Creare video è la mia passione. A 18 anni volevo fare il videomaker. Il mio sito personale racconta la mia storia di autore di cortometraggi. Essendo questa appartenente al periodo da metà degli anni 90 a metà del decennio successivo, ovvero dal passaggio al montaggio digitale all’avvento di Youtube, c’è più di un motivo storico per considerare le mie opere, aldilà del loro valore artistico, come rappresentative di un’epoca di passaggio, e come tali di assoluto valore.

Il videomaker Daniele Carrer nel 1998 mentre esercita la sua passione di creare video con una telecamera VHS-c a Conegliano

Dal punto di vista business, per questo motivo, la mia antica carriera di regista di cortometraggi, in mano ad un moderno Andy Wahrol potrebbe farmi fare un sacco di soldi, ma non è questo il mio progetto ora.

Infatti, più o meno nel 2006 ho iniziato a creare video da vendere online, principalmente usando come soggetto le grandi Capitali Europee. Con questo sistema ho già:

Niente male rispetto a quando proiettavo i miei lavori in una sala con 10 persone, giusto?

Creare video delle grandi città (e guadagnare)

Giusto per dare un elemento in più per capire di cosa sto parlando, qui di seguito pubblico due screenshot relativi ad un time lapse che ho girato in un quarto d’ora a Parigi nel 2011:

Guadagni su Shutterstock di un time lapse girato a Parigi e che dimostra come si possa guadagnare con la passione di creare video

Guadagni su Pond5 di un time lapse girato da un videomaker a Parigi

Il primo l’ho preso da Shutterstock e l’importo indicato è quello che ho incassato fin’ora, ovvero 1.197,10 dollari. Il secondo proviene da Pond5, e l’importo indicato va diviso per due per capire il mio incasso, ovvero 423 dollari. Significa che solo con quel video di 6/7 secondi ho portato a casa, solo su quelle 2 agenzie, 1620,10 dollari.

A proposito, se non sapete cos’è un time lapse, lo spiego in questo video:


Se poi volete vedere altri 4 video che vi insegnano a guadagnare vendendo foto e video online collegatevi a questa pagina.

Riprendendo il dicorso, sopra ho detto fin’ora perché vendere video online è una rendita passiva, ovvero:

Bene. Se quello che ho detto fin’ora vi interessa, vi conviene proseguire. Se non fosse così, è invece meglio che cambiate sito, perché il resto della pagina sono solo noiosi insegnamenti per videomaker che vogliono fare soldi come li ho fatto io.

Pianificare un viaggio

Improvvisare delle riprese durante un viaggio è la massima realizzazione per un videomaker che vuole creare video. Perdersi per la città senza:

è quanto di più gratificante e rilassante esista, ma nel mondo del microstock questo era fattibile fino, più o meno, al 2012. Da quando in molti hanno scoperto che si può guadagnare, anche bene se lo si fa nel modo giusto, con immagini e filmati stock, sono piovuti talmente tanti contenuti nei siti delle agenzie che oggi è possibile ripagarsi:

solo con una pesante pianificazione delle giornate che si trascorrono nei luoghi che si visitano.

Creare una scaletta non prevede solo di stabilire:

per ottimizzare gli spostamenti. Da un po’ di anni a questa parte, se si vogliono fare le cose come si deve, bisogna lavorare con il sole perpendicolare alla facciata di quello che si inquadra. Questo significa essere chirurgici nella pianificazione, visto che vincolando le ripresa a determinate finestre orarie bisogna incrociare troppe variabili per cavarsela in una mattinata di calcoli.

Altrimenti, se volete lavorare con la calma del turista appassionato di fotografia o del videomaker che ama creare video da pubblicare su Facebook per prendere i “mi piace” degli amici, il tempo necessario per riprendere una Capitale Europea diventa almeno di una settimana (con il conseguente aumento dei costi) e tutta la catena di produzione si ingolfa.

