I droni sono uno dei temi caldi del microstock, ovvero del mercato della vendita online di foto e video su agenzie come:

Tra gli ascoltatori del podcast c’è un grande esperto in materia e per proprio grazie alla sua competenza ho deciso di chiedergli aiuto intervistandolo. Per motivi personali preferisce rimanere anonimo.

Le classi e le categorie dei droni

In base alle Legge italiana, senza il patentino, quali sono i limiti di utilizzo dei droni?

Per rispondere a questa domanda devo innanzitutto segnalarti che le classi vengono divise in base al MOD (Massa operativa al Decollo) che, detto in modo molto semplice, è il peso totale dell’APR (ndr: aeromobile a pilotaggio remoto) comprensivo di ogni tipo di accessorio al momento del suo utilizzo (gimbal, camera, terminatore, ecc..).

Le 3 classi sono:

Le Categorie vengono divise in base alla tipologia di meccanica del volo:

Questa classificazione è stata stilata dall’ENAC, l’ente nazionale aviazione civile Italiana, ma è simile alle classificazioni di molti altri Paesi nel mondo.

Anche i droni giocattolo hanno le loro regole

Qualsiasi tipo di drone al di sopra dei 300 grammi di peso (pesano meno di così solo i droni giocattolo) può essere utilizzato solo se in possesso della licenza rilasciata dall’Enac e stampata su un apposito attestato valido per 5 anni dalla data di conseguimento. Tale attestato è riconosciuto solo nel territorio Italiano, perchè ogni Paese ha un suo ente specifico.

Quindi, se posseggo un drone giocattolo e lo utilizzo nei limiti della proprietà della mia abitazione (per intenderci: in casa mia se abito in condominio o nel cortile se abito in una casa dove risiedo solo io) e riesco a controllarlo senza farlo usicire da questo perimetro, nessuno può obbiettare nulla.

Purtroppo però i droni giocattolo non sono dotati di GPS e quindi non sono facili da controllare, soprattutto da persone che non ne hanno mai fatto volare uno. Questi droni sono spesso simmetrici (la prua e la poppa sono identiche), quindi quando si vola e si utilizza il joystick può anche capitare che anziché andare avanti si vada indietro, perchè il drone si è girato.

Da 300 grammi in su ci vuole il patentino?

Per tutti gli altri tipi di droni, come per esempio il mio, il:

che pesa 800 grammi (batteria, telecamera e gimball compresi), in Italia si può volare solo se si è in possesso della licenza di pilota di droni, rilasciata da una scuola riconosciuta dall’Enac.

NDR: su segnalazione di Marco Cerulli, faccio un’errata corrige sull’argomento. Non è vero che serve sempre il patentino per far volare un drone di peso superiore a 300 grammi. Serve solo se il drone lo si usa professionalmente. Rimangono invece tutti i limiti legati al sorvolo di aree interdette.

Per informazioni più dettagliate vi consiglio di consultare il regolamento pubblicato da ENAC o questa pagina, che fa una sintesi molto chiara sull’argomento.

Anche se si è in possesso di tale licenza conseguita regolarmente dopo un esame teorico e pratico (esame di controllo del drone in volo), purtroppo non si può volare dappertutto, anzi non lo si può fare quasi da nessuna parte. Per capire i luoghi in cui invece è consentito farlo, c’è un’app che si chiama AIRMAP e che è disponibile per:

Con questa si possono visualizzare le aree di volo interdette ai droni, percià va sempre consultata prima di iniziare un volo.

Alcune delle aree interdette lo sono in modo permanente. Altre lo sono solo temporaneamente per effetto di disposizioni emesse dall’Enac in occasioni di eventi particolari.

E’ obbligatorio registrare il drone?

Il drone deve essere registrato con il suo numero seriale sul sito dell’Enac con indicazione:

pena il sequestro qualora questo venga intercettato dalle forze dell’ordine.

