La sfida di un fotografo che vuole guadagnare con il microstock è avere pazienza e continuare a produrre fino ad arrivare al giorno in cui i soldi iniziano a crescere, in proporzione, molto di più di quelli che ha guadagnato fino a quel momento.
Il business sul web non permette mai di ottenere soldi facili e immediati, e tutti coloro che vi promettono il contrario vi stanno prendendo in giro.
Produrre microstock è il lavoro più bello del mondo, perché si fa quello che si ama e non ci sono capi che pretendono sempre di più o clienti irrispettosi che non pagano. La strategia migliore per farlo però non è iniziare a pubblicare stock images subito, ma partire approfondendo gli aspetti meno piacevoli della produzione, come:
In questo senso io posso aiutarvi perché sono nel settore da più di 20 anni e ho imparato ad usare strumenti fondamentali per riuscirci, come i motori di ricerca delle agenzie, che vi permettono di capire quali contenuti si vendono di più e che approfondisco nelle lezioni del mio corso.
I fotografi che non combinano nulla con il microstock, per quanto magari bravi tecnicamente, risorse del genere non le usano, perché credono che le vendite dipendano esclusivamente dal perfezionismo con cui creano le loro immagini o, ancor peggio, dalla fortuna.
Quello che non capiscono, però, è che vendere foto e video online è un business completamente diverso dagli altri legati alla fotografia, quindi i fattori che determinano i guadagni sono altri.
Scusate se non vi ho detto quello che magari volevate sentirvi dire, ma la verità è che non esistono formule magiche per fare i soldi in 5 minuti. L’unico modo per riuscirci è studiare, fare sacrifici e saper aspettare.
Fatta questa doverosa premessa, per avere un’idea di quello che vi aspetta se decidete di affrontare seriamente la produzione di foto e video da vendere online, vi racconto la storia di alcuni:
che hanno ottenuto risultati interessanti, pur producendo solo nei ritagli di tempo, proprio perché uno dei vantaggi del microstock è che potete decidere voi quanto e quando lavorare.
La principale differenza tra loro e la media di chi tenta la fortuna in questo settore è che non si sono improvvisati produttori, ma sono partiti studiando un metodo, anche grazie al mio corso.
Fabrizio Misson (leggi la sua storia) è un docente d’arte che ha sempre amato la fotografia e la grafica. Facendo un altro lavoro non ha mai prodotto immagini stock per più di qualche ora al mese. Nonostante ciò, le due sue foto best seller, che raffigurano un gatto e un gruppo di amici con un bicchiere di vino in mano, hanno incassato su Shutterstock più di 500 dollari l’una.
Ma l’aneddoto più interessante è quello di una vacanza sul Lago di Garda durante la quale ha fotografato suo padre di spalle, creando un’immagine che avrebbe scattato anche senza il desiderio di venderla nelle agenzie. Quell’immagine non ve la posso mostrare, perché dopo averla pubblicata, Fabrizio ha accettato la proposta di Shutterstock di cederla in esclusiva per 750 dollari.
Anche nel suo caso, al di là dei risultati economici ottenuti, che sono senza dubbio soddisfacenti considerato che la gran parte delle foto che vende le avrebbe scattate comunque, un altro aspetto positivo da considerare del microstock è la soddisfazione di sapere che c’è gente da tutto il mondo che paga per utilizzare le vostre foto e i vostri video nei loro progetti, che è cosa ben diversa dal prendere i “mi piace” nei social network.
Gran parte dei produttori di immagini stock sono dei semplici appassionati di fotografia e ripresa video. Ma le storie che vi sto per raccontare dimostrano che anche i professionisti possono ottenere risultati utili al loro lavoro, in un periodo storico in cui trovare clienti è sempre più difficile.
Simone Tognon (leggi la sua storia) è un fotografo italiano che si è trasferito a Fuerteventura.
Dopo aver fatto il mio corso ha iniziato a utilizzare il microstock:
strategia che alla lunga, per sua stessa ammissione, gli ha permesso di alzare i prezzi e guadagnare di più anche con gli altri lavori da fotografo che svolge.
