Se vi piace fotografare e volete farne un lavoro, al giorno d’oggi serve molta qualità. Non si tratta oramai più solo di qualità tecnica. Almeno se il business verso cui vi volete muovere è quello della vendita delle vostre foto (e un domani anche dei video) nei siti di microstock.
In questa pagina troverete talmente tante cifre relative alla mia carriera di produttore che vi mangerete le mani di aver visitato quegli stessi luoghi dove ho creato contenuti io, senza però sapere che potevate portare a casa tutti quei soldi (io sono già ampiamente sopra i 100 mila dollari).
C’è infatti una fregatura se cominciate oggi:
- la concorrenza
Per guadagnare dovete quindi essere perfetti:
- nella scelta dei soggetti
- nella conoscenza del mercato
- nell’organizzazione delle riprese
- nella qualità tecnica che esprimete (almeno fino a quando questa non rappresenta un’inutile perdita di tempo).
Scegliere la stagione perfetta per fotografare e riprendere rientra in queste necessità.

Fotografare Parigi in time lapse
Nel maggio 2011, quando ancora:
- il microstock era il mio secondo lavoro
- la fotografia e il videomaking una grande passione
prenotai un volo per Parigi, chiedendo ad un amico di accompagnarmi, come facevo spesso in quel periodo.
Ripensando a quegli anni li valuto sicuramente come i più piacevoli della mia carriera di produttore di stock footage, perché
- non avevo il pensiero di dover guadagnare a tutti i costi, come mi è successo dal 2013 in poi quando è diventata un’attività a tempo pieno
- le mie giornate nelle grandi città erano sì contraddistinte dal fardello di dover portare sempre con me reflex, doppio obiettivo e cavalletto, ma contemporaneamente anche dalla serenità di poter pensare che ripartire con qualche inquadratura in meno andava bene lo stesso.
Nonostante questo, solo per un time-lapse, questi sono stati i miei incassi su Pond5 (la metà di quello che è riportato nell’immagine):

Senza contare Shutterstock, Videoblocks e tutti gli altri.
Riprendere con i video Berlino (è meglio di fotografare)
Qualche stagione dopo, a Berlino, sotto la pressione di una scaletta fitta per contenere i costi d’alloggio e della necessità di essere precisi al 100% riprendendo esclusivamente con il sole alle spalle, il mio tasso d’ansia si alzò quanto bastava per vivere la città non come avrei voluto.
Siamo sinceri: produrre microstock può diventare un secondo lavoro per tanti di quelli che frequentano questo sito, visto che bastano un migliaio d’euro di attrezzature e una qualità raggiungibile con un po’ di studio da molte persone, ma da lì ad essere una professione a tempo pieno ne passa parecchio, quindi la modalità più vicina al lettore medio è sicuramente quella:
- “Parigi 2011
- non Berlino 2013
Nonostante anche per le riprese effettuate in quest’ultima gli incassi non siano stati male. Questo è il mio best seller su Shutterstock (l’importo indicato è quello che ho effettivamente portato a casa, solo con un video di 10 secondi e ne ho girati centinaia):

