Cos’è un hyperlapse

L’hyperlapse è una ripresa velocizzata effettuata in movimento. Nella versione più professionale, si realizza mettendo insieme una sequenza di scatti fotografici, con un software come Adobe After Effects.

Creare un hyperlapse a regola d’arte di un soggetto famoso permette di guadagnare migliaia di euro su siti come:

Nel tutorial qui sotto vi spiegherò come creare, in fase di montaggio, un hyperlapse perfetto.

Per quanto riguarda la vendita di video online spiego invece tutto in quest’altra mia pagina.

Gente che cammina a Venezia. Tutorial hyperlapse in After Effects

Adobe After Effects

Adobe After Effects è il software migliore per la post-produzione dei time lapse, perché:

Come in tutte le cose, si può lavorare da amatori o da professionisti, ma se lo scopo è che qualcuno compri i vostri video avete solo la seconda opzione, quindi innanzitutto i time lapse vanno girati come si deve, poi vanno ripuliti dagli uccelli in Photoshop e infine vanno stabilizzati.

Mi sono già occupato di lavori a inquadratura fissa in un altro tutorial. Qualora vogliate fare un passo avanti, utile per differenziarvi dalla concorrenza spietata degli altri produttori, allora la scelta obbligata diventa l’hyperlapse, ovvero il time lapse in movimento. Poniamo quindi che in fase di ripresa abbiate usato i consigli che do nel corso e sia andato tutto bene. Considerate che, se avete girato senza punti di riferimento, gli stabilizzatori software non possono ottenere dei buoni risultati in fase di post produzione. Quindi, se il vostro scopo è caricare il time lapse su Pond5 e venderlo, qualora ci siano dei movimenti anomali, anche solo su un singolo scatto, è meglio che buttiate via tutto e non perdiate tempo, perché non ne vale la pena.

Importare le foto

Scaricate gratis l’ultima versione da qui (dura 7 giorni).

Se siete arrivati fin qui presumo che invece sia tutto apposto. A questo punto, dopo aver tolto le prime e le ultime 2 foto dalla sequenza, come vi ho già suggerito di fare nell’altro tutorial, non vi resta altro che aprire After Effects e importare le immagini:

Fotogramma di After Effects tratto da un tutorial per hyperlapse

Cliccate sulla prima immagine nella finestra,

Fotogramma di After Effects tratto da un tutorial per hyperlapse

lasciando selezionato il segno di spunta alla voce

Poi cliccate:

A questo punto avrete un video della dimensione del fotogramma nativo, che nel mio caso è:

Fotogramma di After Effects tratto da un tutorial per hyperlapse

Di default After Effects, almeno nella versione italiana, assegna alle foto:

Creare un’altra composizione

Ora dovete trasformare il video in una composizione con le stesse caratteristiche. Per farlo, basta:

Fotogramma di After Effects tratto da un tutorial per hyperlapse

trascinare il file dalla posizione originaria della finestra progetto, all’icona del fotogramma in basso a sinistra.

A questo punto si deve fare la scelta più importante. L’Hyperlapse è infatti tutta una questione di stabilizzazione, quindi bisogna capire che genere di metodo applicare perché il movimento sia più uniforme possibile. Ricorderete che nell’altro tutorial, quando il time lapse era ripreso da un’inquadratura statica, ho utilizzato il tracciamento manuale del movimento per eliminare le vibrazioni. In questo caso, da un paio di versioni di After Effects a questa parte, c’è una funzione che ha prestazioni ottime ed è molto più veloce da applicare perché lavora in automatico, ovvero la “Stabilizzazione alterazione VFX” o, molto più poeticamente, “time warp”, se avete la versione inglese.

Stabilizzare la sequenza

Dopo aver cliccato una volta sulla sequenza delle foto nella timeline, selezionandola,

Fotogramma di After Effects tratto da un tutorial per hyperlapse

dovete andare su:

A questo punto vi si apre…

Fotogramma di After Effects tratto da un tutorial per hyperlapse

…la finestra di controllo dei parametri dell’effetto.

Con il metodo che vi sto insegnando, dovete cambiare, alla voce

il parametro di default, che così come lo trovate è impostato su

e selezionare

Fotogramma di After Effects tratto da un tutorial per hyperlapse

Questo perché la composizione su cui state lavorando ha una risoluzione di molto superiore al fotogramma finale di esportazione.

Possiamo quindi fare l’operazione di

che è imprescindibile quando si stabilizza, in un passaggio successivo.

Visualizzate nel monitor con lo zoom su Adatta

Una regola generale, particolarmente valida in questo tutorial: per lavorare al meglio, nella parte inferiore della finestra di anteprima, c’è il livello di zoom che potete impostare per vedere le immagini che provengono dalla Timeline.

