Sai che descrivendo male le tue foto e i tuoi video stai perdendo soldi?

Hai l’hard disc pieno di stock images o stock footage che potresti mettere a reddito, ma non hai tempo e voglia di scrivere titoli e keyword?

Conosco chi può fare molto bene il lavoro che ti serve. Scopri di più

Adobe Premiere è il software di montaggio che rappresenta il miglior compromesso per un principiante che vuole fare editing video oggi, magari con la speranza di diventare un professionista.

Ha infatti 3 caratteristiche:

  1. Semplice,
  2. Diffuso sia in ambito professionale che consumer,
  3. Ha un costo non elevatissimo.

Per capirci, per quanto riguarda quest’ultimo, parliamo di poco meno di 40 euro al mese che sono poco in ambito professionale, ma possono essere tanti per un amatore. E’ anche vero che essendo un abbonamento mensile, non si è obbligati a sottoscriverlo ogni mese, ma solo quando effettivamente si monta un video.

Sono rimasti tre software per fare editing video professionale oggi:

anche se ultimamente sta prendendo quota Davinci Resolve (guarda il sito), del quale esiste anche un’ottima versione gratuita.

Adobe Premiere per lo stock footage

Ho fatto il montatore televisivo per diversi anni. A volte mi capitava di lavorare tre giorni su un filmato che alla fine durava 15 minuti, con immenso stupore di parenti ed amici che quando lo raccontavo non concepivano una tale lentezza.

Produrre stock footage assomiglia molto di più a portare avanti una piccola impresa che a costruirsi un portfolio artistico, quindi bisogna sempre ragionare con il cronometro alla mano.

Creerete delle clip diverse divise per argomento:

  • la seduta di riprese in quella città
  • a seduta al parco con l’amico che corre
  • la seduta in cucina mentre la coppia fa da mangiare e così via.

YouTube è uno strumento straordinario per farsi conoscere, quindi, se si pubblica il proprio materiale lì è possibile che qualcuno lo noti e, senza passare per le Agenzie, vi chieda di comprare in blocco le clip che ha visto. A me è successo e con questo sistema, oltre a farmi conoscere, sono riuscito a ripagarmi abbondantemente il tempo perso a creare quei semplici montaggi. Il concetto è che non state creando dei video che devono essere belli ed avere tante visualizzazioni di persone comuni. Dovete creare dei filmati che attirino i compratori.

Il montatore, per certi versi, è un po’ come il batterista: deve dare il tempo e deve avere quindi il senso del ritmo, che non è una caratteristica comune. Quindi, se io fossi un principiante, anziché cercare stacchi così veloci, rivolgendomi a potenziali compratori sia nel campo di quelli interessati ad usare li mio footage per rimontarlo sia a quelli che vogliono acquistare i diritti di riproduzione del video finito, volerei un po’ più basso, cercando il compromesso tra l’avere una buona vetrina per le riprese che ho fatto e la necessità di impiegare poco tempo per creare il filmato montato.

Vista di Torino dall'alto

Vi spiego intanto perché ho messo quel simbolo centrale, che si chiama watermark (per approfondire l’argomento ho scritto questo post). La maggior parte delle richieste di utilizzo che ricevo sottintende che io debba regalare ciò che mi è costato molta fatica, in cambio magari di una citazione nei titoli di coda. Premesso che sfido chiunque a ricordarsi di un solo nome nei credits finali di un qualsiasi film che ha fatto la storia nel cinema, figuriamoci quindi in produzioni di livello molto più basso, vedrete che se qualcuno vi interpellerà, dopo che avrete mosso le vostre richieste economiche, nove volte su dieci questo non si farà più sentire.

Credetemi: se non mettete il watermark, almeno la metà di quelli che a richiesta di un corrispettivo fanno perdere le loro tracce si scaricherà il video per utilizzarlo senza permesso. Nell’anarchia del web non c’è Legge che tiene, quindi tutelatevi facendo qualcosa che può impedire a priori l’utilizzo fraudolento del materiale di vostra proprietà.

Seconda cosa: le clip del video di Torino sono state girate dalle 22 del giorno 1 alle 24 del giorno 2. Un tempo così breve è sufficiente a riprendere una città come Torino e come qualsiasi altra città Italiana, Roma esclusa. Basta scendere un po’ a compromessi che, in questo caso, hanno significato lasciare fuori uno dei simboli, ovvero Superga.

