Tanti insegnano a riprendere...

...ma solo qui impari come si vendono le tue foto e i tuoi video!

Le regole di inquadratura per creare video real time da distribuire alle Agenzie di stock footage sono più o meno le stesse della fotografia statica. Questo perché, l'ho già accennato nello scorso filmato, il movimento dei soggetti è marginale nella ripresa.

Se vuoi riprendere una Capitale Europea, i contenuti più adatti a farti guadagnare con i video sono i luoghi principali, ovvero gli stessi che si trovano nelle cartoline. Nel primo filmato che ti ho mandato, quello dove ti facevo vedere come fare a guadagnare con le foto che avevi già in archivio, ti sconsigliavo, per quanto riguarda Roma, di caricare il Colosseo e San Pietro, perché ce n'erano già troppi online. Bene, con il video un po' alla volta sta diventando così, però se ti sbrighi c'è ancora spazio per guadagnare.

Con i soggetti più richiesti delle grandi città:

  1. dovrai girare con il sole alle spalle (usando i siti che ti permettono di farlo, come spiego nel mio corso)
  2. dovrai trovare tecniche che vanno oltre i semplici video
  3. dovrai creare delle procedure di lavoro che ti permettano di stare più tempo a riprendere e meno tempo davanti al computer ad inserire parole chiave (usando i .csv per trasferire le schede tecniche da un'agenzia all'altra, come insegno a fare nel mio corso).

Ti ho appena spiegato come faccio ad incassare tremila dollari al mese, pur avendo sospeso la produzione da un bel po'. Tornando al discorso della dinamica dei soggetti:

  • poniamo che ora tu voglia creare stock footage della Torre Eiffel.

Credimi, puoi anche passare le giornate a scervellarti su Google street view, ma in quello specifico caso l'inquadratura migliore è sempre questa:

Torre Eiffel vista da Trocadero

Come vedi c'è il traffico e, piccole piccole, ci sono anche le persone che si muovono, ma il soggetto principale, che è quello che vogliono i compratori, è la torre, che è statica, e l'inquadratura deve essere studiata in funzione di questa realtà. Lo stesso vale per:

  • il Big Ben
  • i grattacieli di Francoforte
  • il Palazzo Reale di Vienna
  • il Duomo di Milano.

Esiste però una tecnica di ripresa che si pone idealmente tra il mondo delle immagini in movimento e quello delle immagini statiche, ovvero il time lapse:

  1. monto un cavalletto
  2. imposto la macchina per fare foto in sequenza
  3. con un software come After Effects creo un video velocizzato.

Il movimento è quindi amplificato ed essendo diverso da quello che vedo ad occhio nudo (25 volte maggiore per ogni secondo che intercorre tra gli scatti) diventa un elemento determinante.

In altre parole:

  • se riprendo in real time il Colosseo, traffico e turisti sono due soggetti di cui lo spettatore nemmeno si accorge di fronte alla predominanza del luogo.

Nel creare un'inquadratura:

Colosseo in una giornata di sole

devo quindi solo stare attento che questi non mi impallino l'obiettivo, perché a me interessa il Colosseo e basta. Se faccio un time lapse c'è invece un altro elemento che mi interessa:

  • il movimento

che salta agli occhi proprio perché è diverso rispetto a quello che vedo nel mondo reale. Quindi io videomaker/fotografo devo avere questo presupposto in testa e creare un'inquadratura consapevole.

Ora vado sul concreto. A proposito, mi scuserai se nei miei video, nel mio sito e tanto più nel mio corso non faccio filosofia. Il Daniele di 20 anni fa a questo punto mi odierebbe, il problema è che oltrepassata una certa soglia di vita o si cambia direzione o si rischia di esaltarsi per vendite di foto che nella media oramai fruttano un dollaro, che è il modo migliore per finire ospiti fissi alle cene della Caritas, e mi dispiacerebbe se tu prendessi quella direzione per colpa mia.

Turisti di fronte alla Torre Eiffel sulla terrazza di Trocadero

Faccio chiarezza sui:

tempi di intervallo

dei time-lapse. Ovviamente non esiste una regola generica. I limiti tecnici delle attrezzature impongono però che non si possa mai far intercorrere meno di un secondo tra il momento di chiusura dell'otturatore e l'inizio dello scatto successivo, semplicemente perché la macchina fotografica e la scheda potrebbero non farcela a registrare.

Detto questo, la domanda è:

quanto tempo deve passare tra una foto e l'altra?

La risposta è:

  • dipende da che movimento stai riprendendo.

Persone alla stazione di Liverpool Street a Londra

Stazione di Liverpool Street, Londra. L'azione che mi interessa è quella delle persone. In questi casi basta il minimo possibile, ovvero 2 secondi di intervallo. Vedrai che anche tu svilupperai un occhio critico con la pratica. Fino ad allora segui la regola che in contesti urbani, se il movimento è quello delle persone o del traffico, serve un intervallo corto. Non è solo una questione legata alla necessità di risparmiare tempo. Il problema in quei casi è che allungare la distanza tra gli scatti dà anche un effetto visivo poco gradevole.

