Full Frame: perché si chiamano così
Full frame significa fotogramma intero. Alcune macchine fotografiche reflex si chiamano così perché il sensore che cattura l’immagine ha la dimensione esatta della vecchia pellicola che i fotografi della mia generazione (sono nato nel 1977) hanno fatto a tempo ad usare. Queste sono generalmente le macchine più professionali perché tale caratteristica comporta:
- dei vantaggi a livello qualitativo
rispetto agli altri apparecchi, ma anche:
- un maggiore ingombro
- un maggior peso.
Quest’ultimi, a volte, sono elementi determinanti nella scelta della reflex, come spiego in quest’altra mia pagina.
La marca
Se state decidendo di partire con il microstock in questo momento, e non avete mai avuto una reflex in vita vostra, aldilà che questa sia:
- Full frame
- Aps-c
vi consiglio di prendere:
- Nikon
- Canon
non perché Sony o Panasonic non siano all’altezza della situazione, ma perché le reflex, da quando esistono, hanno un attacco proprietario della lente. Quindi, salvo usare degli adattatori che danno un sacco di complicazioni, una lente che va su una Canon non va su una Nikon, e viceversa.
Cito non a caso i due marchi perché, da ben prima del digitale, sono quelli più diffusi. Per questi, di conseguenza, esistono più obiettivi disponibili sul mercato, sia originali che compatibili. Mi dispiace quindi per i simpatici amici di Sony e Panasonic, e non ne parliamo degli altri che quasi non esistono più, ma pur producendo delle ottime macchine, non vi consiglio di prenderle proprio perché l’obiettivo è fondamentale per fare delle buone foto e video, e con una Sony avete pochissima scelta a riguardo.
La macchina fotografica che registra video
Se avete una reflex e questa registra video Full HD, potete tenere quella se volete vendere le vostre foto e video online, come insegno a fare in questo sito. Anche se, in chiave guadagni generati dallo stock footage, la possibilità di creare video 4k potrebbe essere una bella svolta.
Sono partito diretto consigliandovi due marchi e sconsigliandovi tutti gli altri, perché se leggete il mio blog sapete che sono uno di quelli che va subito al dunque, senza giri di parole.
Perché si chiamano full frame?
Compreso che potreste comprare una Nikon o una Canon, il passo successivo è spiegarvi più approfonditamente la differenza tra le APS-C e le Full Frame.
Faccio un passo indietro e vado alla fine dello scorso secolo che, anche se per anni quelli della mia generazione hanno associato all’ottocento, in realtà da ben più di un decennio è diventato il 900, e quasi tutti noi quasi quarantenni ce lo ricordiamo benissimo.
Nell’epoca pre-digitale le foto non si registravano su schede di memoria ma sulla pellicola. Questa poteva avere diversi formati, anche se quello di gran lunga più diffuso si chiamava 35 mm e, nonostante il nome, misurava:
- 36 millimetri di larghezza
- 24 millimetri di altezza.
Le Aps-c
Accanto allo standard, c’erano poi pellicole più grandi, che però venivano utilizzati solamente in contesti professionali, e anche un formato più commerciale, che aveva una superficie più piccola, funzionava solo su macchine fotografiche predisposte e permetteva, tramite un selettore che si trovava sull’apparecchio, di creare stampe in 3 formati:
- il tradizionale 10×15;
- il panoramico 10×18;
- il panoramico 10×25.
Permettetemi di dire: un prodotto inutile, tanto che in Italia non si è mai diffuso e solo in Francia ha avuto un certo successo, con il nome commerciale di advantix.
Le prime reflex digitali
Quando arrivarono le prime reflex digitali poco più di 10 anni fa, questi due standard di pellicola vennero presi a modello per creare i sensori, che sono tutt’oggi di due dimensioni:
- pieno formato, anche detto full frame, che come vi dicevo prima è 24×36 millimetri;
- APS, ovvero 16×25 millimetri.
Il fatto che quest’ultimo sia più piccolo, implica due grandi differenze rispetto alle Full Frame:
- la prima è negativa, visto che la sensibilità a basse luci è inferiore e quindi, a parità di illuminazione, le reflex con sensore APS devono alzare gli ISO e sgranare l’immagine.
- La seconda è positiva, perché essendo più piccolo il sensore, anche la fotocamera che ci è costruita attorno è meno ingombrante e soprattutto più leggera.
In funzione della produzione di microstock, ovvero della vendita online di foto e video, comprese le differenze tra le due tipologie d’apparecchi, dovrete fare una scelta. Ma per spiegarvela faccio un altro passo indietro e vi parlo di me.
Perché ho scelto un APS-c
Ve ne ho già parlato in altre pagine: nel maggio del 2011 andai un paio i giorni a Parigi con un amico, per:
- vedere la città per l’ennesima volta
- creare stock footage con la mia prima reflex che registrava video Full HD.
Avevo infatti appena comprato la Canon Eos 550d, storicamente la prima reflex sotto i 1000 euro a farlo. A questa avevo abbinato, esattamente come faccio oggi:
- un cavalletto con testa fluida della Manfrotto.