Fotogramma di After Effects tratto da un tutorial per hyperlapse

Cliccate il triangolino bianco rovesciato che c’è a fianco al numero percentuale, che di default è 50%, e selezionate

In questo modo vedrete sempre il video nella sua interezza (senza lasciare fuori porzioni del quadro), perché After Effects lo ridimensiona automaticamente in base alla porzione di schermo che occupa la finestra di anteprima nel vostro monitor.

Avendo cliccato

il quadro viene spostato e inclinato quello che serve per rendere il movimento dell’hyperlapse più uniforme possibile,

Fotogramma di After Effects tratto da un tutorial per hyperlapse

quindi guardando i singoli fotogrammi vedrete che questi non sono mai completamente coperti dalle immagini (si vede bene negli angoli dell’inquadratura che sono neri, come conseguenza della controinclinazione che l’effetto stabilizzazione ha calcolato).

A questo punto avete un video della dimensione nativa delle foto che è molto più grande del Full Hd, ovvero il formato di esportazione che vi interessa.

La composizione finale

Create ora una composizione di quest’ultima dimensione:

e della stessa durata del video che avete stabilizzato:

Fotogramma di After Effects tratto da un tutorial per hyperlapse

In quanto ultima creata, questa si aprirà in automatico sulla Timeline. Trascinate ora…

Fotogramma di After Effects tratto da un tutorial per hyperlapse

…la composizione precedente all’interno di quest’ultima timeline che, essendo di dimensione inferiore, vi obbligherà ad agire sulla voce

per ridurre il livello appena trascinato e avere un’inquadratura accettabile (nel mio caso trovo il giusto equilibrio a 45%).

Fotogramma di After Effects tratto da un tutorial per hyperlapse

Attenzione: stabilendo il livello di zoom, dovete considerare che, come abbiamo detto, il fotogramma non è mai riempito completamente a causa del movimento di stabilizzazione, quindi dovete scegliere uno zoom che vi permetta di essere sicuri che così non si vedano mai bordi e angoli neri.

Potete ovviamente anche spostare la composizione, agendo con lo strumento

direttamente sulla finestra monitor per trovare l’inquadratura che vi piace di più.

Esportare

Se avete fatto tutto giusto, ora potete esportare il file in Full Hd. Quindi selezionate:

Sulla Timeline si apre un tab…

Fotogramma di After Effects tratto da un tutorial per hyperlapse

…dove, alla voce Modulo di Output, dovete cliccare

e poi il bottone

Fotogramma di After Effects tratto da un tutorial per hyperlapse

Qui, come

impostate

qualità 90%.

Alla voce “Output in”, dovete rinominare il file…

Fotogramma di After Effects tratto da un tutorial per hyperlapse

…e selezionare una posizione dove salvarlo. Avete finito.

Il mio podcast

Nel mio podcast, intitolato:

rispondo regolarmente alle domande degli ascoltatori sul tema microstock. Alcune di queste riguardano gli hyperlapse. Qui di seguito le ho radunate.

Lo stabilizzatore

Ho fatto delle prove di hyperlapse ed ottenuto pessimi risultati, perché non riesco davvero a stabilizzare le immagini.

Il problema è che non riesco a capire se l’errore (o gli errori) sono in fase di ripresa o in fase di post produzione.

Ho fatto tutto a mano libera, cercando di tenere un punto fisso nel soggetto e ho stabilizzato tutto con After Effects CS6, mi conviene perdere tempo per cercare una soluzione alle vibrazioni o mi conviene rigirare?

Premetto che con lo stabilizzatore classico di After Effects CS6, sia che lo lasci andare, sia se gli dai un’affidabilità 80% e correggi manualmente quando va sotto quella soglia puoi ottenere dei buoni lavori solo in certe condizioni di ripresa.

Io l’ho fatto con un hypelapse della Torre Eiffel, ma in quel caso era una ripresa diversa dalla tua, e da quelle che faccio io adesso, sia perché:

Punti di riferimento durante un hyperlapse della torre Eiffel

Quando fate un hyperlapse, cercate questa condizione in fase di ripresa: il contrasto.

Un elemento architettonico che dovete puntare e tenere in quella posizione del vostro mirino dall’inizio alla fine, per facilitare la stabilizzazione.

Ora caro amico ti butto una soluzione che sembra semplice, ma che secondo me è quella giusta.

Il problema secondo me è After Effects versione CS6, perché è dalla versione cc2015 che c’è uno stabilizzatore che dà risultati di buon livello con gli hyperlapse, anche in automatico.