La sequenza di montaggio è quasi quella reale, ovvero c’è prima il giorno dalla mattina presto fino al tramonto e alla fine le due notti raggruppate. L’ordine cronologico è un elemento di semplificazione:

  1. perché velocizza le operazioni nella timeline del programma
  2. dà coerenza alla narrazione

quindi, dove possibile, usatelo sempre.

Aprite Premiere, cliccando su questo simbolo:

Logo Adobe Creative Cloud

che trovate, lo abbiamo detto, in alto a destra nel MAC e in basso a destra in Windows.

Create un nuovo progetto chiamato:

Screenshot di Adobe Premiere

  • 2015TurinYoutube

che salvate a fianco del progetto di esportazione delle clip, ovvero in questa posizione:

Schema di catalogazione dei file nel computer

Ora dovete importare i file con:

  • cmd I

e per file ovviamente non intendo quelli che avete girato, ma quelli che avete esportato, che sono già una selezione importante delle riprese che vi permetterà quindi di essere più veloci.

Come abbiamo detto, l’idea è lavorare in ordine cronologico e c’è un metodo molto facile per farlo. Rispettando i principi di catalogazione che ho spiegato, si esportano dei file nominati:

  • 2015Turin-01
  • 2015Turin-02

e così via, nel caso possano essere venduti con la licenza commerciale, e:

  • 2015Turin-E01
  • 2015Turin-E02

e così via con la licenza editoriale.

Dopo averli importati, questi file finiscono nella finestra progetto in ordine alfabetico, quindi prima tutti quelli commerciali e poi quelli editoriali, senza rispettare la sequenza di ripresa e, di conseguenza, di esportazione.

C’è però, all’interno delle clip, un dato nascosto che è la data di creazione, ovvero un elemento che potete utilizzare per ordinarli cronologicamente.

Parto dall’inizio. Come spiegato nella lezione 15, per vedere le clip sotto forma di elenco bisogna cliccare su questa icona:

Finestra di Adobe Premiere

che fa apparire a fianco al nome alcune caratteristiche:

  • la durata
  • eventuali punti di in ed out
  • la risoluzione

tutti elementi che in questo caso non ci interessano, perché noi vogliamo invece sapere la data di esportazione. Con il tasto destro quindi clicco su una qualsiasi delle voci sopra alle colonne, per esempio:

  • Frequenza Fotogrammi

e seleziono:

Finestra di Adobe Premiere

  • Visualizza metadata

Appare una finestra dove trovo diverse opzioni. Clicco quindi sul triangolo bianco che trovo a fianco a:

Finestra di Adobe Premiere

  • Di Base

Si apre un’altra finestra dove devo mettere un segno di spunta a fianco a:

  • Data Creazione

per poi mettere OK.

Ora, se mi sposto nell’ultima colonna a destra, trovo proprio questa nuova voce:

Finestra di Adobe Premiere

  • Data creazione

con la quale posso ordinare le clip in base al momento in cui le ho esportate, ovvero in ordine cronologico. Per farlo clicco semplicemente sulla scritta.

Poi, le seleziono tutte e le trascino sulla timeline.

Visto che vi consiglio sempre di organizzare il progetto per lavorare bene, prima di procedere è meglio che cliccate su quest’icona in basso a destra:

Finestra di Adobe Premiere

creando una nuova cartella chiamata:

  • Real Time

dentro la quale trascinare le clip.

Ora, rifate la stessa operazione con i time-lapse, quindi:

  • li importate
  • li ordinate
  • li trascinate nel punto della timeline che preferite e che nel caso in oggetto è la fine
  • li inserite nella cartella time-lapse nella finestra progetto.

Questo per quanto riguarda la parte video.

La colonna sonora

Per quanto riguarda quella audio vi serve innanzitutto una musica, che potete acquistare online su tanti siti di microstock, come pond5 per esempio, o su siti specifici che vendono solo musica come pumpaudio.com o su altri siti molto economici, come il fratello di videoblocks che si chiama audioblocks.com.

In alternativa, ci sono anche dei siti gratuiti, come freemusicarchive.org, dove una parte delle canzoni che sono pubblicate è utilizzabile sotto la licenza creative commons. Trovata la musica e importata nel progetto ora è il momento dei rumori.