Ho passato i miei momenti professionali migliori nelle Capitali Europee con la reflex al collo, rovinando la comfort zone in cui avrei vissuto se fossi stato un semplice turista, ma guadagnandone in esperienza e soddisfazione. Visto che non sono ricco di famiglia, il microstock mi ha permesso di moltiplicare i viaggi, ripagandomeli ampiamente con il footage creato.
Se non fosse stato così, passati i 30 anni, probabilmente avrei visitato la classica Capitale Europea all’anno, e forse nemmeno quella. Grazie a:
- macchina fotografica
- cavalletto
invece, nel primo periodo ho passato ogni attimo libero dal mio lavoro principale e dagli impegni famigliari in una città a portata di aereo low cost. Tutt’oggi, se posso, almeno una volta all’anno mi riservo tre o quattro giorni per tenermi in forma con la tecnica in un posto oltre confine che valga la pena riprendere.
La primavera
Il momento migliore per creare microstock è la primavera. I fotografi vecchia maniera, considerando:
- l’arte
- non necessariamente anche la produttività
potrebbero non essere d’accordo con questa affermazione che, a dire il vero, vuol andare oltre le semplici considerazioni tecniche.
Come tutti sanno la parabola del sole è:
- la più bassa al solstizio d’inverno
- la più alta al solstizio d’estate
Di conseguenza la luce con l’inclinazione migliore si ha a dicembre e quella peggiore a giugno, per le meno nelle ore centrali del giorno. E’ anche vero, e qui già passo dalla modalità artista a quella imprenditore, che andare a Londra a gennaio, come feci una volta, significa, oltre che patire un sacco di freddo, anche rassegnarsi a 16 ore di buio, che per riprendere non sono di certo l’ideale.
Gli algoritmi di indicizzazione
Detto questo, sappiate che,per fare soldi con il microstock, conta di più conoscere gli algoritmi di indicizzazione che mettere in pratica una conoscenza perfezionistica di come fotografare e riprendere.
La primavera, dal punto di vista della luce, rappresenta il miglior compromesso in quest’ottica e, a differenza della stagione ad essa simmetrica, ovvero l’autunno, non è caratterizzata da colori che la identificano troppo e che rendono i girati inutilizzabili in progetti ambientati in altri mesi.
C’è anche un’altra considerazione da fare in chiave vendita: ad aprile le persone hanno un abbigliamento relativamente neutro, quindi, con un po’ di sforzo, non completamente diverso da quello di febbraio e da quello di giugno. Considerando poi che le Agenzie impiegano qualche mese per indicizzare il materiale, a luglio, agosto e settembre di certo la gente non gira spesso con giacche leggere e colori scuri, ma si tratta comunque del compromesso migliore dell’anno (testato in tanti anni di attività).
La primavera, nelle logiche del microstock, è quindi la stagione migliore per uscire con la reflex al collo. A proposito: “Parigi maggio 2011” di cui ho parlato all’inizio, pur con tanti errori tecnici che oggi non faccio più, ha significato 4 mila euro di royalties per me, proprio perché ho imbroccato:
- il mese
- la città
- l’epoca
visto che oggi guadagni analoghi con quel soggetto sono (quasi) impossibili.
Come pianificare un viaggio per fotografare e riprendere
Ora, se volete parzialmente ripercorrere quelle mie stesse orme di dopolavorista con la passione per fotografare e riprendere, vi elenco i 5 segreti per spremere il massimo da un viaggio. Tutto quello che va oltre tali consigli è frutto di capacità di interpretare il mercato e di qualità tecnica, quindi richiede mesi di studio e sarebbe ipocrita da parte mia insegnarvelo in pochi paragrafi (al massimo potete prendere confidenza con certe regole attraverso i contenuti esclusivi che mando a chi si iscrive alla newsletter).
(premetto che ho creato anche un post più approfondito sull’argomento pianificazione viaggi: clicca qui per leggerlo)
Cavalletto e hotel
1 Imbarcate il cavalletto in stiva. E’ uno scherzetto che vi costa almeno una trentina di euro di biglietto (almeno con le Compagnie low cost). Potrei elencarvi una serie di Aeroporti dove me l’hanno fatto passare lo stesso, nonostante i divieti che la Legge impone, ma non fatevi del male ed evitate di partire già con l’arrabbiatura derivante da una discussione con l’addetto alla sicurezza del metal detector e con la preoccupazione di perdere tempo a comprarne un altro una volta arrivati a destinazione.
2 Prenotate l’hotel in centro. Anche se la periferia è conveniente, se per raggiungere i luoghi turistici, che sono quasi sempre quelli più redditizi da immortalare, impiegate in andata e ritorno, una o due volte al giorno, 40 minuti, allora in tutto il viaggio perderete delle ore e di conseguenza non riuscirete a riprendere diversi soggetti che, se lavorate nel modo giusto, vi ripagheranno del prezzo maggiore per il pernottamento.
Anche all’interno del centro fate le vostre considerazioni. Nelle guide si fa fatica a trovare certe informazioni, ma c’è di sicuro un motivo se a Parigi vicino alla Gare du Nord gli hotel costano meno, come anche a Paddington a Londra o ad Anderlecht a Bruxelles. Per capire la qualità del posto dove dormirete vi consiglio i giudizi che trovate su Booking, che è più affidabile rispetto a Tripadvisor, non fosse altro che per lasciare un feedback bisogna effettivamente essere stati nella struttura, non solo dichiarare di averlo fatto. Poi magari confrontate i prezzi su un comparatore e prendete l’occasione migliore.
Scaletta di ferro e volo all’ultimo
3 Createvi una scaletta. E’ una regola di vita: datevi degli obbiettivi:
- 8.00 Porta di Brandeburgo.
- 9.00 Gendarmenmarkt.
- 9.45 Potsdamer Platz.
Sappiatevi adattare agli imprevisti usando la razionalità. Il tempo atmosferico, a nord delle Alpi, varia con una frequenza molto maggiore a quella a cui siamo abituati in Italia. Ad una pioggia improvvisa reagite trovando un posto al coperto che sia interessante da riprendere. Non limitatevi a trovare un portico ed aspettare che torni il sole.
4 Valutate se prenotare due giorni prima per fotografare e riprendere con il sole. Non esistono previsioni del tempo più affidabili del 50% a più di una settimana di distanza.
Prenotare un volo low cost imminente può farvi spendere molto di più di farlo con un mese di anticipo, ma girare:
- con il sole
- anziché con le nuvole o con la pioggia
dà tutt’altra resa al materiale prodotto. So che è una scelta difficile, ma nel caso non vogliate fare un passo così costoso, essendo la scaletta di cui ho parlato al punto precedente divisa per giorni e quindi facilmente intercambiabile, valutate sempre quali sono i soggetti che potrebbero generare i migliori guadagni e, una volta arrivati in città, stabilite di riprenderli quando è previsto il sole.
5 Fate subito un biglietto giornaliero dei mezzi pubblici, che vi farà risparmiare un sacco di soldi, visto che per girare microstock redditizio la modalità migliore prevede 3 inquadrature per luogo e poi “Via!” (lavorare non è come fare i turisti, ricordatelo).
Ovviamente, se arrivate in città dopo le 18, non vale la pena fare un biglietto con viaggi illimitati, ma a quel punto cercate di capire bene se non è più conveniente un volo mattutino, visto che un atterraggio dal tardo pomeriggio in poi vi obbliga a pagare una notte in hotel che potevate evitare.

Errori che costano migliaia di euro
Bene, ora siete pronti per prenotare.
Nella mia carriera di produttore di microstock ho fatto talmente tanti errori che, se avessi seguito questi cinque semplici consigli, oggi guadagnerei molto di più. Agli inizi si trattava di un mercato diverso:
- eravamo in pochi
- tanti errori erano perdonati da un settore che vedeva crescere i compratori ad un ritmo molto più veloce dei produttori.
Oggi per fotografare e riprendere con l’obiettivo di vendere contenuti online bisogna essere scientifici. Altrimenti non si porta a casa nulla e quindi a quel punto conviene fare i turisti e basta.
Non lasciate cadere le tentazioni che un articolo come questo vi provoca, perché se non cogliete la palla al balzo rischiate di sedervi e di scegliere la strada più facile, ovvero quella di stare a casa e buttare nella tranquillità il tempo che potreste invece passare vivendo.
Daniele Carrer

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