Ti conviene fare una prova con l’ultima versione cc2017, e sono quasi sicuro che risolverà i problemi che ci sono. Se anche così lo stabilizzatore non ce la facesse, mi sa che devi buttare tutto e rigirare.

Yuri Sirri Nakvas

Ho visto su YouTube alcuni hyperlapse di Yuri Sirri Nakvas e sono rimasto letteralmente sconvolto!

In particolare sono rimasto sconvolto nel vedere immagini HDR in MOVIMENTO.

Come si fa a procedere lentamente e per lungo tempo su varie superfici senza un carrello, prima che crampi e narcolessia non ti sovrastino?

Lightroom? Raw? -2, 0, +2 EV?

Ottima domanda direi, anche perché al di là della risposta ai quesiti specifici tecnici è importante per ragionare su dei concetti che spesso sfuggono ai produttori di microstock.

Ho visto gli hyperlapse di Nakvas, che tra l’altro ha solo 25 anni e vive in Italia e li ritengo magnifici e tecnicamente molto migliori dei miei.

Attenzione però ad una cosa:

Io non conosco questo giovane che, ripeto, è molto più bravo di me a livello tecnico. Il punto è che su tanti dei soggetti che lui ha ripreso non c’è mercato.

Quindi, io non so quale sia il suo business plan, ma dal punto di vista commerciale io non li trovo azzeccatissimi, se parliamo di vendita esclusiva nelle agenzie di microstock.

Se parliamo invece di vendite accessoria, ovvero:

Magari lui si fa pagare da degli sponsor, spero un sacco di soldi visto tutto il lavoro che c’è dietro.

Ricordo a tutti voi gentili ascoltatori, che se:

  1. siete dei fotografi e video maker bravi
  2. avete le idee chiare su come fare e tanta voglia di lavorare

non è impossibile lavorare per degli sponsor, che dal punto di vista professionale è molto meglio che aspettare che entrino i clienti in negozio o che telefoni una coppia di sposi che già durante la chiamata vi chiede lo sconto perché conosce qualcuno che con 100 euro fa anche l’album.

Però se ti dovessi consigliare di fare anche tu come Nakvas, perché il microstock magari ripagherà il tuo lavoro, ti farei più danno che se ti consigliassi di usare uno smartphone per creare stock footage anziché una reflex.

Se il denaro che il tuo lavoro genera non ti ripaga del tempo c’è qualcosa che non va e devi cambiare direzione.

Occhio all’effetto wow di certi video che trovi su Vimeo o su Youtube, perché il microstock è un’altra cosa, ed è questo che in pochi capiscono.

Io non sono super dotato tecnicamente e non passo le mie giornate a fare cose belle dal punto di vista estetico, come se fossi un adolescente pieno di sogni.

Io posso le mie giornate a creare noiosissime procedure di lavoro efficienti, che però mi permettono di aumentare la quantità di soldi che porto a casa ogni mese.

Dal punto di vista tecnico, ripeto, non conosco Nakvas.

Dalle risposte che dà ai commenti nel suo canale Youtube, l’effetto HDR lo ottiene in post produzione, immagino proprio con Lightroom, o con il suo software preferito, visto che ce n’è tanti di buoni.

Quindi presumo lavori in RAW e con EV, che sta per valore di esposizione, 0.

Tecnica di ripresa degli hyperlapse

Ho capito la tecnica dell’hyperlapse. Sia per quanto riguarda la ripresa che la post-produzione.

Non capisco però se in quell’esempio della Torre Eiffel che citi nel corso tu, piano piano che vai avanti, lavori sullo zoom per non far uscire la torre dall’inquadratura.

Nell’hyperlapse è fondamentale tenere l’obiettivo fisso, quindi niente zoom.

L’effetto movimento non lo dà la lente, ma il tuo avvicinarti fisicamente al soggetto. Dico avvicinarti, ma come sai, può essere anche un movimento circolare o parallelo.

Per gli hyperlapse è meglio procedere come hai spiegato nel corso, ovvero centrando sempre un punto dell’inquadratura, o è meglio andare più grossolanamente a scattare per poi aggiustare gli errori con lo stabilizzatore di Adobe After Effects, visto il diverso impegno che richiede quest’ultima soluzione in fase di ripresa?

Lo stabilizzatore di After Effects fa un ottimo lavoro automaticamente. Ci sono dei tutorial su Youtube che fanno vedere che ti permette di ottenere buoni risultati anche scattando senza riferimenti.

