Sai che descrivendo male le tue foto e i tuoi video stai perdendo soldi?
Hai l’hard disc pieno di stock images o stock footage che potresti mettere a reddito, ma non hai tempo e voglia di scrivere titoli e keyword?
Conosco chi può fare molto bene il lavoro che ti serve. Scopri di più
I motori di ricerca delle agenzie rappresentano lo strumento più efficace per scoprire quali sono i contenuti più acquistati.
Vi consiglio di usare:
semplicemente perché sono i due microstock in cui quel tipo di contenuti si vende meglio.
Parto con un esempio concreto. Poniamo che vogliate capire quale sia lo stock footage più richiesto contenente una certa parola chiave e ipotizziamo che questa sia:
Dovete andare su pond5.com e digitare people:

nel campo di ricerca.
L’ordinamento di default si chiama best match e viene stabilito da un algoritmo proprietario studiato per mostrare i contenuti che con più probabilità potrebbero essere acquistati dall’utente che ha fatto la ricerca.
L’algoritmo è il cervello dell’agenzia, perché le vendite che ottiene dipendono dai parametri con cui è realizzato molto più che da qualsiasi altro fattore.
Pond5, per esempio, è nata all’inizio degli anni 2000 e se anziché usare quell’algoritmo elencasse i risultati partendo dai video più venduti, potreste trovare in cima alla lista stock footage in definizione standard e formato 4/3:

ovvero qualcosa di inutilizzabile al giorno d’oggi.
Se così fosse, Pond5 avrebbe già chiuso, perché non venderebbe nulla. Così, con la visualizzazione best match, che essendo selezionata di default è usata da più del 90% dei clienti, l’agenzia:
Dovete considerare che certe keyword producono milioni di risultati. Apparire in fondo alla lista, se la posizione è stabilita solo dal numero delle vendite, significa non solo non vendere nulla inizialmente, ma anche non avere nessuna possibilità di risalire.
Quando invece volete che i risultati della ricerca vi mostrino i best seller, selezionate popular.
La notizia sconvolgente è che i contenuti che vedete in cima:

hanno incassato sicuramente ben più di 10 mila dollari, almeno su keyword molto popolari come quella di cui stiamo parlando (people e dog).
Se volete un ulteriore dato interessante, fate una prova schiacciando la lente di ingrandimento non digitando nulla nel campo di ricerca e scegliendo l’ordinamento popular.
Quelli che escono:

sono i video più venduti della storia di Pond5, alcuni dei quali, ne sono sicuro, li avreste potuti creare anche voi.
Probabilmente quando sono stati messi online non sapevate cosa fosse il microstock. La bella notizia è che posso aiutarvi a recuperare il ritardo che avete accumulato.
Tutte le agenzie lavorano con questo sistema. Naturalmente essendoci molte tipologie di cliente non sempre si riesce a mostrare i contenuti che questi vorrebbero, però gli algoritmi, incrociando i dati di vendita con quelli delle precedenti ricerche, riescono ad essere sempre più precisi.
Se invece vi interessa avere informazioni sulle foto, Shutterstock è l’agenzia che fa per voi.
Lì l’ordinamento di default segue principi molto simili a quelli di Pond5, con la differenza che la visualizzazione best match qui prende il nome di most relevant, o più pertinenti se guardate la versione italiana del sito.
L’alternativa di Shutterstock all’algoritmo di default non è però l’ordinamento per i contenuti che storicamente hanno venduto meglio, bensì quella per i contenuti caricati più di recente:

Questa differenza dipende dalle politiche decise dall’amministratore delegato o dal suo team più fidato.
Personalmente non sono un grande sostenitore dell’ordinamento per contenuti più nuovi, perché in quel caso, considerato che il livello delle selezioni non è sempre altissimo, è facile che al cliente sia proposta spazzatura.
Ma questi sono affari di Shutterstock:
io mi occupo di produzione e perdere tempo a giudicare la linea editoriale delle agenzie non mi aiuta di certo a vendere di più.
Ci sono due motivi che portano le persone a innamorarsi del microstock:
Non conosco nessuno che carichi i propri contenuti su:
solo perché si diverte a interagire con gli algoritmi.
Ecco perché questo mio tutorial spiega la parte meno piacevole del lavoro, ma di cui bisogna ugualmente occuparsi se si vuole vendere e guadagnare facendo foto e riprese video.
Ci sono altri due strumenti importanti in tema di indicizzazione e keyword. Il primo è dropstock.io, che tratto approfonditamente nel mio corso (scopri di cosa si tratta) e che è in grado di stabilire se convenga o meno produrre contenuti in base a una determinata parola chiave, non solo analizzando le vendite ma anche ciò che è stato già pubblicato. I
Il secondo è stocksubmitter.com, o la sua variante per utenti Mac, Microstock Plus. Con una cifra contenuta vi consentono di descrivere foto e video una volta sola e di metterli in vendita su più di 30 agenzie. Ma questo lo spiego meglio in altri miei video.