Il microstock come opportunità per i fotografi
Il microstock rappresenta un secondo reddito per migliaia di fotografi, amatori e professionisti in tutto il mondo.
Forse non dovrei specificarlo, perché se avete cliccato sul link che vi ha portati in questa pagina, visto che il titolo lascia pochissimi dubbi, siete probabilmente tra le oramai decine di milioni di Italiani che hanno un apparecchio per fotografare, sia esso:
- una reflex ultra professionale;
- uno smartphone
e proprio grazie al titolo sono sicuro che da un minuto a questa parte vi state iniziando a chiedere se può davvero diventare una macchinetta stampa soldi come io che, ai vostri occhi posso essere il tipico truffatore della rete, vi ho detto.
La mia risposta è
sì, ma solo ad alcune condizioni.
In pochi infatti sanno che le immagini e i video che create, oltre che servire a buttare un sacco di tempo sui social network, possono diventare una fonte di reddito o, come è successo a me, anche un lavoro a tempo pieno visto che io, come dimostra lo screenshot qui sotto tratto dalla mia area privata di una delle principali agenzie di microstock:

guadagno circa 3000 dollari al mese vendendo le mie foto e, soprattutto, i miei video, online.
Girare l’Europa e vendere i propri video e le proprie foto
Nel maggio 2011 facevo il montatore per un programma che andava in onda su MTV. Già da un po’ di anni, da appassionato di ripresa, avevo scoperto i siti di, segnatevi la parola, microstock, ovvero delle Agenzie online che tutt’oggi forniscono:
- siti internet
- programmi televisivi
- in generale chiunque abbia i soldi per pagare
con:
- fotografie (che in quel caso, nel mondo globalizzato, si chiamano stock images)
- pezzoni di video, anche detti stock footage.
Cosa succedeva quindi nella mia vita: periodicamente, avendo un primo lavoro abbastanza flessibile:
- prenotavo un volo low cost per una Capitale Europea
- mescolavo il turismo alla ripresa
- (anche se potrà sembrarvi impossibile e farvi mangiare le mani visto che probabilmente non l’avete mai fatto) oltre a ripagarmi aereo e hotel, riuscivo anche a tirarne fuori una remunerazione non da poco per il tempo che impiegavo con la reflex al collo.
Benvenuti (forse un po’ in ritardo) nel mondo del microstock
Con questo stratagemma ho praticamente girato mezzo Continente, trovando tra l’altro anche un’ottima scusa per rivedere più volte dei posti magnifici che, se si fosse trattato di semplice turismo, magari avrei fatto fatica a rivedere così frequentemente. Citavo il maggio 2011 perché era la terza volta che andavo a Parigi per creare microstock, in realtà la prima con un cavalletto con testa fluida e una reflex che creava video Full HD. Se la vendita di foto online è iniziata grosso modo ad inizio secolo e quella di video più o meno nel 2006, il 2011 rappresenta l’apoteosi dei guadagni per chi come me aveva capito prima degli altri cosa stava succedendo.
Riprendere Parigi e guadagnare
Vi spiego la cronologia di quel viaggio:
- partenza la mattina da Treviso
- volo per Parigi Beauvais, che in realtà si chiama Parigi solo perché Ryanair ha deciso così ma è ad un’ora e mezza abbondante dalla città,
- una notte in hotel
- due giorni di ripresa.
Ad agosto di quello stesso anno andiamo in due in vacanza 10 giorni in Sardegna: ho pagato interamente il conto con le royalties che avevo già generato con quel viaggio a Parigi in quella che, all’epoca e bene o male anche oggi, era la mia Agenzia preferita:
- Pond5.
Se oggi apro la pagina dei report di vendita dei miei contenuti su:
- Shutterstock.com