Come avete già capito, sono uno di quelli che cancella il suono delle clip originali con una certa facilità ma, se avete fatto attenzione al filmato di Torino, il sonoro originale non sembra mai mancare, anche nei time-lapse che non possono avere l’audio, essendo composti da foto. Il segreto si chiama freesound.org (o audioblocks.com se optate per una soluzione a pagamento) che è un sito che pubblica rumori che si possono utilizzare, anche in questo caso, secondo le regole della licenza creative commons.

Il mio segreto più grande, che vi farà risparmiare un sacco di tempo, è che sostanzialmente ci sono solo tre suoni ripetuti in quasi tutto il girato, ovvero:

  • traffico lontano
  • traffico vicino
  • gente che cammina per strada.

Tornando a Premiere, ora bisogna aggiungere la musica. Fate un doppio clic nella finestra progetto sopra la canzone che avete scelto, in maniera tale che si apra su quest’altra finestra, che si chiama sorgente.

Finestra di Adobe Premiere

Serve come prima cosa portare il volume a -6db al massimo, che è lo standard.

Avete presente quando in TV mandano la pubblicità e sparano il suono rispetto al programma?

Ecco, se voi tenete costanti i -6db massimi, significa che siete più professionali di loro.

Selezionate quindi in alto:

  • Finestra

e poi:

  • Mixer clip audio

A questo punto agite sul cursore che trovate.

Finestra di Adobe Premiere

Tendenzialmente le canzoni create al giorno d’oggi vengono pubblicate a 0 db, quindi basta che abbassiate il cursore di 6. Trovato il livello giusto, ora selezionate con il tasto I il punto da cui volete inserirla:

Finestra di Adobe Premiere

che di solito è proprio l’inizio della traccia.

Andate poi sulla timeline e spostate questo rettangolino

Finestra di Adobe Premiere

sulla traccia audio 2, visto che sulla A1 ci sono i rumori originali, e posizionatevi all’inizio premendo:

  • il tasto I, che sta per IN.

Cliccando:

Finestra di Adobe Premiere

  • sovrascrivi

aggiungete la musica, sovrapponendola al suono esistente.

A questo punto, fossi in voi, farei così:

  • mi metterei all’inizio e inizierei a riprodurre il footage, tagliandolo in base al ritmo alla musica che ho scelto.

In pratica:

  • schiacciate la barra.

Ad un certo punto, se avete il senso della metrica che serve ad un montatore, capirete che lo spezzone inizia ad essere lungo, quindi, rischiacciando la barra, interrompete la riproduzione, e spostate la fine della clip cliccandoci sopra nel punto finale

Finestra di Adobe Premiere

e trascinandola fino al cursore di riproduzione.

Dopo di ché, per coprire il buco che si è creato, vi posizionate sopra lo spazio vuoto, cliccate con il tasto destro del mouse e selezionate

Finestra di Adobe Premiere

  • Elimina salti

così tutto il girato si sposta indietro, mentre la musica rimane fissa. Poi, partendo da due clip prima, ricominciate la riproduzione lavorando con lo stesso metodo e continuando finché non arrivate alla fine.

Sottolineo che questo è un metodo che non usano in tanti, ma visto che ci ho montato diverse stagioni di un programma televisivo quando lavoravo in quel settore, vi garantisco che è il perfetto compromesso per un principiante che inizia a destreggiarsi in questo mondo. Non ho la pretesa di insegnarvi in qualche minuto quello che solo mesi di lezioni possono fare, però sono convinto che se vi applicate, un video del genere, la prima volta in una giornata intera riuscite a tirarlo fuori e col tempo, se basate il vostro metodo sulla semplicità, potrete impiegarci anche solo un’ora, se la città è un po’ più piccola di Torino.

Una volta terminato il lavoro, tornate all’inizio e riproducete ancora la sequenza, perfezionandola finché non siete soddisfatti degli stacchi.

Ricostruire l’audio delle singole clip

Ora, relativamente ai buchi sonori che ci sono, ovvero quei singoli video a cui prima dell’esportazione avevo tolto l’audio perché lo ritenevo a rischio bocciatura, dovete aggiungere un rumore congruente con la scena che, in un contesto urbano, come vi dicevo, nel 90% dei casi può essere:

  • il traffico
  • la gente che cammina.