A Parigi bisogna correre per guadagnare
Andare in una grande città costa, sia in termini di tempo che di soldi, quindi meno si sta lì e meglio è, se si guarda al lato business del viaggio. Deciso che mi bastavano 2 giorni per quella che era la mia strategia dell’epoca, il primo dei due fu davvero molto intenso, della serie
mangio un panino al volo mentre la reflex sta scattando un time-lapse
A proposito, se non sapete cos’è un time-lapse, in questo video spiego tutto:
Se poi volete vedere altri 4 video che vi insegnano a guadagnare vendendo foto e video online collegatevi a questa pagina.
Bene, tornando alla storia che stavo racontando, se avessi avuto una full frame al collo, il secondo giorno non mi sarei alzato dal letto per il mal di schiena, ma avendo invece usato una reflex con il sensore APS, la prima sera, dopo aver camminato a passo spedito per chilometri, ho avuto la forza di uscire e di registrare 4 time-lapse, due dei quali sono tra i miei più venduti in assoluto. Giusto per capire di che cifre sto parlando, uno di quelli dell’Arco di trionfo è il mio best seller su Shutterstock, con più di 1000 dollari di guadagno per me.

Non ho mai fatto il calcolo preciso ma, considerando anche tutte le altre Agenzie, in quella sera ho creato contenuti con i quali ho guadagnato all’incirca 4 mila euro. Erano di sicuro altri tempi, e chiunque di voi cominciasse oggi non sarebbe in grado di ripetere la stessa performance, ma se avessi sbagliato reflex, avrei mandato in fumo gran parte di quei soldi. Quindi, nel mio caso non è una questione di budget.
Le Full frame costano di solito più di 2000 euro, mentre le entry level come la mia intorno ai 500.
Due tra le Full frame più diffuse sono:
I compromessi di una reflex non full frame
Scegliendo tanti anni fa la:
- Eos 550d
- poi Eos la 600d
- la Eos 650d
- infine la Eos 700D
rinuncio alle riprese di video real time di notte. So infatti che le Agenzie mi rifiuterebbero i contenuti per scarsa qualità, ma ne guadagno in:
- quantità di girato che porto a casa
E anche:
- risparmio tempo in fase di ripresa (sto meno giorni nella città che riprendo)
- risparmio tempo durante la post produzione.
Se fossi specializzato, anziché in riprese di grandi città, in riprese da studio, cambierebbe tutto e probabilmente opterei per una full frame. Ma, almeno per adesso, amo viaggiare e creare microstock è un’ottima scusa per farlo, quindi non cambio reflex.
Un modello aggiornato di reflex APS-c simile alla mia potrebbe essere:
Il mio podcast
Nel mio podcast, intitolato:
- vendere foto e video online
aiuto i videomaker e i fotografi che vogliono guadagnare vendendo i loro contenuti online. Per farlo rispondo regolarmente alle domande che mi arrivano. Ho copiato qui sotto quelle sulle reflex full frame.
Full frame o Aps-c o micro 4/3
Ho capito che conta più l’idea e l’originalità del modello di macchina con cui si riprende. Incide sulla vendita anche il fatto che sia full frame o Aps-c o micro 4/3?
Ti confermo che l’originalità, insieme alla capacità di scegliere soggetti che il mercato richiede, è l’elemento che più determina il tuo successo economico nel microstock. Molto più del perfezionismo tecnico che invece conta in altri settori della fotografia e del videomaking.
Io uso un APS-c, il cui unico limite, in quest’ottica, è che i video real time registrati di notte vengono rifiutati dalla gran parte delle agenzie per scarsa qualità del sensore a basse luci. Lo stesso discorso vale per le micro 4/3.
Ho evitato le full frame, che sono qualitativamente migliori, perché sono molto più pesanti da trasportare, e io nel tempo mi sono specializzato in riprese di grandi città.
Quindi, ho sacrificato la possibilità di registrare video real time di notte, ma ne ho guadagnato in trasportabilità che, considerato il soggetto che pratico più spesso, è stata una decisione che mi ha permesso di ampliare la quantità di contenuti che ho portato a casa e gli incassi da questi generati.
Vendere foto e video online non è un’arte
Spero di cuore con questi esempi di aver mandato in fumo ogni vostro desiderio artistico. Un produttore da 3000 dollari al mese come me ha smesso di essere un artista quando ha capito che se non portava i soldi a casa il piatto non si riempiva. Lo dedico un po’ anche a quei fotografi vecchia maniera che mi scrivono messaggi pieni di insulti. A detta loro: perché spargo infatti troppi segreti che contribuisco a de-professionalizzare il settore.
Siete sicuramente più bravi di me tecnicamente. Ma il fatto che a differenza mia guadagniate solo 50 euro al mese vendendo le vostre foto, non è dovuto a me, ma alla vostra ignoranza. Non avete capito che il microstock non è una mostra d’arte, ma un business con le sue regole che vanno ben oltre la tecnica fotografica.
Daniele Carrer

Le altre mie pagine che potrebbero interessarvi:
- Il mio corso: vendere foto e video online
- Per i principianti: iniziate da qui