La Legge, indipendentemente dall’assolvimento di tutti questi obblighi, stabilisce che chiunque cagiona un danno è tenuto a riscarcirlo. Se provoca lesioni gravi o gravissime a persone può subire anche:

Le regole di esercizio

Le regole di base a cui devono sottostare tutti i droni sono:

  1. L’attività deve essere effettuata di giorno, mantenendo il contatto visivo con l’aeromodello, senza ausilio di dispositivi ottici e/o elettronici.
  2. Il volo deve svolgersi fino ad un’altezza massima di 70 metri, entro un raggio massimo di 200 metri e non può essere effettuato in aree popolate.
  3. Il volo deve svolgersi lontano da edifici, infrastrutture e installazioni. Più lontano di 5 km da un aeroporto, fuori dalla zona ATZ (zone di traffico di aeroporto) e fuori dalla CTR (zona di controllo). Lontano da zone regolamentate e proibite.

Esistono due tipi di brevetto:

Drone Dji con telecamera per riprese

Le operazioni specializzate

Le operazioni specializzate, a cui fa riferimento il legislatore, vengono così descritte nel Regolamento (art 5 Reg ENAC):

Attività che prevedono l’effettuazione con un SAPR di un servizio, a titolo oneroso o meno, quali ad esempio:

Alla luce di tutto questo, per guidare un drone è indispensabile conseguire il brevetto (almeno quello basico), per 2 motivi:

Il pilotaggio manuale

Anche utilizzando i moderni droni dotati di Gps, può capitare che ci siano dei malfunzionamenti durante il volo. Questi possono essere dovuti, per esempio, ad interferenze elettromagnetiche che fanno perdere il controllo automatico e impongono il pilotaggio manuale, che è molto più complesso di quanto si possa immaginare.

In quella modalità infatti possono sopraggiungere problemi di vento, di visuale (spesso si è concentrati sul monitor per vedere cosa si sta riprendendo e si perde di vista il drone) e di involontario superamento dei limiti di ricezione del segnale del controller.

Per questo penso sia essenziale avere buon senso e volare cercando il giusto compromesso tra:

Anche perché, in caso di verifica da parte delle autorità dei requisiti necessari per volare, se non si sono provocati danni a cose o persone, nel determinare eventuali sanzioni e sequestri ha sicuramente un peso importante possedere un’abilitazione certificata.

Il buon senso è la prima cosa che serve

Io e mia moglie abbiamo conseguito il brevetto basico e ce lo portiamo sempre nello smartphone. Evitiamo rigorosamente di sorvolare zone:

Ci è capitato di volare in zone urbane:

ma senza mai incontreare problemi di sorta.

E’ chiaro che se esiste un regolamento in loco e questo prevede la preventiva autorizzazione al volo dei droni, se non la richiedo non posso poi arrabbiarmi se qualcuno della sorveglianza mi chiede di far atterrare l’apparecchio, per proseguire l’attività solo dopo aver ottenuto l’autorizzazione a riprendere.

Se guardi Airmap, soprattutto nei cieli d’Europa e d’America, prendi paura: non si vola quasi da nessuna parte, compresi i parchi nazionali!

Ci vuole quindi:

Solo dopo tante ore di volo si acquisisce la necessaria pratica per operare in velocità, con precisione e buoni risultati di ripresa. Il drone deve diventare un estensione del tuo braccio.

La stazione Termini di Roma fotografata da un drone

Il corso per ottenere il patentino

Tu hai conseguito regolarmente il patentino per guidare i droni, in cosa consiste il corso?

Consiste in 32 ore di teoria. Le materie sono:

E 30 missioni di volo con i droni della scuola (senza gps) per un durata totale di 5 ore.

L’esame teorico è relativamente facile. Quello di volo molto meno, perchè devi volare spesso in condizioni di vento estreme, ed effettuare specifiche manovre (tra le più difficili c’è quella di eseguire un 8 in cielo senza perdere la posizione).

Il costo medio dei corsi base è:

Il corso “operazioni specializzate”, che si può fare solo dopo aver superato quello base, costa altri 1.000 euro.

Io e mia moglie abbiamo conseguito il brevetto a Ozzano Emilia in provincia di Bologna, presso l’omonima aviosuperficie. L’organizzatore era Professional Aviation.

Per altre città italiane trovi i corsi facendo una ricerca con Google, ma da quello che ho potuto vedere sono pochi e sono concentrati nel nord.

E all’estero?

Tu oramai vivi all’estero, ti risulta che ci siano negli altri Paesi restrizioni per la guida dei droni analoghe a quelle che ci sono in Italia?