In generale, il microstock è il sistema più facile per iniziare a monetizzare digitalmente le proprie foto e i propri video, visto che l’onere della vendita è a carico delle agenzie, ma i produttori, grazie a questa Attività, imparano una cosa che tornerà loro utile in futuro: le nozioni base per descrivere i contenuti in modo da farli apparire il più possibile in cima nelle pagine mostrate ai clienti quando questi fanno una ricerca, come insegno a fare io.
In un mondo che sarà sempre più digitale:
è l’unica strada per dare un futuro al proprio lavoro e alla propria passione.
Michele Milanese (leggi la sua storia) è un:
che aveva iniziato a caricare contenuti nei microstock senza un metodo. Per tutto il primo anno, di conseguenza, ha ottenuto risultati scarsi, poi ha fatto il mio corso e da lì in poi è riuscito a salire nei guadagni fino a raggiungere 400 dollari al mese.
Cifre del genere non sono elevate se lo si fa per lavoro ma, considerato che il tempo che dedica al microstock è poco e che vendendo i suoi contenuti online ha imparato una cosa che manca a molti professionisti, ovvero vedere le cose con gli occhi dei clienti, quello che ha ottenuto da questa Attività non si limita alle poche migliaia di euro l’anno che guadagna.
Lo ripeto a scanso di equivoci.
Domani non fate la follia di licenziarvi o di mandare a quel Paese le persone che non sopportate con cui siete obbligati a stare a contatto per motivi lavoro.
La favola che da subito potete fare meno fatica ed essere pagati di più è falsa. Se iniziate a vendere immagini stock, rassegnatevi a mesi di gavetta, alla fine della quale, però, sarete delle persone con una professionalità più al passo coi tempi e, se l’Attività vi appassiona, anche con un secondo reddito che vi permetterà di vivere meglio.
Marco Lazzarini (leggi la sua storia), per esempio, guadagna solo qualche centinaio di dollari al mese con il microstock ma, cosa ben più importante, dopo aver iniziato a vendere le sue foto e i suoi video online, ha cambiato lavoro e oggi fa:
per un’Azienda.
Il punto su cui vi consiglio di riflettere è proprio questo: vendere foto e video online aggiunge professionalità al vostro lavoro, non solo perché dichiarare a qualcuno che cerca un fotografo che siete dei produttori seri di microstock vi dà un vantaggio, ma anche perché i meccanismi che iniziate ad imparare affrontando seriamente la produzione vi aprono un mare di nuove opportunità, anche se, come nel caso dei fotografi che ho citato in questo filmato, le cifre che porterete a casa non sono sufficienti a vivere di solo microstock.
Bene, spero di avervi dimostrato che non esistono formule magiche per fare i soldi. Non esistono in generale, e tanto più nella vendita di foto e video online dove la concorrenza è spietata e se si vogliono ottenere entrate degne di nota bisogna differenziarsi dai fotografi e videomaker improvvisati.
Lo si fa, purtroppo, impiegando il proprio tempo su cose molto più noiose di fotografare e riprendere, come imparare strumenti e tecniche che appartengono solo a questo business e che quindi, mi dispiace per voi, è impossibile che già sappiate. Ma io posso aiutarvi a risolvere questo problema, ve lo spiego meglio, però, nel prossimo video.
Nel prossimo video vi dimostrerò, dati alla mano, che il microstock è un settore in forte crescita. Vedremo come, professionalizzando la produzione, sia possibile ottenere risultati straordinari anche in altri rami del business digitale che, grazie all’esperienza maturata con le immagini stock, possono aprirvi la strada a un vero cambio di vita. In chiusura, vi racconterò la storia di una fotografa che ha realizzato un’unica vendita da ben 600 dollari.
Ti mando il prossimo video entro un paio di giorni, perché non ti aiuta ricevere troppi insegnamenti in un tempo così breve.
Se però non stai più nella pelle, perché nel vendere foto e video online hai trovato qualcosa che ti ispira, magari scrivimi usando il modulo qui sotto.