Le tre fasi della produzione

Questo non è un blog di viaggi: partire ed organizzarsi nel modo che vi insegno io vi toglie gran parte del piacere di visitare posti nuovi, e sposta tutti gli stimoli positivi al periodo successivo al vostro ritorno a casa, quando elaborerete le riprese che avete fatto e, se tutto è andato bene, inizierete a vedere il contatore delle royalties che sale.

Macchina fotografica appoggiata sul tavolo con dei block notes

Ci sono tre fasi che portano alla pubblicazione di un contenuto su un’Agenzia di microstock:

  1. pre-produzione
  2. produzione
  3. post-produzione.

Vi sconvolgerà sapere che, dall’alto di quello che guadagno costantemente con il microstock, il momento che mi occupa meno tempo è proprio la ripresa. Costruire una buona scaletta è necessario quanto saper girare, e l’entrare in questa mentalità è quello che manca a chi è bravo tecnicamente ma di fronte a lavori un po’ più analitici va in crisi.

È un po’ come il poker online:

anche se gli uomini da “tavolo sul retro del bar” non lo capiranno mai (e sono rimasti in mutande per questo errore).

I tracciatori della traiettoria del sole

Nel mio corso nomino e spiego lo strumento per capire, ancor prima di partire, gli orari buoni per avere l’illuminazione corretta. Nel tempo ho ricevuto diverse proteste da chi ha sborsato i 197 euro per comprarlo, e un po’ li capisco. La critica è che non posso spargere troppe informazioni gratuite, perché altrimenti banalizzo l’impegno economico che questi hanno sostenuto per permettere al sito di esistere.

Perdonatemi quindi se evito di dirvi come faccio a riprendere sempre con la luce giusta. Nulla toglie, però, che possa provare ad approfondire uno dei casi studio di cui parlo proprio nelle lezioni a pagamento.

The Dark Side of the Moon

Cartello di Abbey Road a Londra

Abbey Road è il tipico luogo di una città famosa (Londra) che, pur non essendo meta del turismo di massa, per un rapporto favorevole tra:

è diventato tra quelli di maggiore successo nel mio ultimo viaggio oltremanica.

Le condizioni di produzione sono ottimali per creare video:

Già prevedere tre o quattro posti del genere per ogni destinazione è una scelta che, da sola, è in grado di colmare, per esempio, il gap qualitativo che c’è tra:

Questo a dimostrazione che:

possono sopperire all’assenza di attrezzature ultra professionali di cui soffrirete nei primi tempi.

In fase di pianificazione dovrete prendere decine di decisioni, e dovrete farlo con la velocità di un ragazzino davanti ad un videogioco, come in tutte le situazioni dove ci sono dei soldi in ballo nel mondo che sta venendo avanti.

Anche se vi ho parlato di sole perpendicolare al soggetto da inquadrare, non dovete fossilizzarvi su nulla se ad un certo punto scoprirete che non vi conviene più farlo. A volte, se due posti sono vicini tra di loro (Kensington Palace lo era nel mio itinerario di quel giorno) bisogna rinunciare alla perfezione della luce in uno di questi, specie se si tratta di luoghi secondari (non lo potete fare però a Berlino con la Porta di Brandeburgo e il Reichstag, che distano 5 minuti a piedi tra di loro e sono orientati in senso opposto).

Gestire gli imprevisti

Ragazze nell'attraversamento pedonale di Abbey road a Londr

Vi faccio un esempio pratico relativamente a quanto mi è successo una volta arrivato sul luogo.

Regola fondamentale:

non contate mai sulla teoria che non ci saranno imprevisti.

Quella volta, il primo era che il sole mancava, come spesso capita da quelle parti. Il secondo era che la ripresa che vedete sopra, che nel pianificare la scaletta avevo considerato come la migliore visto che ritraeva contemporaneamente:

in realtà era diversa da come pensassi, perché l’edificio era coperto da una siepe. In più, nel pianificare l’inquadratura, feci un errore di valutazione mettendo sullo stesso piano di importanza i due soggetti (strisce e studio) pur avendo questi un “peso commerciale” molto diverso.