c’è un time-lapse dell’Arco di Trionfo, girato subito dopo il tramonto, che è oramai ben al di sopra dei 1000 dollari di incasso, solo su quell’Agenzia. Ho detto oramai ben al di sopra perché il bello del microstock, oltre:
- alla capacità di ripagare il conto dei viaggi
- alla soddisfazione di sapere che delle produzioni professionali pagano per tuoi i nostri contenuti
è che non ha scadenza. Quindi solo da quel time-lapse di 5 secondi girato nel 2011 io guadagno tutt’ora circa 300 dollari l’anno che non mi toglierà mai nessuno. Nemmeno se un domani prendessi e andassi a vivere su un’isola deserta.
A proposito di time-lapse. Se non sapete di cosa si tratta lo spiego bene in questo video:
Se poi volete vedere altri 4 video che vi insegnano a guadagnare vendendo foto e video online collegatevi a questa pagina.
Creare:
- stock footage
- stock images
è quella che si definisce una rendita passiva:
- produci una volta e guadagni per tutta la vita.
Basta una reflex economica
Quella volta lavoravo con attrezzatura da un migliaio di euro, in tempi di concorrenza inferiore a quella che c’è oggi e come avete capito un po’, almeno a livello di video, me ne intendevo. Come ho detto all’inizio, però, voi potreste addirittura pensare di vendere contenuti creati con uno smartphone, anche se non è la strada che vi consiglio. Se posso da subito lasciarvi un solo concetto, che è quello su cui inciampano i tanti fotografi tradizionali che si arrabbiano un sacco perché loro non vendono e io sì. L’importante non è tanto la capacità tecnica, ma la capacità di comprendere il mercato. Il microstock, ovvero la vendita online di foto e video, anche se è deprimente da dire, non è tanto un’arte ma un business.
L’angolo della posta
Nel mio podcast mi scrivono un sacco di persone che scoprono la vendita online di foto e video grazie a me. Nel IV episodio mi ha scritto un lettore che si chiama Remo e mi ha raccontato la sua storia. Togliendo tutta la parte più personale, posso dire che fa l’insegnante a tempo pieno e produce video musicali, quindi il microstock nel suo caso sarebbe un ottimo riempitivo nei tempi di mancanza di lavoro, perché il succo della sua domanda infatti era:
Vale la pena cominciare a produrre microstock oggi?
La risposta scritta che gli ho dato ancor prima che il podcast andasse in onda è stata questa:
Caro Remo
la tua attività nel campo del microstock può essere un ottimo modo per differenziare i soldi che ti arrivano ogni mese.
In più essendo una rendita passiva, se per diverso tempo non produci perché hai altro da fare, i soldi ti continuano ad arrivare nel caso tu riesca a mettere in piedi una collezione fatta bene.
Io nell’ultimo anno e mezzo mi sono concentrato sulla creazione dei contenuti per stockfootage.it e quindi non mi sono potuto muovere più di tanto, però ho iniziato a digitalizzare delle pellicole 8 mm e ho trovato una nicchia che mi sta veramente dando delle grosse soddisfazioni a livello di vendite.
Dovresti fare un lavoro molto preciso sull’archivio di footage che già hai relativamente ai videoclip musicali. Innanzi tutto per quanto riguarda le licenze ce ne sono di due tipi:
- Commerciali
- Editoriali.
Quando c’è un logo, una persona riconoscibile o anche solo una targa d’auto, devi selezionare quella editoriale (o devi cancellare digitalmente facce e brand).
Insegno come farlo in uno dei miei post.
I contenuti che rendono di più
Per quanto riguarda i contenuti più redditizi, ti consiglio di valutare la produzione di quelli con modelli e modelle, perché sono molto richiesti e molto meno sottoposti a concorrenza.
Parlo di modelli e modelle, ma non è necessario che si tratti di attori professionisti, bastano anche semplici conoscenti che possono ricreare situazioni della vita normale:
-
la famiglia a casa che fa da mangiare
-
l’ufficio pieno di impiegati
-
un colloquio di lavoro
-
gli amici al pub che scherzano
Una vita migliore
Spero di aver aiutato chi ha letto, almeno un pochino, a trovare uno stimolo per cambiare la sua vita.
Daniele Carrer
Questo testo è parzialmente tratto da un paio di episodi del mio podcast

Le altre mie pagine che potrebbero interessarvi:
- per i principianti: qui spiego tutto.
- Il mio corso: vendere foto e video online