Però, nella pratica, quando all’inizio ho fatto delle prove lavorando in ripresa in quel modo e poi ho corretto con quello stesso stabilizzatore, in alcuni casi ho ottenuto un risultato al limite della bocciatura, in altri ho dovuto buttare via tutto, e la cosa mi ha fatto parecchio arrabbiare, perché magari avevo girato a 1000 km da casa.

Io ti consiglio, almeno se sei in un posto dove tornerai chissà quando, di fare uno hyperlapse fatto bene, piuttosto che 3 in velocità. Puoi anche evitare il cavalletto se è giorno e se accetti di lavorare con tempi di apertura dell’otturatore corti (quindi senza filtro ND).

Tipici errori nella stabilizzazione

Oggi ho fatto un po’ di prove, in particolare ho girato un hyperlapse spostandomi attorno ad una statua in una piazza. Poi arrivato il momento di stabilizzarlo con After Effects e sono arrivato al “tragico” problema: se soggetto e sfondo cambiano a ogni scatto come posso stabilizzare il filmato non potendo fissare i due punti di traccia?

In un’altra sequenza invece ho camminato in una via del centro e ho usato il cavalletto impostando un tempo di intervallo di 10”, che apparentemente era più che sufficiente. Guardando gli scatti i movimenti sono stati molto marcati, pur avendo avuto la sensazione di centrare sempre il punto di messa a fuoco della mia Nikon sullo stesso punto del soggetto. È normale?

Dovrei vedere gli hyperlapse per darti una risposta definitiva, ma temo che sia abbastanza normale quello che ti è successo.

Secondo me per fare un hyperlapse diurno non hai bisogno del cavalletto, che anzi diventa solo una scocciatura.

Se hai girato senza un punto di riferimento sul quale puntare la reflex dall’inizio alla fine, saresti stato un fenomeno se l’inquadratura non traballasse.

Se ben ricordi, nel corso, facevo l’esempio del hyperlapse della Torre Eiffel da Champ de Mars. Quella volta ero facilitato dal fatto che riuscivo a vedere dall’inizio alla fine la Torre, in particolar modo il buco centrale che c’è nella struttura. Ma anche in quel caso l’inquadratura si è mossa parecchio. Per fortuna sono riuscito a stabilizzarla lo stesso perché lo spostamento non è mai andato oltre un certo limite.

Per quanto riguarda l’hyperlapse attorno alla statua, devi utilizzare lo stabilizzatore automatico di After Effects, non avendo possibilità di inquadrare dall’inizio alla fine lo stesso punto del soggetto. Ottieni buoni risultati solo se riesci a tenere il soggetto principale costantemente nella stessa porzione di inquadratura.

So che non è facile. Devi fare tante prove per riuscire ad ottenere degli hyperlapse allo stato dell’arte. Poi però quando hai compreso bene la tecnica, diventa un divertimento.

Ho fatto delle prove di hyperlapse ed ottenuto pessimi risultati, perché non riesco davvero a stabilizzare le immagini.

Il problema è che non riesco a capire se l’errore (o gli errori) sono in fase di ripresa o in fase di post produzione.

Ho fatto tutto a mano libera, cercando di tenere un punto fisso nel soggetto e ho stabilizzato tutto con After Effects CS6. Mi conviene perdere tempo per cercare una soluzione alle vibrazioni o mi conviene rigirare?

Premetto che con lo stabilizzatore classico di After Effects CS6, sia che lo lasci andare permettendogli di correggere da solo, sia se gli dai un’affidabilità dell’80% e correggi manualmente quando va sotto quella soglia puoi ottenere dei buoni video finali solo in certe condizioni di ripresa.

La Torre Eiffel vista da Champ de Mars

Io l’ho fatto con un hypelapse della Torre Eiffel, ma in quel caso era una ripresa diversa dalla tua. Perché:

Quando fate un hyperlapse, cercate questa condizione in fase di ripresa: il contrasto.

Un elemento architettonico che dovete puntare e tenere in quella posizione del vostro mirino dall’inizio alla fine, per facilitare la stabilizzazione.

Il problema secondo me è After Effects CS6, perché è solo dalla versione cc2015 che c’è uno stabilizzatore che dà risultati di buon livello con gli hyperlapse, anche in automatico.

Ti conviene scaricare l’ultima versione (fallo gratis da qui), che dura per 7 giorni, e vedrai che risolverai il problema.

Te lo dico perché le prime volte ho fatto delle prove di hyperlapse con sequenze completamente sfasate in ripresa, perché anch’io all’inizio sbagliavo. Se nemmeno lo stabilizzatore dell’ultima versione di After Effects ce la facesse, devi buttare tutto, perché non c’è altra soluzione che rigirare.

Daniele Carrer

Daniele Carrer durante un tutorial su come vendere le proprie foto

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