Il palazzo dove hanno sede gli “Abbey Road Studios” infatti non ha nell’immaginario collettivo una forma conosciuta, a differenza dell’attraversamento pedonale, che è di conseguenza più redditizio.

In altre parole:

lo scopo non è creare video artistici ma fare soldi, e in quest’ottica lo stock footage migliore è probabile che sia quello che più assomiglia all’icona che vedete qui sopra.

Il motivo per cui a casa avevo ragionato nel modo sbagliato era anche che avevo calcolato che non ci fosse lo spazio per piazzare il cavalletto, visto che il centro della carreggiata non era un’opzione percorribile non avendo io nessuna voglia di essere investito, e che mancassero i figuranti.

Licenze editoriali che salvano il business

Arrivato sul posto capii però che l’attività più di moda tra i turisti sembrava proprio essere attraversare la strada fingendosi:

  1. John
  2. Paul
  3. George
  4. Ringo.

A quel punto cambiai il mio piano in un minuto, decidendo quindi di sfruttare quei modelli non pagati grazie alla possibilità che danno le licenze editoriali. Ecco come ho ottenuto una clip che, da sola, in un anno, mi ha permesso di ripagarmi il volo low cost di ritorno.

Persone che riproducono la camminata dei Beatles nell'album Abbey road

Adattatevi al mondo che cambia

Avete mai sentito parlare di resilienza?

E’ una parola che va di moda a causa del cambio dei paradigmi dell’economia e della crescente importanza commerciale di internet. Con quel termine si intende infatti la capacità di adattarsi al cambiamento. Volete un consiglio per creare video:

  1. imparate le basi della ripresa
  2. fate pratica
  3. ma poi, se volete guadagnare, non adagiatevi su queste perché, se avete la forza di cambiare a seconda dell’ambiente che vi trovate di fronte, allora siete depositari di una qualità che genera molto più reddito dello spirito artistico dei tanti mantenuti italici che vivono in appartamenti condivisi nelle periferie delle grandi città.

Sono antipatico?

Probabile, ma gli screenshot dei miei guadagni sono la dimostrazione che ho ragione.

Ad Abbey Road non ho pensato che, avendo perso giorni per creare una scaletta impostata su un’inquadratura che si è rivelata poi diversa da quella che immaginavo, dovessi difendere la mia idea fino alla fine. In quella situazione ho trovato uno scenario alternativo a quello che mi aspettavo e in funzione di questo ho iniziato a carere video adatti a vendere.

Se il microstock sarà per voi un strumento per ottenere un secondo reddito, dovete avere questa mentalità, altrimenti è meglio che non carichiate contenuti sui siti delle agenzie, perché non guadagnerete mai nulla.

Le Dolomiti

Fotografo di fronte alle Tre Cime di Lavaredo

Ora passo ad un esempio dolomitico. Sappiate però che i paesaggi vendono molto meno delle città.

Abito ad un paio d’ore d’auto da quelle che vengono universalmente riconosciute come le montagne più belle del mondo:

Essendo la ripresa in mezzo alle bellezze della natura qualcosa di parecchio piacevole per tutti, ho provato in un paio d’occasioni a a creare video lì, senza mai riuscirci fino in fondo.

Il primo tentativo

La prima volta fu nell’estate del 2009, ovvero in tempi in cui il microstock per me era pura improvvisazione. Senza informarmi di nulla, arrivai al Lago di Misurina, che è la base dalla quale sale la montagna, e cominciai in auto il percorso verso la cima. Dopo circa 500 metri di salita incontrai una specie di casello autostradale simile a quelli che si vedevano nelle Settimane Incom di tanti anni fa, scoprendo quindi che la la strada era (giustamente) percorribile solo a pagamento, per preservare l’ambiente dalle conseguenze dell’eventuale accesso motorizzato di massa. Come è ovvio, se si fanno due ore di tragitto per arrivare e, soprattutto, se si ha come scopo principale quello di essere pagati per creare video e trasformare le riprese in stock footage, si accetta il biglietto senza farsi i classici problemi all’italiana, della serie:

Il problema che mi fermò quella volta non fu quindi il prezzo, ma la strada che, dal casello in poi, era molto impegnativa per una persona che, come me, era abituata a guidare su distese pianeggianti. Riuscii comunque a prendere l’ultimo pullman della giornata, scoprendo solo all’arrivo che la famosa sezione di montagna che si vede nelle cartoline richiede almeno un altro paio d’ore d’escursione a piedi per essere raggiunta, cosa incompatibile con il mio abbigliamento, visto che ad inizio settembre me ne stavo in maniche corte ad oltre 2 mila metri d’altezza con il vento che cominciava a soffiare.

Ci riprovo

Uomo che cammina sulla neve

Il secondo tentativo ebbe risultati ancora peggiori:

Probabilmente il culmine dell’inverno più nevoso degli ultimi 20 anni. Prima gaffe: arrivo al sopra citato laghetto senza immaginare che, essendo situato a quota 1700 metri, in quella stagione è ghiacciato.

Poco importa, perché adattandomi alla situazione riesco a creare video interessanti e inaspettati (quello nella foto sopra sono io). Dopo due ore con la neve fino alle ginocchia, entro nell’unico negozio di souvenir del posto e, da uomo di pianura, chiedo di comprare un biglietto del pullman. Dall’altra parte c’è un uomo di montagna che inizialmente mi sorride come per dire:

vuoi farmi uno scherzo vero?

Poi rientra nella sua veste professionale e dice:

“i spiace, ma il servizio è sospeso

Al che io rincaro la dose:

C’è uno sciopero?

A quel punto interviene la sua collega più giovane che, abbandonato ogni tono formale, mi dice:

Scusa, non hai visto che ci sono tre metri di neve?

Scopro quindi che il massimo che mi era consentito fare in quel momento era salire con la motoslitta fino a quello che, con il caldo, diventa il parcheggio del bus shuttle.

Con la coda tra le gambe, vi insegno una cosa che, se come me abitate a meno di 50 metri sul livello del mare, non è così scontato che già sappiate, anche se magari ora vi state facendo due risate per la mia ingenuità: le strade di montagna, almeno quelle dove passa un’auto ogni ora, non le puliscono con gli spazzaneve, e tanto meno lo fanno con i sentieri per escursionisti. In altre parole: oltre la soglia di dove ero arrivato qualche estate prima, nemmeno Messner ce l’avrebbe fatta.

10 giorni all’anno per riprendere con la luce giusta

La terza salita purtroppo non è mai arrivata, e anche qui una ragione c’è. Se utilizzate quello strumento segreto di cui vi ho parlato all’inizio, potete verificare che il sole non si troverà mai perpendicolarmente alla sezione che permette di vedere i tre sassi in linea, questo dalla notte dei tempi fino alla fine del mondo. Il massimo consentito è durante il solstizio d’estate quando al tramonto la luce batte a 45 gradi. Ecco il motivo per cui non ci sono foto che ritraggono le tre cime illuminate dal sole.

Regola generale:

vincolando la ripresa ad una certa ora in un certo periodo dell’anno, e in un luogo per di più raggiungibile solo dopo ore di escursione, si riduce infinitamente la platea dei potenziali produttori.

Ecco perché la ripresa paesaggistica, in rarissimi casi, può tutt’oggi valere parecchio. Se mai riuscirò a trovarmi lì il 21 giugno dalle 20 in poi non potrò limitarmi a

Avrò bisogno, quantomeno, di uno slider motorizzato o di perfezionare la mia tecnica di hyperlapse tanto quanto basta per essere sicuro di portare a casa il girato che mi serve, visto che in condizioni così strette non ci sono seconde possibilità.

Creare video non basta per guadagnare

Vi ho citato due situazioni molto diverse, ma che possono dare una spiegazione tecnica del perché le vendite del 99% di chi comincia a crare video da vendere su Pond5 e Shutterstock rimangono al livello di mi pago al massimo una pizza al mese. Imparare la tecnica non è difficilissimo, anche se vedendo certi fenomeni che girano per strada con lo smartphone in mano si stenterebbe a crederlo.

