Corbis è stata una delle ultime agenzie a pagarmi regolarmente più di 100 dollari a vendita. Oggi Shutterstock fa qualcosa del genere, ma solo nei rari casi in cui un compratore opti per acquistare una licenza estesa del mio stock footage.

Getty invece non l’ho mai sopportata, perché è stata l’unica agenzia che non ha voluto vendere i miei contenuti, e alla fine evidentemente ha pagato la sua arroganza, non tanto nei miei confronti, ma nei confronti di quelli come me che oggi producono il 99% delle stock images e dello stock footage.

Corbis e Getty si uniscono come due anziani che raschiano il fondo del barile del microstock

La mia storia

Se in carriera con il microstock ho guadagnato più di 100 mila dollari, è stato perché ho capito prima di altri fotografi e videomaker cosa stava succedendo. Nel 2008 sono passato:

Questo perché il mio datore di lavoro dell’epoca era passato alla fibra ottica e avevo finalmente la banda sufficiente per spedire contenuti in più di un’agenzia. Essere un produttore nel mondo del microstock è un continuo adattarsi allo scenario che si ha di fronte:

La fortuna di quelli come noi è che, lavorando da soli, possiamo prendere le decisioni velocemente ed avere di conseguenza un vantaggio competitivo su chi fa il nostro stesso lavoro basandosi su strutture produttive più complesse. Il microstock non è un settore per grandi, ed è per questo che nel giro di dieci anni si è passati:

Corbis e Getty si uniscono (e fanno la fine di Myspace)

Due nomi storici del settore, Getty e Corbis, nel 2016 si sono messi insieme, non per creare un gigante stile:

come, con le dovute proporzioni, sarebbe potuto accadere con un evento analogo 15 anni fa, ma per sopravvivere (o per prolungare la loro agonia).

Chi parte da zero nel web è facilitato perché non ha nel suo DNA le logiche dell’economia di un tempo oramai finito. Due Brand con quella storia hanno bruciato miliardi di dollari a suon di:

e, anche volendo replicare oggi i modelli di business delle Società di microstock, non sarebbero mai efficaci come loro a farlo. Quindi il finale è già scritto.

Adattatevi al mondo finché siete in tempo (non come Corbis e Getty)

Non lo dico con lo scherno di chi, tanti anni fa, chiese a Getty di contribuire sentendosi opporre un rifiuto. E nemmeno con il dispiacere di chi, da produttore di contenuti per Corbis, vede svanire l’ultima Agenzia che pagava ancora più di 100$ a vendita. Lo dico semplicemente con l’occhio di una persona che guarda all’evento con distacco e che ha capito che con la rivoluzione di internet nessun colosso economico è al sicuro, se non sa adattarsi.

E’ successo con la musica, succederà con tante insegne della grande distribuzione “per colpa” di Amazon, e forse anche con le case automobilistiche a causa di Tesla.

Coppia di Nerd che ha fondato le Agenzie di microstock

La storia del microstock

Questa storia si adatta bene anche a noi produttori. Prima però faccio un passo indietro, per raccontarvi un po’ di storia del settore.

Quando ho iniziato io nel 2006 c’erano delle Agenzie storiche che sembravano inattaccabili e delle start up come:

che erano appena nate. Queste ultime davano più l’idea di un gruppo di nerd che cercava di dare forma ad un sogno difficile da concretizzare, considerato che i loro concorrenti erano Società dotate di:

Napster, Blockbuster e gli altri

Il mondo però stava già cambiando. Le avvisaglie della rivoluzione c’erano state all’inizio del Millennio quando un gruppo di universitari aveva creato un software gratuito chiamato Napster, mandando in bancarotta Case Discografiche che solo due anni prima avevano fatturati da multinazionale.

Avvicinandosi poi al nostro settore, c’è un altro evento interessante datato qualche mese dopo il mio ingresso nel microstock. Siamo nel 2008 e, a quel tempo, se una persona si vuole guardare un film negli Stati Uniti ha due grandi possibilità:

  1. uscire di casa ed andare da un colosso come Blockbuster
  2. usare un piccolo servizio chiamato Netflix, che noleggia DVD spedendoli per posta o, a partire proprio da quell’anno, rende disponibili i video tramite streaming.

Il finale della storia è che Blockbuster è fallito, Netflix vale 50 miliardi di dollari in Borsa e, venendo al microstock, Getty e Corbis, alla faccia degli Amministratori delegati alla Gordon Gekko, per sopravvivere si devono unire (in realtà Microsoft che era il proprietario di Corbis ha venduto ad una Società Cinese che a sua volta ha dato in licenza il marchio a Getty al di fuori della Cina).

Resilienza contro raccomandazioni

Questa storiella di giganti e adolescenti impertinenti è per dirvi che, se siete degli appassionati di ripresa e volete fare qualcosa perché i vostri hobby diventino un lavoro, o perlomeno per avere un ritorno economico che vi permetta di praticare con più frequenza la vostra passione, potete usare i classici metodi anni 90:

Se poi pensate un po’ più in grande, potete anche:

sperando, non si sa bene in base a cosa, che voi siate più bravi di tutti quelli che hanno chiuso la stessa attività da un pezzo sotto il peso della concorrenza di quei proprietari di reflex che si autodefiniscono fotografi.

Produttore di microstock che studia il mercato

Rimane solo il microstock

Potete infine, e questo è il mio consiglio, scoprire che l’unico modo per guadagnare vendendo le vostre foto e i vostri video è il microstock. Lo era in termini stupefacenti quando ho iniziato io e lo è ancora, anche se molto meno, oggi. E’ proprio in quel prefisso “micro” che c’è la chiave del successo di quelli come me e anche di quelli come voi, se fate le scelte giuste.

Quasi tutti i creatori di contenuti per i Getty e i Corbis dei tempi d’oro hanno chiuso baracca quando le vendite hanno iniziato a calare e, anche spostandosi su Pond5 e Shutterstock, vedendo che da guadagnare 100 dollari a clip si passava a 20, hanno capito che il loro modello, fatto di grandi costi fissi, non sarebbe rimasto in piedi.

Voi avete una grande arma da sfoderare rispetto alla concorrenza: studiare. La maggior parte dei freelancer che producono microstock lo fa fidandosi dell’intuito, che in un mondo di grandi numeri non vale nulla. Ci sono un sacco di strumenti gratuiti che vi permettono di capire in che direzione va il mercato, e nel momento in cui li usate avete già un vantaggio competitivo su chi non lo fa.

Se volete iniziare oggi vi do un breve consiglio:

Passeranno mesi prima che portiate a casa i primi 20 dollari, ma avrete fatto un primo passo per cambiare in meglio la vostra vita.

Daniele Carrer

Daniele Carrer durante un tutorial su come vendere le proprie foto

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