Duomo di Siena in una giornata soleggiata

Un'altra casistica importante è data dalle nuvole. Come sai, e se non lo sai te lo dico io risparmiandoti il tempo che ti serve per crearli, i time-lapse dei cieli non sono più accettati dalle Agenzie, perché ne hanno pubblicati già abbastanza. Mi riferisco quindi agli:

  • ambienti urbani nel momento in cui le nuvole diventano lo sfondo mutevole di un soggetto statico.

Più queste sono lontane e meno si muovono rispetto alla reflex, quindi c'è bisogno di aumentare l'intervallo. Capire la distanza è semplice, perché dipende da quanto l'inquadratura è perpendicolare al terreno. In altre parole, facendo un esempio che immagino tu conosca:

Spiegazione dei tempi di intervallo utilizzati per un time-lapse del Colosseo

se riprendi il Colosseo dalla terrazza dell'Altare alla Patria, potrai puntare la macchina fotografica parallela al terreno, quindi le nuvole che riprenderai saranno molto lontane e dovrai intervallare con tempi da 5 a 10 secondi. Se invece lo stesso soggetto:

Spiegazione dei tempi di intervallo utilizzati per un time-lapse del Colosseo

lo riprendi da sotto il perimetro, devi alzare la reflex al cielo, di conseguenza le nuvole saranno molto più vicine, quindi basteranno 2 secondi. Questa regola vale dappertutto, non solo in città.

Considera poi che:

  1. se l'intervallo è 2 secondi
  2. per ottenere un video di 6 secondi, che è una durata consigliabile per il microstock
  3. dovrai fare 150 scatti
  4. impiegherai 5 minuti per creare la sequenza.

Esistono poi time lapse lunghi tutto il giorno, che in pochi fanno e che di conseguenza potresti vendere bene. Tipici esempi sono quelli che fotografano le ombre e che richiedono uno scatto ogni 3/5 minuti. Questo, però, significherebbe stare davanti al cavalletto da mattina a sera, quindi considerato il tempo perso e l'incasso potenziale pur più alto della media, non ne varrebbe comunque la pena, a meno che tu non trovassi un hotel con una finestra che guarda la Torre Eiffel e potessi lasciare lì la reflex diverse ore andandoti a godere la città.

Per quanto riguarda invece

i tempi di esposizione

innanzitutto ti consiglio di lavorare sempre in posa M e con un diaframma che deciderai tu in base al tuo gusto e alla pulizia del sensore (se non sei sicuro di questa non lavorare mai con aperture più chiuse di 5,6). Se il movimento è rappresentato da persone o cose, il tempo di esposizione non deve mai essere inferiore a mezzo secondo:

  1. Per contenere il flicker (nel mio corso spiego come utilizzare un software per correggere il problema).
  2. Per dare più realisticità alla ripresa

ovvero:

  • se le auto andassero veramente a 1000 all'ora come le fai vedere nei time-lapse, fotograficamente parlando lascerebbero la scia

quindi per ottenere lo stesso effetto nella ripresa ci vuole un tempo molto lungo. Almeno di giorno, hai quindi bisogno di un buon filtro ND (in questo video spiego tutto).

Ti ho appena messo in mano uno strumento molto affilato per tagliare una fetta della torta del microstock che, te lo ricordo, vale oramai miliardi di dollari l'anno (scoprilo in questo episodio del mio podcast se non ci credi).

In generale con i 4 video che ti ho mandato spero di averti messo a riparo dai tipici errori del principiante improvvisato:

  • spedisco a tutte le agenzie perché tanto è gratis
  • ho trovato il volo a 10 euro e lo prendo subito anche se mancano due mesi alla partenza
  • riprendo la montagna innevata così National Geographic me la compra

e tanti altri equivoci che conosco molto bene perché di questi è piena la mia casella di post elettronica. Non ho un altro video gratuito da mandarti, anche perché ci ho messo settimane a creare questi e ho tantissimo lavoro da fare. Se ti va, nel mio sito, ci sono decine di episodi del mio podcast o, visto che la strada per fare soldi veri è ancora lunga, ho creato:

  • un corso che costa meno di quello che a volte guadagno in un singolo giorno vendendo le mie foto e i miei video online.

Non sono uno di quei fenomeni del marketing tanto bravi a vendere ma mediocri in quello che insegnano. Se ti va, trovi il link per l'acquisto del corso qui sotto. Se invece le mie capacità di persuasione sono limitate, allora magari usa il modulo di contatto in fondo alla pagina per dirmi se posso fare qualcos'altro per aiutarti.

CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO CHE SPIEGA IL MIO CORSO

Daniele Carrer con il computer portatile nel suo studio

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