Al mondo esistono due grandi standard di trasmissione televisiva:

  1. PAL;
  2. NTSC.

Il primo è utilizzato in Europa, in gran parte dell’Asia e altrove, il secondo nel Nord America, Giappone e in pochi altri Paesi.

Le differenze tra PAL e NTSC

Le differenze tra i due sono legate:

  1. al numero di fotogrammi al secondo (FPS: leggi la mia guida);
  2. alla gestione dei colori;
  3. alla risoluzione (ma solo nella risoluzione standard che oggi non si usa più, con l’HD, il 4k e l’8k non c’è nessuna differenza).

La bella notizia è che PAL e NTSC sono perfettamente compatibili tra di loro. Quindi un programma televisivo americano si può tranquillamente vedere in Europa, con dei leggeri adattamenti. Volendo essere pignoli, la conversione inversa (un programma PAL trasmesso in un Paese con lo standard NTSC) pur essendo visibile, subisce degli adattamenti più importanti e leggermente fastidiosi, almeno per un esperto di video.

FPS: i fotogrammi per secondo

Il PAL prevede 25 fotogrammi per secondo, l’NTSC 29,97. Vale a dire che ogni secondo di video è formato da un susseguirsi, rispettivamente di:

  • 25 fotografie;
  • 29,97 fotografie

che per un difetto della retina del nostro occhio vengono percepite come immagini in movimento.

Come dicevo prima, volendo convertire da un formato all’altro, se la conversione è:

  • da NTSC a PAL

il convertitore, che in tempi analogici era una scatola piena di fili, e oggi è un software, sottrae 4,97 fotogrammi al secondo e trasforma i 29,97 in 25, senza evidenti perdite di fluidità nel video che si sta guardando.

Nel caso contrario invece:

  • un video registrato in PAL  e guardato su un televisore NTSC

il convertitore duplica 4,97 fotogrammi al secondo. Vale a dire che l’immagine si ferma per un attimo 4,97 volte ogni secondo, facendo perdere di fluidità il video.

Approfondisco l’argomento FPS in questa pagina.

Approfondimenti sul tema

Gli appassionati di elettronica possono approfondire su Wikipedia gli altri risvolti tecnici che, a dire il vero, sono un po’ per nerd, e poco interessano all’utilizzatore medio.

Comunque queste sono le pagine:

Il secam: il terzo standard video

Due curiosità ve le posso però anticipare io.

Esiste un terzo standard televisivo chiamato SECAM, di invenzione francese e utilizzato, oltre che dai nostri cugini, d’oltralpe anche in Russia. La notizia utile è che potete fare, anche professionalmente, i montatori e i cameraman, ma sarà improbabile che vi capiti mai per le mani qualcosa registrato in SECAM (almeno, io rientro nella categoria e a me è andata esattamente così).

Per quanto riguarda l’NTSC, se andate sulla pagina di Wikipedia che vi ho linkato sopra, non noterete niente di strano rispetto a quello che ho già detto. Se però andate sulla versione inglese di quella pagina, scoprite che l’NTSC non esiste più ed è stato sostituito da un sistema ATSC, che ha caratteristiche analoghe e si adatta alle trasmissioni digitali del segnale televisivo, utilizzate negli ultimi anni.

Altra osservazione pratica, vista dagli occhi di chi come me lavora con il video da anni: se è davvero successo, non se n’è accorto nessuno perché continuano tutti a chiamarlo NTSC.

Trasformare i propri video in stock footage e guadagnare

Per lavoro vendo stock footage, ovvero una forma di video che viene venduta da delle agenzie online a:

  • documentari;
  • pubblicità;
  • produzioni televisive.

Detta così, non interessa a nessuno. Dal punto di vista pratico però, con questo lavoro ho incassato più di 100 mila euro e ho viaggiato per mezza Europa e, visto che l’attrezzatura costa poca e caricare video nelle agenzie è gratis, potrebbe invece far gola a molti.

E’ dura però spiegarvi tutto in questa pagina: creare stock footage che vende non è facile, perché nessuno nasce microstocker e nemmeno i videomaker che riprendono per lavoro sono esenti dalla possibilità di perdere il loro tempo cercando fortuna su agenzie come:

Semplicemente perché quello offline è un mercato completamente diverso da quello online e adattarsi non viene naturale, ma serve qualcuno che spieghi come fare.

Lo dico in ognuna delle pagine del mio primo libro (guardalo su Amazon). Lo possa fare solo perché ci ho sbattuto la testa più di 10 anni per portare a casa dei risultati degni di nota.

Sai che descrivendo male le tue foto e i tuoi video stai perdendo soldi?

Hai l’hard disc pieno di stock images o stock footage che potresti mettere a reddito, ma non hai tempo e voglia di scrivere titoli e keyword?

Conosco chi può fare molto bene il lavoro che ti serve. Scopri di più

Il mio podcast

Dal 2016 ho un podcast che si chiama:

In questo rispondo regolarmente alle domande dei videomaker e fotografi, amatori o professionisti, che provano a guadagnare portando avanti la loro passione. Qualcuna di queste domande ha riguardato proprio la scelta tra NTSC e PAL.

Riprendere in PAL o NTSC?

Il mese prossimo andrò in Giappone (Tokyo) e ci starò tre mesi. Avrò molto tempo libero e voglio sfruttarlo al massimo per la produzione di stock footage.

Ho fatto qualche ricerca su Shutterstock. In questo momento se scrivo “tokyo time-lapse” due terzi dei video sono in NTSC e il resto in PAL.

Il Giappone usa il formato NTSC e sarebbero logico girare in questo standard, però oltre il 70% delle mie vendite le ottengo con il  PAL.
Sono veramente molto molto indeciso.

Tu con la tua esperienza cosa consigli?

Considerando anche che il Giappone nel 2020 sarà il Paese ospitante delle Olimpiadi, credo che lo stock footage sarà molto richiesto dalle TV di tutto il mondo.

E’ una decisione ardua quella dello standard da utilizzare. Normalmente io consiglio di riprendere nel formato del Paese dove il contenuto è creato, perché quello rappresenta il primo mercato. Il problema è che i Giapponesi non comprano dai microstock occidentali. Hanno un’agenzia che è loro, che si chiama Pixta e, vedendo la mappa delle vendite di Shutterstock (quando era attiva), ti confermo che non usano i siti in cui carichiamo i nostri contenuti (io ho qualche video storico del Giappone che ho venduto discretamente).

A quel punto il mercato a livello di clienti si spezza quasi a metà tra Paesi NTSC (tendenzialmente gli Stati Uniti e pochi altri) e Paesi PAL (quasi tutto il resto del mondo).

Quindi, se mi chiedi una risposta netta di quello a cui ti ho abituato, questa volta non riesco a dartela.