Hai dei dubbi che non sono riuscito a toglierti? Scrivimi che ti aiuto:

Vent’anni fa c’erano fotografi che su iStockphoto, l’unica piattaforma seria che c’era al tempo, guadagnavano centinaia di dollari con il time-lapse di un cielo, ovvero quanto di più semplice da creare esista, visto che si può girare in 10 minuti in qualsiasi cortile di casa aspettando una giornata serena e montando un cavalletto.

In pochi mesi la voce si sparse e tutti cominciarono a riprendere le nuvole, che sono tutt’oggi richieste dai compratori, ma se oggi proponete lo stesso contenuto a un’agenzia, nella maggior parte dei casi ve lo respingono dicendo che di video così ne hanno già tanti.

I cieli, le principali città, cani e gatti, sono i soggetti mainstream, ovvero di massa. Nel tempo sono stati caricati talmente tanto nei microstock che, pur avendo ancora mercato, non sono più convenienti da produrre vista la difficoltà di competere nelle vendite con quello che già esiste online. A meno che non si abbiano idee straordinarie, che vi auguro tanto di avere ma che statisticamente è difficile che si materializzino nel nostro cervello di produttori e, se volete guadagnare, dovete avere una mente matematica, non artistica.

Quello che dobbiamo chiederci quindi è: in questa fase del microstock, si può ancora produrre in modo profittevole il contenuto di un soggetto, senza il presupposto difficile da contrastare del “c’è già tanto materiale simile, perché i compratori dovrebbero preferire i miei video e le mie foto”?

La risposta è:

Sì, se si sfruttano le nicchie.

Le nicchie e il web

Per fare business online, non solo con il microstock, bisogna capire il concetto di nicchia. Per iniziare a spiegarlo, vi parlo del mio sito, il cui successo è dovuto anche alla scelta dell’argomento di cui parlare che non è, genericamente, la fotografia o la ripresa, ma è come vendere immagini e filmati stock.

Se avessi deciso di parlare genericamente di fotografia sarei stato solo uno dei tanti. Concentrando invece la mia divulgazione su un argomento specialistico, ovvero il microstock e producendo post, video ed episodi del podcast di qualità, sono riuscito a farmi conoscere in un web che, come accade nel microstock, è governato dagli algoritmi dei motori di ricerca.

Con i soggetti delle stock images e dello stock footage il concetto è lo stesso. Poniamo che vogliate riprendere il vostro gatto. All’alba del microstock quando anziché decine di milioni di video ce n’erano qualche migliaio, i gatti erano considerati una nicchia del soggetto “animali”, perché c’era poco contenuto pubblicato.

Oggi, nemmeno i cuccioli di gatto sono una nicchia e addirittura nemmeno i cuccioli di gatti siamesi lo sono più perché, se andate su Shutterstock.com e scrivete nel riquadro di ricerca “cat”, selezionando “Photos” appaiono milioni di risultati. Selezionando “Video”, centinaia di migliaia.

Risultati di ricerca su Shutterstock di immagini di gatti
Risultati di ricerca su Shutterstock di stock footage di gatti

A meno che non scopriate che il mercato cerca più di quanto si possa pensare il video, per esempio, di un gatto che cammina al guinzaglio o di un gatto che interagisce con un pesce rosso, e che non ci sia già molto di simile pubblicato, il gatto non è più un soggetto profittevole a causa della saturazione di contenuti.

Se decidete comunque di provarci, non è impossibile riuscire a vendere qualcosa, anche se la remunerazione che ne riceverete sarà probabilmente molto più bassa di quella che otterreste nello stesso tempo facendo un altro lavoro.

Immagine stock classica di una persona che lavora in un ufficio

Cos’è una nicchia

Ora faccio un esempio concreto, perché il concetto non è semplice ma è fondamentale per guadagnare. L’ambientazione ufficio è un classico delle immagini stock. Quella che state vedendo è un’immagine mainstream: la persona ritratta per età, colore della pelle, vestiti e caratteristiche fisiche è lo standard della comunicazione. È stata inserita in una normalissima attività lavorativa, come scrivere al computer e non ci sono stranezze nell’inquadratura, nell’ambientazione o nella color correction.

Rappresenta la tipologia di immagine più richiesta nella categoria ufficio, ma non è la più conveniente da produrre, perché la quantità di foto simili in vendita è talmente elevata che il rapporto tra domanda (alta) e offerta (altissima) non è favorevole per chi produce. In particolar modo se si è principianti, considerato che i motori di ricerca favoriscono chi ha venduto di più in passato.

