La Gopro 6 è una gran camera. Questa non è una recensione che spiega i suoi difetti occulti che altri blogger non hanno trovato. Se vi interessa leggere una prova approfondita non è questo il posto giusto. Vi consiglio piuttosto di andare su questa pagina dove di Alessio Furlan di tecnicafotografica.net vi spiega tutto molto meglio di quanto saprei fare io, che ho solo una vecchia Gopro Hero 4 che è completamente diversa rispetto alla 6.

Il mio è solo un discorso legato alla produzione di stock footage.
Di quell’argomento invece un po’ me ne intendo: vendendo video sotto forma di spezzoni di pochi secondi ho incassato, solo dalla mia II agenzia più profittevole (Shutterstock: leggi la guida), 36 mila dollari, come dimostra questo screenshot:

Per stock footage si intendono dei video, generalmente da 5 a 10 secondi, che agenzie come:
vendono a registi, pubblicitari o a chiunque voglia inserire nei suoi progetti filmati registrati da altri.
Come spiego nel mio corso e nelle più di 100 pagine di questo blog, oggi, per chi comincia a fare video, lo stock footage è l’unico modo serio per guadagnare, molto più di quanto possa fare con la partnerhsip YouTube. Parlo sempre con cognizione di causa, perché quelli che vedete qui sotto sono i miseri guadagni di un mese del mio Canale YouTube:

368 dollari sono qualcosa che può rendere euforico un qualsiasi adolescente che mangia a casa dei genitori, o anche un mio coetaneo 40enne che fa il lavoratore dipendente e prende quei soldi come qualcosa in più. Ma se si vuole fare un business sono il nulla.
E quel nulla è stato ottenuto con 732 mila visualizzazioni e 1.267.038 minuti guardati, ovvero numeri che oggi sono alla portata di pochi.
Slow motion e 4k non bastano
Da un po’ di tempo a questa parte le agenzie accettano anche footage registrato con action cam e smartphone, quindi la Gopro 6, essendo la migliore action cam attualmente disponibile a detta di tutti, rientra perfettamente in questa categoria. Se create dei video che assecondano quello che cerca il mercato questi verranno quindi accettati dalle agenzie (o comunque non verranno rifiutati perché la Gopro 6 non è all’altezza).
In più, con il fatto che registra in 4k a 60 fps (leggi cosa si intende per fps) o in Full HD a 240 fps i compratori avrebbero un motivo in più per spendere i loro soldi per i video che registra, sempre che lo slow motion abbia un senso nella ripresa. Un buon rallentatore, per capirci, è questo:
Se posso permettermi, questo è un video ufficiale rilasciato da Gopro. Per onor del vero non è girato a 60 fps ma a 240 fps, anche se sono stati furbetti a non scriverlo da nessuna parte.
Perché la Gopro 6 non può funzionare per lo stock footage
Il problema che mi permette di dire che non si vende bene lo stock footage girato con le action cam o con gli smartphone, o si hanno meno possibilità di chi usa una reflex (leggi la guida) o una mirrorless, è che questi non hanno grandi capacità nelle riprese che necessitano di un intervento manuale, come:
- cambi di fuoco;
- impostazione della profondità di campo.
In altre parole, un’immagine del genere:

che è molto in linea con lo stereotipo di quello che vende nel mercato del microstock (stock footage e stock images), con una Gopro 6 non si otterrà mai, nonostante i software stiano facendo dei passi da gigante per riuscire a simulare la profondità di campo che si ottiene con un diaframma molto aperto e una lente fotografica seria.
Oggi purtroppo per fare i soldi vendendo stock footage c’è bisogno di idee differenzianti, quindi optare per una action cam allo scopo di sfruttarne la portabilità legata alle sue dimensioni contenute o, peggio ancora, per usare un supporto da petto (chest mount) per togliersi del tutto la scocciatura di tenere in mano l’apparecchio per registrare è sbagliato.
Fare soldi non è per niente facile
Videoblocks paga circa 100 dollari per la vendita di un singolo spezzone 4k di pochi secondi:

Lo stesso video lo può vendere centinaia di volte. Se fosse così facile fare i soldi lo farebbero tutti.
Oggi per guadagnare bisogna creare delle riprese che esprimono, con la creatività del filmaker, dei concetti che non sono compatibili con l’uso delle Gopro. Queste vanno benissimo per fare i video da pubblicare su YouTube o, in generale, per comunicare attraverso i filmati allo scopo di vendere qualcosa (fosse anche solo il proprio personal brand), ma non per lo stock footage.
Sarò un po’ vecchia maniera ma se dopo aver letto questa pagina volete provarci, la reflex è sempre l’opzione migliore (e magari con le pagine linkate qui sotto potreste ottenere altri spunti interessanti).
Daniele Carrer

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