Quindi importate i rumori scaricati da:

fate doppio clic sopra quello che vi interessa nella finestra progetto:

Finestra di Adobe Premiere

così che si apra nella finestra sorgente

dove con:

Finestra di Adobe Premiere

  • il tasto I

selezionate il punto da cui vi interessa inserirlo.

Poi, andate nella timeline e in corrispondenza del buco date:

  • un IN ed un OUT

cliccando:

  • sovrascrivi

Finestra di Adobe Premiere

nella finestra sorgente.

Siamo in dirittura d’arrivo. Avete:

  • la musica
  • il montaggio dei video
  • le coperture dei rumori, dove non c’erano.

Di sicuro vi capiterà di sentire dei livelli sonori fuori posto, relativamente al bilanciamento tra la colonna sonora, che è del volume giusto come abbiamo impostato prima, e i rumori di fondo.

Bisogna quindi agire su quest’ultimi, posizionandovi sullo spezzone incriminato

Finestra di Adobe Premiere

e aprendo il mixer:

  • Finestra/Mixer clip audio

A questo punto, se i rumori sono troppo bassi, agite ancora sul cursore, alzando il volume fino ad un massimo di +6.

Finestra di Adobe Premiere

Se ciò non è sufficiente, perché il rumore è ancora completamente coperto dalla musica, dovete agire sul guadagno. Quindi, sulla timeline, cliccate con il tasto destro sulla traccia audio

Finestra di Adobe Premiere

e selezionate:

  • Guadagno audio

indicando un valore che dovete provare di volta in volta.

Per quanto riguarda invece il watermark, di cui abbiamo parlato prima, ovvero quella sporcatura contro gli utilizzi non autorizzati, potete usare un logo, se ce l’avete, o una scritta, magari relativa all’indirizzo email a cui gli interessati dovrebbero contattarvi.

Quindi fate:

Finestra di Adobe Premiere

  • Titolo/Nuovo Titolo/Immagine fissa predefinita

Nella finestra che appare confermate le impostazioni, che sono quelle della sequenza che avete creato e che erano le stesse dei video importati e cliccate:

  • OK.

Appare un’altra finestra che vi fa vedere uno sfondo per il titolo che state per scrivere e che serve a darvi un’idea più precisa di come verrà il filmato alla fine.

Trovata la soluzione che preferite

Finestra di Adobe Premiere

chiudete la finestra e trascinate il titolo dal progetto alla traccia 2 della timeline, in maniera tale da sovrapporlo all’intera durata del video che avete montato.

Finestra di Adobe Premiere

A proposito di titoli, alla fine vi consiglio di crearne uno come questo:

Finestra di Adobe Premiere

dove indicate chiaramente che è possibile utilizzare il video senza watermark, sempre che l’interessato vi chieda il permesso e vi mettiate d’accordo.

Ora che siete alla fine del lavoro, dovete solo esportare il tutto, prima di caricarlo sul vostro canale YouTube. La procedura è la stessa che abbiamo visto con le singole clip, quindi:

  1. Vado al primo fotogramma della timeline
  2. schiaccio I per dare un IN
  3. vado all’ultimo fotogramma per dare un OUT
  4. schiaccio il tasto O

e faccio:

  • File/Esporta/File Multimediali

Nella finestra che appare do il nome:

  • 2015TurinYoutube.

Poi, scelgo il:

  • codec l’H264 qualità 70%

che va benissimo per lo streaming online e lascio invariate le altre impostazioni, cliccando infine:

Finestra di Adobe Premiere

  • Esporta.

Un domani, se qualcuno vi chiedesse il filmato, riaprendo il progetto e mantenendo invariata la posizione dei file video e audio che avete usato, potete esportarlo di nuovo:

  • con un codec di maggiore qualità come il Photo Jpeg
  • togliendo il watermark.

Io creo stock footage che vendo su:

  • Pond5
  • Shutterstock
  • Videoblocks.

Spedire ad altre Agenzie non mi conviene, perché ho capito che le royalties che ne derivano non ripagano il tempo che perdo per farlo. Al contrario, creare un montaggio come quello che abbiamo visto, mi genera una quantità di guadagni adeguata. Questo è il concetto di base, che va poi applicato a tutte le possibilità che vi si apriranno: dalla valutazione di nuove Agenzie, com’è successo a me con Videoblocks che inizialmente non consideravo, a tutti gli altri aspetti della produzione. La parola d’ordine è una sola: guadagnare.