Immagine stock di un uomo con disabilità al lavoro in un ufficio

Quella che state vedendo adesso è invece un’immagine di nicchia, perché le caratteristiche della persona ritratta non sono quelle che i compratori di stock images cercano più frequentemente, ma il rapporto tra domanda (bassa) e offerta (bassissima) è favorevole ai fotografi che puntano su quel soggetto.

Ho mostrato una persona con disabilità, ma ci sono tanti elementi in grado di differenziare la foto: un gruppo di uomini e donne che rappresentano il concetto di diversità, bambini o anziani, un ufficio che ricrea le atmosfere degli anni ’90, una tecnologia di cui si sta iniziando a parlare molto. Lavorando su queste idee, si crea una nicchia.

Naturalmente, non dovete esagerare: sarebbe un errore sperare di ravvivare un soggetto che ha già invaso il mercato, puntando su una tipologia di immagine diversa da quella standard: il bianco e nero, il desaturato, il rapporto di forma verticale, il rallentatore. Perdereste tempo che, invece, potreste più saggiamente impiegare per fare cose in grado di generare maggiori profitti.

Per i luoghi turistici, vale lo stesso discorso dei gatti, a meno che non ci mettiate davanti le persone mentre fanno qualcosa di commercialmente sensato o, sempre rifacendovi al concetto di nicchie, anziché puntare sul video dell’Arco di Trionfo, riprendete un luogo importante ma meno frequentato dai turisti che vanno a Parigi, come l’esterno del Palasport dove si svolgono molti eventi o il Cimitero di Père Lachaise, magari perché il prossimo anno ricorre l’anniversario della morte di una delle persone che lì sono sepolte e nessun altro produttore sembra che ci abbia pensato.

Dovete ragionare in questo modo, se lo scopo della vostra presenza nei microstock è guadagnare. Altrimenti, potete portare avanti una politica più libera, mantenendo una mentalità da appassionati che si accontentano di poche vendite, senza professionalizzare la produzione. O potete anche improvvisare tutto, non curando nemmeno titoli e descrizioni e non facendo nulla per capire il mercato. Io però insegno a fare altro.

La concorrenza dell’intelligenza artificiale

C’è poi un’altra considerazione da fare quando oggi si parla di soggetti come i gatti.

L’intelligenza artificiale generativa è già ampiamente in grado di creare filmati di gatti credibili. Quindi attenzione a non focalizzare il vostro portfolio su soggetti che diventano sempre più difficili da vendere a causa della concorrenza, non solo all’interno dei microstock, ma anche della tecnologia alternativa.

I video ambientati in contesti urbani, quindi multisoggetto perché oltre al luogo ci sono anche persone e auto, invece possono contenere artefatti se sono generati dall’IA. A quello si sommano i classici problemi come i tempi lunghi di creazione, possibili problematiche di natura legale e via dicendo, ecco perché il microstock, se si comincia oggi, è ancora un buon business. Quello che succederà fra un anno non lo sa nessuno. E non mi riferisco solo agli sviluppi dell’intelligenza artificiale.

Anziché pensare a situazioni complesse, una buona strategia è lavorare bene con i soggetti che vi circondano, a cominciare dalle persone, sempre che prima capiate che il mercato vuole contenuti di quel tipo e non ce ne siano già tanti pubblicati, come insegno a fare io nel mio corso.

Sfruttare le capacità che già avete e le occasioni che vi create

Se avete esperienza a livello tecnico, dovete considerare che il solo fatto di ambientare una scena in un interno screma la platea dei potenziali produttori di quel contenuto, perché illuminare correttamente richiede un equipaggiamento e un’esperienza alla portata di pochi. Questi sono i punti su cui dovete spingere per costruire una collezione che fa guadagnare. Sfruttare da subito le capacità che già avete, e poi acquisirne altre ottimizzate per il microstock con lo studio e l’esperienza.

Più nicchie trovate e più guadagnerete, perché attenzione, dopo averne trovata una, non dovete fare l’errore di pensare di avere in mano il patrimonio che vi permette di lavorare un giorno a settimana e passare il resto del vostro tempo a bordo piscina.

I compratori non vogliono milioni di foto e video di un gruppo di meccanici che ripara un’auto in officina o della donna che fa yoga in riva al mare. Quindi, trovata la prima nicchia cercatene subito un’altra.

