Oltre ai podcast faccio anche video. Ne ho creati 4 per insegnare a chi scopre il microstock come iniziare a vendere foto e video online: posso mandarteli?

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In questo episodio parlo di:

  • un fotografo che ha venduto più di 8 mila foto lo scorso anno,
  • la nuova collezione di Pond5 che vende video a 285 euro l'uno,
  • Shutterstock che ha iniziato a geo-localizzare le vendite dei video,
  • il codec H.264 creato da Adobe Premiere per Adobe Stock,
  • Amazon che impedisce di utilizzare il suo cloud a Multcloud,
  • strumenti che interpretano le foto e creano le keyword,
  • la curva di gamma S-LOG nelle fotocamere Sony

Mi scrive l'ottimo Luca Lorenzelli fotografo non professionista che ogni tanto cito in questo podcast perché tempo fa mi rilasciò un'intervista (leggi l'intervista a Luca Lorenzelli) molto interessante, visto che ci faceva vedere il suo best seller da migliaia di vendite, parliamo di immagini stock.

Sapete cos'era questo best seller?

Il piede arrossato di suo figlio.

Piede di bambino con la dermatite in una foto di Luca Lorenzelli

A volte ci scervelliamo su quali mete lontane fotografare e riprendere per guadagnare ma, credetemi, spesso i best seller sono dentro casa.

1500 euro riprendendo il proprio braccio

L'apoteosi è un altro contributor amico di questo podcast che si chiama Domenico Fornas che ha guadagnato 1500 dollari riprendendo il suo braccio con i peli attirati dall'energia elettrostatica (leggi la storia di Domenico Fornas).

Tipico giochino da scolari delle elementari, almeno io lo facevo a quel tempo. Genialità sua è stata di provarlo a riprendere per il microstock, combinato all'uso di keyword.io. Risultato: 1500 dollari portati a casa su Shutterstock, tanto per cominciare.

Visto il suo successo poi l'ha rifatto e....

....e altri 500 dollari portati a casa. Alla faccia che guadagnare è questione di fortuna.

Questi sono i contributor che voglio:

  • talento,
  • creatività,
  • voglia di fare,
  • studio.

1500 dollari + 500 valgono quanti mesi di reddito di cittadinanza?

Valgono senz'altro un applauso a Domenico Fornas.

I guadagni dello scorso anno

Tornando a quanto detto all'inizio, questo è invece il messaggio di Luca Lorenzelli:

I guadagni vanno bene direi. Tengo botta e cresco più che decentemente. Nel 2019 ho avuto oltre 8000 vendite che a conti fatti è circa il 20% in più del 2018 e il mio portfolio cresce, sia come immagini (2000+) che come video (400+).

Anche se purtroppo vorrei avere più tempo da dedicarci, perché la crescita va pari passo al tempo che dedichi a caricare (che purtroppo nel mio caso è troppo poco).

Spero un giorno di arrivare almeno al part-time, che con i miei ricavi probabilmente potrei già permettermi (tirando un po' la cinghia sinceramente, vista la tassazione in Italia), per poter lavorare alle foto per la restante mezza giornata. Ma questo dipende sopratutto dalla disponibilità dell'azienda per cui lavoro verso il cambio di contratto in part-time.

Appena avrò uno spazio di manovra in tal senso lo farò subito. In effetti ciò che mi ha spinto a puntare così tanto sul microstock non è l'arrotondamento, ma la prospettiva di cambiare vita.

Non sono al mio punto di arrivo insomma, ma ho consolidato bene in questi anni. Mi consolo col fatto che sicuramente per me oramai il microstock è diventata una presenza stabile e importante nella mia vita, una piccola 'vittoria' personale, anche se quando ne parlo con qualcuno a digiuno sui business in rete rimangono ancora stupiti e mi parlano come se stessi tirando dei soldi fuori dal cappello in modo magico, come se non dipendesse da me ma fossi 'fortunato'.

Questo ovviamente senza sapere tutto il tempo che ci ho investito all'inizio per consolidarmi così, e anche se ora vado via 'con un filo di gas', la macchina va sempre alimentata.

Grande messaggio mi permette di dire, perché è la storia di chi :

  1. si pone un obiettivo,
  2. lavora duro per raggiungerlo,
  3. alla fine lo ottiene e cambia vita.

L'obiettivo non era comprarsi un'isola in mezzo all'oceano, ma più modestamente riuscire a fare per più tempo durante le proprie giornate quello che piace, che nel caso di Luca Lorenzelli è fotografare.

Quindi, grandissimo Luca, tienici informato sugli sviluppi della tua carriera.

