
Perché tutti amano le foto di paesaggi
Le foto di paesaggi sono amate da tutti i fotografi, in parte per il risultato, in parte per la fase di creazione, perché fare la foto di:
- una montagna
- una spiaggia d’inverno
dà pace e tranquillità a chi sta dietro alla reflex.
Da anni vendo le mie foto e i miei video in agenzie come:
anche se quest’ultima nel tempo ha ridotto i miei guadagni quanto basta per farmi smettere di caricare nuovi contenuti. Ci sono decine di migliaia di:
- fotografi
- videomaker
che fanno la stessa cosa che faccio io. La gran parte di quelli divulgano però, appartiene alla categoria degli scappati di casa che guadagnano 20 euro al mese con il microstock, e quindi è un po’ difficile credere che siano degli esperti. Io non voglio convincere nessuno a parole. Questa qui sotto, però, è la mia bacheca su Shutterstock:

35 mila 267 virgola 31 dollari guadagnati pensano siano sufficienti a stabilire che un po’ men ne intendo, e posso quindi dirvi se le foto di paesaggi fanno guadagnare.
Perché amo riprendere i paesaggi
Negli anni mi sono specializzato in filmati delle Capitali Europee, quindi conosco perfettamente un certo tipo di scena:
- monto il cavalletto per strada
- un secondo dopo passa il pedone infastidito dall’invadenza della ripresa o il vigile che mi chiede se ho l’autorizzazione a usare il cavalletto.
Ovviamente, in quei casi, il modo migliore per reagire è scusarsi e pensare alla ripresa successiva, ma non esiste persona al mondo con un pelo sullo stomaco così fitto da rimanere del tutto indifferente all’accaduto. Fatti del genere in mezzo alla natura non succedono, per quanto la famosa regola dell’occupazione di suolo pubblico di cui parlo in questo video, tecnicamente sia valida anche nei boschi abitati solo da caprioli e marmotte.
Riprendere il mare e ripagarsi la vacanza
So perfettamente che è il sogno di tutti passare del tempo al mare ripagandosi hotel e viaggio con qualche foto della vacanza. Ricordo una settimana nella splendida Sardegna occidentale in cui mi successe proprio quello. Purtroppo era il 2008, ovvero l’epoca in cui con lo stock footage avevo trovato la gallina dalle uova d’oro, perché, complice il fatto che ero stato uno dei primi ad accorgermi che il mercato stava esplodendo e che i fotografi fanno naturalmente fatica a passare al video, le cose erano molto più facili.
In più, venendo da dieci e passa anni trascorsi nell’ambiente dei cortometraggi a pagare di tasca mia per ogni video prodotto, in cambio di una promessa di notorietà che nel mondo reale era appannaggio solo di quelli con i santi in Paradiso, capivo ogni giorno di più quanto fosse necessario investire il mio tempo libero nella produzione di microstock, visto che un giorno quella fatica sarebbe stata ripagata.
Tanto per capire: il 2008 era l’epoca in cui producevo solo time-lapse con il cavalletto tascabile, visto che le reflex economiche che registravano video in tempo reale ancora non esistevano, e la qualità dei contenuti che riuscivo a portare a casa era tutt’altro che eccelsa, ma essendo stato rapido ad accorgermi della direzione che il mondo stava prendendo, le cose per me erano molto più facili di quelle con cui oggi deve avere a che fare un nuovo arrivato.
La concorrenza odierna
Il problema è che oggi su Pond5 ci sono milioni di clip in vendita e su Shutterstock ci sono più di 100 milioni di immagini, molte delle quali, per i motivi spiegati sopra, sono foto di paesaggi. Oggi ci sono 10 volte tanto i contenuti che c’erano quando ho iniziato io.
Io ho creato questo sito:
“per dare la possibilità a chiunque, in un mondo dove la concorrenza è sempre più spietata, di partire contando sulla mia esperienza decennale.”
Il business c’è, ma solo per chi ha voglia di:
- studiare
- impegnarsi
per capire i meccanismi con cui guadagnare vendendo foto e video online. Tra quello che fa guadagnare veramente, purtroppo non ci sono le foto di paesaggi. Sia perché sono foto, e non video, sia perché il soggetto non funziona.
Io vedo le cose così, e quei 35 mila dollari e passa che ho mostrato sopra dimostrano che non sono uno sprovveduto che si finge esperto su una pagina Facebook. Se nel tempo riuscirò a convincere anche solo una persona che iscriversi alla Scuola Nazionale di Cinema e fare il mantenuto fino a 40 anni non porta da nessuna parte, ma che creare microstock professionalmente è il business del futuro, allora forse sentirò di aver fatto qualcosa di buono. 400 copie vendute del mio corso dopo, forse ci sono già riuscito considerate le tante storie di successo che da questo sono nate:
- la storia di un mio studente che ha guadagnato 230 dollari nella prima settimana di vendita di foto e video online.