Anche per l’estero vale il discorso di consultare AIRMAP prima di volare . Comunque con il brevetto di pilota Enac non si può volare fuori dall’Italia. Si deve conseguire uno specifico brevetto per il Paese in cui ci si trova.

Nel nostro caso, ti posso però dire che abbiamo volato con il brevetto Enac con il nostro drone con il GPS anche all’estero e spesso, per quanto riguarda le Autorità, prevale un minimo di elasticità e di curiosità per un apparecchio che non è ancora così diffuso (parlo dell’America Latina dove viviamo).

Le vendite di microstock creato con il drone

Per quanto riguarda il microstock, rende ancora creare contenuti con i droni o oramai, visto quanto si sono diffusi ultimamente, viene a mancare l’effetto differenziazione e le vendite non sono più quelle di una volta?

Nel nostro caso è ancora prematuro fare statistiche sullo stock footage perchè ho ancora poche clip online e tutte relative all’America Latina.

Per quanto riguarda invece le stock images fatte con il drone abbiamo avuto già un buon riscontro, perchè danno una visuale inedita dello stesso soggetto. Non so darti numeri. Credo comunque che tutto dipenda dalla quantità e qualità dei contenuti che si realizzano.

Io per esempio investo parecchio tempo nella post-produzione, elaborando i file con i software Adobe:

girando in Full Hd i video e fotografando in RAW, come con la reflex.

DJI è il top

Sai darci un consiglio sui modelli di drone da comprare per chi volesse avvicinarsi al settore?

Leggendo sia riviste che libri specializzati sui droni, e consultando siti internet dedicati a questo mondo, posso dirti che il parere più diffuso nel settore è che la casa costruttrice migliore sul mercato dei droni per creare foto e video è Dji.

Personalmente la trovo ottima anche:

Consiglio a tutti di volare sempre con almeno il triplo delle eliche normalmente in dotazione, soprattutto nei primi mesi di utilizzo, perchè sono i pezzi più soggetti ad usura nel caso di cattivi atterraggi.

Il Mavic Pro

Il mio Mavic Pro Dji è dotato di:

Il Mavic Pro Dji pesa con le tre batterie 1 kg (come una bottiglia d’acqua da un litro) e costa intorno ai 1.000 euro, qualcosina di meno su Amazon. Credo che rappresenti il miglior rapporto qualità prezzo nella sua categoria.

Al di sotto di questa soglia di prezzo trovi dei droni ultraleggeri che sinceramente non conosco e di cui non mi fiderei, soprattutto per il problema del vento, perché hanno una resistenza troppo debole. Considera che spesso anche se non c’è vento a terra, a solo a 50 metri d’altezza c’è, ed è anche molto forte.

I droni di fascia alta

Al di sopra dei 2000 euro si trovano droni che possono sollevare macchine fotografiche reflex telecomandate a distanza. La stessa Dji produce modelli professionali in grado di far volare anche una:

Sinceramente, conoscendo i rischi del volo con il drone, non metterei mai la mia reflex su un dispositivo del genere, anche perchè occorrerebbero due distinti operatori per gestire bene la cosa (uno che si occupa del volo a vista, gestendo il controller, e uno che segue solo le inquadrature e gestisce le riprese e gli scatti), visto che anche in volo si hanno gli stessi problemi di esposizione che si hanno a terra, e la luce cambia continuamente a seconda dell’assetto. Una vera faticata!

Quindi non è una questione di raggio di azione, ma di differenti esigenze relative alle apparecchiature di ripresa. A questo proposito la telecamerina in dotazione al Mavic Pro che uso, restituisce prestazioni video e fotografiche identiche alla Go Pro Hero 6.

Per la cronaca il costo del drone lo abbiamo già recuperato realizzando servizi video a Panama per privati che volevano filmare dall’alto proprietà immobiliari in vendita.

I droni e Pond5

Pond5 ha contattato la persona che ho intervistato (che vuole rimanere anonima) con una mail che è stata inviata a tutti i contributor che, come lui, inviano regolarmente contenuti realizzati con il drone.

Gli è stato chiesto di compilare un form dove ha certificato di essere in possesso di regolare licenza di volo conseguita con esame e rilascio del patentino.

Nella richiesta, Pond5 parlava di una prossima iniziativa commerciale rivolta ai dronisti seri.