La collezione da 285 euro a vendita di Pond5

Parto con un paio di notizie interessanti che riguardano il mondo del microstock che, come sapete, cambia ogni giorno.

Pond5 ha lanciato una collezione Premium, che prevede la vendita di video con licenza commerciale, quindi non anche quelli editoriali, al prezzo per il cliente di 285 euro.

Questi contenuti vengono proposti a compratori genericamente definiti di alto profilo, della serie, questa è una mia congettura ma non credo di andare tanto lontano dalla realtà:

  • Netflix,
  • Prime Video,
  • Discovery

e via dicendo.

Se volete partecipare a questo programma, o quanto meno fare le selezioni per riuscire a parteciparvi, questo è il link:

https://explore.pond5.com/premium-collection/

Shutterstock inizia a mostrare dove sono i compratori dei suoi video

La seconda notizia è più interessante di quanto possa sembrare per molti aspetto. Riguarda i video, ma vi prego voi fotografi che non riuscite ad uscire dalla vostra zona di confort e creare anche stock footage guadagnando 10 volte di più ascoltatela.

Shutterstock, finalmente anche per i filmati, ha reso disponibile la geo-localizzazione delle vendite. Ovvero ora vi permette di vedere in che città sono registrati i compratori dei vostri video.

E' estremamente interessante come strumento, perché, come sapete se mi seguite, c'è un elemento tecnico, il numero dei fotogrammi al secondo (leggi cosa sono i fps), che varia a seconda che l'utilizzatore viva in Nord America o in Europa. Per lo meno se il video viene trasmesso in televisione. Internet e YouTube hanno un po' appiattito tutto.

Visto che le moderne telecamere consentono di scegliere proprio il numero di fotogrammi al secondo con cui si gira, e di conseguenza si monta e si esporta, qualora i vostri clienti siano prevalentemente europei vi conviene girare a 25 fps, qualora invece siano nord americani vi conviene girare a 29,97 fps.

Nord America ed Europa che, quanto meno su Shutterstock, sono più del 70% del mercato.

Questioni che, se vi va, approfondisco tutte nel mio corso, alla faccia di “quelli che secondo me i compratori prendono questo video”, solo perché mi piace riprendere quel soggetto. I numeri e la loro analisi, cari amici, sono la base per avere successo in questi tempi così... difficili per qualcuno, mai così eccitanti per me.

Il codec H.264 di Adobe Premiere per Adobe Stock

Terza notizia, questa un po' più soporifera ma dura meno di un minuto, e ce la gira un amico che vuole rimanere anonimo:

Adobe Premiere ha aggiunto dei preset di output per il codec H.264 che a loro dire sono ottimizzati per pubblicare su Adobe Stock. Li ho usati per arrivare ai mitici 300 spezzoni per avere le licenze gratis di Creative Cloud e da Adobe Stock ti confermo che i video con quel formato vengono accettati.

Sono anche comodi perché non occupano troppo spazio, ma Shutterstock (che è l'agenzia in cui vendo di più) mi ha scartato tutti i video esportati con quei preset per la presenza di artefatti.

Ora li riesporto e rimando, tanto perché altri evitino di provare quei preset perdendo tempo per niente.

Notizia che, al di là dell'utile informazione sul da farsi con Adobe Premiere, software di montaggio più usato tra i produttori di stock footage, ci dà anche l'idea di cosa succede nelle guerre tra microstock, intesi come diverse agenzie.

Multcloud e le API di Amazon Cloud

Poi, e veniamo alla quarta e ultima notizia perché altrimenti vado lungo come al solito, mi scrive un produttore che più volte ha condiviso le informazioni proprio in questo podcast e mi dà, o meglio ci dà, visto che proprio con il suo permesso la condivido, una notizia su Multcloud, quel fantastico servizio che permette di caricare una volta sola su un cloud lo stock footage o le stock images, e poi inoltrare tali contenuti usando la connessione stessa del cloud quei contenuti anche a diverse agenzie:

  • risparmiando molta banda internet
  • accorciando di conseguenza i tempi di caricamento.

Questo il suo messaggio:

Sai il bel giochino con Multicloud, che aiutava molto chi come me ha una linea lenta. Amazon ha deciso di non fornire più le API per usare drive da siti di terze parti.

Qui la risposta di Multicloud ad una mia richiesta di assistenza:

We have contacted Amazon Drive earlier and we are informed that Amazon Drive is no longer providing the API to the third-party services including MultCloud. Therefore, our Development Department has removed Amazon Drive from MultCloud.

 

Sorry for the inconvenience caused.  

Adesso dovrò scaricare tutto da Amazon e caricarlo da un'altra parte.