Le foto di paesaggi… vendicchiano.
Con le decine di contenuti gratuiti che ho prodotto non mi rivolgo solo a quelli che hanno iniziato a fotografare ieri.
Sono sicuro che tante vecchie volpi della fotografia, fidandosi solo del loro intuito, dopo essere capitati su questo sito hanno per un attimo pensato di diventare ricchi. Una delle prime cose che vengono loro in mente sarà quella di incamminarsi con la reflex al collo per un sentiero di montagna per aspettando la luce giusta e fare tante foto di paesaggi. Combinando il tutto alla loro ottima tecnica, secondo le loro congetture guadagneranno un sacco di soldi. Tutto sbagliato.
Purtroppo, lo dico con la morte nel cuore perché vorrei io per primo passare le mie giornate circondato dal silenzio e dall’aria salubre, questo è quasi impossibile, per lo meno nella misura in cui i ricavi vadano oltre le spese di:
- spostamento
- ammortamento delle attrezzature
e, non ne parliamo, di:
- remunerazione del lavoro svolto.
Alcuni lettori con i quali ho costantemente uno scambio di opinioni molto produttivo, provengono già dall’hobby del microstock e so che non sono d’accordo con me sull’argomento. Non dubito che stiano dicendo la verità, per quanto la categoria dei fotografi sia seconda solo a quella dei pescatori sportivi in quanto a millantare cose, ma il punto è che io, per fare del bene a chi scopre grazie a me il mondo delle immagini e dei filmati stock, devo recitare la parte del (scusate la pessima citazione) Briatore in “The Apprentice”.
Se quindi mettiamo i soldi sul tavolo e facciamo il calcolo costi/benefici tanto caro alla mia Professoressa di ragioneria delle superiori, arriviamo dalle parti del musicista talentuoso che finisce a suonare all’ingresso della metropolitana per tutto il giorno portando a casa dieci euro di monetine e credendo pure di essersi guadagnato da vivere dignitosamente.
I video di paesaggi… vendicchiano.
Come sapete se mi leggete, le foto di paesaggi e in generale le foto nel microstock, le ho abbandonate anni fa per darmi al video, con il quale si guadagna molto di più e che, sempre nel mondo del microstock, è quanto più facile da creare esista per una persona abituata a fotografare.
Appena comprata la mia prima reflex in grado di registrare filmati in Full HD, la Canon 550d nel 2010, passai un’oretta poco lontano da casa a riprendere fiori sull’alveo di un fiume. In compagnia c’era una lente macro, giusto per capire le prestazioni dell’apparecchio e dell’obiettivo. Video non tecnicamente ineccepibili, anche perché la perfezione non era quello che cercavo, ma più che sufficienti per essere accettati dalle Agenzie e vendere (poco).
Parlo di una cinquantina di euro frutto di:
- un’ora di riprese
- un’ora di montaggio
- un’ora di keywording.
Si tratta di una cifra che può anche dare a qualcuno dell’euforia, sia esso:
- un ragazzino che vive ancora in casa con i genitori
- un fotografo con un negozio che, per colpa del digitale, nel tempo ha visto il suo luogo di lavoro diventare un deserto senza pioggia all’orizzonte.
Se si vivono quelle tre ore perse alla stregua di una passeggiata che si fa in mezzo alla natura o di un giro in bicicletta la domenica mattina, la felicità può starci ma, se si parla di professione, allora quei 50 euro su cui si devono pagare spese e tasse non bastano.

Testare i soggetti con le agenzie che li vendono
Testando nel motore di ricerca di Pond5 le parole:
- Sea
- Mountain
vengono fuori una quantità industriale di video:


Tutte riprese facilmente riproducibili che hanno guadagnato singolarmente migliaia di dollari. Ma è sempre la storiella del bambino che gioca a pallone al campetto e che un giorno arriva in serie A. E in questo caso c’ anche l’incognita dell’algoritmo di indicizzazione delle Agenzie che ha dei parametri non pubblici e che, nel successo di una clip rispetto ad un’altra, è molto più importante della qualità tecnica con cui la stessa clip è stata girata.
Vale la pena allora riprendere i paesaggi?
In Italia abbiamo probabilmente le migliori montagne e i migliori mari del mondo. Dal punto di vista estetico quindi il difetto di guadagni non è una questione di assenza di materia prima, ma di scarsa prestazione dell’intera categoria di soggetto. Avendo ripreso:
- la spiaggia di Stintino (foto in apertura)
- le Dolomiti (foto qui sopra)
parlo con assoluta cognizione di causa. Poi qualcuno può trovare nel microstock una ragione per organizzare un viaggio in Tailandia o sulle Montagne rocciose, ma credetemi, se la fotografia e il video sono un piacere, fate pure 15 mila chilometri alla ricerca dell’acqua più cristallina e della pietra rossa, ma accettate il consiglio di limitarvi in quei casi a riprendere con dei ritmi da hobbisti che si godono la vacanza, senza ammazzarvi del lavoro che servirebbe se foste lì per guadagnare.
In conclusione, sottolineo che non sto dicendo che la ventina di dollari di royalties derivanti dalla vendita di qualche foto di paesaggi su Shutterstock o di un video su Pond5 non possono arrivare da una seduta di riprese nella natura. So perfettamente che è possibile che qualche vendita arrivi e che tanti nonostante tutto si possano esaltare di fronte ad un introito del genere. Ma in questo sito, chi mi legge lo sa, si incita a muoversi verso un altro tipo di professionalità.
Le altre mie pagine che potrebbero interessare:
- Per i principianti: spiego come vendere foto e video qui.
- Il mio corso: vendere foto e video online.
- Il mio podcast
Daniele Carrer
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