Per conoscenza questo è un estratto della mail che gli è arrivata:

Pond5 has teamed up with DJI to create a special collection of premium aerial footage shot by licensed drone operators, and we’d love for you to apply to participate!

If you’re a licensed operator with FAA Part 107 certification, please upload your scanned license and submit your portfolio for review by our Content Team using this submission form.

If you’re a drone operator licensed in a country or jurisdiction outside the United States, we also encourage you to send us your credentials. While the initial phase of this initiative is focused on US-based operators with FAA certification, we will soon be including content from internationally certified pilots, as well.

We also recommend that all licensed drone operators add details of their certifications to their Pond5 Artist Pages. Since an increasing number of buyers are requesting that the aerial content they license from Pond5 is shot by licensed pilots, we will be launching a “licensed flyer” filter for content searches in the near future.

La storia prosegue…

Successivamente a questo messaggio la storia del nostro amico ha avuto degli sviluppi.

Questa è la sua mail che me li spiega, e io non posso far altro che ringraziarlo per la disponibilità che mi ha dato a diffonderla ed aiutare chiunque si trovi nella sua stessa situazione:

Questa mia riflessione è nata in occasione della concomitanza di due distinti eventi:

  1. la mail di Pond5 che mi richiedeva di inviare la licenza di pilota per i video realizzati con i droni;
  2. la perdita definitiva del mio drone in un canyon in Ecuador a causa di una manovra errata.

Avendo subito una perdita economica rilevante, prima di decidere se riacquistare o meno un altro drone per continuare ad effettuare riprese video e fotografie in alta risoluzione, ho deciso di effettuare ricerche più approfondite, sulle modalità di autorizzazione al volo nei vari Paesi (sia americani che europei) e valutare se ne valesse la pena o meno.

Nella mail ricevuta da Pond5 mi si richiedeva di inviare (se in mio possesso) la licenza americana FAA ,senza fornire ulteriori informazioni, accennando ad un’ipotetica nuova sezione del sito dove avrebbero caricato solo i video realizzati da droni condotti da piloti che hanno conseguito il brevetto americano.

Pond5 accetta footage girato coi droni senza FAA?

Dopo la perdita del drone ho pertanto scritto la seguente mail a Pond5 per chiedere chiarimenti:

Hello, I’ve been your contributor for a long time and I’ve uploaded photos and footage made with my DJI mavic pro drone. T

he videos made with the drone currently online are about 70.

I am in possession of a regular flight license as a remote pilot certificate that I have already sent to you, issued by ENAC which is the Italian authority corresponding to your FAA.

I read your article about the new stock drone footage policy. As I don’t have the FAA, does it mean that my footage will still be on sale or will it be deleted. Can I continue to upload drone footage?

I look forward to your kind reply.

Questa è stata la risposta di Pond5:

While our initial focus for the collection will be footages shot under the FAA Part 107 license in the United States, our team taking care of the DJI Partnership has opened up to possibly include other countries, especially since we have had several pilots express their interest & excitement about this!

We will consider footage captured with the appropriate license, for the specific international location in which it was shot. So we welcome you to apply with us, here:

https://www.pond5.com/dji

Please be sure to include your comments below when applying for our DJI Premium Aerial Collection. Our Content Team will follow up with your application.

Volevo commentare quanto scritto leggendo anche tra le righe:

  • Nessuna risposta su che fine che faranno i 70 video realizzati con il mio drone e già online (di cui uno già venduto).

Se si pensa alle spese sostenute e alle ore impiegate per elaborare il materiale, taggarlo e inviarlo si può immaginare la delusione di questa scelta strategica di Pond5.

Pond5 privilegia il footage girato con droni DJI

  • Nella prima frase della risposta si evince che verranno inizialmente privilegiati i piloti degli Stati Uniti.
  • Si rimanda alla discrezionalità di una sola casa costruttrice di droni (DJI) che è diventata partner esclusivo di Pond5.

Questo fa pensare che, se saranno loro a vagliare i video che possono andare online, anche in base al rispetto delle normative di volo del Paese e del luogo specifico in cui sono state realizzate, potranno agevolare i video realizzati con i loro droni e accampare qualsiasi scusa per rifiutare i video realizzati dai droni dei loro concorrenti.