Questa storia del cloud è teoricamente bellissima, ma praticamente sei nelle mani di chi ti fornisce i servizi. Si svegliano al mattino, decidono di buttarti fuori e sei fregato.

Sostanzialmente, quel cloud su cui caricare i nostri contenuti per poi inoltrarli a più agenzie senza consumare banda internet, fino a ieri poteva essere Amazon Cloud. Da oggi Amazon ha deciso che non lo può più essere.

E' una notizia triste, anche perché Amazon Cloud per chi ha quantità enormi di file da salvare è il servizio più economico, almeno tra i nomi più conosciuti. Più economico di DropBox, Google e fino a ieri anche di Microsoft per capirci.

Dico fino a ieri, perché in questa notizia c'è una novità, che questa volta ho trovato io.

I prezzi dei cloud principali, come quelli appena citati, sono tendenzialmente 60 euro all'anno per Terabyte, con piccole differenze. Ma si riesce a pagare un po' meno, perché Microsoft ha appena abbinato al pacchetto Office per 6 utenti, che costa 99 euro l'anno, un terabyte per ognuno dei 6 utenti. Quindi, con un minimo di sforzo e sofferenza, visto che appunto parliamo non di 6 Terabyte veri e proprio, ma di un Terabyte ciascuno per 6 utenti, si riesce a risparmiare parecchio.

Per il resto Office, per quanto riguarda Word ed Excel, è abbastanza inutile per il 99% degli utenti, considerato Open Office. A dire il vero l'unico software interessante è Outlook che, per chi usa la posta elettronica in un certo modo, ha i suoi vantaggi rispetto ad altri software analoghi, a cominciare da Mozilla Thurnderbird, ma questo è un altro discorso.

Quindi, a conferma che il microstock cambia ogni giorno, e noi dobbiamo semplicemente adattarci, grazie all'amico Ruggero Piccoli che ci ha informato di un limite di Amazon Cloud relativo a quello strumento fantastico che si chiama Multcloud e passiamo alle domande degli ascoltatori.

Gli strumenti che estraggono le keyword dalle foto

Ho visto gli strumenti di cui parli nel corso per estrarre in automatico le keyword a una foto che carichi, come Everypixel. Io però vado un po' controcorrente e faccio ancora tutto a mano con lo stock footage, perché secondo me fare un fermo immagine per ogni video rallenterebbe la produzione.

Sbaglio tutto?

Se non l'avete capito, c'è un software gratuito, rilasciato da Everypixel, nel quale si carica un'immagine e questo strumento, dopo averla interpretata grazie all'intelligenza artificiale, ne crea le keyword con una precisione da paura.

Venendo alla domanda, anch'io, caro amico, con i video non uso gli strumenti automatici per il keywording, perché è troppo laborioso esportare una Thumbnail per ogni clip, come dici tu.

Rispetto a, per esempio, quello che fa un altro studente del mio corso che si chiama Simone Scalise (leggi la sua storia) e di cui trovate la storia linkata nel testo del podcast, sono un po' meno preciso, perché lui addirittura utilizza Wikipedia e Google per trovare keyword congruenti.

Della serie:

  • riprendo o fotografo una città,
  • vado su Wikipedia in inglese e mi leggo quello che ho scritto,
  • mi faccio venire delle idee per le parole chiave.

In generale, gli strumenti di riconoscimento delle keyword, un domani potrebbe tornarmi utili se appaltassi a qualcuno quella fase, perché è una noia e scocciatura incredibile per noi fotografi e videomaker scrivere la computer.

Su Fiverr.com c'è gente che lo fa a costi bassi. Trovassi un freelancer bravo potrei evolvere tutta la mia strategia produttiva, raddoppiando o triplicando la produzione.

Potrebbe quell'innovazione che cambia tutto e che spiego bene nel mio libro, perché non si tratta solo di liberare quel 20% del mio tempo che passo a scrivere schede tecniche. E' inutile che mi dilunghi, lo spiego del mio libro quando parlo di scalabilità e di come, quando il business è completamente digitale come lo è il microstock, per raddoppiare i guadagni non serve fare il doppio della fatica, come invece succede se il vostro business offline.

La curva di gamma S-LOG nelle fotocamere Sony e i diversi tipi di compratori

Ho una nuova Sony a6300. Il mio dilema è se devo girare con un profilo S-LOG o no.

La questione è che non saprei se il compratore di stock footage vuole i video pronti per essere usati o invece dedica tempo alla post-produzione per far venire fuori colori migliori.

Che ne dici tu? Io sono al 50%.

