito che vende online le mie foto e i miei video:

35 mila 267 dollari e 31 centesimi. Primo dato di fatto: io ci sono riuscito e quindi, se i fanno le cose in un certo modo, ci si può riuscire a guadagnare.
La mia storia lavorativa
Ovviamente, non è stato facile arrivare lì, e ci sono arrivato dopo anni di:
- duro lavoro;
- studio.
In un Paese come l’Italia, dove la mentalità aperta nel settore dello spettacolo non è (per usare un eufemismo) molto diffusa, ci possono essere delle inefficienze nelle quali chi ha delle buone idee per guadagnare si inserisce e, almeno per un po’ d’anni, viene ripagato del suo modo innovativo di vedere le cose. Almeno se il mercato a cui si rivolge è quello democratico e concorrenziale di internet.
Qualche anno fa avevo prodotto un mio programma televisivo fuori dagli schemi classici della produzione televisiva. Risultato: ho buttato un sacco di soldi, ma in quel caso l’ostacolo da cui dovevo passare era rappresentato da qualche funzionario che, scusate se vi faccio una confidenza, non ragiona in termini di buone idee, ma di buste piene di biglietti colorati. Naturalmente, quello che succede ad alti livelli poi si trasmette alle manovalanze, fin da quando queste frequentano le scuole di cinema/televisione.
Era il 2010. Lavoravo come story editor in uno studio di Roma che produceva un programma che andava in onda su MTV. Per chi non lo sapesse, story editor è un modo elegante per chiamare il montatore, con la sola differenza che quest’ultimo cura anche l’edizione, ovvero non usa solo il software ma decide pure le parti da inserire nel filmato. Si tratta di una distinzione fondamentale in un contesto normale. Quel format però era:
- anarchia;
- disorganizzazione
quindi durante la produzione nessuno di noi è mai riuscito a capire CHI decidesse COSA, ed essere definito story editor, anziché semplice tecnico Final Cut (il programma per montare) o regista, era una pura etichetta buona per i titoli di coda, visto che non esistevano schemi.
A testimonianza di quello che dico, nel 2013 il programma fu chiuso e un paio d’anni dopo la stessa fine toccò anche al Canale.
Questa lunga premessa, per raccontarvi un aneddoto che ancora oggi mi fa riflettere. Nel 2010 eravamo a 4 anni dal lancio di:
- Pond5
- del defunto Revostock
- della sezione video di Istockphoto.
il mercato della vendita di video online era quindi ben avviato.
Idee per guadagnare: riprendere Roma
Già i siti di microstock elargivano in royalty centinaia di milioni di dollari all’anno e cominciavano ad uscire le prime reflex da 500 euro in grado di registrare in Full HD. Trovarsi poi a Roma, che come dico nel corso, è la terza città europea più richiesta dai compratori, rappresenta un privilegio per chi vuole entrare nel settore. A riprova di questo, vi chiedo di guardare la clip qui sotto:
https://www.pond5.com/stock-footage/28279746/coliseum-rome.html
e giudicarla senza pietà, visto che io per primo sostengo che è fatta male:
- punto di partenza e di arrivo del movimento troppo bassi;
- movimento di assestamento a fine ripresa;
- …
Tutto questo a riprova che nel settore della vendita dei video online la qualità tecnica è un aspetto secondario rispetto ad altri che determinano maggiormente i guadagni.
Ricordate che quando siete in un esterno affollato intervengono mille fattori di disturbo e bisogna adattarsi sacrificando la qualità, se si vuole portare a casa il risultato. Le situazioni che si vedono nei film, con il regista che fa rifare una scena finché la sua mente superiore non la giudica perfetta, non appartengono al business dello stock footage. Chiunque voglia avere un set in cui atteggiasi da genio incompreso è meglio che si iscriva ad una delle tante scuole di cinema che ci sono in Italia, che sono le migliori fabbriche di disoccupazione del Paese, e si faccia mantenere a vita dai suoi genitori, lamentandosi poi che non trova lavoro.
Se i vostri obiettivi professionali sono diversi, allora è il caso che scendiate a compromessi quando girate, un po’ come succede nel mondo reale. Considerate comunque che quella ripresa sbagliata di pochi secondi, come da screenshot qui sotto, su Pond5 mi ha fatto guadagnare, fino ad ora:
- 318 $ (50% di 636$) (a proposito: dura 10 secondi)

