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Final Cut X, nonostante il nome, è l’ottava versione di Final Cut, ovvero la successiva a quella che ho usato in quest’altro tutorial (guardalo).
Esistono tanti software di montaggio. Apple è sempre stata in prima linea nel creare prodotti che soddisfassero le esigenze dei professionisti dell’editing. Almeno fino al 2011, quando Final Cut 7 ha lasciato il posto a Final Cut X. Quest’ultimo è l’ideale per i principianti e, in un certo senso, soddisfa il desiderio dell’uomo medio di avere un software semplice ma, avendo anche meno opzioni e un’interfaccia innovativa rispetto ai programmi di montaggio professinale, per chi deve lavorare seriamente con il video forse non è la scelta migliore.
I fan della prima ora di Apple sostengono che dopo l’Iphone e, ancor di più, dopo Steve Jobs, a Cupertino si siano preoccupati solo di far soldi nell’immediato, perdendo lo spirito innovativo originario di Apple e puntando quindi sui prodotti più commerciali, a partire proprio dall’Iphone.
Da qualche anno a questa parte le linee di computer desktop Apple non sono professionali come quelli che, guarda caso, hanno messo sul mercato fino ai primi anni ’10. Nello stesso periodo si è passati da Final Cut 7 a Final Cut X. Forse non è un caso.
Spero che in questo sito traspaia un certo equilibrio da parte mia nell’approccio alla tecnologia, perché non sono né il tipo di persona che di principio cambia la reflex quando esce il modello nuovo, né quello che si adagia sulle sue comodità e, con la scusa che una volta i prodotti erano migliori, evita ogni tipo di cambiamento, quindi, il motivo per cui io utilizzo ancora la versione precedente di Final Cut, è che non c’era nessun motivo diverso da quello commerciale per aggiornare il programma in quel modo.
Se volete un’alternativa a Final Cut X, la scelta potrebbe cadere su Adobe Premiere che ha una timeline impostata più o meno come quella di Final Cut 7, è più stabile e gira sia su Windows che su Macintosh (guarda il mio tutorial).
Per un principiante, e solo per lui, comunque Final Cut X è più semplice di Final Cut 7, e soprattutto è l’unico dei due che Apple vende ancora. Quindi:
Una volta finita di scaricare, andate nella:
e se avete i requisiti di sistema giusti, tendenzialmente l’ultima o penultima versione del sistema operativo, si installa tutto senza problemi.
Una volta fatto, lanciate il programma da dentro applicazioni, dove lo trovate come Final Cut Pro trial, se non l’avete acquistato.
In questa lezione mi soffermerò essenzialmente sui comandi del programma, visto che nelle precedenti ho già spiegato come cogliere l’attimo per selezionare la parte di girato migliore per creare stock footage che vende.
Stavolta lavoro su degli spezzoni, uno in particolare visto che sugli altri è sempre la stessa storia, delle riprese di qualche anno fa di Verona che vi ho già mostrato. La prima cosa che vi consiglio di fare è salvare il progetto, che potete chiamare, seguendo le istruzioni che vi ho dato:
Il file viene salvato, e qui arriva già la prima novità che io non amo per niente.
Non potete scegliere la posizione di salvataggio, perché questa è fissa all’interno di una cartella che si chiama:
e ha a sua volta al suo interno una cartella di:
In una di queste ci sono i file di progetto, che a programma aperto potete facilmente richiamare.
La seconda novità per quanto riguarda i salvataggi, è che non serve salvare. Fa un po’ strano ma è proprio così. Tutte le App MAC nate dopo Mac os 10.7 salvano in automatico. Quindi, anche se va via la luce all’improvviso e, pessima cosa, non avete un UPS, quando riaccendente Final Cut il progetto riparte esattamente da dove si è interrotto.
Detto questo, le impostazioni del progetto che vi trovate quando accendete il programma la prima volta

vanno cambiate selezionando:
Cliccate:
Dopo di che fate:
E andate a scegliere la posizione dove si trova il vostro girato, cliccando poi:
In questo modo trovate le vostre clip grezze, insieme al progetto, nella finestra in alto a sinistra.

Più o meno come abbiamo fatto con la versione 7:

Per navigare nella timeline avete delle scorciatoie da tastiera che vi consiglio di usare in alternativa al mouse.
Se volete allargare la visione schiacciate:
se volete avvicinarvi invece:
Poi per muovervi potete usare le frecce:
Comprese le opzioni di navigazione è tutto facile: andate all’inizio della timeline schiacciando questo tasto

e riproducete il filmato con la barra spaziatrice.
Se non ci sono anomalie:
che sono quelli in cui l’inquadratura si stabilizza perché il videomaker ha appena schiacciato il tasto REC. Quindi, quando smettono le vibrazioni schiacciate di nuovo la barra spaziatrice per interrompere la riproduzione e premete il tasto:
Continuate la riproduzione e, trascorsi almeno 5 secondi o possibilmente 10, come tra l’altro non succede adesso, schiacciate la barra un’altra volta e premete
creando una selezione

in questo caso, di:
che può starci visto che i soggetti sono molto statici. Magari fate una seconda riproduzione per vedere se è tutto apposto posizionandovi, questa volta con il mouse, appena prima del punto IN e, se è tutto ok, schiacciate:
che è il comando grazie al quale esportate la porzione di timeline tra l’in e l’out.
Avendo impostato inizialmente il progetto con i settaggi giusti non dovete toccare niente nella finestra che appare.

Al massimo, come detto in precedenza, dovete togliere l’audio. In questo caso si sente il rumore di una fontana che, non essendo inquadrata, potrebbe dare qualche problema a seconda del revisore che trovate, quindi decidete voi.
Dopo aver schiacciato:
nominate il file, che secondo quello che vi ho insegnato si deve chiamare:
visto che essendo una statua e un palazzo antico non sono gravati da copyright, e lo salvate nella posizione che sapete.
Il bello di Final Cut X, rispetto alla versione 7, è che mentre crea il file vi permette di lavorare sulla timeline, come faceva, se ricordate, After Effects quando calcolava la stabilizzazione dell’hyperlapse in una delle precedenti lezioni.
Da questo punto in poi dovete solo ripetere la stessa operazione con le altre clip.
Una cosa: quando uscite dal programma, fate attenzione che non dovete salvare, perché come detto in precedenza Final Cut X lo fa in automatico.
Sottolineo che anche in questa lezione non ho parlato di color correction perché, salvo catastrofi da parte vostra in fase di ripresa, non va fatta.
Questo è un corso che insegna come vendere foto e video online. Considerate però che:
che nelle loro prime versioni erano software per ragazzini smanettoni, oggi sono utilizzati anche per il montaggio di alcuni film che hanno vinto l’Oscar.
Impararli bene, e non a livello di sopravvivenza come è sufficiente fare per lo stock footage, potrebbe aprirvi degli sbocchi professionali interessanti.