Tanti insegnano a riprendere...

...ma solo qui impari come si vendono le tue foto e i tuoi video!

Se questo video ti ha spiegato delle cose che non sapevi, ti ricordo che la versione di prova del mio corso costa molto meno delle royalties che stai perdendo.

Se vuoi, puoi vedere anche gli altri episodi del cartone animato:

Cos'è il microstock?

La reflex per iniziare

Canon, Nikon o Sony?

I fotografi hanno contribuito al benessere culturale di questo Paese, e per questo tutti dobbiamo ringraziarli, in un'epoca di serrande chiuse e in cui, per le strade d'Italia, sembrano rimasti solo "Compro Oro", "agenzie interinali"  e Kebab. Se però chiedete ad uno di questi eroi, magari ad uno di quelli che esercita la professione da 30 anni, di creare microstock senza spiegargli il genere di contenuti che cerca il mercato, 9 volte su 10 questo riprodurra gli schemi del business offline, producendo stock footage e stock images che rimarranno invenduti.

Uno scatto ineccepibile dal punto di vista tecnico, non necessariamente vende. Attenzione: essere dei produottori vincenti di microstock non è una questione anagrafica, visto che anch'io, alle soglie dei 40 anni, solo in un posto molto strano come l'Italia sono ancora considerato da qualcuno un giovane.

Se prendete quelli che la stampa 1.0 definisce:

  • Nativi digitali

ovvero quei ventenni che qualcuno pensa siano dei geni dell'informatica solo per diritto di nascita, ma che in realtà passano le loro giornate su:

  • WhatsApp a chattare del nulla
  • Snapchat a mostrare i selfie tamarri che si fanno

ma alla prova dei fatti non sanno nemmeno formattare un hard disk, quest'ultimo (il nativo digitale), dall'alto del potere che certi giornalisti gli danno (giornalisti che ne capiscono di modernità tanto quanto il Presidente di una squadra di calcio che ingaggia Giovanni Trapattorni per vincere la Champions League il prossimo anno), potrebbe pensare che il fotografo vecchia maniera non venda proprio perché è vecchio e ha difficoltà ad entare nella "mentalità digitale". In realtà, è quasi esclusivamente una questione di scelta dei contenuti, ed è una mancanza che si può correggere.

Ho sempre amato viaggiare e ho passato i miei momenti professionali migliori in giro per l'Europa con la reflex al collo:

viaggiare è il modo migliore per conoscere il mondo stando lontani da datori di lavoro lunatici e colleghi invidiosi che fanno di tutto per rovinarti la giornata.

Detto questo, ad un certo punto della mia carriera di microstocker, per variare, ci ho provato con soggetti di viaggio alternativi alle città, per un semplice motivo: speravo che il mercato si adattasse ai miei gusti di persona che dopo 30 Capitali Europee ad un certo punto voleva stare un po' tranquilla. Ovviamente mi sbagliavo, perché il business è una cosa troppo complicata per adattarsi ai tuoi sogni adolescenziali.

Stare in mezzo alla natura, all'aria buona e senza la scocciatura del traffico o del poliziotto che chiede se hai l'autorizzazione a riprendere, è quanto di meglio esista per un fotografo.

Per questo motivo, nella seconda fase della mia attività di produttore di microstock, ho ampiamente ripreso il meglio che c'era sul soggetto "mari e monti":

  1. la Sardegna
  2. le Dolomiti.

in anni in cui vendere stock footage era molto più facile di oggi. Quindi ho registrato in grandi quantità:

  • clip di spiagge affollate
  • panorami costieri
  • time-lapse creativi sul bagnasciuga
  • piste da sci
  • balletti di nuvole sullo sfondo di cime di pietra rosa

e quant'altro un produttore di microstock della prima ora poteva immaginare che vendesse senza lavorare con l'ausilio degli strumenti online che misurano la vendibilità dei soggetti e che oggi insegno ad usare nel mio corso.

Alla fine, il tempo che ho perso me lo sono ripagato, ma:

  1. Creare stock footage nel 2009 non era come crearlo in questo periodo (per colpa della concorrenza che nel frattempo è arrivata).
  2. Io sono Daniele Carrer, che ai più non vuol dire nulla, ma che per molte agenzie significa un grande vecchio del microstock che viene favorito negli algoritmi di indicizzazione che ordinano i risultati delle ricerche dei compratori (come dimostra la mail qui sotto).
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A livello di royalties la natura non rende. Se vi piacciono mari e monti, usateli per le vacanze, ma non aspettatevi di ripagarvi il viaggio, il soggiorno e forse nemmeno un biglietto giornaliero dell'autobus con quei soggetti.