Dovete produrre ogni volta che ne avete occasione, lavorando continuamente a nuove idee dopo aver preso ispirazione dalle collezioni dei microstock. Per farlo, buttate via i social, i siti di notizie e leggete le email non più di due volte al giorno, perché sono tutte distrazioni che vi allontanano dal vostro obiettivo di costruire un business con la vostra passione per la fotografia e la ripresa video.

Che poi la vostra produzione sia incentrata sui soggetti legati al gran parlare che si fa di ecologia e cambiamento climatico o alle persone che lavorano in remoto o alla salute, dipende da quanto riuscite ad avere facile accesso a quel tipo di contenuti producendo a un costo vicino allo zero.

Set professionale di uno spot

Professionisti che aggiungono una rendita passiva

Conosco gente che produce filmati commerciali su commissione, facendosi quindi pagare la seduta di ripresa da altri, e alla fine dello spot, visto che il set è già allestito e i modelli sono già stati pagati, si prende un’ora per creare stock footage e stock images.

Quei video e quelle foto caricati sulle agenzie produrranno guadagni per anni, perché il microstock è una rendita passiva, ovvero genera profitti senza data di scadenza.

Dovete incentrare la vostra produzione sulle occasioni che sapete crearvi. Se avete un amico che ha una fabbrica, trovate il modo di riprendere e fotografare il processo di produzione usando i lavoratori come modelli, perché quelle scene sono molto richieste sia da chi fa video industriali sia da chi sta parlando di argomenti generici legati all’economia.

Se conoscete qualcuno che fa sport, chiedetegli un paio d’ore del suo tempo per allestire una seduta di riprese, perché tutte le nicchie legate al benessere sono in crescita. L’importante è che prima di uscire con la fotocamera passiate qualche ora a studiare il mercato e a costruirvi una scaletta per arrivare a riprendere già con le idee chiare, come insegno a fare nel mio corso.

Nessuno potrà mai garantirvi il raggiungimento di un volume di vendite tale da vivere esclusivamente di immagini e filmati stock. La concorrenza attuale è talmente elevata che molti, illusi da promesse di guadagni facili, si arrendono alle prime difficoltà.

Sta però a voi decidere se impegnarvi e diventare padroni del vostro destino, perché nel mondo di oggi ci sono tutte le possibilità di migliorare la vostra situazione magari anche attraverso altri business digitali con i quali potrete entrare in confidenza proprio grazie agli insegnamenti del microstock.

L’ultimo video della serie

Non ho altri filmati gratuiti da mandarvi, perché l’unico modo per tenere alto il livello della mia divulgazione è impacchettare il meglio di quello che posso insegnare in un corso a pagamento.

Chi non vuole fare quel passo, trova tanti episodi del mio podcast nei quali regolarmente parlo delle novità del microstock e altri contenuti testuali con cui, però, si impara in maniera disorganizzata.

Attenzione poi a una cosa. Se decidete di proseguire senza il corso ci sono dei pericoli da non sottovalutare.

Fate molta attenzione a non caricare immagini di persone riconoscibili o di luoghi protetti da copyright, come i grattacieli moderni o la Torre Eiffel di notte, perché se non compilate le schede tecniche in un certo modo rischiate di avere dei problemi legali.

Occhio alla tassazione, perché le agenzie si trattengono il 30% di quello che guadagnate se non caricate un documento che si chiama W-8Ben che con le mie spiegazioni del corso potete compilare in un minuto, evitando anche che l’agenzia delle entrate italiana vi insegua perché avete inserito i dati sbagliati.

Come già detto in precedenza, non fate poi l’errore di sottovalutare l’importanza dello studio del mercato e dell’inserimento di titoli e parole chiave, perché sono attività fondamentali per vendere e con una semplice strategia si possono fare in modo veloce ed efficace.

Anche queste sono cose che spiego approfonditamente nel mio corso, a un costo molto minore dei guadagni che perdereste facendo da soli.

Se state invece pensando che non è il momento giusto, ricordate che sta passando l’ultimo treno prima che la concorrenza renda ancora più difficile vendere foto e video online.

Avete due strade davanti, entrambe legittime: lasciar perdere perché non fa per voi o affidarvi a chi vi insegna quello che dovete fare grazie a più di 20 anni di esperienza nel settore e dopo aver ottenuto guadagni per centinaia di migliaia di euro.

Se scegliete la terza di strada, ovvero iniziare facendo di testa vostra, credetemi: state buttando un’occasione, perché non guadagnerete nulla di importante.

Se invece sono io che non vi ho convinto, magari usate il modulo di contatto nella pagina per dirmi che dubbi avete e se posso fare qualcos’altro per aiutarvi.