Premessa per tutti: l'S-LOG è una curva di gamma progettata per registrare la maggiore quantità possibile di informazioni registrate dal sensore della telecamera. Faccio un salto mortale dicendo che è un po' il RAW del video.

Per rispondere in maniera completa, sottolineo che i compratori di stock footage sono:

  • sia montatori professionali
  • sia utenti che non interverranno mai sulla color correction.

In altre parole: i primi utenti sono interessati ad avere un'immagine da post produrre, i secondi ad avere un'immagine pronta da usare, sicuramente di buon livello ma che non deve essere perfetta.

Io nel corso dico che lo stock footage, a differenza delle immagini stock, non va post prodotto per 2 motivi:

  1. la perdita di tempo per farlo non vale i maggiori risultati in termini di vendite

  2. la maggioranza degli utenti che pagano tanto, come le licenze estese che spesso sono più di 100 euro a vendita sono montatori professionisti.

Voi dovete puntare su quelli, anche se a livello di quantità gli altri sono sempre di più, ma con l'avvento dell'area abbonamenti di Storyblocks andranno sempre più in quel microstock.

Nel tempo siano un po' cambiate le logiche, e sono aumentati i compratori che usano il footage in

progetti come presentazioni power point, o filmati Youtube che non richiedono colori perfetti. Venendo al dunque, fossi in te, lavorerei in S-log solo quando ci sono certe condizioni, come le riprese notturne o gli interni con poca luce, perché passare attraverso la post produzione di tutti i girati che creerai diventa una perdita di tempo enorme che non è ripagata dalle maggiori vendite.

Ragazzi: sempre il business per prima cosa.

Stanno nascendo tanti podcast di fotografia, di video non mi sembra ci sia nulla, ma ci sarà sempre una differenza tra me e loro:

io parlo di soldi, loro parlano di cultura,

che è un'ottima cosa, ma che da sola non vi fa vivere o, vedendola in maniera un po' meno estrema, non vi permette di esercitare la vostra passione per la ripresa per più di 2 ore a settimana, salvo non siate ricchi di famiglia e in quel caso fortunati voi, a differenza mia e delle persone normali che si alzano presto la mattina perché devono portare a casa i soldi ogni giorno.

Foto generate dal computer che sembrano reali

Mi segnala Marco Tiberio un nuovo servizio che ci potrebbe tornare utile e che trovate spiegato nel dettaglio su generated.photos.

Cerco di descriverlo.

Voi arrivate in questo sito e vedete centinaia di primi piani di persone e vi dite, cavolo, ma quanto ci avranno impiegato per fotografarli. In realtà non li hanno fotografati perché sono persone che non esistono e le ha generate il computer, anche se sfido chiunque ad accorgersene.

I catastrofisti diranno che potrebbe essere la fine del microstock. Quindi, la fine era già qualche tempo fa, quando Storyblocks ha migliorato il rapporto qualità prezzo dei suoi abbonamenti ultra low cost, e di fatto le vendite sulle agenzie che invece vendono a prezzi normali, almeno per quanto mi riguarda ma me l'hanno confermato in tanti, non sono calate.

Oggi nasce questo servizio che potrebbe rubare lavoro a tanti fotografi, in particolar modo a Yuri Arcurs, che come sapete è il più grande produttore al mondo di stock images e stock footage, e si concentra sul genere lifestyle.

Vedremo tra un anno cosa succede.

Avevo un altro paio di cose interessanti da dire grazie al feedback di voi ascoltatori, ma siamo andati lunghi anche stavolta.

D'ora in poi avrò più tempo a disposizione, perché ho terminato l'aggiornamento sia della versione italiana che della versione inglese del mio corso, aggiornamento che, come da tradizione, ho regalato a tutti quelli che il corso l'hanno comprato in passato, quindi, considerato che farò la stessa cosa in futuro, cari fotografi e videomaker che sempre rimandate l'acquisto sappiate che questo è il momento buono per decidervi.

L'81esimo episodio di vendere foto e video online finisce qui, e io vi ricordo che nella vita l'importante non è divertirsi, ma essere felici.

In questo episodio ho parlato di:

  • un fotografo che ha venduto più di 8 mila foto lo scorso anno,
  • la nuova collezione di Pond5 che vende video a 285 euro l'uno,
  • Shutterstock che ha iniziato a geo-localizzare le vendite dei video,
  • il codec H.264 creato da Adobe Premiere per Adobe Stock,
  • Amazon che impedisce di utilizzare il suo cloud a Multcloud,
  • strumenti che interpretano le foto e creano le keyword,
  • la curva di gamma S-LOG nelle fotocamere Sony

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