Ogni agenzia richiede determinati requisiti tecnici per accettare le foto che poi vende.

Quello che stupirà i fotografi bravi, o magari li farà arrabbiare ancora di più e darà forza alla tesi che il microstock stia distruggendo la loro professione, è che le caratteristiche richieste sono talmente basse che è improbabile che, da anni, esistano fotocamere che non le soddisfano, dove per fotocamere non intendo solo:

  • reflex,
  • mirroless,

e non mi limito nemmeno ad includere:

  • bridge,
  • compatte,

ma intendo anche smartphone. Prima che qualcuno si arrabbi vi spiego perché questo succede.

Perché vendere foto non è solo una questione di tecnica

Vendere una foto su:

o in qualsiasi altra agenzia è in piccola parte una questione tecnica.

Non dipende quindi solo:

  1. dalla bravura del fotografo,
  2. da quanto professionale sia l’attrezzatura che usa,

ma da quanto i soggetti immortalati siano richiesti dai compratori.

Per capire quali siano quest’ultimi non c’è nessuna formula magica, ma semplicemente uno strumento che spiego nel mio corso (visita la pagina) e che vi dice, in base:

  1. alla domanda,
  2. all’offerta già presente online,

quanto è probabile che l’idea che avete in mente possa portarvi a guadagni o a perdite di tempo.

Le agenzie queste cose le sanno benissimo, perché sull’analisi dei dati in loro possesso hanno basato business che fatturano centinaia di milioni di dollari l’anno, di conseguenza le caratteristiche tecniche che queste richiedono sono estremamente basse.

Da ex venditore di fotocamere, oserei dire che sono quelle che le macchine fotografiche avevano più o meno nel 2002, quindi direi che quanto già in vostro possesso: reflex, mirrorless, compatta, bridge o smartphone, da quel punto di vista sia ben oltre.

I requisiti tecnici delle foto

Andando più nello specifico, Shutterstock, che è l'agenzia di riferimento per le stock images, vende immagini di almeno 4 megapixel e in jpg (approfondisci le caratteristiche tecniche in questa pagina).

A dire il vero accetta anche i tiff, però consegna ai suoi clienti solo jpg, quindi tanto vale che le convertiate voi in quel formato prima di caricare.

Dal punto di vista dei colori, Shutterstock consegna con il profilo sRGB, però accetta l’invio anche in CMYK.

Per quanto riguarda gli altri microstock, quanto richiesto a livello tecnico per le immagini stock è più o meno lo stesso, e dubito, considerata l’attuale tecnologia delle fotocamere e degli smartphone, che il vostro apparecchio non sia all’altezza. Considerato che esistono decine di agenzie, non vi conviene nemmeno perdere tempo a controllare cosa queste richiedano.

Visto che però mi avete fatto la gentilezza di guardare il video, mi sono autoflagellato andando a cercare un paio di linee guida di altri microstock e vi confermo che Adobe Stock (approfondisci in questa pagina), per esempio, ha identiche richieste:

  • 4 megapixel,
  • sRGB
  • jpeg,

mentre Dreamstime addirittura scende a 3.

La cosa comica è che quest’ultima, pur vendendo anche i Tiff, accetta solo i jpg che poi quindi converte in formato non compresso, cosa che, in tema di giudizi tecnici, gli esperti definiranno senz’altro geniale.

Perché vendere foto e video online è un business diverso dagli altri

Vendere foto e video online è un business legato alla fotografia completamente diverso dagli altri che si fanno con la macchina fotografica.

Per questo, sono rari i fotografi professionisti che accettano di farlo. La rimanente parte di loro fa invece di tutto per convincere i colleghi che si tratta di una fregatura.

Sarà anche vero che sono vent’anni che qualcuno di loro non propone ai suoi clienti una foto da tre megapixel, ma il fatto che i microstock lo facciano non significa che non capiscano nulla di fotografia o che la vendita di foto online sia un mercato riservato a quelli che scattano in verticale, a braccio teso e con lo smartphone.

Il microstock è semplicemente un business diverso e se si vuole guadagnare sfruttandolo:

non si può pretendere che sia il business a cambiare per assecondare le esigenze del fotografo, ma bisogna che siano i fotografi ad adattarsi.

Tutto questo sarà anche brutto, ma è l’unico modo per sopravvivere al mondo digitale ed evitare di finire in coda alla mensa della Caritas.

Vuoi provare a vendere seriamente le tue foto e i tuoi video?

Ho 4 video gratuiti che ti spiegano come iniziare: a che mail te li mando?

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