Il digitale ha dato il mezzo a tutti, ma purtroppo la voglia di imparare non si acquista su Amazon. Questo per quanto riguarda la parte della ripresa, per quanto riguarda quella commerciale, ora, rispondete sinceramente alla domanda:

Quante delle considerazioni che ho fatto in questo post le avreste fatte anche voi?

Ok, allora avete enormi spazi di miglioramento.

New York

Skyline diurno di New York

Ora passo ad un esempio concreto di pianificazione di un viaggio in una città per creare video da vendere online. Voglio farvi capire qual è l’unica mentalità possibile che si può avere per guadagnare. Pperché un conto è girare a casaccio, tanto tutto quello che si porta a casa nei microstock è in più e un conto è spendere migliaia di euro per

senza contare la necessità di ripagare il tempo che si è impiegato per reallizare i contenuti, come lo si deve fare in qualsiasi lavoro.

Faccio però una premessa, perché chi mi legge lo sa: in questo sito consiglio solo quello che ho provato e apprezzato personalmente. Ci sono interi blog di fotografia che parlano di cose che non conoscono, a volte facendone anche delle recensioni, visto che con il meccanismo delle affiliazioni ci guadagnano. Quindi credo che la premessa più onesta per questo articolo sia:

Solo video e niente foto, mi raccomando

Non sto per fare un resoconto di viaggio pieno di consigli su cosa riprendere per creare video che vendono o come muoversi in città. Qui, partendo da dati concreti su:

voglio ragionare sulla possibilità di andare nella città più bella del mondo, giustificando economicamente le spese che sosterrete con la vendita di microstock. Parlo però volutamente solo di footage (creare video), perché sono pressoché sicuro che per quanto riguarda le fotografie, almeno pensando a New York, le cifre che si guadagnano oggi sono troppo basse per riuscire a giustifcare il viaggio.

Succedeva anni fa

Nei primi viaggi che feci per riprendere l’Italia partivo costantemente con l’amarezza di sapere che il materiale già caricato online del posto in cui mi stavo recando era sempre girato da stranieri.

Nel 2011, poco dopo l’uscita della Canon Eos 550d, registrai il mio primo stock footage di Milano. In rete c’erano solo un centinaio di clip, invece mentre scrivo ce ne sono migliaia. Il punto è che si tratta di un posto dove hanno sede la maggior parte delle televisioni italiane e delle scuole che formano i talenti del settore, quindi sapere che pressoché nessuno dei miei giovani connazionali che le frequentava aveva avuto la voglia di riprendere la città in cui viveva, trovando una fonte di reddito e la soddisfazione di vedere i suoi lavori utilizzati dai grandi broadcaster internazionali, mi faceva perdere la speranza in un Italia che sapeva affrontare la sfida della globalizzazione.

Decine di migliaia di euro guadagnati con un video di 29 secondi

New York, da questo punto di vista, è un po’ la Milano d’America, ma tranquilli che il discorso che ho appena fatto non vale, perché Pond5 conta 130 mila clip con quel tag.

risultati della keyword New York su Pond5

Compreso che si tratta di un luogo molto competitivo, la bella notizia è che è anche quello più richiesto dai compratori. Se fate il giochino di fare la stessa ricerca che ho fatto io, e di ordinare i risultati per numero di “sales”, appare un video che sono sicuro avete visto un sacco di volte:

Fotogramma di Pond5 di un video creato a New York

ovvero un marciapiede pieno di gente che cammina a rallentatore. Quando Pond5 permetteva di vedere la quantità di vendite delle clip, eravamo vicini a 1000.

Sottolineo che viene venduta a 55 dollari: fate un po’ i vostri calcoli e capite che di viaggi oltreoceano, se l’aveste fatta voi, ve ne sareste pagati parecchi.