So che è una brutta notizia, ma è la dura realtà e la devo constatare, anche se facendolo vendo di meno il mio corso, per il quale dovrei, se stessi ad ascoltare le leggi del marketing, cercare di vendervi un sogno.

Se fossi un ricercatore universitario e volessi studiare il comportamento del fotografo vecchia scuola, vedrei che il tipo di contenuti con cui tornerebbe a casa dopo un mese di produzione di microstock improvvisata, rientrerebbe nella categoria:

foto tecnicamente perfette in scarsa quantità, passate attraverso giornate di Photoshop e con soggetti da puzzle:

  1. la foresta coi colori d'autunno
  2. il capriolo nel bosco
  3. il gabbiano che pesca un pesce.

Io ci sono passato prima di lui. Ho sbagliato in fase di pianificazione, ho riflettuto sui miei errori, ho capito cosa fare per correggerli e oggi incasso migliaia di euro al mese con il microstock.

Se non avessi l'impegno del sito e dovessi produrre contenuti a tempo pieno nel prossimo mese, non creerei 20 foto perfette, ma 500 video, magari non ineccepibili, ma che sulla quantità possono generare numeri che mi ripagano dello sforzo. Andrei per esempio:

  • in una grande città molto frequentata da businessmen, come Francoforte (si veda il mio best seller qui sopra)
  • o affitterei un ufficio con delle grandi vetrate chiudendoci dentro 5 amici vestiti da impiegati di borsa, uscendone ore dopo con decine di scene relative a quello che capita normalmente in un luogo pieno di colletti bianchi: dal colloquio di lavoro, al rispondere al telefono, ai discorsi davanti alla macchinetta da caffè, al collega che ti pugnala alle spalle, ai litigi, alle riunioni.

Prima di imitarmi o di scegliere i vostri prossimi soggetti, andate su Pond5.com, ovvero nel sito dell'Agenzia che garantisce i maggiori guadagni ai produttori di stock footage, digitate nella stringa di ricerca un qualsiasi termine, e ordinate i risultati:

  • non per “Best Match”, che è l'ordinamento di default
  • ma per “Popular”.

Vi esce l'ordine delle clip in base alle vendite sulla parola chiave che avete scritto. Sono sicuro che ne rimarrete stupiti. Benvenuti nel mondo del microstock prodotto professionalmente.

Stock footage e stock images esistono da decenni, ma la loro vendita è esplosa grazie al web che ha azzerato i tempi di consegna ai compratori e reso molto più facile la ricerca dei contenuti, abbassando anche i prezzi. Sono quindi cambiate:

  1. Le condizioni in vendita.
  2. I produttori.

Noi fotografi/videomaker, magari con solo 1500 euro di attrezzature, siamo flessibili e abbiamo, senza accorgercene, fatto fallire i grandi studi che 15 anni fa producevano contenuti e che oggi sono più rari di un calzolaio in una grande città. Quando dico NOI, mi riferisco a:

  1. quarantenni
  2. trentenni
  3. ventenni (non lobotomizzati dagli smartphone).

Il fotografo vecchia maniera fa invece fatica ad adattarsi al cambiamento, perché, se parliamo di microstock, tutto quello che ha imparato fino ad ora non vale (quasi) nulla, ma anzi può fargli solo del male se non ha la forza di reinventarsi.

Sono odioso nel dire queste cose, ma lo faccio dall'alto dei 3 mila dollari al mese che incasso e che continuerei a portare a casa anche se decidessi da domani di prendermi un anno sabbatico.

A proposito di tempi. Se cominciate a caricare oggi:

  • con le foto siete bravi se incassate i primi spiccioli entro le prime 2 settimane.
  • con i video possono passare anche mesi prima che il contatore delle royalties salga (soprattutto se fate di testa vostra e riprendete la Torre Eiffel e i campi di fiori).

Se però la vostra attività prende piede le vendite che vi daranno più soddisfazione saranno quelle che arriveranno mentre siete in spiaggia a prendere il sole e sentirete le notifiche di vendita sullo smartphone. Poi, se le cose vi andranno male (come è probabile, nonostante l'eccitazione che vi può dare l'ascoltare la mia storia), potete fare gli Italiani e dare la colpa ai compratori che non capiscono nulla, ma in realtà siete solo degli incapaci che, comprese le regole, non le sanno applicare e si fanno superare dal ragazzino che riprende con il fondo di bottiglia che si trova in dotazione con le reflex, ma che ha fame di emergere e di studiare il metodo per farlo.

Questo video è tratto dal mio podcast "Vendere foto e video online". Se anche tu vuoi iniziare a produrre microstock e guadagnare vendendo le tue foto e i tuoi video online ti consiglio di guardare questo video.

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