e non era l’unica girata in quel paio d’ore in giro per la Capitale, che al tempo era anche la città in cui vivevo. E Pond5 non è l’unica agenzia dove lo vendo.
Vi basta per considerare la vendita di video tra le buone idee per guadagnare?
I vostri concorrenti
Una volta entrai per caso nell’argomento “vendita video” con i miei colleghi dell’epoca, che in quanto professionisti erano dotati tecnicamente e, purtroppo, erano anche sufficientemente squattrinati. A rigor di logica quindi non facevano parte della categoria delle persone poco interessate ad ascoltare delle buone idee per guadagnare, visto che nel 2010 i tempi d’oro della televisione erano già finiti da un pezzo e gli stipendi erano a livello “commesso di un fast food”. Bene: nessuno di loro sapeva cosa fosse lo stock footage.
Io non so dirvi se questo fosse dovuto a:
- mentalità provinciale;
- scarsa confidenza con la tecnologia
di persone sedute sul mito del posto fisso, ma so semplicemente che già nel 2010 ci potevano essere migliaia di fotografi e videomaker italiani in grado di arrotondare lo stipendio vendendo i loro lavori nel mercato del microstock, e centinaia capaci di fare di quella un’attività a tempo pieno, ma credo che tutt’oggi si arrivi a meno di 10 in quest’ultimo caso e forse 100 nel primo, se parliamo di guadagnare più di 300 euro al mese.
Vivere in Italia comporta senz’altro mille limiti dal punto di vista dell’efficienza dello Stato e del senso civico di chi ci abita, però per un fotografo ed un videomaker, in chiave soggetti da riprendere, è un elemento di forza su cui gli abitanti di altri Paesi non possono contare, sia per quello che si trova senza uscire dai confini, sia per il fatto che, grazie al turismo in ingresso, è diventato un posto ottimamente servito dai voli low cost verso l’Europa.
Dovete sbrigarvi
Sarei una persona scorretta se dicessi che oggi è possibile ancora camminare con una reflex e un cavalletto per le strade di Roma e girare in un paio d’ore il footage sufficiente a farvi di guadagnare più di 1000 euro. Purtroppo il mercato delle grandi città è saturo. Io nel luglio 2015 ho passato una settimana tra Parigi e Londra. 5000 euro di royalties guadagnate, sono il minimo indispensabile in ottica professionale, considerato che ci ho messo un mese un mezzo tra:
- pianificazione;
- registrazione;
- editing;
- keywording.
Sto parlando di riprese precise come un intervento chirurgico, visto che avevo quasi 10 anni di esperienza alle spalle quando le ho effettuate, e arrivare a 5000 euro è stato difficile (anche se alla fine ci sono riuscito).
Riprendere le piccole città d’Italia
La qualità dei soggetti che abbiamo fuori dalla porta, non è più tanto da cercare a Roma, Firenze, Venezia e Milano, che sono già state ampiamente coperte dai produttori (purtroppo quasi sempre stranieri), ma nelle:
- barche ormeggiate a Portofino;
- vetrine con i cannoli siciliani a Palermo;
- persone che camminano per Trieste quando la bora dà il meglio di sé.
Qui sotto i risultati di vendita di alcuni video che ho girato a Padova in una mattinata in cui mi sono trovato lì perché dovevo fare altre cose:

La cifra che mi rimane è sempre la metà di quella indicata, ma oltre che su Pond5, da cui è tratto lo screenshot, vendo anche quegli stessi video su altri agenzie. Se ancora non si è capito, ricordo che lo stesso video può essere venduto un numero infinito di volte.
Fare video dell’Italia non fa quindi parte delle buone idee per guadagnare?
E allora smettetela di cercare formule magiche, o pagine che si intitolano:
- 35 modi su come guadagnare soldi online.
Se pensate che servano chissà quali attrezzature per vendere i vostri video, vi sbagliate. Bastano:
- una reflex discreta;
- un buon obiettivo;
- un cavalletto.
Se siete indecisi sui modelli da comprare, ammeno che non li abbiate già o non conosciate qualcuno che le prime volte ve li può prestare, basta cliccate sul primo link in fondo alla pagina. Vi spiego tutto in dei video che ho creato apposta per i principianti.
La sfortuna è che nel mercato globale i vostri concorrenti non sono solo i figli di papà che frequentano le scuole di cinema italiche, ma anche gli stranieri che vengono in Italia, e bontà loro hanno una mentalità un po’ più moderna dell’intelligentia radical chic che governa dalle nostre parti.

Internet salverà il mondo
Tutto il business che c’è su internet:
- comunicazione;
- e-commerce
dipende da un unico fattore:
- la meritocrazia
ovvero un elemento abbastanza sconosciuto in questo Paese e che, proprio per questo, per qualsiasi Italiano onesto potrebbe essere la svolta della vita. La fortuna non c’entra nulla. Sarete dei buoni produttori di stock footage, che come insegno nel mio corso non è solo una questione tecnica, unicamente se sarete migliori degli altri, perché nessuno vi preferirà mai come conseguenza dell’essere:
- imparentati con qualcuno
- o del fare parte del giro di persone che contano.
Io grazie a questo sito sto avendo altre opportunità di lavoro che, arrivato a 40 anni, preferisco rispetto ai gloriosi tempi in cui giravo le Capitali Europee con la reflex al collo. Il mio tempo in questo periodo è assorbito da altri progetti che ho in mente. Ve lo dico con gioia:
- studiate;
- impegnatevi
perché adesso tocca a voi. Il grosso problema è che non basta avere delle buone idee per guadagnare. Penso che ce l’abbamo tutti l’amico fenomeno che ha in mente l’App che sarà la nuova Facebook e un giorno vivrà di rendita. La vera difficoltà è lavorare duro per mettere in pratica queste idee.
Daniele Carrer

Le pagine del mio sito che potrebbero interessarvi:
- Per i principianti, qui spiego tutto.
- Il mio corso: vendere foto e video online
- Il mio podcast
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