L’euforia però finisce appena sotto, quando tra le clip simili consigliate ne vengono fuori decine di quasi identiche ma senza la stessa fortuna commerciale, effettuate evidentemente da altri videomaker che, compreso che si trattava di un contenuto molto richiesto, non hanno trovato un’idea migliore di copiare quello che già c’era, venendo seppelliti dall’algoritmo di ordinamento.

Gli algoritmi comandano nel web

Traffico e persone a Times Square, New York

I motori di ricerca delle Agenzie sono spietati, ma sono il motivo del successo di tanti video. Nel corso faccio l’esempio di stock footage che ho girato nel 2009 negli Champs-Elysée con una Canon Hdv, quindi con i limiti di un apparecchio molto inferiore ad una reflex economica di oggi. Parliamo tutt’ora di uno dei miei best seller, anche rispetto ad altri lavori simili che ho fatto in seguito nello stesso posto e con attrezzatura migliore:

Guadagni di un mio stock footage su Pond5

E’ solo una questione di algoritmo:

  1. è stato uno dei primi ad essere caricato con risoluzione HD
  2. ha venduto costantemente bene
  3. di conseguenza se cerco “Paris” me lo trovo sempre in cima.

Con New York valgono le stesse considerazioni.

Times Square è uno dei soggetti più venduti: se ci andate non potete fare a meno di riprenderla, ma tolte le tre o quattro inquadrature da cartolina, se volete guadagnare, cercate di inventarvi qualcosa che possa essere:

altrimenti finite in fondo ai risultati e non tornate più sù.

C’è comunque uno strumento che può aiutarvi in tale (all’apparenza) impossibile ricerca: lo spiega Simone Scalise in questa pagina del sito, e vedrete che scoprirete delle cose inaspettate.

Il calcolo costi benefici

Ma veniamo al lato interessante, quello economico.

Il tempo totale di lavoro, dalla prenotazione del viaggio al keywording su 3 Agenzie, è, da un mio calcolo, un mese e mezzo diviso in:

Se volete che lo stock footage non sia solo un hobby, dovete dare un valore a quelle settimane, e quel valore non può essere inferiore a 4500 euro, che corrispondono a 1500 euro netti al mese, ovvero il minimo sindacale considerato anche tutti i soldi che rischiate nell’investimento del soggiorno.

Le spese di viaggio

Se mi collego in rete scopro che ci sono diversi voli diretti dall’Italia, a partire da 400 euro (francamente pensavo costassero un po’ di più, quindi se vi interessa approfondite la cosa). Booking.com mi dice che 7 notti nell’hotel tre stelle più economico di Manhattan costano 700 euro (la singola). Se mangiate al fast food e non portate a casa souvenir, ve la dovreste cavare con 1500 euro totali: significa che, per ripagarvi il viaggio e il tempo perso, il vostro stock footage dovrebbe rendere 6000 euro.

Ce la potete fare ad arrivare a quella cifra?

Io non credo se siete dei principanti, nemmeno se:

E’ chiaro però che passare una settimana a New York con macchina fotografica e cavalletto al collo può essere una di quelle esperienze di vita che vi ricorderete per tanti anni, quindi dovete valutare voi quanto i 3500 euro che rappresentano il valore della vostra retribuzione possono essere erosi, considerato che non andate a saldare in fabbrica e ci sono milioni di turisti che pagano per visitare la città.

Che ricordi

Daniele Carrer durante una registrazione di foto stock a Covent Garden, Londra

Sopra ci sono io qualche anno fa con la macchina fotografica a Convent Garden, Londra. Era una reflex, e all’epoca ancora facevano solo foto, e l’unico modo che avevo per creare video era fare delle sequenze time lapse.

La cosa fantastica di quel viaggio era che, complici i viaggi low cost e il fatto che c’era già stato un sacco di volte in città, fu una semplice gita da mattina a sera.

A maggior ragione vi auguro con tutto il cuore che abbiate il coraggio di prenotare il volo per New York, sicuro che, aldilà delle performance delle vostre vendite, al ritorno mi ringrazierete.

Daniele Carrer

Daniele Carrer durante un tutorial su come vendere le proprie foto

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