L’azienda DJI implementa, infatti, nel programma di controllo remoto dei propri droni un’applicazione costantemente aggiornata che segnala che stai volando in un’area in cui esiste divieto di sorvolo rilevando le coordinate satellitari dell’apparecchio.

E’ palese l’intenzione di Pond5 di pubblicare solo video realizzati nel rispetto delle normative applicando la stessa regola che verrebbe applicata ad una foto che richiede la liberatoria per motivi di copyright o privacy.

La normativa USA sui droni

  • Negli USA tutti i droni di peso superiore ai 250 grammi (massa totale al decollo compresi i paraeliche) si possono utilizzare solo se in possesso della licenza FAA.

Ho fatto molte ricerche su internet per vedere se esisteva sul mercato un drone dotato di telecamera in alta definizione che riprenda con un numero di fotogrammi per secondo (fps) che possa andar bene per le specifiche richieste dai microstock e posso affermare con assoluta certezza che oggi non esiste.

Il Drone Wings Land s6

L’unico drone, il Wings Land S6, che si avvicina a queste caratteristiche pesa 250 grammi senza paraeliche. Quindi, dato che questi sono obbligatori, rientra nei droni pilotabili solo con licenza riconosciuta dal Paese in cui si vola e ha un’autonomia di volo pari a 5 minuti (mentre i droni, come quello che utilizzavo io che pesava 1 kg, hanno in genere un’autonomia di volo di circa 25 minuti). Le recensioni di chi sta già utilizzando il Wings Land S6 sono pessime per quanto riguarda le batterie, che se non conservate al caldo durano ancora meno di 5 minuti.

La normativa europea sui droni

In Europa la normativa è identica, ma la distinzione parte da 300 grammi anziché 250.

I costi operativi per usare i droni, considerando:

  1. i rischi di sequestro anche se si è in possesso di regolare licenza;
  2. i divieti di sorvolo che esistono in tutti i luoghi di particolare interesse (compresi i parchi naturali);
  3. i rischi di avarie o errate manovre;
  4. la vita massima misurata in ore di volo, che i produttori garantiscono essere 200

fanno desistere anche il più sfegatato appassionato di droni dall’usarli rispettando le regole.

  • Se sta iniziando a seguire questa strada Pond5, tutto fa pensare che seguiranno a ruota anche gli altri, in primis Shutterstock che storicamente è sempre stato il più severo nelle selezioni dei file da pubblicare.

In più in Europa si sta inasprendo la Legge sulla privacy legata all’utilizzo di droni in aree private.

  • Chi pensa di poter volare in regola con la licenza ENAC italiana in altri Paesi si trova in realtà a volare in contrasto con le normative locali e ancora una volta rischia il sequestro.

Divieto di sorvolo a Macchu Picchu

Ora mi trovo in Perù dove è in vigore il divieto di utilizzo di droni se non:

  • in possesso di licenza peruviana;
  • con un permesso speciale dell’ente del turismo che viene rilasciato con estrema difficoltà e a costi molto elevati.

Quindi niente droni a Macchu Picchu, dove ho letto che qualcuno ha avuto problemi anche con reflex professionali dotate di teleobiettivo. Il sito è costantemente presidiato da personale del luogo.

Sino a quando non uscirà sul mercato un drone dotato di camera professionale con peso inferiore ai 250 grammi (paraeliche compresi) e con batterie con autonomia sufficiente per volare almeno 20 minuti e ad un costo non superiore ai 500 euro (considerando la possibilità di perderlo) non credo che il gioco valga la candela.

Domande di Daniele Carrer. L’autore della storia vuole rimanere anonimo.

Dopo la pubblicazione di questo post, molti lettori appassionati di droni mi hanno segnalato delle informazioni importanti a completamento di quello che è stato scritto. Le riporto qui sotto, insieme i link a delle pagine di altri siti che spiegano tutto nel dettaglio.

I droni e le spiagge

Dal primo giugno al 30 settembre c’è divieto assoluto di sorvolo delle spiagge affollate per:

Per quanto riguarda quest’ultimi la normativa è meno stringente perché, se nella spiaggia non ci sono  persone, il divieto di sorvolo cade.

Daniele Carrer durante un tutorial su come vendere le proprie foto

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